
In questa edizione riveduta e ampliata, con un linguaggio e uno stile immediatamente comprensibile a tutti, l’Autore illustra le competenze e la metodologia del quotidiano, silenzioso, discretissimo impegno della Penitenzieria Apostolica, il modo corretto di ricorrere ad essa e inoltre, allo scopo di facilitare al massimo i confessori e i direttori spirituali, riproduce anche modelli di lettere per rivolgersi a questo Tribunale "sui generis".
Lo studio analizza i conflitti tra le associazioni private di fedeli e l’autorità ecclesiastica nel Diritto Canonico latino, conflitti basati su rivendicati diritti di legittimità ed opportunità nell’agire da parte di entrambe le parti e giuridicamente fondati sul can. 323 che sancisce sia l’autonomia delle associazioni private che la vigilanza ed il governo dell’autorità. Esso parte dall’analisi di questi concetti per fornire un quadro di come sono applicati nel vigente ordinamento canonico. Viene poi studiato il processo che porta alla nascita della nuova forma giuridica delle associazioni private, non presenti nel precedente Codice, per giungere ad analizzare la normativa promulgata. La ricerca prosegue esaminando alcuni casi di conflitti reali, anche recenti, trattati dai Dicasteri della Curia Romana o dal Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Si giunge così alle ultime due parti della ricerca ovvero: l’analisi delle possibili azioni che l’autorità può compiere per tentare di sanare il conflitto - soffermandosi in modo approfondito sulla questione del commissariamento delle associazioni private e su altri provvedimenti come la rimozione del moderatore - e, dall’altra parte, le possibili azioni che può compiere l’associazione per difendere i suoi diritti in risposta all’azione dell’autorità.
L’Istituto Teologico "Pio XI" della Diocesi di Ventimiglia - San Remo il 1° giugno 2024 ha promosso una Giornata Studio sulla proporzionalità della pena, tema analizzato in chiave interordinamentale tra diritto civile, diritto canonico e diritto canonico. Queste pagine ne raccolgono gli atti, con gli scritti del Card. Dominique Mamberti, di Mons. Juan Ignacio Arrieta, dei Professori Maria D’Arienzo, Luciano Eusebi e Francesco Viganò. L’ampio scenario nel quale è studiato il tema della proporzionalità della pena aumenta di molto la platea dei lettori interessati a questa monografia, soprattutto perché il suo contenuto è di altissima levatura giuridica, come è logico attendersi dai suoi cinque autori che figurano tra i maggiori maestri di pensiero in materia a livello internazionale. La preziosità della presente opera è arricchita dallo stile espositivo e metodologico che, sempre con il rigore scientifico richiesto, presenta un linguaggio chiaro, curato e lineare favorendo la comprensione del suo contenuto. All’eleganza della trattazione sono associati molti riferimenti bibliografici registrati nelle note del testo, sicuramente apprezzati dai cultori del diritto.
Il Codice di Norme Vaticane contiene una raccolta di oltre un centinaio di documenti normativi attualmente vigenti nello Stato della Città del Vaticano che costituiscono il fondamento dell'ordinamento dello Stato. In questo volume vengono pubblicate le norme promulgate dal legislatore vaticano, o concordate con lo Stato italiano, mediante criteri redazionali scelti al fine di rendere più agevole la comprensione del peculiare sistema giuridico vaticano: vengono proposti inoltre commenti e richiami ad altri testi, generalmente riportati nel volume, utili per l'interpretazione o per eventuali integrazioni. Questa nuova edizione, la terza, del Gennaio 2022, contiene le novità introdotte nel diritto dello Stato vaticano dopo l'edizione del Marzo 2021.
Il compendio illustra in modo compiuto gli istituti del diritto ecclesiastico contiene le questioni più rilevanti che, con maggiore probabilità, potranno essere considerate dalle commissioni di concorso e in sede di esami universitari in questa nuovissima edizione è stato profondamente rivisto e ampliato è impreziosito da puntuali box di approfondimento e schemi riepilogativi è aggiornatissimo alle più recenti e significative novità normative e giurisprudenziali.
Il presente volume contiene la parte sostanziale del lavoro di preparazione, protratto per diversi anni, della Lex Ecclesiae Fundamentalis e raccoglie il generoso contributo della più autorevole canonistica dell’epoca, volto ad incorporare nel sistema normativo della Chiesa la dottrina del Concilio Vaticano II. Sono presenti tutti i testi di rilievo, assieme ad una selezione documentale di lettere e note varie, in modo da rendere un’idea completa e precisa delle varie scelte adottate nella progressione dei lavori. Presentazione di mons. Filippo Iannone e mons. Juan Ignacio Arrieta.
