
Il nome completo di Rashi di Troyes era Rabbi Shelomoh ben Yishaq. Nacque a Troyes, capitale del ducato di Champagne, fiorente centro agricolo e commerciale, intorno al 1040. Studiò nelle prestigiose scuole renane di Worms e Magonza dove aveva insegnato il famoso dottore del Talmud Gershom ben Yehudah. Tornato a Troyes, vi fondò una scuola e iniziò le compilazioni dei suoi commenti alla Bibbia e al Talmud. Morì nel 1105.
Per la prima volta in italiano il Commento unanimemente considerato il più importante e autorevole di tutta la tradizione ebraica. Le interpretazioni tradizionali della Scrittura, in ambito sia ebraico che cristiano, pur nella diversità a volte radicale delle prospettive e soluzioni religiose, vedono tutte nella Bibbia il luogo in cui Dio rivela la sua volontà nell'hic et nunc dei singoli e dei popoli. La lettura della tradizione nasce perciò dall'ascolto, dall'obbedienza e dalla preghiera che la Scrittura stessa suscita all'interno di un'esperienza religiosa che si propone di plasmare e salvare l'esistenza storica. Proprio per questa dialettica fra ascolto-obbedienza nella fede e tensione a trasformare l'esistenza, il confronto con la Bibbia in alcuni momenti storici significativi ha dato luogo non solo a progetti religiosi, ma anche a mediazioni complesse e consapevoli con tutto il bagaglio culturale e scientifico di un'epoca. Almeno nei suoi frutti più maturi, l'esegesi tradizionale non è quindi solo metodo o meditazione spirituale o esercizio di erudizione, ma un'operazione culturale di ampio respiro umano che tende a riproporre il messaggio biblico nella sua essenzialità per l'oggi. «Ascolta, Israele!» vuole aiutare a riscoprire queste ricchezze presentando alcuni dei commenti più significativi ai libri biblici, dalla Genesi all'Apocalisse, espressione di molteplici esperienze, correnti e personalità religiose nei vari momenti storici dell'ebraismo e del cristianesimo. Accanto a testi dell'ebraismo antico, medievale e moderno si propongono qui commenti delle diverse chiese, orientale, greca, latina e dell'area della Riforma. Introduzione e traduzione di Luigi Cattani
GLI AUTORI
Il nome completo di Rashi di Troyes era Rabbi Shelomoh ben Yishaq. Nacque a Troyes, capitale del ducato di Champagne, fiorente centro agricolo e commerciale, intorno al 1040. Studiò nelle prestigiose scuole renane di Worms e Magonza dove aveva insegnato il famoso dottore del Talmud Gershom ben Yehudah. Tornato a Troyes, vi fondò una scuola e iniziò le compilazioni dei suoi commenti alla Bibbia e al Talmud. Morì nel 1105.
Per la prima volta in italiano il Commento al Pentateuco unanimemente considerato il più importante e autorevole di tutta la tradizione ebraica. L’affascinante e ricca personalità di Rashi, l’originalità della sua esegesi, fluttuante tra l’interpretazione letterale e quella midrashica, hanno esercitato un ampio influsso su tutto il mondo medievale: tracce della sua opera si ritrovano anche nei maggiori commentatori cristiani dell’epoca, come Ugo e Andrea di San Vittore e Nicola di Lira. Il Commento ai Numeri, caratterizzato da uno stile originalissimo e inconfondibile, può essere considerato un’espressione particolarmente riuscita dei diversi aspetti dell’approccio ermeneutico dell’autore e un autentico capolavoro della sua esegesi. Rashi infatti “prende per mano” il lettore e, come un autentico pedagogo, lo guida alla comprensione dei molteplici significati della parola divina: parola spiegata secondo il suo senso letterale e insieme magistralmente interpretata alla luce della ricchissima tradizione d’Israele. Nel clima di dialogo che, in virtù del Concilio Vaticano II, si è instaurato tra mondo ebraico e chiesa cattolica, la lettura del Commento al Pentateuco di Rashi costituisce per il cristiano uno strumento indispensabile per la conoscenza del giudaismo, così come esso è.
