
Edizione critica di Bruno Bordignon Le Maraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice (1868) è l’opuscolo di don Bosco scritto per la consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice a Torino Valdocco (9 giugno 1868). Nel testo emerge l’esperienza religiosa del Santo verso Maria SS. e dell’intercessione di Lei nella costruzione di quella chiesa. Attraverso le offerte per le grazie ricevute don Bosco non solamente è riuscito nel progetto, ma è pervenuto ad essere conosciuto in tutta Italia e pure in Europa. Nella redazione del testo egli ha voluto insegnare ad alcuni giovani salesiani come scrivere un libro e li ha introdotti nella presentazione del significato del titolo Auxilium Christianorum. La seconda parte, che descrive la costruzione della chiesa, è di mano di don Bosco. L’edizione critica ricostruisce la prei-storia del testo. La ricerca delle fonti ha portato a scoprire come don Bosco possedesse una conoscenza approfondita dei libri e degli opuscoli allora pubblicati sull’argomento con il fine di redigere scritti per la formazione dei giovani e del popolo. Egli non ha inteso compiere ricerche storiche, ma presentarne ai lettori i risultati in forma semplice e comprensibile. Il testo costituisce una presentazione chiara, sintetica e approfondita del ti-tolo Auxilium Christianorum, e una descrizione documentata della costruzio-ne della chiesa di Valdocco; interessante constatare che la persona di don Bosco non emerge mai, pur descrivendo avvenimenti di cui egli è stato pro-tagonista.
Bruno Bordignon dal 1987 si è occupato delle Scuole Salesiane d’Italia. Dal 2005 al 2012 è stato Visi-ting Professor presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Salesiana. Dal 2012 al 2016 è stato membro dell’Istituto Storico Salesiano. Ha curato Idealtipo di Manuale di Qualità delle Scuole Salesiane d’Italia in 3 volumi (2002-2004) e ha pubblicato, con Rosetta Caputi, Certificazione delle competenze. Una sperimentazione delle Scuole Salesiane (Armando, Roma 2009). Nelle edizioni Rub-bettino ha pubblicato Certificazione delle competenze (2006), Epistemologia della valutazione univer-sitaria. La valutazione professionale del docente (2010), Dialogo tra fede e cultura nell’insegnamento (2011), Il progetto personale di apprendimento (2012) e Persona è relazione (2013). Nel 2018 ha pub-blicato in questa collana l’edizione critica del primo regolamento scritto da don Bosco: Educazione in atto. Piano di Regolamento per l’Oratorio maschile di S. Francesco di Sales di Torino nella
Dopo aver trattato il Padre nella Bibbia, intendiamo proporre un aspetto collaterale - anche se, in qualche modo, inedito - come quello della Madre nella Bibbia un tema complesso e intrigante, ma anche interessante, come pure - riteniamo - attuale. Perché? La progressiva emancipazione della donna in epoca moderna, con il processo delle pari apportunità e pari diritti, ha interessato non solo la società civile, ma anche la sfera religiosa e la stessa Chiesa cattolica. È quindi utile affrontare, all'interno della rivelazione biblica, il problema femminile, in genere, e specificamente quello materno, oggi, tra l'altro, investito da temi gender che ne mettono in discussione la sua essenza.
Attraverso tre Congressi Mariani, i Frati Carmelitani hanno voluto far conoscere al pubblico le più importanti acquisizioni della teologia mariale di questi ultimi anni con lo scopo di incrementare gli studi di mariologia carmelitana valorizzando quelli esistenti.
