
Chi è stato davvero Padre Pancrazio? Non solo il fondatore della Fraternità Francescana di Betania, ma un Cappuccino, uomo di Dio, amico di Padre Pio, capace di trasformare l’incontro con il Vangelo in una forma di vita concreta, semplice e profondamente fraterna. Questa biografia, la prima ufficiale realizzata dalla sua più grande Fondazione, la Fraternità Francescana di Betania, ripercorre il suo cammino umano e spirituale: dall’infanzia segnata dalla povertà e dalla fede genuina, agli anni della formazione cappuccina, fino alla lunga esperienza a Loreto e alla nascita di una fraternità ispirata alla Betania evangelica. Attraverso ricordi, testimonianze e scritti, emerge il volto di un padre, di un fratello e di un uomo innamorato di Dio, che ha saputo indicare a molti una strada di comunione, minorità e speranza. Un racconto che non idealizza, ma custodisce una memoria viva, capace ancora oggi di parlare al cuore.
Che cos’è la compassione? Non semplice pietà, ma Gianfranco Santini partecipazione profonda al dolore altrui, fino a farsene carico. In queste pagine Gianfranco Santini ci guida in una "scuola" speciale, dove i maestri sono santi e beati che hanno trasformato la sofferenza in amore: da Camillo de Lellis a Madre Teresa, da don Gnocchi a Giorgio La Pira. Sette racconti, tratti da vicende reali e ricreati con sensibilità narrativa, mostrano come la compassione sia il linguaggio stesso di Dio e la via più alta per vivere da cristiani nel mondo.
Filomena (Minuccia) Cerni (Airola - BN 1918-1946) da giovane donna coltivò molti interessi: lettura, musica, volontariato in associazioni religiose... Influenzata dalle sue frequentazioni dell’ambiente religioso passionista, ebbe il desiderio di far parte di quella grande famiglia e nella notte di Natale del 1936, nel segreto del cuore, fece voto al Signore di vivere in castità, amore e preghiera. Il suo sogno di divenire suora passionista non si realizzò; la Congregazione non l’accolse a motivo della sua malferma salute e per la forte miopia. Tuttavia, benché non poté indossare l’abito delle Passioniste, conformò all’ideale di esse la propria esistenza, in azioni, preghiere, spirito ed esempio di vita, in tutto simile a santa Gemma Galgani, suo ideale di vita. Colpita da grave malattia, a seguito di una lunga e dolorosa agonia spirò, dopo aver fatto un altro voto segreto: dare la sua vita in cambio di quella del fratello Gigetto, prigioniero di guerra.
Ne perdantur: perché nessuno si perda. È il criterio politico, educativo e spirituale che anima il Pontificio Oratorio San Paolo. È la decisione di non accettare che qualcuno venga lasciato indietro. È il rifiuto dello scarto come normalità. È la convinzione che l'educazione, quando è vera, genera futuro e responsabilità condivisa. Nel cuore di un tempo segnato da frammentazione sociale, solitudini educative e impoverimento dei legami comunitari, questo testo attraversa l'esperienza del Pontificio Oratorio San Paolo come avamposto di un nuovo umanesimo: un luogo dove comunità, sport e spiritualità non sono ambiti separati, ma linguaggi intrecciati di una stessa visione educativa che nasce dal basso, dalla vita concreta dei giovani, dalla co-educazione reale, dalla corresponsabilità degli adulti, dalla fiducia come atto politico. È rivolto a educatori, formatori, dirigenti, comunità e a chiunque non si rassegni a un'educazione ridotta a servizio o prestazione. A chi continua a credere nel futuro con speranza. A chi desidera che nessuno sia perduto. Ne perdantur.
