
Il volume è un saggio di teologia biblica sulle origini della Chiesa e del cristianesimo. Con il sottotitolo, «rilettura prospettica», l’autore intende affermare che i dati del Nuovo Testamento vanno interpretati attraverso un percorso a ritroso, che li collochi nel quadro della fede giudaica, con riferimento particolare al mediogiudaismo, all’interno del quale la fede nel Cristo è sorta e si è sviluppata, dando appunto origine alla Chiesa.
Il rapporto di dipendenza e di successiva divaricazione tra il neonato cristianesimo e il suo ceppo ebraico chiama in causa la concezione del messianismo e dell’apocalittica, i due poli tematici del volume.
In un’appendice, in certo senso autonoma per lo specifico taglio archeologico che la caratterizza, il rapporto di continuità-discontinuità tra Chiesa ed ebraismo è applicato all’edificio del culto: l’affermarsi della chiesa, in quanto edificio propriamente cristiano, è utilizzato quale verifica di una divaricazione anche cultuale, in grado di testimoniare come il cristianesimo si collochi ormai al di fuori della matrice ebraica.
Sommario
Introduzione tematica. La Chiesa. I. Messianismo e Bibbia. 1. Ebraismo e cristianesimo. 2. Dal messianismo ebraico-cristiano alle origini del cristianesimo e della Chiesa. 3. Cristologia come antropologia realizzata. 4. L’Apocalittica: origini, struttura ed espansione nell’Oriente Antico e nel mondo della Bibbia. II. Origini del cristianesimo e della Chiesa. 1. Quadro storico. 2. Processo formativo del cristianesimo dal giudaismo a Gesù. 3. La Chiesa delle origini presentata nel NT. 4. Come si pone oggi il problema delle origini del cristianesimo e della Chiesa. 5. Rilettura prospettica sulle origini del cristianesimo e della Chiesa. 6. Il Dio D’Israele Padre e Madre: collegamenti fra messianismo e mariologia. 7. Bilancio e prospettive. Appendice teologica-archeologica-cultuale. Dalla teologia alla celebrazione. Dalla celebrazione ai luoghi di culto. Bibliografia.
Note sull'autore
Bernardo Gianluigi Boschi o.p. (Monghidoro - BO 1936) è entrato nell’Ordine Domenicano nel 1953. Ottenuto il dottorato in teologia presso la Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino (Angelicum) di Roma, ha conseguito i gradi accademici dalla Pontificia Commissione Biblica e il master all’École Biblique et Archéologique di Gerusalemme. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Conoscere la Bibbia oggi, Cappelli, Bologna 1988; Le origini di Israele nella Bibbia fra storia e teologia, EDB, Bologna 1989; Israele nel deserto, Paoline, Milano 2000 e, insieme a Walther Binni, Cristologia primitiva. Dalla teofania del Sinài all’Io Sono giovanneo, EDB, Bologna 2005.
La questione dell'origine della fede nella Risurrezione di Gesu, tratto costante della tradizione esegetica della seconda meta del Novecento, viene affrontata da Muller nell'ottica di continuita tra la predicazione di Cristo e il piu antico credo pasquale. L'ipotesi di questa ricerca i ntende sottolineare la dimensione di continuita tra la predicazione di gesu`e il piu`antico credo pasquale". Il testo si articola attorno ai due temi essenziali: il significato fondamentale dell'agire di gesu`, in cui si fa esperienza della sovrabbondanza salvifica della signoria di dio; l'attesa della risurrezione del martire mediata dalla visione della risurrezione escatologica di gesy. L'autore si colloc a percir nella scia della questione dell'"origine" della fe de nella risurrezione di gesu, che rappresenta un tratto costante della tradizione esegetica della seconda meta del nove"
Presentazione di Rudolf Schnackenburg.
Che Origene sia il teologo ed esegeta più dinamico del cristianesimo antico non dubita nessuno: ma occorre rimarcare, anche a beneficio degli studi classici, che è anche il più dinamico dei filologi. Riconosciuta come tratto visibile della sua opera, ma di fatto marginalizzata come strumento accessorio, ridotta entro la sola dinamica tra "lettera" e "allegoria", l'attitudine filologica di Origene è in realtà l'architrave del suo pensiero: consente di verificare, senza scorciatoie banalizzanti, il suo rapporto con la tradizione pagana; di accertare la profondità e l'estensione della sua cultura e come funzionasse quindi la scuola in epoca imperiale; di comprendere i presupposti della sua teologia, della sua esegesi, della sua filosofia del linguaggio. Permette soprattutto di misurare l'impatto rivoluzionario di un uomo che ha imposto alla Chiesa, nel tormentato equilibrio tra le attese del teologo e le esigenze del filologo, l'obbligo della ragione critica. Frutto di una dissertazione dottorale in Filologia classica presso l'Università di Berna, questo ormai classico studio di Bernhard Neuschäfer costituisce in tal senso un contributo capitale alla storia del cristianesimo, della filologia e della scuola antica.
