
Dall’inizio della civiltà l’uomo si è trovato di fronte a un enigma insolubile, che si manifesta come il problema più grave della nostra condizione, l’ostacolo insormontabile sul cammino - individuale e collettivo - verso la felicità. Perché esiste il male? Quali sono le sue cause? Ci sono possibili rimedi, in grado di sconfiggerlo?
Tra tutte le risposte al problema del male ce n’è una che si impone con particolare autorevolezza: quella data dalla rivelazione cristiana. Il depositum fidei, custodito dalla Chiesa, contiene l’insegnamento sul peccato originale: la ribellione a Dio di alcuni angeli, la successiva caduta dei progenitori della specie umana, la perdita irreversibile dello stato di grazia, l’offerta salvifica di Dio che non ha abbandonato l’uomo «in potere della morte».
Tuttavia, proprio perché si rivolge alla ragione e non (esclusivamente) al sentimento, la risposta della rivelazione cristiana - e quindi della Chiesa - al problema del male deve confrontarsi con gli esiti delle ricerche filosofiche, storiche, scientifiche su tale argomento. Esiti che talora appaiono in contrasto, anche radicale, con i dati di fede custoditi dalla tradizione ecclesiale: ma che non possono realmente contraddirli, se si confrontano con essa in modo leale e ragionevole.
Ma esiste davvero, questa “verità”? Si può propriamente parlare de “la” verità?
La presente indagine storica ricostruisce il dibattito avvenuto nel tardo Impero Romano (secc. II-IV d. C.) tra i sostenitori del politeismo e i primi cristiani.
È singolare che la discussione e gli interrogativi dell’epoca evocano le controversie di cui siamo, oggi, spettatori. Ora come allora, pare che solo l’antico politeismo e il pluralismo religioso garantiscano la tolleranza e la pacifica convivenza, mentre il cristianesimo, con la sua concezione della verità, ostacoli i processi di pacificazione fra i popoli, generando intolleranza.
Ma la ricerca storica conferma davvero queste opinioni?
Ritenuti a torto un mero retaggio del passato, i vizi capitali costituiscono un’autentica enciclopedia delle passioni umane, una lettura geniale dell’agire umano nelle sue derive negative e nei beni cercati attraverso di essi. Chiunque consideri con attenzione questi vizi potrebbe trovarvi ogni possibile situazione di vita, di classe sociale, di attività proprie della giornata dell’uomo di sempre. Si potrebbe dire dei vizi capitali quello che il regista polacco Kiesloswski aveva osservato a proposito dei comandamenti: “Essi riassumono l’intera nostra esistenza, ciò che siamo e ciò che vorremmo essere: tutti li disattendiamo eppure tutti ci riconosciamo in essi”. Questa polarità di trasgressione e ideale evidenzia la perenne attualità del discorso sui vizi, mettendo in guardia da una suggestione mortale: la tentazione di eliminare gli ideali dalla vita, rassegnandosi ad accogliere passivamente ciò che capita, con indifferenza. L’importanza di studiare i vizi capitali si giustifica infine per la profonda saggezza di cui sono portatori. Non a caso sono stati lungo i secoli oggetto di indagine da parte di artisti e studiosi delle discipline più diverse: le loro analisi delineano un profilo dell’uomo di tutti i tempi. Questo libro intende esplorare tale saggezza, avventurandosi in un percorso affascinante che coinvolge teologia, filosofia, psicologia, arte e letteratura.
Giovanni Cucci è laureato in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo l’ingresso nella Compagnia di Gesù ha compiuto gli studi di teologia a Napoli presso la Facoltà S. Luigi e successivamente la licenza in psicologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, dove ha anche conseguito il dottorato in filosofia. Insegna etica presso lo studentato della Compagnia di Gesù a Padova ed è professore di filosofia e psicologia all’Università Gregoriana. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: “Ricoeur oltre Freud. L’etica verso un’estetica” (Cittadella Editrice, Assisi 2007) e per le edizioni AdP “La forza della debolezza. Aspetti psicologici della vita spirituale” (2007).
