
Delle Lettere cattoliche il volume propone: il testo greco: è tratto dall'edizione interconfessionale "The Greek New Testament" (GNT), basato prevalentemente sul codice manoscritto B (Vaticano), risalente al IV secolo; la traduzione interlineare: eseguita a calco, cerca di privilegiare il più possibile gli aspetti morfologico-sintattici del testo greco, anche a scapito, in alcuni casi, della semantica; il testo della Bibbia CEI a piè di pagina con a margine i passi paralleli. Non si tratta di una 'traduzione', ma di un 'aiuto alla traduzione': un utile strumento di facilitazione e sostegno per affrontare le difficoltà del greco e introdursi nel testo biblico in lingua originale.
Le lettere di Bar Kokhba sono documenti storiografici di grandissimo interesse che in vario modo consentono una visione più chiara della vita, anche quotidiana, della Giudea dei primi due secoli dopo Cristo. Eccezionali questi scritti sono pure per risalire alla persona stessa del leader della seconda rivolta giudaica contro i romani, sorta e soffocata nel sangue nel breve volgere di tre anni (132-135 d.C.). Nel volume curato da Corrado Martone, specialista di Qumran, dopo un'introduzione storica nella quale vengono inquadrate le vicende che ebbero per protagonista Bar Kokhba e i suoi seguaci e in cui s'illustra la vitalità di questa figura nella tradizione giudaica antica fin nella società israeliana odierna, di ogni lettera si presentano il testo in lingua originale, la traduzione e un commento storico e linguistico. Due appendici completano il volume, una prima dedicata a un testo rinvenuto solo in anni recentissimi e in circostanze non chiare, anch'esso riconducibile al periodo della seconda rivolta, la seconda all'importanza che i testi qui raccolti hanno per la ricostruzione della storia del testo biblico.
Leggere le lettere di Giovanni significa sintonizzarsi con un periodo assai fecondo e delicato in cui la comunità cristiana primitiva stava chiarendo sempre più a se stessa la propria identità grazie anche al confronto obbligato con alcune derive che potremmo definire - ante litteram - "ereticali". Una dimensione che attraversa tutta la Prima lettera è il continuo andirivieni tra fede e prassi, fra riflessione teologica e intuizione esistenziale. Ad esempio, se "Dio è luce" (1,5), i credenti non possono camminare nelle tenebre e se "Dio è amore" (4,8.16), i cristiani debbono amarsi reciprocamente. Pure la Seconda e la Terza lettera si occupano della vita concreta della comunità. La collocazione di questi scritti nel Corpus ioanneum è dovuta al loro rapporto molto stretto con il Quarto vangelo, del quale, la Prima lettera in particolare, sembra essere stata scritta in funzione di introduzione o di commento.
Un testo per una lettura attualizzante del messaggio giovanneo.
L'importanza teologica delle lettere di Giovanni sta nelle riflessioni che vi sono articolate intorno al mistero dell'amore di Dio, soprattutto perché queste riflessioni non sono sospese in astratto. Proprio come l'evento Cristo nella sua vitalità è qualcosa di ben tangibile, altrettanto concreto deve mostrarsi l'amore divino nei rapporti di ogni giorno. In questo senso non è una forzatura né un azzardo vedere in questa teologia una componente fondamentale dell'incarnazione. E un aspetto non secondario delle lettere giovannee è di non cercare la salvezza nel chiuso di una solida struttura organizzativa, così che il loro tema dominante – il comandamento dell'amore – è anche incitamento ad avere ragione del mondo nel rifiuto di qualsiasi forma di sudditanza al mondo e al tempo stesso al di fuori dell'orto concluso di una cultura da ghetto e dello spazio circoscritto della comunità. Su queste linee si muove il commento di Hans-Josef Klauck, sulla base di un saldo inquadramento storico delle tre lettere e di un commento rigorosamente filologico e insieme teologico e di storia della ricezione.
Commento alle tre Lettere giovannee, con ampia introduzione, appendici con schemi riassuntivi ed agili indici; una valida base per la dottrina cristiana.