Nei giorni 27-29 settembre 2018 si è svolto, presso il Santuario Maria Madre della Chiesa di Jaddico (BR), il IV Convegno di Mariologia Carmelitana organizzato da entrambe le famiglie carmelitane. L’iniziativa di tali Convegni ha una sua storia partita proprio da questo santuario nel 2012 quando vi fu celebrato il primo sui tratti mariani più tipicamente carmelitani. Ad esso ne sono seguiti due celebrati nel 2014 a Sassone (Roma) e nel 2016 a Maddaloni (CE), ognuno con una tematica propria del carisma mariano dell’Ordine dei Carmelitani, in un’ottica di progressiva specificazione. Il tema trattato in questo IV Convegno è di grande interesse e assai importante per vari motivi. In primo luogo, perché l’immagine, l’icona, la rappresentazione del sacro hanno provocato sempre nella storia delle religioni una certa controversia, in molte occasioni non esente da violenza. Di fronte all’abbondanza e all’esuberanza delle immagini di alcune religioni, che potremmo definire politeiste (da alcune tradizioni orientali fino alla religione greco-romana), il monoteismo ha teso a pensare che il divino non è, per definizione, rappresentabile. Dio è al di sopra di qualsiasi espressione umana, di qualunque immagine e persino di qualsiasi nozione (si pensi alla teologia apofatica più radicale). Perciò, quando rappresentiamo Dio, il sacro, il divino, creiamo idoli che, in ultima analisi, finiscono col separarci da quello che vorremmo rappresentare. In secondo luogo, il tema trattato è fondamentale perché viviamo in un’epoca davvero “iconica”: siamo immersi nella cultura dell’immagine. I moderni metodi informatici hanno relegato in un secondo piano molte forme di comunicazione tradizionali. Il messaggio breve, abbreviato, talvolta ridotto ad immagini, a dubbiose trascrizioni fonetiche o a parole sconnesse è il linguaggio più abituale tra i nostri giovani. C’è chi vede questo processo con un forte pessimismo, come un ritorno alla barbarie o un regresso ai geroglifici, con conseguenze incalcolabili per l’espressione scritta e orale; c’è poi chi, al contrario, lo vede come un ventaglio di nuove forme di espressione, di maggiori possibilità di divulgazione culturale e di nuove manifestazioni artistiche e letterarie e, perché no, di nuovi linguaggi. In ogni caso, e quale che sia la valutazione di questo processo culturale in cui viviamo, non c’è dubbio che la riflessione teologica (la catechetica, la spiritualità, la missiologia e persino la teologia sistematica) non può eludere questo tema e deve riconsiderare il senso e la missione dell’immagine nella trasmissione della fede. Né la vita religiosa in generale, né il Carmelo in particolare, possono eludere questa riflessione così necessaria al momento di prendere in considerazione la propria missione.
Si è voluto raccogliere in questo volume gli Atti del I Convegno di Mariologia Carmelitana dal titolo "Presenza e ruolo di Maria negli ordini carmelitani" per poter comprendere e descrivere cosa sia appunto la Mariologia Carmelitana tenendo conto della sua nascita alle origini e del suo sviluppo nel tempo. L'intento di questo convegno è stato quello di incrementare gli studi di Mariologia valorizzando quelli esistenti; rileggere i documenti e le testimonianze che costituiscono le memorie degli Ordini Carmelitani; approfondire gli aspetti teologici e antropologici, spirituali e pastorali, sociali e culturali di mariologia, al fine di ulteriori approfondimenti e nuove aperture per una rilettura del carisma carmelitano.
Alla morte di Kari E. Børresen, nell'aprile del 2016, alcune sue colleghe e amiche (Sara Cabibbo, Franca Ela Consolino, Cettina Militello, Marinella Perroni, Emanuela Prinzivalli) hanno deciso di renderle omaggio pubblicando in traduzione italiana una delle sue prime opere, Anthropologie médiévale et théologie mariale (Oslo 1971), e rendere così partecipe anche il pubblico italiano di uno degli apporti magistrali del pensiero della grande ricercatrice norvegese. La sua investigazione sul rapporto tra antropologia medievale e mariologia ha infatti segnato un punto di non ritorno della riflessione mariologica. Benché datata, quindi, essa non può comunque essere ignorata dalle nuove generazioni di studiosi, a cui il metodo di indagine di Kari Børresen mostra come soltanto la ricerca storica possa fornire lo strumentario adatto a un'adeguata comprensione della mariologia oltre che di tutta la storia del pensiero teologico. Da studiosa di storia delle idee e, in particolare, come studiosa dell'interazione fra linguaggio su Dio e antropologia, Børresen concentra il suo interesse sulla tarda antichità e sul medioevo, una stagione quanto mai decisiva per l'elaborazione dottrinale della teologia cristiana in cui affonda le sue radici, in modo tutto particolare, il pensiero mariologico. Da femminista, poi, Børresen cerca di portare alla luce i motivi alla base di quel forte androcentrismo che connota la teologia cattolica tradizionale e di cui il pensiero mariologico è stato e continua a essere uno dei vettori più potenti. La traduzione del saggio di Børresen è seguita da un suo articolo sullo stesso tema, apparso nel 1983 sulla rivista Concilium. Completano il libro una prefazione di Cettina Militello e una postfazione di Arianna Rotondo, alla quale si deve anche la cura dell'intero volume.
