
Il libro di Ezechiele è capostipite di quella letteratura apocalittica che percorre Antico e Nuovo Testamento. Ha lasciato ampia traccia nell’immaginario cristiano, ha ispirato letterati e artisti fino al presente. Ma può essere ancora orientamento per gli uomini del nostro tempo? Certo, gli avvisi del profeta sono rivolti al popolo d’Israele in una circostanza storica ben precisa: la cattività di Babilonia. Ma la Bibbia non è un libro morto né la sua lettura semplice atto culturale, lo Spirito Santo si rende presente e ci fa comprendere ogni cosa. Il biblista Umberto De Martino, con un insegnamento paziente, paragrafo dopo paragrafo, offre gli strumenti ermeneutici, la mediazione culturale perché l’antico libro possa essere decifrato e applicato a noi nella sua sostanza religiosa e rivelata.
Il linguaggio e le circostanze storiche del libro di Geremia fanno riferimento all'ambiente culturale e morale di molti secoli addietro. Eppure, il messaggio trasmesso dal profeta è sempre attuale ed è fondamentalmente un invito all'ottimismo e alla speranza. Come nei tempi lontani gli ebrei, pur gratificati dalla benevolenza del Signore, si davano a culti idolatrici, a delitti e immoralità, anche oggi siamo funestati da guerre, catastrofi, sopraffazioni e dolori, e la lettura degli eventi è quella di sempre: il male è conseguenza del peccato dell'uomo, della sua contrapposizione al programma divino di salvezza. L'ottimismo si radica nell'Amore di Dio, che non viene meno, perché Dio non si stanca dell'uomo, lo cerca, lo aspetta, ne gratifica la condotta morale positiva. Si può guardare al futuro con speranza: c'è tanto male, ma il trionfo del bene è sicuro. In queste pagine del biblista Umberto De Martino la trattazione è lineare, il commento sobrio, le spiegazioni brevi, per favorire anche nel lettore comune, non specificamente addentro alle scienze bibliche, la comprensione immediata del testo profetico.
La Rivelazione scritta è costituita anche dai libri profetici, che possono essere paragonati a un tesoro racchiuso in cassaforte. I lettori che si avvicinano al testo profetico, frequentemente sperimentano qualche difficoltà per cogliere il messaggio trasmesso da Dio. Questo volume è un vademecum semplice e concreto per comprendere il prezioso senso racchiuso nelle pagine profetiche. I libri profetici hanno visto la luce molti secoli addietro, eppure, i loro contenuti sono adeguati anche ai tempi attuali. Il messaggio divino mette in evidenza la necessità di non sottostare supinamente al male e di reagire mediante la conversione, il ravvedimento, la purificazione. Le promesse di benevolenza, protezione e grazia, che il Signore trasmette al popolo ebraico, sono attuali anche per le donne e gli uomini del nostro tempo: sono un invito alla speranza, all'ottimismo e alla gioia.
La cultura del nostro tempo ha desacralizzato il corpo umano, riducendolo o ad un banale insieme di organi e funzioni o a "idolo", da servire secondo il culto dell'immagine a tutti i costi. L'autore, riafferma la verità del corpo come segno del divino, e ridisegna, attingendo dalla tradizione biblica e dalla mistica ebraica, una vera e propria "mappa corporea", nella quale ogni organo, ogni tessuto è riscoperto nel suo valore sacrale e simbolico, portatore del legame tra cuore e anima e Dio.
Nella nostra cultura il corpo ha subito una desacralizzazione violenta: esaltato come «idolo» di cui prendersi cura, ha perso ogni riferimento al sacro. Ne consegue che l'uomo moderno non riesce più a visualizzare i riflessi degli archetipi divini nel proprio corpo. Questo volume, attingendo alla tradizione biblica e alla mistica ebraica, è una mappa che scandaglia la complessa geografia del corpo, nei cui tessuti è inscritta la storia del cuore e dell'anima. Il corpo come santuario, luogo dell'incontro con se stessi e con Dio, dove ogni organo ha valore sacrale e simbolico. Siamo libri di carne nelle cui pagine è inscritto il passato e il futuro, la salute e la malattia, il piacere e la gioia. Un testo impegnativo e affascinante. Alla ri-scoperta del corpo come territorio del sacro.
Commento al Cantico dei Cantici.
