
L’uomo di oggi vive sotto il peso di tanti condizionamenti e desidera conquistare un maggiore spazio di libertà. E se san Francesco fosse un modello a cui ispirarci? L’autore in queste pagine, con un linguaggio concreto e divulgativo, ne fa emergere tutta la statura umana e cristiana, un punto di riferimento per una vita piena.
Ciascuno di noi è alla ricerca di vie e soluzioni per rendere più bella la vita. Ma è un’impresa tutt’altro che facile. E se la risposta fosse nella Beatitudini? L’autore, a partire dal testo evangelico, costruisce un itinerario di vita nuova, fatto di domande, provocazioni e suggerimenti di preghiera.
Il testo introduce il lettore in uno degli scritti più belli
del Nuovo Testamento: la Prima lettera di Giovanni. L’approfondimento sapienziale dei testi, attraverso la lectio divina, fa di questo piccolo libro un tesoro da accogliere, meditare, pregare e testimoniare oggi. Il percorso proposto si snoda in sei parti: la prima più introduttiva e preziosa dal punto di vista metodologico; le altre invece attraversano i punti salienti dello scritto giovanneo. La struttura interna ruota intorno a tre de nizioni di Dio che nascono dal tessuto di fede della comunità cristiana del primo secolo: Dio è
luce, Dio è giusto, Dio è amore. Una comunità viva che, pur essendo attraversata da crisi interne provocate da pseudo- profeti, trova la sua forza e la sua coesione nella persona di Gesù, luce del mondo.
La mente gioca un ruolo fondamentale (diventando decisiva nel determinare la nostra infelicità) sulle nostre fragilità: ansia, confusione, disordine, sentimenti di giudizio e di invidia, sensi di colpa e dipendenze, peccato, problemi generazionali, predisposizioni medianiche, insoddisfazione, ribellione alla sofferenza, problemi di relazione. L’Autore, con un linguaggio coinvolgente e accessibile, coniuga princìpi di psicologia applicativa a un ampio ventaglio di citazioni bibliche, con l’obiettivo di aiutare il Lettore a rileggere i propri atteggiamenti mentali, emotivi e comportamentali alla luce della parola di Dio. Il libro presenta uno stile schematico prestandosi ad essere uno strumento utile per l’organizzazione di seminari e di momenti formativi.
Dall'alto della croce il Cristo ha consegnato le sue parole ultime, che la tradizione ha raccolto in un settenario. Custodite dalla fede della chiesa, esse non sono state in verità le "ultime" parole di un morente, ma piuttosto le "penultime" parole del Vivente, di colui che è la Parola, il Crocifisso risorto. Queste parole estreme e solenni suonano come un testamento, il testamento dell'amore. La "passione" dell'amore non è mai scevra dalla fatica di amare, fatica che è stata espressa e illuminata da queste parole che forse, in alcune ore della nostra vita, saranno state anche le nostre parole, o potranno esserlo... Così la croce si erge come fatica estrema dell'amore e, su di essa, il Cristo che entra nella morte dà voce, parola e senso alla fatica di ogni vita.
Coloro che oggi sono impegnati nella missione educativa fanno i conti con un dato di fatto: i vecchi approcci formativi e catechistici funzionano a fatica. I giovani cercano proposte che li aiutino a fare le loro scelte senza imposizioni e senza tappe preconfezionate. Specialmente nell’ambito del discernimento vocazionale avrebbero bisogno di percorsi portati avanti con creatività e coraggio, che li lascino liberi di conoscere il sapore autentico della loro vita.
Don Marco D’Agostino ricorre all’ef cace metafora della cucina per immaginare un nuovo approccio educativo
e orientare i cuochi di oggi alla scoperta di ingredienti sorprendenti: i nostri giovani.
