
L'annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra incontra le persone all'interno di comunità caratterizzate da una propria cultura, religione ed etica. La missione evangelizzatrice dovrà pertanto fare i conti con quanto già contraddistingue le diverse popolazioni a livello di fede e anche a livello di costumi, nella consapevolezza della stretta connessione tra l'adesione a Cristo e la vita nuova che questa comporta. Obiettivo centrale del volume è mostrare come, da una parte la prassi e la teologia della missione siano arricchite dall'attenzione alla dimensione morale e, dall'altra parte, come anche la riflessione morale, pensata nella prospettiva della missione, esprima una fecondità particolare. A servizio di questo obiettivo sono posti i diversi momenti che scandiscono il percorso della riflessione e che, di volta in volta, mettono in luce alcuni aspetti particolarmente rilevanti di questo dialogo tra morale e missione. Emergono la densità teologica e pastorale della nozione di esperienza e di conversione, l'attenzione relativamente nuova al tema della "inculturazione della morale" e, soprattutto, la conferma di quanto sia centrale, per questo dialogo interdisciplinare, il mistero di Cristo, mediatore universale e unico di salvezza.
Una sorta di originale testo di storia della filosofia contemporanea scritto dai migliori specialisti di ogni singolo pensatore e nello stesso tempo una vera e propria "cristologia filosofica". Tutte le voci filosofiche più significative degli ultimi due secoli - Schleiermacher, Fichte, Schelling, Hegel, Strauss, Feuerbach, Marx, Schopenhauer, Kierkegaard, Maistre, Bonald, Lamennais, Rosmini, Gioberti, Comte, Solov'ëv, Nietzsche - vengono presentate dai più illustri filosofi italiani nella loro relazione con Cristo.
Si aggiungono le schede bibliografiche e un particolareggiato indice tematico. Un'opera completa e di grande prestigio.
Silvano Zucal, nato a Romeno (Trento) nel 1956, insegna Filosofia morale all'Università di Trento. Studioso del pensiero filosofico-religioso contemporaneo, ha pubblicato volumi e saggi su Rahner, Balthasar, Guardini, Bonhoeffer, Ebner.
I filosofi cosiddetti dialogici, pur nelle differenze con cui si presentano, hanno in comune il concetto di parola e la relazione con un Tu. La preghiera, come interpellanza, è una particolare parola che consente uno straordinario dialogo personale con Dio: in quanto relazione tra l'io umano e il Tu divino, la preghiera può pertanto considerarsi una cifra peculiare della filosofia dialogica. Seguendone le tracce attraverso pensatori eterogenei - da Rosenzweig e Levinas a Weil e Zambrano, da Picard, Buber, Ebner a Guardini il volume cerca di ricomporre i molteplici significati che la preghiera come evento dialogico assume. Una lente sotto la quale è possibile cogliere l'essenza dialogica dell'uomo, e con ciò la sua stessa apertura sull'infinito.
«Dio, esperienza dell’uomo» e «l’uomo, esperienza di Dio». In queste due frasi si può sintetizzare tutta la portata del pensiero filosofico di Zubiri intorno al nesso tra uomo e Dio. L’uomo è solo formalmente esperienza di Dio, perché Dio ci si dà nella forma della realtà-fondamento. Nella posizione filosofica di Zubiri si impone una unità di pensiero tra metafisica della realtà, filosofia dell’intelligenza e pensiero metafisicoreligioso. Per comprendere qualcosa della trascendenza occorre fermarsi a guardare in profondità ciò che abbiamo di più caro: la realtà in se stessa. Ecco il percorso che, attraverso i testi che qui si pubblicano per la prima volta in italiano, Zubiri desidera far compiere al lettore: dalla realtà delle cose all’uomo, e da questi a Dio.
La presente edizione italiana di El hombre y Dios è stata curata da Paolo Ponzio e Armando Savignano seguendo la nuova versione stabilita da Esteban Vargas Abarzúa pubblicata 2012. Oltre alla Redazione finale di L’uomo e Dio, vengono qui pubblicati altri due testi finora inediti in Italia: la Introduzione generale del 1975 e le lezioni tenute nel 1973 dal titolo Il problema teologale dell’uomo: l’uomo e Dio.