Il libro tenta di esplorare la fecondità dell'amore come fondamento della morale e si propone altresì di approfondire le radici dell'esperienza cristiana alla luce dell'Evento nel quale il logos si manifesta come agape, divenendo così il principio di un agire nuovo: l'incontro con Cristo inaugura una logica nuova.
Respingendo le opposte tentazioni della tabuizzazione moralistica e della banalizzazione consumista, Piana offre una visione serena della sessualità evidenziando la molteplicità dei significati umani e suggerendo i criteri per la formulazione del giudizio etico. L'approccio a tematiche particolari, quali l'autoerotismo, l'uso della sessualità al di fuori del matrimonio e l'omosessualità, si sviluppa nel solco di un'attenzione privilegiata alle dinamiche soggettive e relazionali. Il superamento della tradizionale concezione 'naturalistica' non implica la caduta in un assoluto relativismo, ma diviene la condizione per una più matura crescita della persona e dei rapporti interpersonali.
La spiritualita' pratica con l'aiuto dei santi e dei mistici. L'umanita' avverte un grande vuoto e cresce la sete spirituale degli uomini di oggi. Questo bisogno di trascendenza malauguratamente finisce troppe volte col rivolgersi a pratiche orientaleggianti o esoteriche, quando non sfocia in un incerto smarrimento. Eppure la tradizione cattolica, quella piu' prossima a noi, vanta un florilegio di mistici e di maestri che nessun'altra tradizione possiede e alla cui scuola molti uomini si sono realizzati, molti santi sono divenuti tali. Grande responsabilita' di questo vuoto non colmato e', in effetti, proprio dei cattolici che al loro tesoro non attingono e che vergognandosi di tale ricchezza non la propongono, temendo, ad esempio, di usare parole dal significato ancor oggi vivissimo quali: 'grazia, virtu', beatitudine, peccato'...
C’è uno specificum ineliminabile del martirio cristiano, che lo differenzia dalle innumerevoli morti ingiuste che hanno attraversato la storia degli uomini: il cristianesimo nasce, per così dire, da un martirio, non solo come accadimento storico, ma quale intrinseca necessità del piano divino di salvezza, in virtù del quale il Cristo doveva sopportare sofferenza e morte per entrare nella sua gloria (cf. Lc 24,26).
Anche oggi i cristiani nel mondo subiscono il martirio. Ma che cosa qualifica quella particolarissima esperienza? Il martire cristiano non muore per imporre un’idea, per quanto nobile ed elevata, ma per attestare il suo legame più prezioso, quello con Colui che è «Signore» della sua stessa vita. Le pagine dell’autore sono dedicate propriamente a tale legame.
Dopo un breve status quaestionis sul martirio nella teologia cattolica contemporanea, l’indagine si allarga a un’analisi del Nuovo Testamento per comprendere come il mistero della croce tocchi il credente. Prende quindi in esame alcune figure rappresentative di testimoni per chiudere elaborando una sintesi teologica.
Sommario
Presentazione (R. Tremblay). Introduzione. I. Il tema del martirio nella teologia cattolica. Uno status quaestionis introduttivo. II. L’evento della croce: appello alla sequela e grazia della testimonianza. Un’indagine sul Nuovo Testamento. III. Attratti dal mistero della croce. Alcune figure di «testimoni». A. L’età dei Padri. B. Il tragico Novecento. IV. Il martirio, dono della croce e culmine della vita morale. Conclusione. Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
Stefano Zamboni, nato a Trento nel 1974, è sacerdote dehoniano. Ha conseguito la laurea in filosofia presso l’Università di Bologna e il dottorato in teologia morale presso l’Accademia Alfonsiana (Roma).
L’intento è di superare l’“impasse” tra l’universalismo etico illuminista, con le sue insolute aporie, e il relativismo post-moderno, con la sua “insostenibile leggerezza”.
Il nichilismo post-moderno nega la possibilità stessa di porre filosoficamente il problema, pertanto il primo passo consiste nella giustificazione del senso e del ruolo di questa indagine. Il contesto della globalizzazione richiede un’etica mondiale, in grado di coniugare differenze e pluralismo. Bisogna quindi esaminare le istanze relativistiche e le loro motivazioni per far emergere le ragioni che spingono ad impostare un’etica razionale e non razionalistica che consenta di rendere ragione alle istanze dell’autenticità, della diversità sociale e del riconoscimento. Dal confronto con le diverse figure di razionalità pratica attualmente più rilevanti emergeranno i tratti essenziali di una proposta di riflessione per l’etica di oggi, in cui proprio le ragioni del pluralismo etico spingano a rifiutare il relativismo e a fondare nell’umanità degli uomini i doveri reciproci di rispetto e responsabilità.
