
Una parola che evoca eventi ineluttabili, senso di angoscia, visioni enigmatiche, simboli indecifrabili: Apocalisse significa rivelazione; di che cosa? Di una serie di catastrofi che preannunciano la fine del mondo? Dell'avvento di una realtà nuova piena di gioia e priva di morte? Della signoria di Gesù Cristo sulla storia? Parlare di Apocalisse significa riferirsi a un genere letterario e una corrente religiosa, ma soprattutto all'ultimo testo del Nuovo Testamento, conosciuto come Apocalisse di Giovanni. Il volume, attraverso la storia, la letteratura, l'arte, propone un viaggio nel mondo visionario e simbolico della rivelazione che sigilla la Scrittura.
In questo libro la Bibbia viene considerata come una raccolta di testi che possono essere studiati nello stesso modo in cui si studiano le altre opere letterarie, utilizzando qualunque dato si renda disponibile per ricostruire il passato. Ciò equivale a dire che non proverò a convincervi a credere o a non credere in ciò che afferma la Bibbia; mi limiterò a descrivere il suo contenuto e la sua origine. Non dirò se la Bibbia è o non è la parola di Dio ispirata; spiegherò come si è formata, qual è il contenuto dei libri che la compongono e come li hanno interpretati gli studiosi. Per il lettore credente queste informazioni potranno rivelarsi forse utili, ma lo saranno certamente al lettore (credente o no) appassionato di storia e letteratura, in particolare della storia e della letteratura dell'antico Israele
«In questo libro la Bibbia viene considerata come una raccolta di testi che possono essere studiati nello stesso modo in cui si studiano le altre opere letterarie, utilizzando qualunque dato si renda disponibile per ricostruire il passato. Ciò equivale a dire che non proverò a convincervi a credere o a non credere in ciò che afferma la Bibbia; mi limiterò a descrivere il suo contenuto e la sua origine. Non dirò se la Bibbia è o non è la parola di Dio ispirata; spiegherò come si è formata, qual è il contenuto dei libri che la compongono e come li hanno interpretati gli studiosi. Per il lettore credente queste informazioni potranno rivelarsi forse utili, ma lo saranno certamente al lettore (credente o no) appassionato di storia e letteratura, in particolare della storia e della letteratura dell'antico Israele». (Bart D. Ehrman)
L'opera ideata e coordinata da Gregory K. Beale e Donald A. Carson è un tipo di lavoro - senza precedenti nella storia della ricerca biblica - in cui per la prima volta si fornisce un commento continuo e organico all'uso che il singolo scritto neotestamentario fa delle Scritture ebraiche. Nel commento viene raccolta un'immensa quantità di materiali, illustrati da specialisti del Nuovo Testamento che mostrano come l'autore neotestamentario studiato intenda e riprenda i testi che ai suoi giorni facevano autorità, e in quale costellazione questi si situi in rapporto al quadro generale del giudaismo del tempo. Frutto di decenni di studi sulla complessità e la varietà dei rapporti fra i due corpi scritturistici, il commento analitico al testo biblico porta alla luce come gli autori neotestamentari siano profondi conoscitori delle loro Scritture e come questa conoscenza sia costitutiva della loro impresa teologica. Per questi aspetti il commento di Beale e Carson mostra tutta la sua utilità non solo per lo studioso ma per chiunque voglia introdursi al grande cantiere delle Scritture ebraiche e cristiane. Il secondo volume dell'opera commenta il vangelo di Giovanni, gli Atti degli Apostoli, la lettera ai Romani, le due lettere ai Corinti e le lettere ai Galati e agli Efesini.
Suddiviso in tre volumi, il commento diretto da Gregory K. Beale e Donald A. Carson è opera di specialisti che passano al vaglio in modo sistematico tutte le citazioni, le allusioni e le reminiscenze dell'Antico Testamento contenute nel Nuovo. Scandita secondo la successione degli scritti nel canone neotestamentario, l'opera illustra in modo articolato e al tempo stesso puntuale come ogni singolo testo neotestamentario si serva di passi veterotestamentari secondo prospettive e per finalità teologiche peculiari. Ogni citazione o allusione o reminiscenza è approfondita sia nel contesto attuale nel Nuovo Testamento sia nel contesto originario veterotestamentario da cui essa proviene, come anche nell'ottica in cui il giudaismo del tempo o il giudaismo antico in generale si ponevano in rapporto al passo o alla fonte veterotestamentaria in questione. Sulla base di questo esame preliminare, il testo veterotestamentario è studiato nella specifica funzione argomentativa e letteraria e infine teologica che esso assolve nello scritto neotestamentario in cui è ripreso. Il primo volume dell'opera è dedicato ai tre vangeli sinottici.
Questo volume non è soltanto un'introduzione alla lettura della Bibbia, è esso stesso lettura biblica. Si presenta come un'antologia, che raccoglie oltre 230 passi significativi dell'Antico Testamento, corredati con essenziali commenti e sintesi, 150 illustrazioni e 70 grafici. Il testo biblico è quello della traduzione Cei.
Un agile saggio dedicato all’Antico Testamento e ai
46 libri che lo compongono,
con informazioni di carattere generale e chiavi di lettura delle singole sezioni e opere.
