
Questo lavoro si propone di partire dai risultati ottenuti dalla sterminata letteratura esistente sull'analisi degli Scritti di San Francesco per giungere ad una visione sintetica del vissuto cristiano dello stesso, letta alla luce dello sviluppo storico della sua vicenda biografica. Lo studio si presenta suddiviso in tre parti: nella prima si offrono dati essenziali sulle fonti e viene proposta una cronologia della vita di Francesco divisa in diversi momenti che costituiscono l'ambiente vitale originario dei suoi Scritti. La seconda, più ampia e analitica, ripercorre i diversi periodi" della vita di Francesco precedentemente identificati, leggendo nei diversi contesti gli Scritti che vi appartengono. La terza ripercorre brevemente la biografia di Francesco, cercando di cogliere i punti focali della sua esperienza, così come sono stati individuati nel corso dell'indagine. Emerge così con maggiore evidenza la dimensione storica dell'esperienza spirituale di Francesco d'Assisi: in tal modo diventa possibile comprendere meglio gli Scritti situandoli nel contesto vitale nel quale hanno avuto origine. "
Prima di partire per l'India nel 1939, dove divenne un pioniere dell'incontro del cristianesimo con l'induismo, padre Jules Monchanin (1895-1957), fu uno dei principali promotori del rinnovamento teologico, apprezzato da teologi del calibro di Henri de Lubac e Edouard Duperray. Questa che presentiamo è la prima monografia sistematica dell'originale pensiero di Monchanin, incentrato intorno al concetto di co-esse. Riprende il classico tema dell'uno e del molteplice e lo applica alla circumincessione delle Persone divine: pensare l'unità dell'unità divina increata come comunione ipostatica (co-esse) allo scopo di costruire una "sinontologia" trinitaria. Poi, prendendo in considerazione il co-esse come ricapitolazione finale di tutta la creazione nel Pleroma del Cristo risorto, sviluppa un'ampia escatologia sociale nella quale vede già la realizzazione nella cattolicità della Chiesa. Infine, sulla base di questo pensiero sulla comunione, si confronta con la tradizioni spirituali dell'India - particolarmente la non-dualità di Shankara - per tracciare i contorni di una teologia cristiana di ispirazione indiana che dia seguito alla richiesta di apofatismo di questa cultura senza per questo spezzare l'insormontabile novità del Dio rivelato che è Uno unicamente in quanto comunione del Padre e del Figlio e dello Spirito, e che chiama ogni essere a partecipare al ritmo del loro eterno amore. È per questa instancabile meditazione trinitaria che Jules Monchanin fu un notevole passatore tra Occidente e Oriente e un insigne testimone della grande tradizione mistica del cristianesimo. Prefazione del cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede.
Tempi difficili per il termine "anima" che si trova a dover fronteggiare sia gli attacchi violenti di un certo schieramento filosofico, sia i ripensamenti di determinate correnti teologiche. La nostra cultura, più che negare manifestamente lo statuto ontologico dell’anima o quantomeno la sua permanenza in vita oltre la morte dell’individuo, ne mina i fondamenti e la credibilità attraverso sospetti, illazioni, congetture. I concetti di "persona", "pensiero", "umanità" smarriscono e confondono i propri contenuti, mentre le biotecnologie avanzano e i computer battono gli umani non solo al gioco degli scacchi.
L’autore intende quindi fare un po’ di chiarezza e ordine sulla questione dell’anima. La prima parte della sua ricerca presenta le origini e gli orientamenti maggiori della contemporanea filosofia della mente, con una sintetica apertura sulla storia e sullo stato attuale dell’Intelligenza Artificiale. La seconda, si occupa di storia della teologia, tentando di far emergere il significato autentico del concetto di "anima", ricercandolo nelle radici vetero e neotestamentaria, nella Tradizione, nelle indicazioni magisteriali, negli sviluppi teologici contemporanei.
Note sull’autore
Andrea Vaccaro, laureato in filosofia e in pedagogia, con diploma in teologia, ha pubblicato saggi sulle riviste Sapienza (Napoli), Atque (Firenze), Quaderni di semantica (Bologna).