Accostare i Salmi e i Cantici alla luce delle orazioni salmiche costituisce un’occasione per sperimentare il modo secondo cui la Chiesa lungo la tradizione valorizza il testo salmodico alla luce di Cristo. Pregare i singoli Salmi anche con l’aiuto delle orazioni salmiche offre una lezione di esegesi e di spiritualità quanto mai unica. È in definitiva la risposta a quanto Gesù stesso ricorda ai discepoli di Emmaus: «… cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24,27). In continuità con la preghiera del tempio e della sinagoga, la Chiesa fin dall’inizio ha scelto i Salmi come fondamento della propria preghiera liturgica, accogliendoli e valorizzandoli però sempre alla luce del mistero di Cristo. Da questa prospettiva traggono origine le orazioni salmiche: quei testi, cioè, che sono stati elaborati a partire dai temi del Salmo, e che a loro volta danno origine alla supplica della Chiesa. La tradizione antica e recente racchiude una serie abbondante di simili composizioni; tutto questo certifica l’inesauribilità della tematica offerta dal singolo Salmo o Cantico. Come si presentano i contenuti del Supplementum? Percorrerne la loro distribuzione secondo lo schema dei Salmi e Cantici presenti nella Liturgia Horarum permette di osservarne la presenza e l’uso. I testi delle Orationes sono raccolti in questo volume seguendo la struttura dell’Ordinario della Liturgia delle Ore; inoltre sono riportati senza il Per Christum o il Qui vivit, ma con l’aggiunta del numero che rinvia alle pagine dove le Orationes sono elencate in ordine alfabetico secondo l’incipit. In attesa che le Conferenze Episcopali donino alle rispettive Chiese i nuovi testi per ravvivare la preghiera con i Salmi e i Cantici, queste pagine si presentano come sussidio per coloro che sono impegnati nelle nuove edizioni della Liturgia Horarum, a cominciare dall’impegno della traduzione in linga viva. In questa linea la Concordanza verbale permette di facilitare la comprensione e la traduzione di testi o sintagmi paralleli. Per coloro poi che intendono approfondire la ricchezza teologico-liturgica racchiusa in queste composizioni, la Concordanza si presenta come uno strumento essenziale. In dialogo con il testo biblico del Salmo o del Cantico, l’orante o lo studioso può cogliere i tesori che scaturiscono dal testo biblico, pregato sempe alla luce del mistero di Cristo. La Liturgia delle Ore valorizza i Salmi e i Cantici secondo una prospettiva che alla luce dela tradizione permette di offrire o l’intero testo o una parte di esso. Per questo, l’Indice dei Salmi e dei Cantici posto al termine facilita la comprensione di quanto adottato. Presentazione di sua Em. il cardinale Arthur Roche.
Otto racconti delle avventure di Davide nel tempo in cui era perseguitato, dedicati alle famiglie in Missione. Questi racconti sono dedicati alle Famiglie in Missione, compagni d'arme nella battaglia per la Nuova Evangelizzazione. Sono famiglie che, dopo anni di cammino di iniziazione, hanno risposto alla chiamata della Chiesa, sostenuti dalla loro comunita cristiana. Era risuonata per la prima volta nel 1985 per bocca di Papa Giovanni Paolo II, e ora, vent'anni dopo, viene rinnovata da papa Benedetto XVI. Queste famiglie si sono rese disponibili per partire ovunque nel mondo la Chiesa li invii per portare la presenza viva di Cristo. A formare le nuove leve di combattenti sono soprattutto le famiglie piu giovani, con bimbi ancora piccoli. Spesso si tratta di figli delle prime famiglie partite negli anni 80-90, i quali dopo aver fondato una famiglia propria tornano in Missione. Pur sapendo che fallimento e persecuzione sono in agguato per sconfiggerli.
Si inaugura l'edizione critica degli scritti di Girolamo, traduttore ed esegeta che ha dato un contributo determinante alla definizione delle radici della cultura europea.