AUTORE
Xavier Zubiri (1898-1983) si colloca, all’interno del panorama iberico contemporaneo, nello stesso solco tracciato dal pensiero fenomenologico di Husserl e da quello ermeneutico di Heidegger. Zubiri affronta, nel suo pensiero, il problema del nesso tra la realtà e la sua conoscenza, con una precisazione concettuale e con un respiro interpretativo di straordinaria portata. Nel 1944 pubblica il suo primo libro, Naturaleza, Historia, Dios. Nel 1962 esce Sobre la esencia e, nel 1963, Cinco lecciones de filosofía. Nel 1973 tiene a Roma un corso presso la Pontificia Università Gregoriana su El problema teologal del hombre, che qui si pubblica per la prima volta in traduzione italiana. Nel 1980 pubblica il primo volume di Inteligencia sentiente: Inteligencia y realidad; nel 1982 il secondo volume Inteligencia y logos; nel 1983, il terzo, Inteligencia y razón. Morirà di lì a poco, il 21 settembre, mentre era alle prese con la revisione di El hombre y Dios.
la chiesa ha bisogno di essere scossa dalla sua apatia, di essere compatta nelle sue svariate componenti, di trovare coraggio e forza per poter annunciare nuovamente con efficacia il messaggio che le e`stato affidato, in occasione del grande giubileo. Non e`facile affrontare in modo chiaro e comprensibile un argomento cosi`complesso qual e`quello proposto da questo libro. Tuttavia don stefano zuanon, con la saggezza del maestro e l'animo del pastore, in que ste dodici riflessioni a radio maria ci ha regalato un prezioso vandecum, che ci consente un approccio meno difficile alla conoscenza della terza persona della ss.ma trinita: lo spirito santo. Supportando la dottrina teologica con numerose citazioni tratte dai testi sacri, l'autore ha saputo enucle are i tratti essenziali del grande sconosciuto" che nell'i mmaginario collettivo viene ancor oggi rappresentato come una bianca colomba, rendendo cosl ancora piu`incomprensibile la sua essenza. Don zuanon ce ne ha rivelato la sostanza che h "amore": tra padre e figlio; di dio per l'uomo. Don zuano n ha fatto di piu: ha applicato i principi della dottrina alle condizioni della chiesa attuale offrendo, sullo spunto di una profonda analisi dell apocalisse, una vasta gamma di proposte concrete tendenti a rivigorire e ravvivare le energie del popolo di dio verso il giubileo. "
«Dio non è ineffabile nel senso che sia inintellegibile, ma è ineffabile perché resta sempre al di là di tutto ciò che ne possiamo dire» (Henri de Lubac): in questa definizione è racchiuso il paradosso che caratterizza la teologia negativa o apofatica, che è il tentativo di pensare ciòche si sottrae a ogni pensabilità, di pensare e di parlare di Dio ricorrendo alle negazioni piuttosto che alle affermazioni. Ripercorrendo il formarsi della teologia negativa lungo i secoli, a partire dalla filosofia greca, passando per la letteratura ermetica, i primi autori cristiani e il neoplatonismo pagano e cristiano, fino ad approdare all'Alto Medioevo e alle soglie della prima età moderna con Giovanni Scoto Eriugena, Meister Eckhart e Niccolò Cusano, il presente saggio intende offrire un contributo alla comprensione del significato e dell'importanza della tradizione apofatica, che ha segnato momenti decisivi del pensiero del passato e continua a farlo fino a oggi.
