
In ebraico mandorlo significa "attenzione". E questo libro raccoglie le attenzioni quotidiane di un cuore attento alla poesia della vita. Don Luigi Verdi le ha condivise con alcuni amici "speciali": Luigi Ciotti (che firma l'introduzione), Alex Zanotelli, Pietro Ingrao e Marco Lodoli. "Don Luigi scrive Lodoli - è un uomo da ascoltare con attenzione, lui non alza la voce, non rimprovera e non lancia proclami: le sue frasi hanno il profumo del pane e del vino, il calore di un abbraccio, ma anche l'inquietudine che deriva da un cuore in allarme".
La spiritualità, al di là delle fedi religiose, è stata una perdita sensibile, almeno a livello diffuso, dell'età novecentesca. Adesso, in un'epoca in cui le ideologie sono entrate in crisi nella loro pretesa di configurarsi come fede laica e in cui chiese e istituzioni appaiono sempre più arroccate nella difesa dei propri privilegi, la spiritualità può riacquistare un senso nuovo, come esperienza di ciò che ci supera e ci spinge fuori di noi, a incontrare l'altro che dà significato al nostro vivere. "Dentro" e "oltre" sono parole tra le più ricorrenti in queste esperienze: dentro come accoglienza e oltre come disponibilità del pensiero a gettarsi al di là di ogni orizzonte. Sono le parole delle donne che in questo libro si rincorrono, accompagnate da un breve commento, attraverso i testi di filosofe, poetesse, mistiche, scrittrici, da Saffo a Teresa d'Avila, da Juana de la Cruz a Marina Cvetaeva, da Emily Bronté a Maria Zambrano, dalla sufi Ràbia alla yogini Ma Gcig. Leggere queste pagine è come fare una visita guidata in un castello "interiore" dove alle pareti non ci sono quadri, ma pagine esemplari, voci che si cercano, raccontando la vicenda di un io in ascolto. Amore è il termine che le accomuna. Un amore che contiene e trascende tutti i termini che lo rappresentano: affetto, simpatia, sollecitudine, deduzione, eros. E le parole che tentano di descriverlo non possono che essere mobili e saporose come l'inafferrabile oggetto!
Tutti conosciamo la felicità, e malgrado ciò ci sfugge. Questo libro ci insegna a ritrovarne le tracce, come briciole di pane nella memoria: vacanze, libri, amici, un pranzo in riva al mare, la maionese fatta in casa, una foto in bianco e nero, la tromba di Chet Baker, le dune di Dakar, una serata speciale sotto la pioggia sottile di Parigi... In un gioco di immagini, associazioni e rimandi Françoise Héritier compone una riflessione sull'essenza della vita, che è insieme esperimento letterario e inno d'amore per la quotidianità.
Niente discorsi noiosi. Pensieri che leggi in dieci secondi. E restano dentro più a lungo. Se penso a uno strumento a cui accostare le paginette di padre Andrea, mi viene in mente il cellulare con gli SMS. Padre Andrea si mette a servizio di un vasto pubblico, portando con semplicità, simpatia e cordialità un messaggio che non è mai banale, perché nasce e si sviluppa attorno a quel Messaggio unico che è il Vangelo, la bella notizia che Dio ci ama" (dalla Presentazione).
Questi agili pensieri sono voli d'aquila, bocconi di pane fresco, sorsi d'acqua pulita che fanno bene all'anima. Basta un piccolo dettaglio e Padre Andrea Panont spicca il volo come un gabbiano ad ali spiegate appoggiato sul vento... e pensa che anche noi possiamo volare lasciandoci condurre dai venti contrari della vita; vede Carletto che coltiva i fiori e conclude che i fiori li offre soltanto un innamorato e Dio, che ha creato i fiori, è innamorato di noi; scopre che un petalo staccato dal fiore perde il suo profumo e osserva giustamente che anche noi staccati da Gesù perdiamo il Suo profumo" (dalla Presentazione).
I racconti di Padre Andrea sono una sorta di Vangelo semplice, briciole di un'antropologia schiettamente cristiana proposte secondo una formula veloce, alla portata di tutti. In essi non è difficile imbattersi nei grandi temi della sapienza cristiana sminuzzati per i piccoli, ma senza mai banalizzarli, andando direttamente al nocciolo della questione.
Centocinque interviste a uomini e donne del mondo dello spettacolo, cultura, religione e sport alla scoperta del senso della vita e delle cose che contano: storie intense, soprattutto confessioni inaspettate. Prefazione di Antonio Preziosi
Il tema della fede illustrato nelle sue dimensioni fondamentali, e proposto come principio unificante capace di dare forma all'intera esistenza umana e al ministero pastorale. La meditazione si accosta con immediatezza al testo biblico, nella fiducia che in ogni tempo, in ogni situazione umana e aldilà di ogni barriera culturale, esso è in grado di comunicare la propria verità.
La fedeltà consiste nell'aver fede e nel prestar fede: si crede in qualcosa, in qualcuno. Da questo credere deriva il fatto che ci si rimette all'oggetto di fede. L'inferno è non avere qualcuno da amare, nel quale riporre la fiducia e dal quale attendere, e ricevere, il nutrimento per vivere. Ma l'esperienza della fedeltà si deve accompagnare anche alla pietà e alla compassione: la fedeltà resiste grazie alla presa di coscienza della propria fragilità e precarietà. Così è nei confronti di dio; ciò che si deve conservare a tutti i costi è la nostra fiducia in lui, malgrado le nostre piccole e grandi infedeltà
Sotto la forma di una raccolta di lettere a un giovane educatore, quest'opera costituisce un vero e proprio libro d'iniziazione all'arte di vivere e all'arte di educare.
Con toni ironici e al tempo stesso dolenti, con la forma del romanzo, l'autore, sotto pseudonimo, ritrae, attraverso il piccolo mondo di Montefumo, la mutazione in atto, specie in epoca post-conciliare, nei rapporti tra una nuova società a corto di fede e una Chiesa che tende ad adattarvisi con strappi teologici, dottrinali, ideologici e liturgici.

