
Periodico quadrimestrale n. 3/2014. Gli autori della rivista uniscono alla ricerca scientifica l'esperienza di accompagnamento psico-spirituale nel campo della formazione umana e cristiana.
Contesto storico, politico e religioso della Riforma protestante
I sovrani Enrico VIII ed Elisabetta I, Carlo V e Filippo II
Lutero e gli altri Riformatori, il Concilio di Trento e le guerre di religione
Con intelligenza, senso dell'umorismo e incisività, Glenn S. Sunshine ricostruisce il contesto da cui nacque il protestantesimo: vicende storiche e posizioni teologiche dal XV secolo alla fine della Guerra dei trent'anni passando per la chiesa romana dei Borgia, le 95 Tesi di Lutero, lo scisma di Enrico VIII, le posizioni di Zwingli, Calvino...
In queste pagine, Glenn S. Sunshine inquadra storicamente, geograficamente e teologicamente le vicende che portarono a quel rinnovamento della chiesa che fu la Riforma protestante ripercorrendole con una sinteticità che giova alla chiarezza del quadro generale e del particolare.
Delineati i prodromi e le cause già ben visibili nella chiesa del Cinquecento, Sunshine si concentra sul vero e proprio secolo della Riforma, spingendosi fino alla Pace di Vestfalia del 1648: ne emerge il quadro di un'Europa, cattolica e protestante, in cui insieme ai Riformatori incontriamo i papi, i sovrani e le nazioni che gettarono le basi del mondo moderno.
Integra il testo un'appendice sulla Riforma in Italia a cura di Carlo Papini.
In lingua spagnola.
Pochi giorni prima che Hitler diventasse Cancelliere, Martin Buber, una delle figure più autorevoli dell'ebraismo tedesco, partecipò a un convegno insieme a relatori nazionalsocialisti, neo-nazionalisti e antisemiti, in cui discorso teologico e fede politica finirono fatalmente per sovrapporsi. L'incontro fu organizzato da Jakob Wilhelm Hauer, ordinario di Indologia all'Università di Tubingen, di lì a poche settimane non solo fervente sostenitore della dittatura, ma anche informatore dei servizi segreti di Himmler. La partecipazione di Buber al convegno e l'adesione di Hauer al nazismo diedero luogo a un significativo intreccio biografico. A distanza di ottant'anni riemergono dagli archivi documenti che permettono di ricostruire - anche grazie ad altri scritti coevi (come la disputa con il teologo cristiano Karl Ludwig Schmidt), carteggi inediti e fotografie d'epoca - un'intricata vicenda rimasta finora ignorata. Una vicenda, non priva di contraddizioni e ambiguità, che pone in una nuova luce lo stesso essere e pensarsi ebreo di Buber, sulla base di una riflessione teologico-politica che nasce calandosi all'interno di un clima culturale, nella Germania fra le due Guerre, ostile all'integrazione ebraica nella nazione tedesca.
"I principi etici del confucianesimo, garanti del 'buon governo' e della 'società armoniosa', hanno caratterizzato per oltre duemila anni la vita dell'immenso impero cinese, garantendo una sostanziale stabilità al paese. Oggi vengono riscoperti dal governo cinese, in una situazione di profondo cambiamento, per rafforzare il proprio consenso interno. Per comprendere il nuovo corso cinese, oggi al centro dell'attenzione internazionale e destinato a modificare radicalmente le strategie politiche e gli equilibri di potere all'interno come all'esterno della Cina, con conseguenze significative sulla vita dei cinesi e in prospettiva anche della nostra, è indispensabile comprendere il ruolo chiave che la cultura tradizionale, incentrata sui valori confuciani, ha svolto nella storia del paese. Questa introduzione al confucianesimo da parte di un'autorità in materia costituisce la guida più sicura. Il libro ricostruisce le grandi tappe del sistema di pensiero che si ispira a Confucio (551 a.C.-479 a.C), dalle origini alla situazione attuale. Il confucianesimo classico formula i presupposti di una vita fondata su una profonda unità basata su un principio di armonia, regolata da solidi principi etici, plasmata da un'accurata educazione che prevede l'apprendimento e l'interiorizzazione dei valori tradizionali ereditati dal più remoto passato e attualizzati da ogni generazione grazie a un confronto con le necessità sociali contingenti." (Giovanni Filoramo)
In Medio Oriente non è in atto uno scontro di civiltà, quanto piuttosto una guerra interna all'islam per la supremazia politica sulla regione mediorientale. Le minoranze cristiane, che lì vivono da duemila anni, con le pratiche di vita che le identificano e le opere sociali, caritatevoli ed educative che le contraddistinguono, rappresentano un intralcio per ogni progetto egemonico e totalitario. La presenza di comunità cristiane, infatti, costituisce un elemento di stabilizzazione nei conflitti e di costruzione di luoghi di convivenza. Con parole e fatti esse testimoniano che la pace è possibile. Questa è la ragione profonda di un urgente impegno della Comunità Internazionale a favore di tale presenza, immenso capitale "nella costruzione di un mondo pacificato e pacifico" (san Giovanni Paolo II), e di reali spazi di libertà per tutti. Ne va del futuro non solo del Medio Oriente, ma dell'intero Occidente.

