
Il testo contiene alcune meditazioni sulla Sacra Scrittura, che hanno la particolarità di interpretare alcuni brevi testi, brevi versetti, di essa alla luce del mistero eucaristico. Le sedici meditazioni si susseguono, a partire dalla liturgia eucaristica, nella contemplazione di Cristo e dei suoi misteri. Oltre alle meditazioni il testo contiene alcune immagini, dipinte dagli stessi autori del testo, che illustrano quanto espongono con le parole e una preghiera conclusiva sul tema trattato. L'intento che gli autori si sono prefissato è quello di invitare, tutti coloro che lo vogliono, a riprendere in mano il Vangelo e a rileggerlo con un'ottica eucaristica, per entrare così nei sentimenti e nel cuore del Cristo.
Che cos'è davvero Halloween? Al di là dell'aspetto prettamente commerciale, che cosa può accadere in una delle feste sempre più diffuse anche nel nostro Paese? Quali linguaggi, quale cultura, quali riti si stanno velocemente diffondendo, sostituendo quelli più tradizionalmente legati alla nostra cultura cristiana? La forma a intervista permette al lettore di essere accompagnato da padre Bamonte - conosciuto esorcista - in un percorso di scoperta di questo fenomeno che si sta ormai imponendo nelle nostre società e che sta sempre più progressivamente svuotando di senso religioso la festa dei Santi. Le risposte di padre Francesco possono aiutare a interpretare alcuni riti, segni e linguaggi particolarmente tipici dell'occultismo e di un mondo oscuro e non innocuo, per permettere a ognuno di fare scelte consapevoli per la propria vita, famiglia e nella pastorale.
Dopo il femminismo, movimento sociale di cui la de Souzenelle sottolinea e la necessità storica e i limiti, e dopo lo sfruttamento pubblicitario della femminilità, è giunto il tempo per l'umanità uomini e donne uniti in una medesima ricerca dell'umano di riscoprire il senso del "femminile". La Bibbia contiene, secondo la de Souzenelle, la chiave che può aprirci la porta su questa dimensione essenziale, trascurata dalla nostra società. Partendo dal testo ebraico, fonte ispirativa cui Annick ci ha ormai abituati con i suoi precedenti libri, ci parla della nostra esistenza e della nostra vocazione attraverso la storia e il significato delle figure matriarcali e femminili bibliche o anche di personaggi maschili con "valenza" femminile, per arrivare ad esporre la prospettiva cristiana ortodossa che afferma la mistica sponsalità della chiesa o dell.anima nella relazione con Dio.
Cosa cambierebbe nella nostra vita se vivessimo con più fervore? Come sarebbe il mondo senza questa emozione primordiale che scalda la vita e che sostiene ogni agire individuale e collettivo? È necessario correre il rischio di vivere con fervore, piuttosto di adagiarci a vivere in assenza di passione, stupore, entusiasmo. Perché un mondo senza fervore sarebbe un mondo incapace di osare, di immaginare e di esplorare senza paura. Il fervore, infatti, è portatore di un sovrappiù di vita, di sovrabbondanza, un eccesso che è energia rivolta verso l'amore, la gioia, la creazione. È necessario recuperare questa emozione: per alimentare il lato più impulsivo della vita umana! L'autrice, pur con un approccio filosofico, affronta gli ambiti dell'esistenza (umano, relazionale, sociale, religioso) donando concretezza al suo discorso attraverso esempi di vita ordinaria e quotidiana (dal tifo al fervore religioso, non tralasciando il duende, emozione legata al canto del flamenco), senza tralasciare le numerose derive del fervore, come l'adorazione idolatrica, la violenza, l'idealizzazione: "È nell'ombra del cuore di ogni individuo che si svolge questa battaglia del fervore tra desiderio e malinconia, tra slancio vitale e rabbia distruttiva".
Nella parabola evangelica del fico sterile si colgono la consapevolezza della sterilità dell'albero di fico come allegoria del vizio dell'accidia, l'inflessibilità del padrone deciso a tagliare il fico sterile che si scontra con la flessibilità misericordiosa del vignaiolo, l'invito del vignaiolo al padrone di attendere ancora un anno come invito a vivere la virtù della pazienza, la certezza interiore di riuscire a rendere fertile il fico e quindi di evitare che venga tagliato. Tutto ciò è talmente forte nel vignaiolo che sembra una meditazione subliminale del morire prima di morire.
La perdita prematura di un figlio è forse la più grande sofferenza per un genitore. Il libro di A. Cencini, racconta il cammino, pur lento e faticoso, di fede e di speranza, che ha consentito a molti genitori di "ritrovare" il figlio che credevano perduto per sempre. Esso si divide in due parti. Nella prima definisce i concetti-chiave di un cammino autenticamente credente: storia, storia di salvezza, memoria, memoria credente, i virus della memoria, memoria affettiva, razionale e biblica, memoria spirituale, che servono a ricordare in modo pieno e credente la vita come storia d'amore e di salvezza, anche nei risvolti dolorosi. Nella seconda parte affronta un itinerario preciso per l'integrazione del dolore o l'elaborazione del lutto legato alla morte del figlio, all'interno di una prospettiva credente.
Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l'Europa con la sola forza della fede. Con l'efficacia di una formula: ora et labora. Lo fecero nel momento peggiore, negli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell'impero romano, quando le invasioni erano una cosa seria, non una migrazione di diseredati. Ondate violente, spietate, pagane. Li cristianizzarono e li resero europei con la sola forza dell'esempio. Salvarono una cultura millenaria, rimisero in ordine un territorio devastato e in preda all'abbandono. Costruirono, con i monasteri, dei formidabili presidi di resistenza alla dissoluzione. Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d'Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle abbazie, dall'Atlantico fino alle sponde del Danubio. Luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli uomini che le abitano vivono secondo una Regola più che mai valida oggi, in un momento in cui i seminatori di zizzania cercano di fare a pezzi l'utopia dei padri: quelle nere tonache ci dicono che l'Europa è, prima di tutto, uno spazio millenario di migrazioni. Una terra "lavorata", dove - a differenza dell'Asia o dell'Africa - è quasi impossibile distinguere fra l'opera della natura e quella dell'uomo. Una terra benedetta che sarebbe insensato blindare. E da dove se non dall'Appennino, un mondo duro, abituato da millenni a risorgere dopo ogni terremoto, poteva venire questa portentosa spinta alla ricostruzione dell'Europa? Quanto c'è ancora di autenticamente cristiano in un Occidente travolto dal materialismo? Sapremo risollevarci senza bisogno di altre guerre e catastrofi? All'urgenza di questi interrogativi Rumiz cerca una risposta nei luoghi e tra le persone che continuano a tenere il filo dei valori perduti, in un viaggio che è prima di tutto una navigazione interiore.
Nel pensiero di Gustavo Bontadini è sempre rimasto saldo l'equilibrio tra due elementi concettuali spesso visti in opposizione tra loro: l'affermazione della metafisica come «opera della ragione» e quella della «scelta esistenziale» che l'uomo compie nel dare un senso unitario alla propria vita. A differenza degli altri studi sul filosofo, il volume di Messinese considera il pensiero metafisico del filosofo all'interno di un più ampio orizzonte, superando così l'immagine riduttiva che talvolta ci si è fatta del suo pensiero. Bontadini ha offerto una perspicua chiarificazione circa la questione dei rapporti tra scienza e fede e ha prodotto essenziali considerazioni riguardo a temi ancora oggi di grande importanza nel dibattito religioso e culturale, quali la «demitizzazione» della fede cristiana e l'«ellenizzazione» del cristianesimo. In entrambi i casi, il filosofo fu sempre fautore di una conciliazione tra la fede cristiana in Dio e la concezione della realtà propria dell'uomo moderno. La proposta che ne è emersa è di una «filosofia cristiana» per il nostro tempo.
Maestra di vita e studiosa dei valori universali attraverso l’analisi introspettiva dell’Essere nella sua Essenza interiore, Lydia Clemente si presenta al suo pubblico con questa nuova pubblicazione per far conoscere ai lettori le profonde esperienze vissute dalla sua anima.
E' una proposta di integrazione tra psicologia e pedagogia degli Esercizi Spirituali. UN'IMMAGINE ESPRESSIVA ED EFF ICACE, QUELLA DEL FIUME, PER INDICARE IL MOVIMENTO DELLA VITA COME UN FLUIRE DI ENERGIA AFFETTIVA E SPIRITUALE CHE, A SECONDA DEI PERCORSI E DELLE SITUAZIONI, PUO`TRASFORMARSI IN FRUTTI DI BELLEZZA E DI BONTA O RISTAGNARE IN ALVEI DESOLATI DI TRISTEZZA E DI EGOISMO. CONOSCENZA PSICOLOGICA E S APIENZA SPIRITUALE, ACQUISIZIONI DELLE SCIENZE UMANE E TESORI DELLA TRADIZIONE CRISTIANA (IN PARTICOLARE GLI ESERCIZI DI IGNAZIO DI LOYOLA) SI INCONTRANO QUI IN FELICE ARMONIA PER ISPIRARE E FAVORIRE UNA VITA CHE SIA, AL TEMPO STESSO, PIU`U
Il ventiseiesimo titolo della collana dei libri "per l’anima", grandi successi editoriali più volte ristampati e tradotti all’estero, completa la grande collezione. Brevi racconti e ancor più brevi, essenziali riflessioni, in "compresse" di saggezza spirituale per la meditazione personale, l’uso nella catechesi e nell’animazione, la lettura in famiglia… Età di lettura: da 6 anni.
Conclusa nel 1953 l'esperienza da deputato nel Parlamento italiano, Igino Giordani può dedicarsi interamente al Movimento dei Focolari. La spiritualità dell'unità, conosciuta pochi anni prima, aveva preso completamente la sua vita e l'impegno totalitario accanto a Chiara Lubich gli sembra la risposta a un'esigenza che sente sempre più pressante: vivere per costruire concretamente l'unità, la pace, una convivenza ordinata tra gli uomini, una civiltà migliore.
Il fratello, dato alle stampe all'inizio del 1954, può, a buona ragione, essere considerato una tappa fondamentale del passaggio a una fase nuova della sua "nuova" vita. Rileggendo i Vangeli, gli Atti degli Apostoli e le opere dei Padri della Chiesa, inserendosi nel grande filone spirituale degli autori che più hanno celebrato la carità, Giordani recupera in queste pagine l'intera dottrina cattolica mostrando come, sul piano sociale, la fraternità, sola, sia capace di costruire rapporti realmente solidali e di risolvere le ingiustizie che affliggono il nostro tempo.
Il testo si struttura in sette capitoli - i primi tre dedicati alle Persone della Trinità, modello e riferimento per i rapporti umani, il quarto alle dinamiche che animano i comportamenti degli uomini, i tre finali, a loro volta, all'itinerario dell'amore fraterno che porta all'unità e alla comunione -, in un progressivo svelamento del potere trasformante della vita "nel" fratello, via per incontrare Dio e farne esperienza.

