
"È difficile, se non addirittura impossibile, scindere il nome di Erasmo da quello di Thomas More, anche se non pochi biografi lasciano spesso nell'ombra l'immagine di uno dei due amici per rendere plausibili le loro tesi interpretative. In effetti, a chi fa di More un modello di ortodossia alquanto rigida, la vicinanza dell'umanista che maneggiava l'ironia e la polemica graffiante come nessun altro può sembrare compromettente; d'altra parte, a chi vuol vedere in Erasmo uno scettico, il ricordo del suo migliore amico, martire della fede cattolica, deve apparire ingombrante. Erasmo e Thomas More erano diversi e nello stesso tempo inseparabili, al punto che per conoscere da vicino l'uno bisogna sempre interpellare l'altro. Abbeverati alle medesime fonti e vissuti nella stessa epoca, furono legati da una di quelle simpatie totali la cui delicatezza si rivela in mille tratti affascinanti, tanto che essi resteranno nella storia come la coppia più affiatata e insieme di più alto profilo dell'età moderna" (Matteo Perrini, Premessa, in E. da Rotterdam, Ritratti di Thomas More).
Il libro affronta il tema del "male" per come è avvertito oggi (violenza diffusa, indifferenza per l'altro, odio legittimato) e come conseguenza delle ideologie, degli autoritarismi, dei terrorismi, delle oppressioni, degli imperialismi, delle mafie da cui la società è pervasa. Il "grande male" quindi. È un tema smisurato, di cui la stessa Bibbia rende conto presentando molteplici dimensioni e situazioni. Senza avere la pretesa di dire tutto, il testo di Christian Albini sceglie una prospettiva con cui mettere a fuoco il discorso e lo incanali in una direzione. E lo fa a partire da come il male è presentato nella Bibbia per cogliere soprattutto l'atteggiamento del credente che vi resiste. Il cuore del libro è nei capitoli in cui è presentata quella che può essere definita come un'eredità contemporanea della tradizione biblica. Nel 2016 cadono i centodieci anni dalla nascita di due figure chiave del Novecento: Hannah Arendt e Dietrich Bonhoeffer. Per la prima volta si realizza una comparazione tra le due importanti vie di resistenza al male da loro vissute ed elaborate: una è impostata sulla ragione e l'altra sulla fede; in una l'agire nasce dal pensare e nell'altra dall'ascoltare la Parola di Dio. L'urgenza di "risvegliare l'umano" in quest'epoca di grandi sofferenze chiede ancora il loro contributo: per lo sforzo di fiducia nell'umanità della filosofia di Hannah Arendt e per il pensiero critico nei confronti del cristianesimo della teologia di Dietrich Bonhoeffer.
Venticinque anni fa, al termine di un originale itinerario di pastorale giovanile denominato Assemblea di Sichem, il cardinal Martini annunciava l'avvio di una nuova proposta vocazionale, come amava definirla, "a 360 gradi": in essa, prima ancora di giungere ad una scelta definitiva, si cercava di "imparare un metodo per orientare la libertà verso non tanto un progetto individuale (cosa devo fare per gestire la mia vita), ma verso la realizzazione del progetto di Dio sul mondo, per quella parte che mi riguarda". Da allora, ormai oltre tremila giovani della diocesi di Milano (e non solo) hanno intrapreso questo cammino, giungendo a prendere orientamenti rilevanti per la propria esistenza: sia per quanto riguarda lo stato di vita, sia per quanto riguarda la qualità cristiana del proprio impegno nel mondo.
La storia di Maria Grazia Veltraino e del miracolo del Beato Luigi Caburlotto che le ha consentito di riprendersi la vita dopo una lunga malattia, arricchita di elementi di fantasia, per così dire "esterni" "collaterali" rispetto al racconto delle vicende vissute dalla protagonista.