«La Bibbia non è una semplice raccolta di libri dell’antica cultura ebraica, né un prontuario di “risposte divine” adatte alle diverse circostanze della vita.
La sua comprensione richiede
di entrare con pazienza nello spessore storico della rivelazione divina e della sua ricezione da parte dei credenti».
Le istituzioni di un popolo sono le forme di vita sociale che esso segue per libera scelta o che riceve come imposte da un’autorità. Per il biblista Roland de Vaux, gli individui sono soggetti alle istituzioni, le quali però non esistono se non in funzione della società che esse sorreggono, si tratti di società familiare, politica o religiosa. Per descrivere tali forme antiche, lo storico deve tenere conto delle testimonianze del passato: innanzitutto dei testi, poi dei monumenti e di quanto gli permette di ricostruire le condizioni e il quadro della vita sociale di quel popolo. Il documento Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia ebraica, al n. 85, afferma: "è soprattutto studiando i grandi temi dell’Antico Testamento e la loro continuità nel Nuovo che ci si rende conto dell’impressionante simbiosi che unisce le due parti della Bibbia cristiana e, al tempo stesso, della forza sorprendente dei legami spirituali che uniscono la Chiesa di Cristo al popolo ebraico". Seguendo questa traccia, il libro vuole contribuire agli studi fondamentali sull’Antico Testamento, approfondendo il dato di fede e coltivando l’intenzione di diventare uno strumento di supporto pastorale e culturale.
Questa Introduzione all'Antico Testamento segue il metodo storico, ossia viene fatta una lettura dei testi biblici con l'occhio attento alla storia e alla società che ne costituirono il contesto, tenendo in considerazione anche le testimonianze extra-bibliche, pur senza farne le uniche fonti affidabili. L'intento è quello di comprendere il testo biblico in relazione alla cultura, alla società, alle istituzioni, alle vittorie, alle difficoltà, alle domande, ai dubbi e alla fede dell'antico popolo di Israele. In questo modo si ha la possibilità di apprezzare le intuizioni teologiche dei diversi scrittori nella loro originalità storica e la Bibbia appare non come un libro proveniente dall'alto, in qualche modo caduto dal cielo, ma come il risultato di una fede in Dio, scoperto come Colui che cammina accanto al suo popolo.
Questo breve studio si propone di ovviare all'inconveniente costituito dall'uso che le chiese cristiane fanno della Bibbia. I cristiani sono soliti sì dire che la parola di Dio affidata alla chiesa è la Bibbia, ossia l'Antico e il Nuovo Testamento, ma quando si tratta di risolvere problemi riguardanti la dottrina, la liturgia, i compiti della chiesa nel mondo, ci si basa perlopiù soltanto sul Nuovo Testamento, senza troppi scrupoli per l'unità e la totalità della Bibbia. Quale sia il rapporto tra Gesù Cristo, "signore" della comunità cristiana, e l'Antico Testamento è un problema che nel corso della storia del cristianesimo ha avuto varie soluzioni, e ogni generazione ha il compito di trovarne una nuova. E dev'essere una soluzione che tenga finalmente conto del fatto che la Bibbia ebraica è letta, predicata e trasmessa anche nelle comunità ebraiche.
Questa introduzione all’Antico Testamento aiuta il lettore a cogliere la varietà di generi letterari, di formazione, di visioni teologiche, di datazione dei Testi; ma soprattutto ad approfondire la conoscenza delle radici da cui nasce il messaggio di salvezza della fede cristiana. Il volume è composto da un’introduzione generale all’Antico Testamento, introduzioni ai diversi gruppi di libri e introduzioni a ogni singolo libro. Ogni capitolo presenta un suo inquadramento storico, letterario e teologico, conducendo il lettore a una conoscenza aggiornata e approfondita delle principali chiavi di accesso alla storia dell’Antico Testamento e alla spiritualità dei libri che lo compongono.
Gianfranco Ravasi, nato nel 1942 a Merate (Lecco) e ordinato sacerdote nel 1966, è stato per molti anni Prefetto della BibliotecaPinacoteca Ambrosiana di Milano. Nel settembre 2007, dopo essere stato nominato da Benedetto XVI Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e delle Pontificie Commissioni per i Beni Culturali della Chiesa e di Archeologia Sacra, è stato ordinato Arcivescovo Titolare di Villamagna di Proconsolare. A lungo docente di esegesi dell’Antico Testamento nella Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale e di ebraico nel Seminario arcivescovile milanese, è membro di numerose accademie e istituzioni culturali italiane e straniere, oltre che autore di diversi volumi.
Il 20 novembre 2010 è entrato a far parte del Collegio cardinalizio. Tra le opere pubblicate presso le Edizioni San Paolo segnaliamo la “trilogia” Che cos’è l’uomo? (2011), Chi sei Signore? (2011) e Dove sei, Signore? (2012), come pure il commento ai Salmi (2007) e quello al Qohelet (2008. Per il Gruppo San Paolo ha diretto opere di prestigio come la Bibbia Via, Verità e Vita (2009), i diversi volumi della Nuova Bibbia per la Famiglia (2009) e
il Dizionario Temi Teologici della Bibbia (2010).
Un'introduzione al libro più venduto, più letto, più venerato... e più frainteso della storia occidentale.