Il Cantico dei cantici è un cantico per tutte le stagioni. Non è solo un cantico del primo innamoramento, dell’amore felice della giovinezza. Ogni amore conosce una storia, con i suoi alti e bassi; si misura sulla durata, cioè sulla fedeltà o sull’infedeltà. L’interpretazione di Rashi al Cantico assume un punto di vista esilico: Israele si trova lontano dallo sposo, vive nella nostalgia dell’amore di un tempo, anela al ricongiungimento. Rashi interpreta il Cantico alla luce di una nozione negativa: la vedovanza. Ma si tratta della vedovanza di un marito vivente e capace di riannodare i fili di una storia d’amore apparentemente spezzata. Possiamo parlare, paradossalmente, di una vedovanza nuziale, il che non è privo di un suo valore profetico.
Il nome completo di Rashi di Troyes era Rabbi Shelomoh ben Yishaq. Nacque a Troyes, capitale del ducato di Champagne, fiorente centro agricolo e commerciale, intorno al 1040. Studiò nelle prestigiose scuole renane di Worms e Magonza dove aveva insegnato il famoso dottore del Talmud Gershom ben Yehudah. Tornato a Troyes, vi fondò una scuola e iniziò le compilazioni dei suoi commenti alla Bibbia e al Talmud. Morì nel 1105.
L’Apocalisse è Rivelazione di Dio. Nell’Apocalisse parla Dio che compie le Sue rivelazioni.
Gesù, con la sua venuta, con la sua Risurrezione ha trasformato la morte in un nuovo inizio nella pace e nella grazia di Dio. E’ proprio questa grazia che ci permetterà di essere al Suo cospetto, a divenire luce nella Luce. Padre Rastrelli ci ha fatto dono prezioso delle sue parole su questo testo sacro, così attuale anche oggi, per aiutarci a comprendere e più facilmente avvicinarci al meraviglioso mistero di Dio.
Di origini Campane, nato a Portici, Padre Massimo Rastrelli abbraccia l’Ordine dei Padri Gesuiti e diventa sacerdote nel 1958. Ha insegnato Filosofia e Religione nei Licei di Napoli e di Pescara. È stato uno degli ispiratori del movimento di “Medjugorje”; dal 1983 al 1990 ha espletato la funzione di esperto nel raccordo tra fatti, popolo e autorità Ecclesiastiche fino ai gradi più alti.
Dall’ottobre 1988 al 1999 è stato parroco nella Chiesa dell’Immacolata al Gesù Nuovo di Napoli, dando al suo compito pastorale un indirizzo a forte valenza sociale. Ha progettato, organizzato e costituito la Fondazione Antiusura San Giuseppe Moscati di Napoli, che è stata assunta a modello dalle altre 26 Fondazioni Antiusura d’Italia. Presidente della Fondazione S. Giuseppe Moscati di Napoli e della Consulta Nazionale delle Fondazioni Antiusura d’Italia, Padre Rastrelli è riconosciuto come colui che ha suscitato una generale coscienza Antiusura.
Ha avviato dal giugno 1999 il “Progetto lavoro ai meritevoli”, per aiutare uomini e donne a inserirsi nel lavoro, purché meritevoli ed affidabili. Dal 1985 ha accompagnato migliaia di pellegrini a Medjugorje e tutt’oggi continua la sua opera di accompagnatore e di Guida Spirituale.
Descrizione dell'opera
Il volume si apre su alcune questioni metodologiche, affrontando, in tre capitoli, lo specifico della spiritualità biblica rispetto alla teologia biblica, il rapporto tra esegesi e spiritualità biblica, i metodi usati nell’esegesi.
La teologia biblica fa attenzione soprattutto agli enunciati della rivelazione-fede biblica, nella loro dimensione veritativa; la teologia spirituale biblica, invece, indaga la risonanza della confessione di fede nel vissuto, la capacità del linguaggio di evocare l’esperienza e di preparare, suscitare e dirigere nuove esperienze.
Il corpo del volume è poi dedicato ai filoni costitutivi della spiritualità dell’Antico Testamento, ovvero il dinamismo della Parola, il vissuto della vocazione profetica, il camminare biblico, il vissuto dei poveri, la preghiera dei Salmi, il dramma della fede nel dolore.