Un strumento per l'esegesi e lo studio del pensiero latino e della cultura tardo antica. Noto in modo particolare per la sua imponente opera di traduzione in latino della Bibbia direttamente dal testo ebraico, per tutta la vita Girolamo si dedicò allo studio dell'ebraico e dell'esegesi giudaica al fine di dare al "grande pubblico" occidentale un testo corretto sul quale basare lo studio e la liturgia. Il volume raccoglie le tre principali opere della sua produzione in cui trattano da vicino i "problemi ebraici" inerenti alla traduzione e allo studio della Bibbia: nel "Liber hebraicarum quaestionum in Genesim" Girolamo analizza i versetti più difficili della Genesi, dimostrando una solida e approfondita conoscenza dell'ebraico; il "Liber interpretations nominum hebraicorum" e il "Liber de situ et nominibus locorum hebraicorum" sono invece traduzioni ampiamente rimaneggiate di originali greci, rispettivamente di un glossario di nomi ebraici con relativa etimologia, un'opera perduta che Girolamo attribuisce a Filone d'Alessandria, e dell'"Onomasticon" di Eusebio di Cesarea, lessico di toponomastica biblica la cui fortuna in Oriente e in Occidente si deve proprio alla traduzione latina di Girolamo.
Nel 2007 la Fondazione Ambrosiana Paolo vi ha avviato una ricerca sulla "Recezione del Vaticano n a Milano", sotto la direzione di Gilles Routhier, nell'intento di sviluppare una lettura del cammino recente di questa Chiesa locale, con uno sguardo attento al contesto del Nord Italia, che non fosse soltanto una storia del suo recente passato, ma che mettesse in luce come il Vaticano il si è innestato in questa storia, l'ha influenzata, e ha trasformato soggetti, corpi individuali ed ecclesiali, e pratiche. Dopo il primo volume - con un saggio prospettico-metodologico e i risultati dell'indagine sulle "figure" dei diversi protagonisti chiamati ad attuare il Concilio - in questa seconda parte, dedicata alle "pratiche", si sviluppa un'analisi sinergica capace di illuminare in modo nuovo, dettagliato e originale, la vita della Chiesa di Milano. Emerge un fenomeno di recezione del Vaticano n ricco e variegato dove le abituali categorie di lettura, come rottura, continuità, riforma, aggiornamento, lasciano il passo a ipotesi più complesse per cogliere l'influsso del Concilio a vari livelli: nei processi di costruzione della Chiesa locale, nei contenuti dati all'azione pastorale e alla vita cristiana, nei luoghi e ambiti in cui costruire un dialogo/confronto con la cultura. Si evidenziano inoltre alcune peculiarità della Chiesa milanese: la presenza di arcivescovi dalla forte personalità; la ricchezza di energie e persone in una Chiesa molto strutturata.
Rivista bimestrale di cultura fondata nel 1946.
Il male fisico, il male morale, il male metafisico, la sofferenza degli uomini e la sofferenza di Dio, sono gli argomenti scottanti di questo libro, tutti argomenti difficili, illimitati, pericolosi; tuttavia l'autore li affronta in modo semplice e accattivante, per cercare di giungere ad una conoscenza più profonda dell'essere umano e del problema del male.
Italia, primi del Novecento. La Chiesa, sotto il pontificato di Pio X, inasprisce le sanzioni disciplinari nei confronti di ogni tentativo di rinnovamento, proprio mentre alcune organizzazioni milanesi sperimentano forme nuove di impegno sociale e di partecipazione democratica. Tra queste anche il Fascio femminile (attivo a Milano tra il 1901 e il 1908), dotato di un progetto particolarmente originale per gli strumenti e le idee: rivendica per le donne i fondamentali diritti civili e politici, fino ad avvicinarsi, per alcuni aspetti, alle battaglie del femminismo laico. Questo volume si propone di indagare l'evoluzione delle posizioni del femminismo cristiano attraverso il caso milanese, mettendone in evidenza il ruolo di ricettore e catalizzatore di una fitta rete di rapporti sia con le varie anime dell'emancipazionismo e del riformismo religioso che con l'ambiente della diocesi ambrosiana e della curia romana, evidenziando per ognuno di essi le continuità e le cesure.