«Costruire nuove chiese vuol dire assicurare a Milano il suo volto cristiano, che rifulge nei secoli della sua storia operosa; vuol dire tramandare ai posteri quella famma di fede convinta e fattiva, ricevuta dalle mani dei padri, che deve continuare a brillare con non diminuito splendore. E questa non può conservarsi vivida e pura, ove manchi la chiesa, accogliente Casa di Dio per il conforto degli uomini, ove manchi l'altare, attorno a cui essi si stringano per ricevere Gesù Cristo, ascoltare il Suo Vangelo, e attingervi alimento di vita soprannaturale, e stimolo a esemplari virtù morali e civiche, nel vincolo della mutua carità» Paolo VI (Messaggio per la «Giornata delle nuove Chiese» a Milano, 17 novembre 1963). nella Diocesi di Milano, ogni Chiesa nuova costruita dal 1955 al 1963, sotto la cura pastorale dell'Arcivescovo Giovanni Battista Montini, reca le tracce di tanti suoi pensieri, è una tappa dei suoi programmi, sino al coronamento, a quello stupendo progetto delle ventidue nuove Chiese di Milano dedicate ai Concili della Chiesa: una ispirazione provvidenziale, "ecumenica", sorta nel cuore di un Arcivescovo che di lì a poco sarebbe diventato Papa, ereditando da san Giovanni XXIII la missione di un Concilio Ecumenico. Un'idea di Chiesa, le sue chiese: uno stesso amore, uno stesso ideale. La grande società dei credenti, l'Ecclesia; la piccola casa di Dio, il tempio.
Di fronte al risveglio degli studi di genere, il tema talvolta è di che genere sia Dio padre. Ma Dio non ha sesso. La sua immagine va identificata piuttosto nella relazione. Nella persona umana l'energia affettiva (eros) è primaria. E Dio è Amore. Questo libro nasce dalla consapevolezza che quando l'Italia un giorno sgomenta svegliandosi ha scoperto che tutti parlavano del Gender, la Chiesa e la teologia si sono ritrovate spesso appiattite o ricondotte a posizioni di gruppi fondamentalisti. Il bisogno che ha generato queste pagine, seguite a confronti e dibattiti pubblici, è che la chiarezza dommatica, la spiegazione dei testi biblici, il rendere chiara la dottrina della Chiesa sia un servizio necessario per evitare che l'ignoranza, il non sapere cioè di questioni importanti che attingono all'umano come immagine del divino che è in ognuno, degeneri al punto da proclamare verità ciò che è invece solo confusamente ci viene dato di conoscere. Le questioni principali degli studi di genere a cui la teologia può offrire un contributo prezioso, sono in questo volume affrontate con un linguaggio semplice perché chiaro, supportato da studi sedimentati nell'autrice che ha il coraggio di sostare quando le risposte indicano il bisogno di una ricerca ancora aperta. Pagine che lette fino alla fine ci apriranno il cuore e la mente a una più corretta interpretazione di quell'essere, come creature, immagine del Creatore che sì ci fece maschi e femmine, ma soprattutto ci fece a sua immagine.
In queste pagine ci occuperemo dell'estasi non tanto come esperienza religiosa ma come esperienza emotiva. Ne parleremo come stato di coscienza umano, dal risvolto emotivo peculiare ma di dominio sostanzialmente comune. "Il nuovo mistico ha le sue estasi all'interno di aeroplani, tra la folla caotica e muta delle metropoli, sulla rampa di una scala mobile".
La collana «Storia delle teologie cristiane» si apre con questa ricognizione ambiziosa e critica delle origini cristiane e del periodo tardo-antico (II-IX secolo), ideata per restituire a lettrici e lettori la polifonia degli sguardi teologici e dei contesti pratici in cui il pensiero cristiano ha preso forma. Sedici contributi specialistici alternano indicazioni metodologiche, ricostruzioni tematiche e focalizzazioni puntuali su autori/autrici e ambiti linguistici, offrendo una serie di strumenti di lettura inediti. La prima parte introduce criteri interpretativi essenziali: la forza delle pratiche rituali, l’incidenza dei contesti, la "matristica", i linguaggi poetici. La seconda parte ricostruisce nuclei tematici centrali - memoria di Gesù, canone biblico, antropologia, cristologia, Trinità, ecclesiologia, monachesimo, innologia - restituendoli alle loro radici storiche. La terza parte amplia l’orizzonte fino alle soglie del X secolo: dall’impulso carolingio alla produzione cristiana in area araba e cinese. Originale per l’approccio e per l’ampiezza delle fonti, il volume privilegia una storia che si pone in ascolto delle prassi - riti, catechesi e arte - e delle voci spesso considerate marginali. Accessibile ma rigoroso, concepito per chi studia, ricerca, riflette e si interessa alla genesi plurale del pensiero cristiano, rappresenta il primo passo di un cantiere di ricerca "aperto", che mira a riesaminare da capo la storia delle teologie in chiave davvero plurale, globale e inclusiva.
