
Questa raccolta di studi in onore di Carlo Fantappiè riunisce i contributi di illustri studiosi internazionali per indagare l'evoluzione del diritto canonico e delle istituzioni ecclesiastiche. Attraverso un arco temporale che spazia dal Medioevo all'età contemporanea, il volume approfondisce temi cruciali per ciascuna epoca storica e trae dalla tradizione canonica le categorie utili per analizzare e intervenire sulle questioni più attuali, a riflesso della vastità degli interessi scientifici del destinatario.
Questo volume colma un vuoto nel panorama editoriale italiano raccogliendo e sistematizzando per la prima volta tutte le principali procedure amministrative canoniche. Dopo un'introduzione di inquadramento generale, l'opera guida il lettore attraverso: le procedure matrimoniali; i procedimenti amministrativi e penali riguardanti chierici e membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica; altre procedure di particolare rilievo, tra cui il risarcimento dei danni, la beatificazione e canonizzazione, l'esame delle dottrine, la nomina dei Vescovi e il discernimento dei presunti fenomeni soprannaturali. Pensato per studiosi, operatori del diritto canonico e parroci, il volume si propone come uno strumento pratico, completo e aggiornato per orientarsi con sicurezza nella complessità delle procedure canoniche.
Il presente volume rappresenta uno strumento didattico a uso degli studenti e di quanti si vogliano avvicinare alla disciplina con mentalità di studio e di comprensione critica del processo canonico. I Lineamenti delle lezioni presentano i contenuti e le coordinate essenziali del corso istituzionale e si propongono di integrare e facilitare l’insegnamento orale e l’esposizione viva della materia.
Il volume si struttura in sei parti: i concetti generali fondamentali, i principali ambiti della giustizia ecclesiale (le cause matrimoniali, i procedimenti penali, il contenzioso amministrativo), l’organizzazione giudiziaria ecclesiastica, gli elementi dell’azione (competenza, soggetti, petitum, causa petendi), lo svolgimento del processo e le soluzioni extragiudiziarie. Il testo è completato da un glossario elementare e dalla bibliografia essenziale di riferimento. L’approccio della trattazione, conformemente alla destinazione accademica, predilige l’aspetto concettuale e d’inquadramento e il taglio formativo ed epistemologico.
Il testo interamente redatto e completato dal prof. del Pozzo cerca di recepire una parte del pensiero e della produzione del compianto prof. Joaquín Llobell, intende perciò essere un sentito e riconoscente omaggio al suo indimenticabile magistero docente.
Joaquín Llobell (Valencia 17.VII.1951- Roma 4.VIII.2022), ha conseguito la laurea e il dottorato in giurisprudenza e diritto canonico (Università di Navarra), ha insegnato Diritto processuale canonico dal 1985 presso l’Università della Santa Croce. È stato Segretario (dal 1995) e Direttore (2002-2016) della rivista Ius Ecclesiae. Ha ricoperto il ruolo di Referendario della Segnatura Apostolica, Giudice della Corte di Appello dello Stato Città del Vaticano e Consultore dell’allora Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. La sua produzione scientifica (cfr. bibliografia dell’Autore) è vastissima e ragguardevole; ha all’attivo oltre un centinaio di articoli e contributi processualistici. Tra i testi più noti e apprezzati si annoverano Historia de la motivación de la sentencia canónica; Il libro «de processibus» nella codificazione del 1917. Studi e documenti; I processi matrimoniali nella Chiesa.
Massimo del Pozzo (Napoli 25.I.1966), ha conseguito la laurea in giurisprudenza e scienze politiche, la specializzazione in diritto del lavoro, la licenza e il dottorato in diritto canonico. Ha esercitato per oltre un decennio la professione forense prima dell’ordinazione presbiterale. È diventato Professore associato di Diritto processuale canonico nel 2009 ed è Ordinario di Diritto costituzionale canonico dal 2018. Ha prodotto una dozzina di monografie, tra cui Il processo matrimoniale più breve davanti al Vescovo (2016, Seconda edizione riveduta e ampliata: 2021), e oltre un centinaio di articoli e contributi di carattere costituzionalistico, processualistico e giusliturgico. Ha curato insieme ai proff. Llobell e Miñambres le Norme procedurali canoniche commentate e pubblicato (2013). Dal 2024 è Consultore del Dicastero per la Dottrina della Fede.