Quale è il ruolo della tecnologia all'interno del Disegno divino sul mondo? È possibile associare le parole "Dio" e "tecnologia" in un qualche tipo di proposizione significante? E se la teologia è incapace di elaborare questo nesso non rischia di lasciare la tecnologia orfana di ogni paternità spirituale e in balìa delle sole ideologie? Dopo un esordio sulla filosofia novecentesca e sulle interpretazioni cristiane del mito di Prometeo, la riflessione proposta dall'autore si inserisce in un percorso teologico più tradizionale, con un'analisi minuziosa dei testi del concilio Vaticano II e di altri più recenti documenti del magistero, recuperando le acquisizioni delle cosiddette "teologia delle realtà terrestri" e "teologia della storia". Un capitolo è dedicato al confronto con alcune figure della cultura filosofica e teologica contemporanea particolarmente impegnate nella comprensione del fenomeno tecnologico, da Tanzella-Nitti a Barrajon, da Severino a Galimberti, da Cole-Turner a Kelly.
Uno studio su uno dei documenti piu interessanti della Chiesa medievale.
È ormai appurato che esistano molteplici tipi di intelligenza. All’inizio era solo quella logico-matematica – misurata dal tanto discusso "QI" – poi ne sono sopraggiunte altre, almeno una decina, tra cui anche quella spirituale. Questo fatto è al contempo rassicurante e delimitante: se scopri di possedere un basso quoziente d’intelligenza logica o emotiva o, nel caso specifico, spirituale, non vuol dire che non sei intelligente globalmente, ma solo che la tua intelligenza trabocca in altri ambiti di esperienza. Di converso, possedere un alto quoziente in una determinata intelligenza non deve illudere oltremodo, perché le aree sono molteplici e risultare campione in una di essa non ci consegna automaticamente la felicità o il successo nella vita.
Sommario
Premessa. Test. 1. Il curioso Marshmallow Test. 2. Dal QI al QS. 3. Cosa è l’intelligenza spirituale/1. Danah Zohar. 4. Le sette dimensioni dell’intelligenza spirituale. 5. Oltre il principio 10/90. 6. La filosofia non serve a niente. 7. Cosa è l’intelligenza spirituale/2. David King. 8. SISRI, SIS, MEQ e altri test. 9. La lettera di Capriolo Zoppo. 10. Test di intelligenza etica. 11. False euristiche. 12. Cosa è l’intelligenza spirituale/3. Francesco Torralba. 13. L’intelligenza delle Scritture. 14. Vangelo di Giovanni 11,51. 15. Il comandamento ermeneutico. 16. Cariclea e Teagene. 17. Le dieci grazie. 18 La sposa novella e gli eccitatori spirituali. 19. Cosa è l’intelligenza spirituale/4. Definizioni a cascata. 20. Es gibt allerdings das Mystische. 21. Amore platonico. 22. La favola di Huai Nan Zi. 23. Intelligenza spirituale in vendita. 24. Educazione spirituale. 25. Intelligenza spirituale artificiale. 26. La mente bicamerale. 27. Neuroateismo. 28. Dizionario della stupidità. 29. Dall’empatia all’inter-essere. 30. Humor artificiale. Valutazione dei risultati del libro. Risultati del test, finalmente. Punteggi.
Note sull'autore
Andrea Vaccaro, titoli accademici in Filosofia, Psicopedagogia e Teologia, è docente all’Istituto di Scienze Religiose Galantini di Firenze e vicedirettore della Scuola di Teologia della diocesi di Pistoia. È collaboratore di Avvenire, Rassegna di teologia, Vita e pensiero e Quaderni di semantica. Con EDB ha pubblicato Perché rinunziare all’anima? La questione dell’anima nella filosofia della mente e nella teologia (22002) e La Linea obliqua. Il ruolo della tecnologia nella riflessione teologica (2015). Con Giordano Frosini ha curato La Bibbia in breve (2017).
