
Se per il poeta romantico Novalis "tutto ciò che è poetico, deve essere fiabesco", per Hermann Gunkel - esponente di spicco della scuola storico-religiosa, che applicò il metodo comparativo e storico-morfologico anche ai testi biblici - il racconto poetico è l'ambasciatore ideale dei principi religiosi. La Bibbia racconta di giovani pastori che diventano re, di nascite straordinarie, di demoni, di uomini inghiottiti da un pesce che poi li restituisce alla vita. Le fiabe contengono immagini che giungono al lettore come le fievoli note di un'antica e complessa melodia, perciò Gunkel indaga la natura di questi racconti e il loro legame con la storia del popolo di Israele, accostandoli ad analoghe creazioni di altri popoli. Il percorso si snoda tra storie di spiriti e di giganti, credenze primitive e luoghi straordinari, come quelli incontrati dagli antichi eroi nelle loro avventurose peregrinazioni.
Il libro esplora e medita l'elemento della luce e la sua portata teologica: un viaggio all'interno della Sacra Scrittura, dal Vecchio al Nuovo testamento in un'ottica cristologica. Si parte dai libri sapienziali, passando per le omelie dei Santi Padri e per la letteratura, fino a giungere agli evangelisti, non senza transitare per le preghiere della tradizione. Tutto è permeato dalla luce e dal suo senso. L'autore, con piglio appassionato, cerca di scovare gli intendimenti più utili al cammino cristiano ma non solo. Pastorale e didattica vengono riletti mediante questi elementi teologici. La luce come il calore rivela l'amore caldo di Dio, il buio come il freddo inchioda nel non senso. La notte, in una prospettiva strettamente giovannea, rappresenta l'impossibilità a muoversi, discernere e sperare. Le si oppone il giorno caldo come l'amore, la fede e le opere.
Queste Conversazioni fondono spiritualità, introspezione e narrazione poetica e sono inserite in una cornice rappresentativa e teatrale, in un cammino unico nel suo genere. L’autore, in prima persona, si fa Viandante: un pellegrino dell’anima che attraversa simbolicamente un deserto interiore, incontrando i grandi personaggi della Bibbia per ascoltare le loro storie e lasciarsi trasformare dal loro vissuto. Il cuore dell’opera è il dialogo. Ogni incontro è una conversazione profonda che illumina i lati più umani e nascosti di queste figure. In ognuno di loro, il Viandante riconosce un riflesso della propria umanità. Il libro non si limita a raccontare: accompagna il lettore in un percorso di crescita personale, risveglia domande essenziali, invita a un confronto autentico con sé stessi. Il linguaggio, denso di immagini sensoriali ed emozioni, rende la lettura un’esperienza coinvolgente e trasformativa. Il filo rosso è il passaggio simbolico dalla notte all’alba: un viaggio che parte dal buio della confusione, del dolore, della ricerca, e approda alla luce della consapevolezza, della fede, dell’incontro con l’Amore.
Dal 1980 il periodico Parola Spirito e Vita si è affermato come prezioso strumento di lettura spirituale della Bibbia. Ogni sei mesi un numero monografico di Parola Spirito e Vita conduce all'incontro con le Scritture, non solo come libro di riferimento per i fedeli, ma come parola viva capace di portare l'uomo contemporaneo alla scoperta di Dio: un appuntamento di riflessione essenziale per gruppi biblici, comunità, operatori pastorali e per tutti coloro che aspirano a una conoscenza più intima e profonda della Parola.
Ottavo di otto volumi per riflettere su Dio, con suggerimenti per la preghiera personale e familiare.
Nel panorama degli studi paolini manca una trattazione globale della categoria della figliolanza in Paolo. Presente in ognuna delle lettere autentiche dell'Apostolo, essa è trattata su tre livelli: il primo concerne il Figlio di Dio, Gesù Cristo; il secondo, i credenti in lui e gli Israeliti; il terzo, il rapporto tra l'Apostolo e i destinatari delle sue lettere, insieme ai collaboratori più stretti. Analizzando le diverse applicazioni del vocabolario della figliolanza, emerge come sia possibile prospettare un itinerario argomentativo e teologico tra le diverse lettere: rispetto al resto del Nuovo Testamento, Paolo approfondisce la tematica della figliolanza divina dei credenti, legandola saldamente a quella del Figlio, motivandola a partire dal dono dello Spirito e aprendola in chiave escatologica alla risurrezione finale dai morti. Così l'Apostolo si serve di questa categoria per indicare la salvezza mediante Cristo dei credenti, per manifestare la prima e positiva conseguenza della giustificazione dalla fede e per raffigurare la chiesa come comunità dei figli e delle figlie di Dio.