L'opera approfondisce il rapporto tra la comunione ecclesiale e il diritto canonico. Attraverso la presentazione degli approcci a questo tema di alcuni teologi e di alcuni canonisti, si offre una visione basata sulla concezione del diritto come bene giuridico. Ne deriva che il diritto nella Chiesa costituisce una realtà intrinsecamente comunionale, e che la comunione possiede in sé una dimensione di giustizia. Si augura che questo studio possa essere un contributo per un dialogo tra teologi, specialmente ecclesiologi, e canonisti.
Il monito evangelico del mantenersi sempre amministratori fedeli e saggi interpella la Chiesa anche sull'uso che fa dei beni temporali, ovvero quelli destinati al raggiungimento della sua peculiare missione: l'annuncio del Vangelo e la salvezza delle anime. Anche in questa sfida i canonisti sono chiamati a dare il loro prezioso contributo e il presente volume, che racchiude gli Atti del Convegno 2025, vuole ora offrire ad un più vasto pubblico i suggerimenti che in quel vivace contesto sono maturati. Beni temporali della Chiesa: dimensione economica ed evangelizzazione (A. Foderaro); Il formarsi dell'attuale patrimonio ecclesiastico in Italia (M. Taccolini); Gestione delle risorse: corresponsabilità e trasparenza (J. Miñambres); Presidenza della comunità ed amministrazione delle sue risorse: inscindibilità di un legame?(M. Visioli); Formazione del clero e degli altri operatori in campo economico (E. Massignani); Criteri per la valorizzazione e la dismissione del patrimonio immobiliare ecclesiale (A. Aste); I nuovi delitti di natura economica: pregi e criticità in prospettiva applicativa (P. Dal Corso); Beni della Chiesa e riforma del Terzo Settore in Italia (P. Cavana); Sovvenire alle necessità della Chiesa: un bilancio italiano (M. Rivella); Gestione del patrimonio immobiliare e funzionale degli IVC/SVA (A. Remossi); Le vicende modificative ed estintive della parrocchia (G. Marchetti)
Il processo, per sua stessa natura, si fonda sull'accertamento della verità della vicenda portata alla cognizione del giudice, elemento questo propedeutico al rendere giustizia. Nell'Ordinamento romano "attribuire a ciascuno il suo" (il suum cuique tribuere) costituiva fondamento della interpretazione della legge (ius dicere) e, chiaramente, importava che prima si stabilisse il suum per poi tribuere quanto era stato rilevato di spettanza di una delle parti. La questione della verità, poi, per la delicatezza delle posizioni in gioco, assume una particolare coloritura nel processo penale che vede sul tavolo la libertà della persona, da una parte, l'offesa al singolo e alla società, dall'altra. In talsenso, la questione delle posizioni nel processo viene da ultimo in rilievo nel pubblico dibattito, specie in relazione alla c.d. "separazione delle carriere" in magistratura, che viene presentata da alcuni quale presidio di giustizia, dall'altra come lesione delle prerogative costituzionali della magistratura. L'Osservatorio giuridico dell'Arcidiocesi di Siracusa, su questa tematica, ha voluto favorire un dialogo fra i protagonisti della giustizia che, partendo dalla chiarificazione della tensione veritativa del processo, consenta un focus sulla posizione dei singoli attori del medesimo.
Questo libro contiene una rielaborazione delle relazioni presentate dal 1999 al 2018 da mons.
Paolo Rigon (1938-2020) alle inaugurazioni dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico ligure, in qualità di vicario giudiziale. Il testo, che è frutto del lavoro autoriale del dott. Carlo-Italo Parodi, ha un indirizzo pastorale come avrebbe voluto don Paolo. Nei suoi interventi mons. Rigon doveva parlare delle cause di nullità di un matrimonio, ma lo faceva ribaltando la prospettiva e valorizzando la bellezza del sacramento. Anche in queste pagine, attraverso l'osservazione di un'ampia casistica e l'analisi dettagliata delle motivazioni che portano al fallimento di un matrimonio, si è voluto fornire ai giovani uno strumento di orientamento nella scelta di sposarsi. Un contributo per coppie e singoli nella formazione della conoscenza, della volontà, della libertà e della capacità di giudizio.