GLI AUTORI
ALDO VENDEMIATI (1961) è Professore ordinario di Filosofia morale nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana (Roma). Le sue ricerche vertono prevalentemente sulla fondazione dell’etica (In prima persona, Urbaniana University Press, Roma 2004), in dialogo con la tradizione tomista (La legge naturale, Edizioni Dehoniane, Roma 1995) e con la fenomenologia (Fenomenologia e realismo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1992). Si è dedicato anche all’approfondimento delle tematiche bioetiche in ordine alla loro fondazione epistemologica (La specificità bio-etica, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002).
˛ˇ D e s c r i z i o n e d e l l ' o p e r a
L e t i c a c o n t e m p o r a n e a , p e r e v i t a r e l a s t r a t t e z z a e l a g e n e r i c i t ‡ , d e v e a v v a l e r s i d e l l a n a r r a z i o n e . L a v a l u t a z i o n e m o r a l e d i u n c o m p o r t a m e n t o p r e s u p p o n e , i n f a t t i , u n a p r e l i m i n a r e c o m p r e n s i o n e d e l s u o s i g n i f i c a t o c h e p u Ú e s s e r e i n d i v i d u a t o s o l o e n t r o u n a s t o r i a , c h e n e i l l u m i n a l e i n t e n z i o n i , i c o n t e n u t i , l e c o n s e g u e n z e .
I l d i b a t t i t o a t t u a l e m o s t r a i n o l t r e c h e l o g g e t t o d i c o n t r o v e r s i a n o n r i g u a r d a t a n t o l a c o e r e n z a l o g i c a d e l r a g i o n a m e n t o o i l c a l c o l o d e i b e n e f i c i p r o v e n i e n t i d a u n a s c e l t a , m a p i u t t o s t o l e v i s i o n i e t i c h e ( d e l l a m a l a t t i a , d e l l a c u r a , d e l l a g e n e r a z i o n e , d e l l a m o r t e ) , d a c u i d i s c e n d o n o l e p a r o l e e i t e r m i n i i m p i e g a t i n e l l e a r g o m e n t a z i o n i e i c r i t e r i u l t i m i p e r b i l a n c i a r e i p r i n c i p i e v a l o r i i n g i o c o . T a l i v i s i o n i h a n n o u n a c o m p o n e n t e n a r r a t i v a : s o n o i m m a g i n i d i b e n e e d i g i u s t i z i a , s o n o r a c c o n t i o r i g i n a r i c h e d e l i n e a n o l a g e n e s i d e i p r o b l e m i a t t u a l i .
» d u n q u e n e c e s s a r i o r i a b i l i t a r e l a n a r r a z i o n e c o m e m e t o d o p e r f a r e e t i c a , o v v e r o p e r c o m p r e n d e r e a d e g u a t a m e n t e l a c o m p l e s s i t ‡ t e o r i c o - p r a t i c a d e l l e s p e r i e n z a m o r a l e . I n q u e s t a p r o s p e t t i v a , l a u t o r e s e g u e u n p e r c o r s o a r t i c o l a t o : s i c h i e d e a n z i t u t t o i n c h e m o d o u n a v i s i o n e d e l b e n e , f a t t a d i s i m b o l i e n a r r a z i o n i , s u b i s c a l u r t o d e l l i n c o m p r e n s i b i l e i n s i t u a z i o n i d i e s t r e m a s o f f e r e n z a ; e s a m i n a s u c c e s s i v a m e n t e a l c u n e r e l a z i o n i c o s t a n t i f r a r a c c o n t o e s p e c u l a z i o n e , f r a m i t o e r a g i o n e , f r a v i s i o n i e d i n t e r p r e t a z i o n i , o f f r e n d o n e e s e m p l i f i c a z i o n i i n a m b i t o l e t t e r a r i o , f i l o s o f i c o e t e o l o g i c o ; r i n t r a c c i a , i n p a r t i c o l a r e , n u c l e i n a r r a t i v i n e l r a g i o n a m e n t o d i d u e f i l o s o f i ( K a n t , H e g e l ) ; i n t e r r o g a t e s t i b i b l i c i ( Q o h e l e t , G i o b b e ) c h e m a n t e n g o n o , p e r v i e d i v e r s e e i n c o n d i z i o n i d i e s t r e m a s o f f e r e n z a , l a c o m u n i c a z i o n e c o n u n p r i n c i p i o t r a s c e n d e n t e . I n b a s e a l l e s u g g e s t i o n i e s e g e t i c h e , s e g n a l a , i n f i n e , a l c u n e p i s t e d i a p p r o f o n d i m e n t o p e r n o m i n a r e e i n v o c a r e i l d i v i n o .
