
Il vangelo giunge a noi da una cultura lontana e racconta una storia unica nel suo genere, incomparabile con qualsiasi altra, dal significato mai scontato e intriso di simbologie. Prima di ricavarne degli insegnamenti, di elaborare delle riflessioni, di attualizzarlo, abbiamo però bisogno di capire chiaramente che cosa intende dirci. Ho scritto questo libro pensando a tutti coloro che aspirano a questo: cristiani di ogni età, giovani in ricerca, catechisti, animatori, membri di gruppi biblici, persone di diverse convinzioni che desiderano conoscere meglio i vangeli e il loro misterioso protagonista. Ho cercato di mettermi nei loro panni, di immaginare i loro dubbi e problemi. Questa guida non è dunque un commentario, ma si propone di presentare gli strumenti di base per capire meglio il contenuto dei vangeli. Con taglio divulgativo, è diretta a tutti coloro che, pur non avendo compiuto studi biblici specialistici, desiderano familiarizzare di più con questo testo unico. Lo scopo ultimo di queste pagine è aiutare a sperimentare la gioia di capire il vangelo.
«Capisci quello che stai leggendo?» (At 8,30). La domanda che Filippo rivolge all'eunuco sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza nasconde un presupposto ermeneutico fondamentale: ogni tessuto di segni che chiamiamo "testo" veicola un messaggio o contenuto intelligibile. A ciò corrisponde la nozione generale di "senso", che nella riflessione cristiana sulle Scritture ha conosciuto uno sviluppo particolare. Cosa vuol dire comprendere davvero un testo? A partire dall'insegnamento di Gesù e degli apostoli, i cristiani hanno provato a distinguere un primo senso, chiamato letterale, da altri non letterali, di solito invocati nella lettura cristologica dell'Antico Testamento. La presente monografia ripercorre la storia dell'esegesi biblica seguendo il filo rosso delle definizioni dei sensi della Scrittura, specialmente di quello letterale. Intende mostrare come la comprensione di cosa sia il senso letterale contenga in modo più o meno esplicito una teoria ermeneutica. Il percorso getta luce sulle forti difficoltà incontrate dai biblisti nella Chiesa nella prima metà del ventesimo secolo, percepibili ancora oggi.
La Lettera ai Romani può forse definirsi il testo più importante del Nuovo Testamento, dopo i Vangeli. Gli esperti concordano infatti nel ravvisarvi la sintesi più corposa, l’esposizione più completa e genuina del pensiero di Paolo. Forse proprio per questa sua ricchezza, Romani si presenta al cristiano che vi si accosta anche come un testo ardito, quasi una parete rocciosa da scalare. Il volume intende avviare al contatto diretto con il testo biblico, facilitandone l’accesso con alcune spiegazioni. Il commento offerto dall’autore è essenziale ed esistenziale. Essenziale, perché rifugge da note erudite o da problematiche complesse facilmente reperibili in uno dei tanti libri specializzati. Esistenziale, perché punta a orientare la vita del lettore facendogli percepire che la Parola di Dio investe l’intelligenza, riscalda il cuore, spinge all’azione. Per un ulteriore approfondimento sono disponibili anche: il paragrafo "Per la riflessione personale e di gruppo" posto a conclusione di ogni sezione; gli excursus che inquadrano alcuni temi strutturanti lo sviluppo logico della Lettera; la tabella completa dell’uso liturgico di Romani nei giorni feriali e festivi dei vari cicli.
Note sull’autore
Mauro Orsatti (Brescia 1949) è sacerdote diocesano, dottore in Sacra Scrittura, docente di esegesi neotestamentaria allo Studio teologico Paolo VI del seminario diocesano di Brescia dal 1976; incaricato dell’insegnamento di introduzione alla teologia all’Università Cattolica, sede di Brescia – Facoltà di matematica e scienze naturali –; docente ordinario di esegesi neotestamentaria alla Facoltà internazionale di teologia di Lugano (CH) dal 1992. Tra i suoi scritti, insieme a numerosi contributi in volumi di diversi autori e voci per la Grande enciclopedia illustrata della Bibbia (Piemme 1995), ha pubblicato: 1-2 Tessalonicesi (Queriniana 1996), Vangelo al femminile (Ancora 1997), Marco (San Paolo 1998); Armonia e tensioni nella comunità. La seconda Lettera ai Corinti (EDB 1998). Collabora inoltre con alcune riviste, tra cui Parole di vita, Temi di predicazione. Omelie, Servizio della Parola.
Questo volume contiene la trascrizione di nove "lectiones divinae" dedicate alla lettura del "Libro dei giudici". Lo scritto biblico viene letto per intero e commentato passo passo, cercando di reperire nella teologia della redazione testuale alcuni elementi dell'inesauribile fecondità della parola di Dio. Le diverse figure dei giudici emergono in un tempo oscuro della storia del popolo di Dio, tra l'ingresso nella terra di Canaan e l'istituzione della monarchia (sec. XIII-XI a. C.). Nel corso di vicende che ripropongono le molteplici caratteristiche di una crisi, compaiono personaggi dotati di una loro singolare irruenza carismatica. La storia dei giudici viene raccontata come straordinaria epifania dello Spirito di Dio.