Il Corso di teologia spirituale inaugurato dallo studio è a cura dell’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontifica Università Antonianum. Esso si scandirà in dodici volumi: 1. Metodologia del lavoro teologico spirituale; 2. Spiritualità dell’Antico Testamento; 3. Spiritualità del Nuovo Testamento; 4. Storia della spiritualità; 5. Teologia della vocazione e stati di vita; 6. Teologia spirituale sistematica; 7. Storia del francescanesimo; 8. Scritti di Francesco e Chiara; 9. Agiografia francescana; 10. Spiritualità francescana sistematica; 11. Psicopedagogia della vita spirituale; 12. Antropologia francescana.
Sommario
Presentazione. 1. Per una spiritualità anticotestamentaria. 2. Teologia spirituale biblica e teologia biblica. 3. Esegesi e spiritualità biblica. 4. Dinamismo della parola nella Bibbia. 5. Il vissuto della vocazione profetica. 6. Spiritualità del camminare biblico. 7. Il vissuto spirituale dei poveri. 8. Il vissuto della preghiera salmica. 9. Il dramma esperienziale di una fede pura in Giobbe. Bibliografia.
Note sull'autore
Frederic Raurell, catalano, laureato in teologia, in Sacra Scrittura e in scienze semitiche, è professore di esegesi e di ermeneutica presso la Facoltà di teologia di Barcellona e la Pontificia Università Antonianum di Roma. Ha pubblicato diverse opere e numerosi articoli e contributi scientifici.
Per Walter Rauschenbusch, pastore protestante nella New York proletaria e multietnica del primo Novecento, la parola di Gesù è una sfida all'ordine sociale ed economico della civiltà industriale. La sua opera è alle origini del pensiero cristiano-sociale che ha attraversato il secolo: una forza che ha contribuito alla definizione del Welfare State, ha aperto la strada ai movimenti per i diritti civili degli anni Sessanta e ha affermato la qualità progressiva, quando non apertamente rivoluzionaria, del messaggio evangelico. Pubblicato per la prima volta nel 1918, e fino ad oggi mai tradotto in italiano, questo libro rappresenta l'approdo del pensiero teologico e politico di Rauschenbusch. Il commento dei passi della Scrittura diventa qui una riflessione serrata sui princìpi di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale estesa a tutta la comunità. Straordinaria, in questo libro coraggioso, è infatti l'apertura al dialogo, il presentarsi come invito a un percorso che deve necessariamente essere condiviso e realizzarsi nell'azione, per rendere la Terra più simile al cielo.
La birra, nella cultura occidentale, è stata spesso considerata una bevanda rozza e meno dignitosa rispetto al vino. In realtà nel Vicino Oriente Antico aveva un'importanza notevole, a livello sia sociale sia religioso, tanto che in Mesopotamia vi era addirittura una divinità ad essa dedicata. Questo libro traccia una documentata storia del «pane liquido» nelle civiltà mesopotamiche e nell'antico Egitto e mostra come questa bevanda fosse diffusa e tenuta in grande considerazione nel mondo antico, forse già dal Neolitico, quando la coltivazione dell'orzo portò alla produzione non solo del pane ma anche della bevanda ottenuta dalla sua fermentazione. Inoltre, si evidenzia come essa sia menzionata varie volte nell'Antico Testamento, benché la sua comparsa sia oscurata da traduzioni generiche. Infine, si svelano quattro ricette per produrre birra seguendo il metodo usato da assiri, sumeri, babilonesi, egizi e israeliti.
L'uomo giocherà con cielo e terra, giocherà con il sole e con le creature; esse proveranno anche un piacere, un amore, una gioia lirica e giocheranno con te, o Signore, e tu a tua volta riderai con loro.
Martin Lutero
Il Salterio è sigillato da un potente Gloria finale, il Salmo 150, nel quale all'orchestra degli otto strumenti del Tempio si associano "tutti i viventi" o, come dice l'originale ebraico, "tutto ciò che respira". Molti musicisti, hanno trasformato questa specie di Gloria in un vibrante testo musicale che esalta la libertà dell'adorazione, la gioia della fede, la pace dell'amore.
Gianfranco Ravasi