Il 24 Marzo 1980 l'arcivescovo di San Salvador, Oscar Arnulfo Romero Galdámez veniva ucciso. Fu così falciato dai nemici del bene un testimone del Vangelo, amico dei piccoli e dei poveri e pastore coraggioso nella difesa della libertà, della giustizia e della pace nel suo Paese. Parlando di lui dom Pedro Casaldáliga ha detto:"finché resteranno i poveri e il Dio dei poveri, la sua storia ci ricorderò che il Vangelo ci obbliga a guardare e giudicare la realtà dal loro punto di vista, il più veritiero ed eticamente corretto."
Oscar Romero ci insegna a essere testimoni credibili del Vangelo e a giocare la nostra vita su questo, perché ne vale la pena.
Suor Ana de Cristo, monaca clarissa, nel 1620 lasciò Toledo e si imbarcò alla volta delle Indie. La sua era una missione reputata quasi impossibile: lasciare la clausura in cui aveva vissuto fino a quel momento e raggiungere le Filippine per fondare il primo monastero di Manila. Insieme a lei, in questo viaggio straordinario, altre otto missionarie e la guida spirituale Jerónima de la Fuente, mistica carismatica, figura autorevole e visionaria, vera coprotagonista di questa avventura tutta al femminile. Un lungo viaggio attraverso tre continenti e due oceani, che possiamo oggi ripercorrere sulla base di una cronaca d’epoca scritta dalla stessa Ana, donna dalla vocazione contrastata, che passa improvvisamente e in tarda età dalla vita nelle quattro mura del convento a esplorare un mondo dai confini ancora ignoti. Un racconto di viaggio e di formazione tutto al femminile, ma anche un affresco storico che restituisce il mondo della prima età moderna, attraversato da guerre di religione, spedizioni coloniali e ansie di salvezza spirituale. Un passato che è ancora in grado di interrogarci grazie a una figura femminile potente, dimenticata dalla storia, ma capace di parlare al cuore del lettore contemporaneo.
«Dobbiamo creare un luogo libero, aperto a tutti, in cui aiutare i ragazzi ad affrontare la fatica dello studio e a scoprire la bellezza della conoscenza». Questa frase, sgorgata dal genio educativo di don Giorgio Pontiggia durante una cena con alcuni insegnanti, è all'origine dell'esperienza di Portofranco Milano. Nel tempo sono nati tanti centri analoghi in tutt'Italia, ciascuno con la propria storia, e talora un proprio nome, ma tutti caratterizzati dalla stessa passione per la gratuità che anima i volontari e riscuote la libertà dei giovani. Questo volume raccoglie l'intervento di don Giorgio in cui racconta l'origine e il metodo di Portofranco, e i contributi di Davide Prosperi e del cardinale Matteo Maria Zuppi che, nel dialogo con i volontari, approfondiscono originalità, ragioni e prospettive di Portofranco. La ricchezza di frutti di questa esperienza ha portato alla costituzione di una Fondazione per rendere ancora più efficace un'azione che ha un unico scopo: accendere il fuoco nel cuore dei ragazzi. Introduzione di Alberto Bonfanti. Il testo fondativo di Giorgio Pontiggia. Contributi di Davide Prosperi e Matteo Maria Zuppi.
Un epistolario prezioso che svela l'anima del venerabile servo di Dio Enrique Ernesto Shaw e di sua moglie Cecilia Bunge, nell'Argentina della prima metà del Novecento. Tra queste lettere, raccolte con cura dalla nipote, Sara Critto de Eiras, pulsa un amore coniugale autentico, radicato nella fede e nella gioia del dono. In un’epoca di legami fragili, la loro testimonianza brilla come un faro per i giovani, invitandoli a riscoprire la bellezza di un destino condiviso e di un patto eterno: un cammino di santità che si compie nel cuore della vita quotidiana.
