
"Quando ero bambina ho avuto la grande fortuna di trascorrere giorni stupendi in un Regno incantato. È un regno talmente meraviglioso che è difficile descriverlo, solo chi vi è stato può comprenderne la Bellezza. Lo chiamano il Regno della Gioia …."
Il testo è una narrazione 'immaginativa' della storia splendida e drammatica dell'umanità: creati per la Luce e l'Amore, veniamo irretiti dal luccichio del mondo con le sue diverse seduzioni e illusioni, fino a diventarne totalmente schiavi. Ma il Principe della luce offre la sua Vita perché possiamo riaprire il cuore di pietra e conoscere la beatitudine dell'Amore.
"...non immaginavo davvero di incontrare un popolo casi sterminato di giovani soli, emarginati, sfregiati nella profondità del cuore e della dignità, vittime dei terribili tentacoli di piovre infernali e della più infame delle schiavitù". Così si esprime l'autrice iniziando a raccontare la sua avventura nel mondo della strada. Questo libro infatti raccoglie e ci consegna alcune testimonianze emblematiche del 'popolo della notte', invisibile ai più, ma rappresentativo delle paure e delle ferite più profonde della nostra società. Grande protagonista è comunque la grazia di Dio che spinge anche coloro che sono negli inferi più oscuri ad aprirsi alla speranza e all'incontro con Lui.
Questa biografia ripercorre i momenti più significativi della sua vita e del suo percorso di fede. Una antologia dei suoi scritti rende conto della profonda spiritualità di questo autentico testimone di Cristo. Voglio essere uno specchio, il più limpido possibile, riflettere la Tua luce nel cuore di ogni uomo". Il giovane Matteo Farina (1990-2009) ha trascorso la sua breve vita a Brindisi effondendo, con la gioia di vivere, una profonda testimonianza di fede resa adulta dall'esperienza della malattia che lo ha portato alla morte. Il suo abituale sorriso era l'emblema più evidente e credibile del suo essere discepolo di Gesù in ogni circostanza. "
Questo celebre libro del teologo francese Jean Daniélou, apparso in edizione originale nel 1956, costituisce una vera teologia missionaria, aperta e dialogante. Ricorda infatti a tutti che esiste una quantità di figure straordinarie – personaggi né ebrei né cristiani, apparentemente estranei all’alleanza di Abramo e di Cristo – che popolano quel grande e supremo ‘martirologio’ in cui sono registrati, accanto ai «144.000 di ogni tribù dei figli di Israele», anche tutti i membri della «moltitudine immensa e innumerabile di ogni nazione, razza, popolo e lingua».
Traduzione in italiano della "Règle du Carmel et son esprit" (1949) di padre François de Sainte-Marie. Partendo dalla trascrizione del testo originale della Regola, composto intorno al 1209 da sant'Alberto Avogadro, patriarca di Gerusalemme, l'autore analizza attentamente dal punto di vista storico e spirituale l'essenza di questo ordine religioso. Emerge così il forte carattere mistico del Carmelo, un ordine contemplativo che fa della preghiera la sua principale attività.
Aprire lo spazio del confronto tra la fedeltà a un carisma istituzionalizzato come quello di Teresa d’Avila e l’interpretazione creativa nell’oggi della storia è un’operazione rischiosa, ma da farsi. Può portare fuori strada, se non avviene sotto la guida fantasiosa dello Spirito per rispondere alle sfide lanciate dalla società odierna, oltre che dai nuovi orizzonti della teologia e della teologia della vita consacrata. Come figli di Teresa di Gesù abbiamo un’identità e un’appartenenza a un’istituzione che non possiamo svendere né sostituire per restare in superficie confusi e smarriti. È alla riscoperta di questa identità e del carisma fondazionale di Teresa di Gesù che intendo dedicarmi in questo lavoro, lasciando intenzionalmente che sia Teresa a raccontare di Teresa. La narrazione che la Santa fa della sua esperienza di vita attinge il proprio soggetto da Dio che le parla e verte sulla sua personale esperienza. Appunto per questo, il percorso narrativo non procede più dalla Parola di Dio a Teresa, ma da questa a Dio che le parla, spingendola a raccontare le meraviglie che egli ha compiuto nella sua vita.