S o m m a r i o
I n t r o d u z i o n e . ´ I l b a m b i n o c h e n o n s o g n a v a ª . 1 . V i s i o n i e t i c h e e n a r r a z i o n i . E v i d e n z e d e l b e n e . V i s i o n i d e l m o n d o e r i c e r c a e t i c a . V i s i o n i e n a r r a z i o n i . T e o r i e e t i c h e e l e t t e r a t u r a : Z o l a e M u s i l . N a r r a z i o n e e f i l o s o f i a . N a r r a z i o n e e t e o l o g i a . 2 . K a n t : ´ c o m e u n f i n e ª . 3 . H e g e l : f e n o m e n o l o g i a e r o m a n z o . 4 . Q o h e l e t : u n a l l e a t o l o n t a n o . 5 . G i o b b e : i l c o s m o c o m e u n c o r p o . 6 . I l V a n g e l o d i M a r c o . 7 . U n a m u s i c a , o l t r e i l D i o p e r s o n a l e . I c o n e m i s t e : n a t u r a , p e r s o n a . M u s i c a , r a c c o n t o : l u n i v e r s o n a r r a b i l e . D i o c o m e r a c c o n t o . P e r c o n c l u d e r e : o l t r e l a p e r s o n a . E p i l o g o . ´ I l g i a r d i n o d e i r a c c o n t i ª . I n d i c i .
N o t e s u l l ' a u t o r e
P a o l o C a t t o r i n i Ë p r o f e s s o r e o r d i n a r i o d i b i o e t i c a a l l a F a c o l t ‡ d i M e d i c i n a e C h i r u r g i a d e l l U n i v e r s i t ‡ d e g l i S t u d i d e l l I n s u b r i a , V a r e s e . L a u r e a t o i n m e d i c i n a e f i l o s o f i a , s p e c i a l i z z a t o i n p s i c o l o g i a c l i n i c a , h a s v o l t o r i c e r c h e i n f i l o s o f i a d e l l a m e d i c i n a , b i o e t i c a e m e d i c a l h u m a n i t i e s e d Ë s t a t o c o m p o n e n t e d i c o m m i s s i o n i e t i c h e a l i v e l l o n a z i o n a l e e l o c a l e . F r a i s u o i s c r i t t i : L a m o r t e o f f e s a . E s p r o p r i a z i o n e d e l m o r i r e e d e t i c a d e l l a r e s i s t e n z a a l m a l e ( E D B , B o l o g n a 1 9 9 6 ) ; L a m o r a l e d e i s o g n i . L o s t a t u t o e t i c o d e l l a p s i c o a n a l i s i ( E D B , B o l o g n a 1 9 9 9 ) ; I S a l m i d e l l a f o l l i a . D i s t u r b i m e n t a l i e p r e g h i e r e d i l i b e r a z i o n e ( E D B , B o l o g n a 2 0 0 3 ) ; B i o e t i c a . M e t o d o e d e l e m e n t i d i b a s e p e r a f f r o n t a r e p r o b l e m i c l i n i c i ( M a s s o n , M i l a n o ≥ 2 0 0 5 ) ; B i o e t i c a e c i n e m a . R a c c o n t i d i m a l a t t i a e d i l e m m i m o r a l i ( F r a n c o A n g e l i , M i l a n o ≤ 2 0 0 6 ) .

