Nel 1962 Papa Giovanni XXIII accolse la richiesta del Cardinale Spellman, Arcivescovo di New York, di esporre la Pietà di Michelangelo alla Fiera Mondiale di New York 1964-65. Fu in quell'occasione che Robert Hupka scattò moltissime fotografie da ogni angolo, con lenti da mm 35 a 400, di giorno e di notte, usando diverse illuminazioni. Nel 1975 venne pubblicato questo libro, non ne esistono altri che riescono a rendere l'immensità di quest'opera.
Riprendendo lo schema delle medievali Bibbliae Pauperum il libro presenta 57 episodi biblici che hanno mirabile corrispondenza nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Attraverso le opere d’arte dei più grandi maestri gli episodi prendono vita e svelano il loro profondo significato: l’Antico Testamento profetizza ciò che avverrà nel Nuovo che a sua volta dà pieno compimento e significato a quanto preannunciato negli episodi della vita di Israele e dei suoi protagonisti.
Il tema prescelto dalla Fondazione Russia Cristiana E.T.S. per il calendario 2024, che conserva l’ormai tradizionale formato con 24 grandi tavole illustrate, due per ogni mese – è dedicato alle chiese rupestri della Cappadocia e in particolare ai loro affreschi. In queste straordinarie pitture si osservano molteplici soggetti tratti dalla storia sacra, e inoltre una vera e propria «nube di testimoni», santi patroni e intercessori per i fedeli che costruirono questi luoghi di culto e vi pregarono.
La Cappadocia, al centro dell’attuale Turchia, è celebre per l’insolita bellezza dei suoi paesaggi montani, con i caratteristici coni che prendono il nome di «camini di fate», come pure per il suo patrimonio archeologico e artistico, di cui le chiese rupestri sono il gioiello. Se ne contano circa 250 che presentano un interesse particolare per le pitture e l’architettura degli interni, ma nel loro insieme raggiungono probabilmente il migliaio – a testimonianza di una civiltà caratterizzata da un genio religioso che trova espressioni originalissime, solo in parte riconducibili alla cultura bizantina.
Datate tra l’epoca paleocristiana e il XIII secolo, le chiese della Cappadocia costituiscono dunque un patrimonio storico, artistico e religioso unico.
Il testo monografico di Catherine Jolivet-Lévy (École Pratique des Hautes Études, Parigi), massima specialista della Cappadocia, delinea le fasi principali di questa civiltà a partire dal IV secolo, epoca di grandi Padri della Chiesa come Gregorio di Nazianzo, Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa, che indubbiamente lasciarono una significativa impronta nell’arte della Cappadocia. Il lettore potrà scoprire, accompagnato dall’autrice e dallo splendido corredo fotografico a colori, gli stili, i programmi iconografici, i valori spirituali e culturali presenti in questa terra e nei suoi edifici sacri.
cm 31 x 44 • 50 pagine, 24 tavole a colori, testi e immagini a colori
Un banchetto di nozze di cui non conosciamo gli sposi, un dialogo tra Gesù e Maria abbastanza brusco, poche azioni semplici e la meraviglia di un vino nuovo e buonissimo. È l’inizio dei segni del Vangelo secondo Giovanni, ma contiene già tutto quanto accadrà nel resto della storia: tensioni, sorprese, svelamenti e una gran festa. Nel testo originale la scena si svolge a Cana, in Galilea, ma nelle opere di pittori come Veronese e Giotto, nelle vetrate di Chartres o nei bassorilievi dei sarcofagi paleocristiani, essa rivive nei molti luoghi dell’umano: palazzi e taverne, cortili e fienili, in cui anfore di pietra e servitori assumono le sembianze più varie, insieme a un Gesù e a una madre che rimangono spesso avvolti dalla stessa affascinante enigmaticità del testo di partenza. Come fosse un sogno: del resto l’aveva immaginato così anche Dostoevskij.
Piazze, campi, palazzi pubblici, fontane, chiese: alla scoperta dello splendore e della magnificenza delle nostre città. Tra l'XI secolo e la fine del Medioevo, le città italiane vivono una fase di straordinaria rinascita, soprattutto nell'Italia settentrionale e centrale, grazie alla crescita economica e all'affermarsi di un sistema politico, il comune, indipendente da qualsiasi autorità superiore. Nuovi palazzi pubblici, nuove chiese, cinte murarie, strade, ponti, piazze e fontane: ovunque l'utilità trova il proprio complemento nell'estetica. Il volto delle città ne emerge ridisegnato, secondo criteri architettonici e ornamentali tesi alla ricerca della bellezza, ormai individuata come strumento tra i più efficaci della propaganda del nuovo potere. Da Milano a Roma, da Venezia a Firenze, Pisa e Siena, da Spoleto a Perugia, da Parma a Ferrara e Modena, un itinerario storico denso, personale e a tratti affettivo, ci porta al cospetto dell'incredibile ricchezza dei centri comunali italiani, raccontando i circuiti politici, economici, religiosi, culturali da cui è scaturita un'esperienza unica nel panorama europeo.