Questo volume esorta alla presa di coscienza decisa che oggi, se noi cattolici non affermiamo quello che viviamo nella Messa, giriamo a vuoto e le nostre parole si perdono nel vento. I mali del mondo non fanno altro che aumentare in noi il bisogno di pregare e vivere la Messa come unico grande atto redentivo. Per vivere bene la Messa bisogna amarla. Amare la Messa! Andarvi con desiderio, trepidazione, bisogno, gratitudine. Inginocchiarsi al mistero, purificare i cuori, implorare pietà, ricevere umilmente il Corpo di Cristo, far vivere Gesù in noi durante la giornata. In "Meditazioni sull'Eucaristia. La forza della debolezza", padre Serafino Tognetti ci introduce nel mistero più grande che accompagna la vita di ogni cristiano: l'Eucaristia. La semplicità dello stile e lo spessore delle meditazioni faranno viaggiare il cuore e la mente all'interno del dono incommensurabile che Gesù ci ha lasciato nel Santissimo Sacramento. Scopriremo che la partecipazione alla Messa deve essere un incontro sempre nuovo con Gesù Cristo; l'incontro capace di vivificare e trasformare la vita di ogni giorno in canto di lode e ringraziamento al Padre. Leggendo queste pagine la celebrazione eucaristica sarà per ognuno vertice del proprio incontro con Dio e fonte di nuova forza per testimoniare l'amore di Cristo tra le strade del mondo.
Il 2 maggio 1984, a soli 23 anni, moriva Sandra investita da un'auto. Di lei rimangono i suoi scritti raccolti in un diario (Il diario di Sandra, Sempre Comunicazione) in cui lo spirituale e l'umano si incontrano in quell'armonia che solo il Signore poteva pensare per noi. Molti hanno incominciato a pregarla e ad invocarla: molti giovani devono a lei la scoperta dei valori cristiani e del servizio ai poveri. "Così ho cercato di vedere Sandra, in un unico atto, nel suo percorso umano per intravvedere in esso la mano di Dio che la conduce. Dedico questo libro in particolar modo a coloro che sono nella sofferenza, che sentono solitudine, incapacità di emergere, uno smarrimento esistenziale, come anch'io ho provato nelle mie lunghe notti dell'anima. È un invito a prendere coscienza che a qualsiasi età e in qualsiasi momento è possibile far rifiorire il nostro giardino interiore".
In questo libro, scritto espressamente per i lettori e le lettrici italiane, Anselm Grün invita a scoprire, o a riscoprire, magari in occasione di un lieto evento, il miracolo sempre nuovo della vita che nasce. Ogni essere umano che viene alla luce è e resta - sempre e comunque - un dono immenso del Cielo, una promessa di Dio per l'umanità.
"Gesù che siede a tavola e che parla del Regno dei Cieli come una mensa imbandita è solo l'inizio, il pretesto per poi passare ad una carrellata di umanità che si pone di fronte alla grande domanda su Dio: chi è Dio veramente? E cosa significa nella sua essenza ultima: 'Prendete e mangiate, questo è il mio Corpo'? Dio si comunica non solo con le parole, ma con i fatti. E ogni incontro chiede una risposta. Si legge per nutrirsi, dal momento che noi abbiamo non soltanto un corpo biologicamente affamato, ma anche un'anima affamata. E poi, non solo l'uomo ha 'fame' di Dio, ma anche Dio ha 'fame' dell'uomo, dal momento che Dio è amore e il suo desiderio di donarsi è letteralmente infinito. Basterebbe questo per impazzire. È la follia dei santi" (dalla Prefazione di padre Serafino Tognetti).
In questo volume la sesta e la settima estasi dell'Apocalypsis Nova, lo scritto profetico lasciato dal beato Amadeo da Sylva alla chiesa cattolica.