Con un linguaggio semplice ma profondo, l’autore, sacerdote romano con lunga esperienza missionaria in Medio Oriente, intreccia nei due volumi contenuti in questo cofanetto, fede e incredulità, ragione e Vangelo, dubbio e ricerca. I testi nascono dall’ascolto di domande vere, maturate nella vita concreta, e si rivolgono tanto ai credenti in crisi quanto ai cercatori inquieti. Un dono ideale per chi, a Natale, cerca parole autentiche che aiutino a ritrovare senso, consolazione e fiducia. VOL. I - QUALE FEDE? L’opera invita a riscoprire i contenuti essenziali della fede, spesso dati per scontati solo perché si è cresciuti o si vive in un contesto cristiano, per aver frequentato il catechismo o respirato l’atmosfera delle sacrestie. Con uno stile semplice ma al tempo stesso profondo, l’autore mette in dialogo fede e incredulità, ragione e Vangelo, dubbio e ricerca, mostrando come questi elementi non siano realtà opposte, ma dimensioni che si illuminano a vicenda. Le riflessioni proposte nascono dall’ascolto di domande autentiche, maturate nella vita quotidiana, e vogliono offrire un sostegno sia a chi attraversa un momento di crisi nella propria fede, sia a coloro che, inquieti e assetati di senso, sono ancora in ricerca. VOL. II - PERCHÉ CREDO? L’opera esamina i motivi che portano a rifiutare la fede e le ragioni del credere: quelle di tipo razionale, ma anche esperienze esistenziali e scientifiche, comprese le ragioni del cuore con le testimonianze di coloro che dalla negazione totale sono passate alla fede attraverso esperienze, intuizioni, rivelazioni. Con un linguaggio semplice ma profondo, l’autore intreccia fede e incredulità, ragione e Vangelo, dubbio e ricerca. I testi nascono dall’ascolto di domande vere, maturate nella vita concreta, e si rivolgono tanto ai credenti in crisi quanto ai cercatori inquieti.
Il presente libro è il quinto e ultimo volume dell’Etica sociale data alle stampe dall’autore.In Italia Edizioni San Paolo ha pubblicato Etica economica (1999). Il libro è frutto di molti anni di studio dell'autore,che già nelle sue numerose pubblicazioni precedenti ha dato prova di essere un profondo conoscitore della dottrina classica del diritto naturale di Tommaso d’Aquino. Tra i temi trattati:La politica come oggetto dell'etica;lo Stato e la democrazia;i diritti civili;la guerra;la crisi politica.
AUTORE Arthur Fridolin Utz nato nel 1908 a Basilea e deceduto nel 2001 a Friburgo (Svizzera),domenicano,dottore in teologia e filosofia,dal 1946 ha insegnato per più di quattro decenni etica sociale,etica economica e filosofia del diritto all’Università di Friburgo in Svizzera.Già direttore dell’Institut International des Sciences Sociales et Politiques,da lui fondato a Friburgo,è stato inoltre presidente onorario dell’Associazione internazionale per la filosofia sociale.Fra le sue opere più conosciute e citate:Relations humaine et société contemporaine(3 voll.,Fribourg 1956-1961);La doctrine sociale de l’Église à travers les siècles(4 voll., Paris 1970);Sozialethik(5 voll.,Bonn 19582000,di cui è già apparso in edizione italiana il vol.IV: Etica economica,Cinisello Balsamo 1999).
Questo lavoro vuole offrire un modesto contributo per fronteggiare una crisi di identità che, in alcuni casi, ha assunto proporzioni drammatiche. Mi sta a cuore riuscire a presentare una visione panoramica più completa possibile della spiritualità francescana a partire dagli elementi basilari che la definiscono.
Spero che il mio contributo possa aiutare molti a trovare motivi validi per entrare a far parte della grande Famiglia francescana, e possa aiutare altri a trovare motivi convincenti per rimanere.
Dalla presentazione dell'autore.
Il libro offre una riflessione sulla presenza e l’importanza dello Spirito Santo nel vissuto del credente. Le considerazioni sviluppate da Juan Uriarte puntano a rivitalizzare la presenza cristiana nella società di oggi, ossia a promuovere un “modello alternativo” di vita tanto ecclesiale quanto civile.
Dapprima il testo descrive un mondo bisognoso di Spirito e raccoglie alcuni dei segni più preoccupanti di questa carenza. In un secondo momento richiama le affermazioni di carattere teologico e spirituale che ci avvicinano all’identità e alla missione dello Spirito Santo. In un terzo passaggio il libro presenta alcune dimensioni dello Spirito Santo che illuminano la gestazione dell’uomo “alternativo”. Il quarto capitolo tratteggia il profilo di quest’uomo spirituale e alternativo e, allo stesso tempo, scopre in esso la “complicità” e l’impronta dello Spirito Santo. Nella quinta parte si indicano una serie di compiti che, per generare questo tipo di persone e di comunità, lo Spirito assegna oggi alla Chiesa.
La chiesa oggi deve fare un atto di coraggio e rendersi conto che si trova davanti a una realtà che corre velocissima e che rischia di far sentire il suo linguaggio fuori tempo, inadeguato. Bisogna muoversi come sta già facendo papa Francesco: tornare al cuore del linguaggio evangelico ed elaborare un linguaggio nuovo. E di questo cambiamento i veri protagonisti sono i giovani.