Il volume, frutto della ricerca per il conseguimento del dottorato in Diritto Canonico, si inserisce nello sguardo rinnovato sul matrimonio e sulla famiglia, inaugurato dall’esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia. Leone XIV, nel messaggio del 19 marzo 2026 in occasione del decennale della promulgazione, raccogliendo i frutti del discernimento operato dal suo predecessore Francesco, ha ribadito la necessità di custodire l’attenzione pastorale alle famiglie, le quali in modo speciale e specifico partecipano alla missione della Chiesa, tanto da convocare per l’ottobre 2026 i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo sul tema dell’annuncio del Vangelo alle famiglie oggi e sulle prassi delle Chiese locali. La prospettiva particolare del processo canonico per la dichiarazione di nullità matrimoniale, ed in essa la valutazione del fondamento antropologico della prova peritale, pur non essendo ambiti specificatamente pastorali, hanno una necessaria componente pregiudiziale, perciò da assumere nel vissuto delle parti coinvolte e da sviluppare nel contesto tecnico della procedura. Il lavoro presenta la prospettiva interdisciplinare come sede propria per il raggiungimento della verità sul vincolo matrimoniale, tenendo conto dell’unità della persona e dell’ottica collaborativa tra scienza e diritto. Esattamente in questa visione di cooperazione interdisciplinare, si è studiato il contributo della psicologia di padre Agostino Gemelli e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo le proposte del personalismo funzionalista gemelliano e il modello relazionale-simbolico della scuola dell’ateneo, in piena continuità con la visione conciliare del Vaticano II. L’ingaggio di padre Gemelli ha permesso di produrre uno schema nuovo, adeguato rispetto all’antropologia cristiana, eventualmente ripetibile, in cui trovare una prospettiva scientifica idonea alla visione integrale della persona coinvolta nel processo, destinataria non soltanto della verità del procedimento ma anche della salvezza sempre possibile. Il luogo del processo canonico si rivela come incontro tra verità, giustizia e misericordia: tre vie per comprendere tutta la realtà degli uomini e delle donne che vivono l’amore nel sacramento del matrimonio e ne scoprono la vulnerabilità.
La distinzione tra potestas ordinis - di natura e origine sacramentale - e potestas iurisdictionis - di natura e origine extrasacramentale - sembra appartenere da sempre alla Tradizione della Chiesa, essendo presente, seppur in modo irriflesso, già a partire dall'epoca sub-apostolica. Questa distinzione si è progressivamente formalizzata nel secondo millennio, con la nascita della scienza canonistica, fino a essere recepita nel Codice di diritto canonico del 1917 e riconosciuta da canonisti e teologi come dottrina certa a unanimità morale. Il Concilio Vaticano II non ha voluto definire l'origine della potestà di governo né abolire la tradizionale distinzione tra le due potestà, che infatti permane anche nella seconda codificazione, pur con alcune incertezze. Tale distinzione emerge ancora oggi nelle scelte di governo e nei recenti testi legislativi del Romano Pontefice, confermandone la rilevanza e l'attualità.
Tempo e carità sono principi o movimenti legati l'uno all'altro e proprio nella loro strutturale apertura al trascendente diventano costitutivi della comunità ecclesiale. Mentre la preghiera cristiana è comunemente denominata "liturgia delle ore" proprio perché è un tutt'uno con il tempo che passa, la carità o amore per il prossimo è un comandamento e quindi pure legato inscindibilmente al tempo e alla sua origine. Entrambi sono un dono divino a edificazione di tutti e come tali essenziali «per l'edificazione della comunità» (1 Cor 14,12). È in questa prospettiva che sempre entrambi acquistano una rilevanza per tutto il diritto canonico. Nello spirito del canone 839 del CIC/1983 si desidera quindi aiutare a comprendere come «la carità con la quale Dio ha amato il mondo» (LG 41) spinge ogni fedele a compiere sempre "opere di carità", perché esse «aiutano grandemente a radicare e corroborare il regno di Cristo nelle anime e contribuiscono alla salvezza del mondo». Ecco il senso ultimo di queste annotazioni canonistiche su tempo e carità. Come afferma in modo autorevole ed efficace san Paolo: «La carità non avrà mai fine» (1 Cor 13,8).
È difficile affrontare il tema degli abusi e delle violenze sessuali nella Chiesa. Eppure è necessario. Per giustizia verso le vittime e per evitare che si ripetano. C'è già un patrimonio di conoscenze che può essere condiviso. Esso getta luce sulle cause strutturali grazie alle quali le violenze e gli abusi si realizzano: la gestione del potere, la sessualità, la formazione dei candidati al sacerdozio e dei battezzati, il rapporto con la giustizia e il perdono, la rilettura del passato. Sono temi cruciali per la vita del credente. Affrontarli porterà ad alcuni cambiamenti e a camminare più speditamente verso una vita ecclesiale trasparente, in uno stile più conforme al Vangelo.