È sotto gli occhi di tutti che oggi la politica è incapace di essere all’altezza della sua vocazione, e cioè la cura del bene comune, anche quando afferma di ricollegarsi ideologicamente a più generici valori “cristiani” o morali.
Su questo tema si concentrano i due saggi raccolti nel volumi. I testi sono uniti da una comune visione spirituale gettata sugli ambiti della politica e dell’economia.
Nello specifico, il primo saggio mostra che il problema è spirituale ancor più che etico. Esso parte dall’individuazione delle caratteristiche necessarie per una leadership; chiarisce che cosa si intenda per “spirituale”; tenta di individuare i fondamenti per la costruzione di una personalità propriamente spirituale che sola potrà essere autenticamente sociale, cioè politica.
Il secondo saggio prende spunto dal motto benedettino ora et labora mostrando che la parola più importante è l’et, cioè il tenere assieme due dimensioni che sembrano distanti tra loro.
Gli autori
Natale Brescianini, monaco benedettino, dopo gli studi teologici presso il Seminario diocesano di Brescia, entra nella Comunità Benedettina Camaldolese presso l’Eremo di San Giorgio a Bardolino (VR). Dal 1998 al 2001 frequenta il Pontificio Istituto Sant’Anselmo (Roma), dove ottiene la Licenza in Teologia. Dal 2006 collabora con Massimo Folador e con la società di consulenza e formazione Askesis per la realizzazione di percorsi formativi che si rifanno alla Regola di San Benedetto. Dal luglio 2007 vive presso l’Eremo di Monte Giove. Nell’aprile del 2013 consegue il Diploma di Coach presso la Scuola Incoaching, affiliata ad AICP.
Benedetta Selene Zorzi, monaca benedettina, è docente straordinario
di Patrologia e Storia della teologia all’Istituto Teologico Marchigiano, nonché di Filosofia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma. È co-redattrice della rivista telematica Reportata.
Ha conseguito la certificazione ICF frequentando il Master in Corporate e Business Coaching presso la U2Coach Academy. Tra le sue pubblicazioni, oltre a numerosi articoli, ricordiamo: Desiderio della Bellezza (eros tou kalou) da Platone a Gregorio di Nissa: tracce di una rifrazione teologico-semantica (Roma, 2007); La felicità (con I. Bossi Fedrigotti; Trento, 2013).
Il vangelo ci dice di amare Dio con tutto noi stessi, con la totalità delle energie di cui disponiamo, nel complesso delle facoltà che ci costituiscono. Una teologia dell'io come quella proposta in questo volume si spiega sulla base di questo approccio globale all'essere umano. Interiorità, eros, desiderio, emozioni, piacere e dolore sono solo alcune delle voci interpellate per dispiegarla. Come in uno stereogramma, il quadro che ne emerge offre poco per volta una straordinaria profondità prospettica: lo spirituale non è più qualcosa da aggiungere all'essere umano dall'esterno, come ci ha abituato a pensare il linguaggio di una certa teologia che per troppo tempo ha opposto anima a corpo, materiale a immateriale, natura a sovranatura. Spirituale è la dinamica che permette all'essere umano di aprirsi oltre se stesso. Forse è giunta l'ora che la teologia si riappropri dell'io, per un approccio più integrale della stessa spiritualità alla persona umana.