Un'epistola in grado di confortare i cuori afflitti
Un prezioso ritratto di Cristo
Ambiguità, oscurità e non detto dietro un linguaggio e uno stile semplici
Lutero commentò la Prima lettera di Giovanni con l'eloquente, e veritiera, affermazione: "Questa è un'epistola straordinaria, in grado di risollevare i cuori afflitti. Inoltre ha lo stile e il modo di esprimersi di Giovanni: ci dipinge Cristo in maniera davvero splendida e delicata".
Dal canto suo la critica moderna presenta spesso le lettere dell'apostolo, e il suo Vangelo, come il punto più alto del pensiero teologico ed etico del Nuovo Testamento.
Nonostante il linguaggio e lo stile semplice, per i lettori odierni le epistole giovannee non sono tuttavia prive di oscurità.
Il viaggio all’interno dei tre testi condotto da Dwight Moody Smith contribuisce nondimeno a svelarne molti preziosi tesori.
Il volumetto presenta i testi rivisti dall’autore di quattro conferenze da lui tenute presso il Centro San Fedele di Milano nell’Avvento 1998 e propone un’analisi delle tre Lettere di Giovanni e delle due Lettere di Pietro. Tutte fanno parte delle cosiddette "lettere cattoliche", dove il termine "cattolico" va inteso nel suo significato etimologico, nel senso cioè di un indirizzo "rivolto a tutto l’orizzonte". Si tratta di una sorta di encicliche il cui contenuto era destinato a essere ascoltato, compreso meditato da tutti. In alcuni casi si è di fronte a vere e proprie omelie. Il carattere universale dei temi, nonché la grande qualità teologica e talora letteraria di questi testi offrono a mons. Ravasi lo spunto per un’analisi che fa emergere con grande nitidezza le figure degli apostoli e i tratti fondamentali delle giovani Chiese.
Sommario. 1. Dio, è luce e amore (1Gv). 2. La comunità giovannea (2 e 3Gv). 3. La parola e la vita (1Pt). 4. Nuovi cieli e nuova terra (2Pt). Piste di approfondimento. Bibliografia.
Autore. Mons. Gianfranco Ravasi, del clero ambrosiano, è Prefetto della Biblioteca Ambrosiana e membro della Pontificia Commissione Biblica. Noto esegeta, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica settentrionale, è autore di un saggio su Giobbe (Borla) e di due grandi commenti biblici più volte ristampati (Il libro dei Salmi, tre voll., EDB 1983; Il Cantico dei cantici, EDB 1992). Le EDB pubblicano sia le registrazioni sia le rielaborazioni in volume delle Conversazioni bibliche tenute da Gianfranco Ravasi al Centro culturale S. Fedele di Milano (oltre trenta titoli, sull'Antico e Nuovo Testamento).
Il cofanetto propone in un unico CD formato MP3 le quattro conferenze del card. Gianfranco Ravasi, già disponibili in audiocassette, che commentano le lettere di Giovanni e di Pietro:
1. Dio è luce e amore: Prima Lettera di Giovanni;
2. La comunità giovannea: Seconda e Terza Lettera di Giovanni;
3. La parola e la vita: Prima Lettera di Pietro;
4. Nuovi cieli e nuova terra: Seconda Lettera di Pietro.
Note sull'autore
GIANFRANCO RAVASI, del clero ambrosiano, biblista di fama internazionale, autore di opere scientifiche e grande divulgatore, dal 2007 è presidente del Pontificio consiglio della cultura e delle Pontificie commissioni per i beni culturali della Chiesa e di archeologia sacra. È stato creato cardinale da Benedetto XVI nel concistoro del 20.11.2010. Predicatore agli esercizi spirituali in Vaticano nel 2013. Noto esegeta, già prefetto della Biblioteca Ambrosiana, è autore tra gli altri di due grandi commenti biblici più volte ristampati (Il libro dei Salmi, 3 voll., EDB, Bologna 1983; Il Cantico dei cantici, EDB, Bologna 1992). Le EDB pubblicano sia le registrazioni, sia le rielaborazioni in volume delle Conversazioni bibliche da lui tenute al Centro culturale S. Fedele di Milano (circa 50 titoli, sull'Antico e sul Nuovo Testamento).