Viene, per tutti, un momento in cui si sente il bisogno di cambiare, di rinnovarsi e di mutare quel che ci circonda; in genere è un momento di crescita, che però, spesso, viene quasi tenuto a distanza: se da un lato, infatti, tutti noi desideriamo cambiare, di questo stesso cambiamento abbiamo anche paura. Ma se, invece di voler cambiare, provassimo a vivere la nostra esistenza come una continua trasformazione? E se questa trasformazione la vivessimo non solo sotto i nostri occhi solitari, ma in comunione con il percorso che Dio ci offre quotidianamente? Trasformazione, dunque, e non cambiamento è la ricetta che Anselm Grün propone in questo suo nuovo, sorprendente libro. Di tale percorso e progetto egli offre al lettore una serie di esempi, tratti dalla narrazione fiabesca, dalla riflessione psicoanalitica e, naturalmente e soprattutto, dal testo biblico, componendo un intreccio fatto di esempi sorprendenti, che permetteranno di guardare al nostro quotidiano e alla nostra stessa fede come a un cammino possibile, per il quale non è necessario nessun cambiamento radicale, perché tutto è sempre e comunque in mutamento. Sono le nostre stesse fragilità e colpe a indicare la via verso il «tesoro presente in noi, nascosto precisamente in quel punto dove maggiormente ci vediamo deboli e inadempienti, incapaci di venire a capo delle nostre passioni e delle pretese avanzate dal nostro corpo. Invece che assillarci in una lotta impari contro tutta questa realtà negativa, non resta altro da fare che venire a patti... con le nostre passioni e debolezze, affinché si trasformino in nostri alleati e ci aiutino... a sviluppare rinnovate possibilità e prospettive di vita».
“Leggete queste profezie con gli occhi del quotidiano, lasciate parlare il silenzio che nascondete nel timore delle vostre coscienze, improvvisamente...
vi ritroverete ad ascoltare e vedere, quello che sarà.”
È lui il nuovo Nostradamus?
Quanto scritto riguarda ognuno di noi, siamo stati avvisati.
Un’antologia di versi a celebrazione del sacro, perché come dice Roberto Mussapi nell’Introduzione di questo volume, il «sacro è qualcosa di profondamente vicino al mito, e, come il mito non va mai ridotto a un repertorio di favole, così il sacro non si deve ridurre a un semplice repertorio di icone sacrali, di riti.
In poesia l’energia del sacro è la capacità della domanda: è l’atteggiamento del cieco che si rivolge a Cristo e gli dice: “Dammi la luce”. Nel momento in cui il cieco non pensa più di dover credere, è caduto qualcosa, è caduta la domanda, la fame stessa del sacro. La poesia nasce, antropologicamente, per fame del sacro. Il sacro non basta mai, perché rimanda continuamente a Dio, ma non ce lo dà in pasto. E la poesia è anche un modo per illudere di donare una coincidenza di tempi: l’oltretempo, il passato, il presente, il futuro».
Un volume per ricercatori spirituali, meditanti, amanti del silenzio e innamorati di Dio, questo libriccino di Alberto Magno, qui presentato in una nuova traduzione, con un ricco apparato di note e una introduzione esplicativa, che ci mostra come i cammini dello spirito (e nello Spirito) spesso si avvalgano degli stessi strumenti. Qui si troveranno indicazioni utili e preziose su come placare la mente e purificare il cuore, sull'umiltà e l'annullamento dell'ego, per poter giungere al silenzio e dimorare nella presenza divina. I praticanti cristiani potranno ritrovare una sapienza antica, che a sua volta risale ai padri della Chiesa e del deserto, mentre i praticanti di altre tradizioni potranno sentire risuonare concetti che si ritrovano nelle loro religioni: l'onnipresenza divina, il non attaccamento, il mondo delle illusioni, il ritorno della parte divina dell'uomo a Dio. E ancora tanti consigli su come rivolgere costantemente la mente e il cuore al Signore, sul compiere e accettare la Sua volontà, ossia accettare la vita così com'è, non conforme ai nostri principi etici e alle nostre aspettative, sulla preghiera, sulla fede, sull'abbandono. Una miniera inesauribile di istruzioni, da rileggere più volte con attenzione, per avere sempre a portata di mano una guida che ci accompagni sulla via per «accostarci a Dio».
Scoprire quanto è divertente guardarsi nello specchio del tempo col sorriso sulle labbra. Lo specchio, anzi gli specchi, sono disegni umoristici che riflettono sulla pagina a fronte frammenti poetici. Disegno e poesia. Matita e versi. Humour e saggezza. Sfogliando questo libretto prenditi il tempo di perdere il tempo. Piacevolmente.