La giustizia nella liturgia esprime il nucleo tematico dell’opera: la dimensione giuridica del culto come espressione di ciò che è giusto nella celebrazione del mistero pasquale, secondo la concezione classica del diritto (greco-romana e scolastica). La trattazione intende mettere in luce i profili di doverosità intersoggettiva intrinseci ai beni liturgici, offrendo un’esplorazione in chiave realista della loro giuridicità. Più che soffermarsi sulle sole norme o sull’ordinamento positivo, il volume mira a individuare la spettanza nella sostanzialità stessa del culto pubblico della Chiesa. Il testo si articola in venti lezioni organizzate in un percorso organico. Dopo un inquadramento ontologico, storico ed ecclesiologico dell’influsso del diritto nella liturgia, si affrontano i tratti costitutivi della relazione giuridico-liturgica, con particolare attenzione ai beni di rilevanza giusliturgica: l’organismo sacramentale, i sacramentali e le altre celebrazioni liturgiche. Seguono approfondimenti dedicati alle dimensioni spaziale, temporale e materiale del culto. Il volume si chiude con una riflessione sul compito di promuovere e tutelare il "giusto" nell’ambito liturgico e sul ruolo del governo ecclesiastico al servizio della sacra liturgia. La promozione della dignità del culto esige il concorso di persone giuste. La sensibilità al profilo obbligatorio dell’agire liturgico dovrebbe caratterizzare l’atteggiamento dei fedeli verso il patrimonio celebrativo. L’intento principale del volume è pertanto educativo e formativo: sviluppare negli agenti ecclesiali la disposizione a riconoscere e attribuire a ciascuno il "suo".
Che senso ha studiare la storia del diritto canonico, se questa disciplina è eminentemente pratica e orientata a rendere possibile la giustizia oggi, mediante l’applicazione delle leggi attualmente in vigore? I quattro Autori di questo volume riconoscono nella storia un aiuto prezioso nella ricerca dell’autentica giustizia, proprio per non cadere nel positivismo giuridico, ossia in quella insidiosa tentazione di identificare il “giusto” con il “legale”, ritenendo che le leggi vigenti siano l’unica e quindi la migliore espressione di “ciò che è giusto”. La storia insegna che il giusto è stato rintracciato in modi diversi, in forme diverse, adatte ai tempi e ai luoghi, e che il suo fondamento non si esaurisce nella “norma”, ma si radica nel riconoscimento di una realtà giuridica che la precede e la trascende. Nel caso della Chiesa, tale realtà è di ordine soprannaturale, si intreccia con la riflessione teologica e viene trasmessa per mezzo della tradizione ecclesiale. È proprio il passato, dunque, che consente di comprendere l’origine e il significato delle leggi in vigore, la loro maggiore o minore contingenza e la loro perfettibilità, aiutando a discernere ciò che è essenziale e immutabile da ciò che, invece, può essere anche legittimamente modificato. Questo manuale propone uno studio unitario dell’evoluzione delle fonti normative, della scienza canonistica e delle principali istituzioni canoniche, offrendo una sintesi della storia della dimensione giuridica della comunità ecclesiale, pellegrina nel mondo.
Il volume numero 26 della pubblicazione periodica del Tribunale della Sacra Rota Romana.
È prassi giuridica per il Vescovo di Roma inviare delegati incaricati di rappresentarlo, ossia di surrogarne le mansioni e le autorità conferite in qualità di supplenti. In questo libro si esamina, in modo tanto scrupoloso quanto dettagliato, l’evoluzione dell’istituto di accreditamento e rappresentanza, restituendo alla figura del legato, così come a quella del Pontefice, il ruolo apostolico che le compete. Questo ruolo viene spesso sminuito da chi ne appiattisce la ricchezza teologica e giuridica, riducendolo a un piano di mera diplomazia o di accentuazione personale. Si discute della storia dell’istituto legatizio attraverso diciannove passaggi, dai messi conciliari del IV secolo agli apocrisiari bizantini, fino a percorrere il diritto canonico medievale e giungere alle nunziature moderne, con l’emergere internazionale della nuova figura degli ambasciatori.
Il testo approfondisce il diritto fondamentale dei fedeli di riunirsi in associazione per meglio perseguire e realizzare la loro partecipazione all'unica missione ecclesiale.Vengono trattate, quindi, le diverse forme associative presenti nella Chiesa, per soffermarsi poi sull'esperienza delle Confraternite alla luce del diritto canonico attuale e di quellocivile vigente in Italia in forza del sistema concordatario.Infine, vengono presentati in appendice dei modelli di statuti utili sia per costituire una nuova associazione privata di fedeli, sia per regolare una Confraternita già esistente.
Achille Silvestrini è una figura straordinaria nella storia della Chiesa contemporanea, capace di coniugare profondità spirituale, diplomazia raffinata e un'autentica apertura al mondo. Questo volume offre al pubblico la sua tesi di laurea, discussa nel 1948 all'Università di Bologna, un documento che già prefigurava la lucidità intellettuale e l'acume giuridico che avrebbero caratterizzato il suo operato futuro. Lo studio dello Statuto fondamentale degli Stati della Chiesa del 1848, da semplice indagine storico?giuridica, si trasforma in una riflessione sulle peculiarità dello Stato pontificio, sul costituzionalismo e sul rapporto tra cattolicesimo, teocrazia e modernità. La formazione di Silvestrini lo ha reso un protagonista della «diplomazia della speranza», capace di dialogare con ogni interlocutore oltre le barriere ideologiche: la sua partecipazione da protagonista alla Conferenza di Helsinki del 1975 ne conferma l'impegno per la pace e la giustizia internazionale. Questo testo non solo illumina il suo percorso intellettuale, ma invita a riscoprire la sua visione di una Chiesa capace di interagire con il mondo senza perdere la propria identità.