Riccardo Lencioni, medico e professore universitario, conosciuto a livello internazionale per l’attività di ricerca che ha condotto nel campo delle nuove tecnologie per la cura dei tumori e conduttore di una popolare trasmissione di medicina su Radio Maria, racconta in prima persona l'eccezionale storia della sua conversione: «Ero lontano dalla fede ormai da molto tempo il giorno in cui sono entrato in una chiesa per il funerale di un'amica di famiglia. Qui ho vissuto l'esperienza che in un istante ha stravolto la mia intera esistenza, dando inizio ad un nuovo cammino, nel quale il mio passo incerto è stato guidato da indizi straordinari. Ho avuto una formazione scientifica, sono medico e professore universitario: mai avrei immaginato che quanto mi è successo potesse realmente accadere. Ho atteso molti anni prima di assolvere il debito di renderne testimonianza, perché il mio racconto fosse sostenuto dalla prova del tempo. In questo lungo percorso, ho dovuto vincere tutti i pregiudizi che avevo e lasciare spazio allo stupore. Perché la vita è davvero per sempre».
Marialuisa (Mary per familiari e amici) convive da oltre 15 anni con la Sla.
Il libro raccoglie le sue riflessioni scritte con l'ausilio di un pc e degli occhi Parte come una semplice biografia, rievocando l'infanzia in collegio, l'esperienza dell'affido, il lavoro, il matrimonio, figli, gli incontri che hanno dato una svolta alla sua vita. Ma stupisce quando racconta le tappe di una maturazione nella fede la ricchezza della sua vita interiore, nella progressiva immobilità del corpo. Una testimonianza lucida credibile sulla ricerca di senso in situazioni in cui il limite si fa evidente. Sfida che Mary ha affrontato "alla sua maniera".
con il sorriso. Quel sorriso che riflette, senza bisogno di parole, la sua prospettiva sempre positiva sul valore della vita, e quello sguardo curioso buono con cui ha scritto questo libro, volendolo dedicare ai familiari e e agli amici, ai compagni della sua umana avventura.
Queste pagine non riportano una storia, sono la vita, scrive nell'invito alla lettura don Eugenio Nembrini, fondatore dell'Associazione Quadratini & Carità a sostegno dei malati gravi, che trova il primo fondamento nella Messa quotidiana online.
In queste pagine don Angelo Casati, in dialogo con Francesco Occhetto, ripercorre la sua vita, la vocazione sacerdotale e l’amore per i silenzi, le montagne, il volto di Cristo e i volti di uomini e donne incontrati, ascoltati, abbracciati. L’autore riflette anche sulla poesia: una parola amica che nasce dalle profondità silenziose, dai cuori che ardono e soffrono, dalla vita offesa e insieme offerta, dalle notti e dai giorni del vivere, dell’amare, del cercare. Ne emerge un cammino che conduce all’umano, con Dio che accompagna, come compagno di viaggio, fuori dagli steccati delle convenzioni, verso un volo libero e audace.
Don Tonino Bello ha lasciato di sé una impronta indelebile difficilmente eludibile nella società contemporanea, da numerosi punti di vista: poeta, costruttore di pace, non violento, uomo di Dio e soprattutto uomo del Sud, luogo che lo ha visto nascere, formarsi e agire con quella partecipazione "innamorata" che ha sempre caratterizzato il suo intervento in favore degli ultimi del mondo. Pienamente addentro ai processi di cambiamento, Don Tonino non si è limitato esclusivamente a contribuire al rinnovamento in ambito spirituale: il suo influsso ha permeato la sfera civile, culturale e persino politica della società, facendo di lui un "pastore scomodo" ostinatamente schierato dalla parte dei più deboli. Questo libretto si propone di tracciare un ritratto dell’uomo e del sacerdote sulle cui orme si cerca di proseguire ancora oggi: nessuna pretesa di esaustività o di completezza di fronte a una figura talmente peculiare e multiforme da sfuggire a qualsiasi tentativo di categorizzazione. Un ritratto che vuol essere anche un commosso e sentito ringraziamento a un uomo straordinario che ha profondamente segnato l’esistenza e la coscienza di intere generazioni.