Maria e la devozione a lei rivolta diventano, in questo libro, un'esperienza di vita che l'autrice, suora orsolina, propone a tutti coloro che vogliono incontrare la Madre di Dio in maniera diversa, attuale, senza però perdere la ricchezza della tradizione. Nella scansione dei vari capitoli, l'autrice propone una serie di meditazioni, ciascuna su un brano evangelico che vede protagonista la madre di Gesù, declinando poi il tutto in un racconto attualizzante, preso dalle sue esperienze di vita vissuta, e infine trasformandolo in una provocazione rivolta al lettore, affinché a partire dal culto a Maria ciascuno ritrovi un suo personale sguardo interiore, una vera e propria "grammatica" dell'esistere a partire da ciò che Maria ci offre nella sua vita.
Per conoscere Maria, la madre di Gesù, è indispensabile leggere con serietà e passione i testi del Nuovo Testamento che certamente la riguardano. Questa è una via essenziale per vivere una venerazione mariana davvero cristiana.
L'11 febbraio del 1858, Bernadette Soubirous, una ragazzina di famiglia contadina che viveva nel paese di Lourdes, alle pendici dei Pirenei, raccontò alla madre di aver visto una signora vestita di bianco in una grotta situata vicino alla località di Massabielle. Bernadette vide la bianca signora, che dichiarò di essere l'Immacolata Concezione, altre diciassette volte nella grotta, che ben presto divenne un luogo di culto e di pellegrinaggio di fama mondiale. Riconosciuta dalla Chiesa come luogo di apparizioni di Maria, il santuario di Lourdes è cresciuto costantemente in fama e dimensioni, anche per il verificarsi di molte guarigioni miracolose fra quanti, infermi e malati, si sono recati a pregare la Madonna nella grotta. Per ricevere e aiutare la grandissima folla di pellegrini dal 1885 esiste la confraternita religiosa dell'Ospitalità di Nôtre Dame de Lourdes, che, forte di più di quindicimila volontari, accoglie e ospita nelle strutture del santuario sei milioni di visitatori all'anno. Alessandra Borghese fa parte della confraternita degli Ospitalieri francesi e ha vissuto in prima persona il pellegrinaggio, la devozione, il dolore e la speranza che fanno di Lourdes e della sua Madonna uno dei fulcri della vita religiosa cattolica di tutto il mondo.
Tutti i messaggi pervenuti nelle Apparizioni di Trevignano sono profondi e pieni di amore; quelli degli ultimi due anni, per gli ulteriori, particolari e attuali argomenti trattati, sembrano essere ancor più severi e urgenti e, nella "imminente Venuta di Gesù", anelano alla necessità di una sincera e completa conversione. Ciò si comprende anche dal titolo del libro: "Le parole di Maria per questi tempi". È quasi sempre Lei che parla: instancabile e amorosa, vigile e premurosa verso i suoi figli, che vorrebbe tutti salvi sotto il suo prezioso manto perché "il tempo a disposizione è giunto al termine". e
In questi ultimi anni la Madonna è apparsa in varie parti del mondo, tra le quali, dal 2016, a Trevignano, alle porte di Roma, alla mistica Gisella, che riceve anche i messaggi di Dio Padre e Gesù, che con infinito amore invitano alla conversione, alla preghiera e alla testimonianza. Questo libro vuole approfondire i contenuti dei messaggi, riunendo i temi simili in altrettanti capitoli, che insieme alla sofferenza danno anche l’esatta misura di quanto grande è l’amore della SS. Trinità e di Maria per i suoi figli. Si tratta di un sussidio che non vuole sostituire l’entità e l’essenza del messaggio che viene accolto in ogni singola apparizione, ma che può aiutare a riflettere sulle esortazioni più importanti che ci giungono dal Cielo.