Nessuno meglio di Paolo ha elogiato così bene la «carità», facendone il vertice della letteratura religiosa. Il termine greco agapé, ripreso dalla versione dei LXX dove è tradotto il linguaggio ebraico dell’amore, è scelto da Paolo per indicare l’amore. Esso: 1) ha la sua fonte in dio; 2) viene rivelato da gesù cristo 3) e da lui comunicato ai credenti per mezzo dello spirito santo. Siamo al culmine rivelativo trinitario.
Punti forti
Un testo tutto sulla carità di Paolo. L’identikit del cristiano è basato sull’identità di Dio Padre, che si è manifestato Carità nell’umanità di Gesù Cristo morto e risorto. Nella situazione attuale mondiale (tra perdita di valori, xenofobia e razzismo) vale la pena allargare ai più la riflessione teologia «sulla carità secondo Paolo».
Destinatari
Tutti. Sarebbe molto bello poter contagiare e coinvolgere la maggioranza delle persone!
Autore
Rinaldo Fabris, nato a Pavia di Udine nel 1936, laureato in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, è docente di Esegesi biblica del Nuovo Testamento presso lo Studio Teologico di Udine, sede staccata della Facoltà Teologica del Triveneto. È autore di numerosi commentari biblici, di articoli, studi monografici di storia dell’esegesi, di teologia e della spiritualità biblica. Con Paoline Editoriale Libri ha pubblicato "Paolo. L’apostolo delle genti" (Milano 1997, 20085); "Prima Lettera ai Corinzi. Nuova versione, introduzione e commento" (Milano 1999, 20083); "Li amò sino all’estremo: Lectio divina sul Vangelo di Giovanni" (Milano 2008); "Paolo di Tarso" (Milano 2008, 20094); "Lettere di san Paolo. Introduzioni, note e approfondimenti" (Milano 2009).
Il testo che presentiamo si compone di due parti. Nella prima, intendiamo offrir due lavori sul pensiero del Card. Martini frutto di un convegno tenutosi a Palermo nel gennaio 2014. I temi sviluppati riguardano l'etica della conversazione e la teologia politica, così come questi sono presenti in alcuni scritti del Cardinale. Nella seconda parte, abbiamo provato a raccogliere l'insegnamento de Card. Martini, sviluppando a nostra volti il tema del rapporto, non scontato, tra Sacre Scritture e mondo contemporaneo. I tre saggi che la compongono, frutto di altrettante conferenze in Italia e in Europa, affrontano i temi dell'Autonomia Regionale, dell'Europa, e della Giustizia Riparativa, letti ogni volta attraverso un prisma biblico differente.
Non è un segreto che la Scrittura sia piena di storie di violenza. Uomini e donne malvagi che popolano le pagine bibliche più oscure, ma anche persone normalissime che per una serie di motivi si ritrovano loro malgrado a tradire, condannare, uccidere. Vestono panni da carnefici per paura o convenienza, lealtà al proprio ruolo, ingenuità, oppure per mancanza di alternative. Rinarrare alcune di queste storie buie della Bibbia è un po' come guardarsi allo specchio. C'è però una certezza di fondo: qualsiasi cosa accada, la storia della salvezza non scavalca, ma attraversa anche le vicende più brutali e drammatiche. Il libro - tra attualità e attualizzazione - offre al lettore racconti brevi con rimando al testo biblico. Della stessa serie: Sconosciute. 50 donne della Bibbia e Manchevoli. Storie di incompiutezza nella Bibbia.
Se la sofferenza non ha attraversato la tua vita, sicuramente questo libro non è per te!
Se il dolore ha scavato lunghi solchi, forse questo libro non è per te!
Se comunque decidi di leggerlo perdonami se qualche parola o evocazione ti potrà ferire: il rispetto infinito che si deve alla sofferenza esigerebbe solo silenzio e sospensione assoluti.
“Carissimo Giobbe,
quando viene a mancare l’oro della forza, l’argento della fiducia in se stessi, il bronzo delle piccole sicurezze, basta che rimanga viva l’invisibile fede nella vita come compito per apprenderne il mistero e l’arte di soffrire, senza impazzire di dolore o cedere alla funesta rassegnazione che sarebbe peggiore dello stesso morire. Il compito di ogni uomo e donna sulla terra è quello d’imparare a resistere alla grande tentazione di trasformare – per se stessi e per gli altri – l’intera esistenza in una fossa di macerazione nella rabbia e nel rammarico. Nessun dolore e nessuna sofferenza sono per se stesse un inferno, per quanto le pene e le angosce lo facciano talora sentire e pensare, ma il rammarico lo è e, come dice l’Amico fedele e provato, il suo “verme non muore”. Come è avvenuto per te, caro Giobbe, vorrei anche per me che un diluvio di grazia, dopo un diluvio di guai, riporti la terra del mio cuore ad un rinnovato, ma non identico splendore. Lo diceva un caro maestro come Carl Gustav Jung scrivendo di te: “Per il lettore sarà ormai chiaro che lo sviluppo delle grandezze simboliche che abbiamo descritto corrisponde ad un processo di differenziazione della coscienza umana”. E ora voglio ringraziarti di tutto cuore, perché accompagnandomi a te, mi hai permesso di accompagnarmi a me stesso per crescere in “coscienza che sia ‘umana’ e di farlo serenamente e più in pace”.