L'autrice ci fa conoscere il volto umano estremamente attuale di venti donne dell'Antico Testamento. Sara, Agar, Le due figlie di Lot, Rebecca, Le donne di Giacobbe, Dina, Tamar, Mirjam, la signora delle acque, Sipporà - Rahab, donna libera di Gerico, Deborah e Giaele, Anna, la graziata, Mical, figlia del re, Abigàil, la saggia, Betsabea, Tamar, Huldah, la profetessa. Donne tragicamente sole con i loro conflitti interiori, in lotta fra loro o insieme, in cordata, che, in un modo o nell'altro, cantano il loro inno alla vita.
Sacrifici umani e divinità: un tema presente nella letteratura del vicino Oriente antico, ma rifiutato dalla Bibbia. Eppure c'è il caso unico della figlia di Iefte offerta al Signore in cambio della vittoria del padre sugli Ammoniti. Possibile che il Signore accetti un così cruento atto oltretutto richiesto da parte di chi vuole ottenere un successo personale? L'episodio ha quindi dell'assurdo e Iefte risulta essere un "mostro". L'autrice ha studiato a fondo il "voto di Iefte" (Gdc 11,29-40) e, attraverso l'uso del metodo storico critico, l'analisi esegetica, l'esame della casistica del lessico e il confronto con i commentatori giudei e cristiani delle varie epoche, ha ricavato una lettura originale di questa che fino ad ora è stata considerata una delle pagine oscure della Bibbia. La figlia di Iefte infatti non è stata sacrificata secondo la prassi delle popolazioni coeve a Israele, ma è stata offerta al Signore. Anzi, lei stessa è protagonista attiva di questa offerta perché, dopo la struggente esitazione del padre, è proprio lei a voler espletare il voto fatto al Signore. La sua vita è stata dunque una "consumazione" davanti al Signore perché Iefte aveva specificato nel suo voto che la vittima sarebbe stata per il Signore (sarà per il Signore). Si deduce allora che la figlia di Iefte è una sorta di patrona di tanti uomini e donne che fanno della loro vita un'offerta che si consuma davanti agli altri e al Signore.
Il volume di Studi vuole onorare il prof. Marco Nobile in occasione del suo 75° compleanno.
La varia abbondanza dei contributi offerti vuole testimoniare della qualità di relazioni che Marco Nobile ha saputo intessere nel corso degli anni e, sebbene l’ambito di ricerca e insegnamento proprio del Dedicatario sia costituito dalla letteratura veterotestamentaria, spazia dall’Antico al Nuovo Testamento. Del resto, «un viaggio come lo studio teologico dell’AT è e deve rimanere un viaggio aperto e invitante. Innanzitutto perché per sua natura è aperto al NT; poi perché è il veicolo mediatore dell’incontro con Dio: l’AT non è soltanto la presentazione ai lettori del “sentito dire”, bensì anche il mezzo attraverso il quale “Dio possa essere visto con i propri occhi” (cf Gb 42,5)».
Narrazione della vita di Gesù con gli occhi di Maria.
Quella di Genesi 22, 1-19, il sacrificio di Isacco (= figlio del sorriso), è una delle pagine più inquietanti della Bibbia, sulla quale si sono misurati molti pensatori. Padre Innocenzo Gargano ha riletto questa pagina durante l'annuale raduno dell'Associazione "Figli in Cielo" che raccoglie genitori provati dalla prematura perdita di un figlio. Una rilettura profonda, ricca di elementi patristici, molto utile per chi vive lutti molto intensi, ma coinvolgente anche per chi desidera una riflessione non scontata su questa pagina. Molto interessante il capitolo introduttivo di iniziazione alla lectio divina e quello conclusivo che offre preziosi consigli per accostarsi alla Bibbia e in particolare ai Salmi.

