
La baraccopoli di Korogocho presentata da Zanotelli, Moschetti, Ottolini e Fantini e fotografata dai ragazzi di strada in 120 foto.
Questo studio percorre la storia dei primi tre secoli del cristianesimo, dalla morte di Gesù Cristo al IV secolo, epoca del definitivo riconoscimento della sua legittimità da parte dell'imperatore Costantino e della formazione di una Chiesa imperiale romana. Con ampio ricorso alle fonti, l'autore ricostruisce le diverse fasi di questa storia, nel corso della quale quella che era nata come una setta giudaica, perdipiù perseguitata, si consolida e si trasforma a tal punto da divenire una religione universale. L'analisi si concentra sulle dinamiche che hanno fatto di un culto minoritario una religione di stato, sulle ragioni dell'allontanamento fra cristianesimo e giudaismo e sulle conseguenze dell'integrazione fra cristianesimo e cultura ellenistico-romana.
Ingegnere meccanico, protagonista della ricostruzione post-bellica tra i senzatetto della sua Rimini, Alberto Marvelli ha vissuto in pienezza la vocazione laicale, coniugando un'assidua vita di fede all'impegno diretto politico e nel sociale.La sua avventura umana, attraverso l'affascinante narrazione di queste pagine, si rivela come irresistibile appello verso una 'misura alta della vita cristiana ordinaria' soprattutto per i giovani (NMI).Giovane tra i giovani, innamorato della vita, degli uomini, di Dio, Alberto si è reso presente fra i poveri e i sofferenti, negli oratori e nella scuola, tra gli sfrattati della guerra e gli studenti dell'università. Ha vissuto da protagonista i grandi avvenimenti storici dell'epoca, anticipando profeticamente il ruolo e la vocazione del laico cristiano proposti dal Concilio Vaticano II.«Ha mostrato come, nel mutare dei tempi e delle situazioni, i laici cristiani sappiano dedicarsi senza riserve alla costruzione del regno di Dio nella famiglia, nel lavoro, nella cultura, nella politica, portando il Vangelo nel cuore della società»: con queste parole, Giovanni Paolo II ha riconosciuto l'eroicità delle virtù di Alberto Marvelli che, insieme a Pina Suriano e a Pere Tarrés, è stato beatificato da Giovanni Paolo II nel settembre 2004 a Loreto.
E' possibile imparare la storia giocando? Ebbene sì! La storia in gioco è una vera e propria raccolta di giochi collaudati e sperimentati sul campo da tanti animatori e ragazzi nel corso degli anni. In queste pagine sono descritti molti giochi, dai più antichi ai più recenti e, fra questi, anche alcuni inediti riproposti in una nuova, suggestiva cornice. Questa raccolta parte proprio dall'intuizione che sia possibile giocare e divertirsi imparando ma, soprattutto, imparare tante cose nuove attraverso il gioco. Ecco perché La storia in gioco prende spunto da quattro periodi storici e dai grandi personaggi del mondo antico: Medioevo, Indios e Conquistadores, Pirateria, Umanesimo e Rinascimento. All'inizio del gioco è narrata la storia che ricostruisce la figura o il fatto storico, è spiegato il funzionamento del gioco vero e proprio e sono suggeriti alcuni consigli pratici, utili per la coreografia e le prove. Un libro per gli educatori, da leggere con i ragazzi, per imparare divertendosi.
Il sussidio indica un percorso di fede cristiana e di preparazione al matrimonio: non una serie di incontri ma un cammino ecclesiale per coppie di fidanzati animato da coppie di sposi, con momenti di preghiera e continuo riferimento alla Parola di Dio. È un itinerario semplice e popolare, attento ai giovani e in dialogo con loro. Il cammino si può svolgere lungo l'arco di un anno o di un biennio.
Il Concilio Vaticano II ha provocato una metamorfosi nella coscienza ecclesiale. A partire da tale evento il ministero della Chiesa è condensato nelle categorie teologiche di comunione e servizio, sostanzialmente contenute nelle Costituzioni "Lumen Gentium e Gaudium et Spes", che la ricerca mette a confronto con diverse opere catechistiche della Chiesa pellegrina in Argentina durante il periodo che va dal 1987 al 1997. Questo studio mira a mostrare la reale ricezione del Magistero conciliare nelle chiese locali e in riferimento specifico alla catechesi; un'indagine per verificare come l'ecclesiologia del Vaticano II è presente nei testi catechetici e catechistici pubblicati nell'arco di un decennio.
Non si tratta di una ricostruzione biografica perché, come scrisse l'autore, La Pira fu per lui "un punto di riferimento interno a me stesso là dove la vita interiore è confronto di sé" e, neppure un saggio storico in quanto, "La Pira non potrà mai essere per me un aspetto storiografico per il semplice fatto che fu e resta un dato autobiografico". Per questo Ernesto Balducci ha riconosciuto l'itinerario dell'amico con l'intento di riscoprire piuttosto l'anima profonda della politica intesa come costruzione storica della speranza, nella ricerca del bene comune e come risposta all'attesa della povera gente.