Adamo ed Eva, Abramo, Giuseppe e i suoi fratelli, i profeti, Davide e Salomone, Giobbe, Sansone e Dalila, Giuditta, gli innamorati del Cantico dei cantici. E poi Gesù, i dodici apostoli, le donne del Vangelo, Paolo di Tarso, i primi cristiani. Cento ritratti raccontano in modo vivo e accessibile altrettante figure-chiave dell’Antico e del Nuovo Testamento e consentono di comprendere la Bibbia in modo originale.
A una lettura continua il Libro di Samuele si mostra come una storia compatta e ben costruita. E tuttavia, già a una seconda lettura appena più scaltra, si percepisce che il racconto non scorre in modo del tutto piano. Se ancora il lettore può accettare che Saul attenti per due volte alla vita di Davide con la sua lancia o che Davide per due volte rifiuti di uccidere Saul, certamente deve interrogarsi quando legge che Davide entra alla corte di Saul come musico e poi come comandante nei ranghi militari, così come deve chiedersi perché Saul, pur rigettato da Dio, continui a regnare su Israele prima di venire rigettato ancora, restando però sul trono fino alla morte. Il fenomeno del racconto "doppiamente raccontato" (M. Sternberg) non è estraneo alla narrativa biblica, tanto che lo si può considerare un espediente letterario consolidato. Nel Libro di Samuele i racconti doppiamente raccontati si fanno notare per il loro numero e per la varietà dei modi in cui la duplicazione viene realizzata. Dal complesso dell'indagine emerge che l'espediente del racconto doppio struttura il Libro di Samuele su due piani distinti, quello della narrazione degli eventi e quello della riflessione sugli eventi stessi. I racconti doppi, concentrati nei nodi più problematici, fanno appello all'attenzione, alla capacità interpretativa e al bagaglio di competenze del lettore, chiamato in causa come parte attiva del processo comunicativo.
Questi commenti ai vangeli domenicali rivelano una grande originalità, rispetto a “cose” simili oggi assai più diffuse, ma più scontate. L’autore intende coinvolgere l’ascoltatore, innanzitutto con una prosa molto piacevole, capace di incantare e di inquietare, allo stesso tempo. (dal «Discorso al termine» di A. Levi e B. Rinaldi)
Camillo De Piaz
nato nel 1918, frate dei Servi di Maria, compiuti gli studi è stato ordinato presbitero nel 1940. A Milano ha conseguito poi la laurea in Lettere. Dagli anni della Resistenza – periodo in cui collaborò al foglio clandestino L’Uomo –, è vissuto, come il suo amico e confratello David M. Turoldo, nel convento di S. Carlo al Corso in Milano.
Protagonisti ambedue di una grande stagione di ricostruzione civile, culturale e di rinnovamento ecclesiale, negli anni ’50, diedero inizio al centro culturale “Corsia dei Servi”. Ma venne poi allontanato da Milano nella metà degli anni ’50, e fu trasferito nella sua terra natale, Tirano (Valtellina) dove è rimasto fino alla morte, avvenuta il 31 gennaio 2010. Uomo di vasta cultura, fu attento al dialogo e costruttore di relazioni d’amicizia.
Questa pubblicazione, adatta anche come regalo per la cresima, avvicina ai giovani la ricchezza spirituale espressa nei salmi. Lo fa anche attraverso la forma grafica e belle fotografie. G. De Roma introduce ogni salmo con una breve spiegazione. Il lettore ha l'opportunità di accostarsi a tutti i 150 salmi, quelli più lunghi sono abbreviati. La traduzione italiana dei salmi è la versione ufficiale della CEI.
Gli sposi esercitano il loro sacerdozio durante tutto il rito del matrimonio. È gesto sacerdotale quando si promettono amore incondizionato, fedele e per sempre ed è gesto sacerdotale anche quando confermano quella promessa con l'unione dei corpi durante il primo amplesso fisico dopo il matrimonio. Guidati dal Cantico dei Cantici, si viene a scoprire che ogni volta che ci si dona l'un l'altro nell'intimità fisica si esercita questo sacerdozio, ovvero si rende nuovamente presente quella realtà che ha instaurato il sacramento.
La beatitudine consiste nel raggiungimento di ciò che fa felice il cuore umano. Le Beatitudini sono inserite nel "Discorso della montagna" che è un'istruzione rivolta ai discepoli riguardante l'essenza del discepolato e della missione apostolica, lo stile di vita e l'identità del vero discepolo. Le Beatitudini diventano una parola di consolazione per i cristiani che soffrono la povertà, la fame e pure situazioni precarie. Tutto cambierà quando Dio li introdurrà nel suo regno di gioia e di felicità.