Opera omnia in due volumi sui testi scritti dal notissimo scultore, scrittore e artista, padre passionista Padre Tito Amodei Tutto a colori, filo refe, elegante veste tipografica, è un’opera da collezione!
Opera omnia in due volumi sui testi scritti dal notissimo scultore, scrittore e artista, padre passionista Padre Tito Amodei Tutto a colori, filo refe, elegante veste tipografica, è un’opera da collezione!
Gli Exultet rappresentano un capitolo della storia dell'arte medioevale di straordinaria importanza ancorché poco conosciuto. In questo senso il libro rappresenta una scoperta. Di una vasta produzione fra l'XI e il XIV secolo sono sopravvissuti solo una ventina di esemplari, conservati per lo più in musei diocesani locali. Non esiste una pubblicazione destinata al grande pubblico che descriva questi particolari codici offrendo una panoramica pressoché completa. Il volume descrive con ricchezza di documentazione sia le immagini miniate, sia le diverse versioni degli spartiti musicali, sia lo svolgimento dei riti pasquali, permettendo al lettore di cogliere pienamente la ricchezza figurativa, musicale e liturgica dei codici.
Il secondo volume conclude la pubblicazione de L’Arte Cristiana nel tempo e completa il percorso cronologico iniziato nel primo: umanesimo, rinascimento, riforma, concilio tridentino, i secoli dell’illuminismo e del romanticismo fino alle grandi tragedie e speranze del “secolo breve”. Contemporaneamente l’autore prende in considerazione i punti cardinali della storia dell’arte in questo periodo.
Juan Plazaola Artola (San Sebastián 1919) È stato rettore del Centro umanistico della Compagnia di Gesù a Salamanca, professore di estetica all’Università di Deusto (San Sebastián), ordinario di storia dell’arte all’Università di Guipúzcoa (San Sebastián).
Maria Antonietta Crippa (Milano 1946), architetto e storico dell’arte, è professore di prima fascia di Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Un’architettura sacra. Il santuario della Madonna della Vena a Cesenatico (Milano 1998), Gaudí. L’uomo e l’opera (Milano 1999). Fa parte della redazione italiana di Communio.
«Dagli occhi all'anima». Con queste parole l'autore intende condurre l'osservatore alla verità della fede a partire dalla contemplazione del pulchrum. Tra le innumerevoli testimonianze artistiche, che rappresentano le cosiddette "Madonne coronate", ha un luogo privilegiato nel cuore del popolo napoletano l'icona di Maria Santissima del Carmine, detta la Bruna, coronata dal Capitolo Vaticano l'11 luglio dell'Anno Santo 1875. Niente di più appropriato per celebrare questa secolare devozione che pubblicare il presente volume per stimolare tutti i fedeli ad una lettura spirituale dell'icona. L'opera s'inserisce nella più viva tradizione della produzione letteraria circa la tematica iconografica, invitando a guardare con gli occhi la bellezza dell'immagine per addentrarsi nella recondita intimità dell'anima.
Fu al funerale che si rivelò la grandezza di Antoni Gaudí: le strade di Barcellona si riempirono di gente, di canti e di silenzio. Nato il 25 giugno 1852 nel Camp de Tarragona, da artigiani del rame, imparò a unire mente e mani. Trovò la sua vocazione nella Sagrada Família. Viveva tra gli operai, condividendone la povertà e la fede. Per lui l'architettura era carità e lode. Chiamato famigliarmente, ma anche per scherno, «l'architetto di Dio», morì il 10 giugno 1926 investito da un tram mentre si recava come tutti i giorni dal suo padre spirituale. Gaudí vivo è una biografia del grande architetto catalano che segna una via nuova: non spiega tutte le sue opere - pur presenti -, ma cerca di comprendere la mentalità che lo animava e il modo in cui le realizzava. Il punto di partenza sono i gesti quotidiani: come parlava con gli operai, accoglieva i visitatori, correggeva un modello, chiedeva un'elemosina, osservava una pianta, pregava, camminava verso il cantiere. Da questi atti emerge un'intelligenza radicata nella realtà, nutrita da fede, lavoro manuale, osservazione e da una vita quasi monastica. Attraverso le testimonianze di chi lo conobbe, Chiara Curti restituisce un Gaudí vicino e vivo: non il genio isolato, ma un uomo che costruiva in relazione con persone, materia e Dio. La sua preoccupazione non era terminare le opere, ma indagare l'uomo e il suo destino. Il volume celebra i cento anni della morte di Gaudí, nel segno della Beatificazione, con una Prefazione dell'astrofisico Marco Bersanelli e la Postfazione di Jordi Faulí, architetto direttore della Sagrada Família.