Gesù ha consegnato al mondo un comandamento nuovo, il comandamento dell'amore reciproco, sintesi di tutta la sua vita, di tutta la sua missione, di tutta la sua eredità. Per il cardinale Comastri, la massima espressione del messaggio di Cristo è nelle parole che Egli ha pronunciato dalla Croce. In quel momento tutto era essenziale e ogni parola costava sacrificio, per questo quelle parole sono il vero "Testamento Spirituale" di Gesù. In questa nuova edizione del volume - arricchita dalle opere di grandi artisti come Caravaggio, Giotto e della tradizione fiamminga, Peter Paul Rubens, Jan van Eyck e Pieter Bruegel - Comastri accompagna il lettore in un percorso di ascolto e meditazione sulle ultime parole di Gesù, affinché diventino un faro nella vita di tutti i giorni.
Brevi e stimolanti "immersioni" nelle frasi più celebri di Gesù, per scoprirne i significati meno evidenti e come realmente farle nostre. La pagliuzza e la trave, scagliare la prima pietra, porgere l'altra guancia... frasi divenute popolarissime, perché efficaci e di immediata comprensione. Ma è proprio così? Quando le ripetiamo siamo sicuri di citarle a proposito? Quando le meditiamo ci fermiamo al senso più immediato, o andiamo a fondo e scopriamo che in quelle poche parole c'è molto di più?
Le riflessioni di teoria della religione esposte da Peter Sloterdijk in Il furore di Dio (2007) e Devi cambiare la tua vita (2009) hanno riscosso grande attenzione, ma hanno anche provocato fraintendimenti e critiche. In questo volume, uscito nel 2013, il filosofo e saggista tedesco prende le mosse dall'episodio del Monte Sinai per chiarire le sue dichiarazioni sul monoteismo e sulla violenza, nonché sul ruolo della religione nelle società premoderne. Affronta la questione della funzione etnoplastica delle semantiche unificanti parareligiose e spiega per quale motivo, sulla base di questa eredità storica, reagiamo nervosamente a ogni forma di fondamentalismo - che si tratti di radicalismo islamico, della Fraternità di San Pio o delle sette evangeliche degli Stati Uniti.
Quando pensiamo ai racconti biblici, troppo spesso il nostro immaginario è prevalentemente maschile. In verità, in ogni storia c'è sempre un rimando femminile che non fa solo da coreografi a ma ne rappresenta molto spesso la chiave di lettura vincente; infatti, le donne della Bibbia sembrano le più "affidabili" nel realizzare la Storia della Salvezza. In questo testo sono raccolte alcune riflessioni che Luigi Maria Epicoco ha dedicato proprio a loro, le "affidabili" di Dio.
Gesù conosceva a memoria i salmi, e ne acceca un'intelligenza tutta speciale. Questa è una ragione per cui nelle parole dei salmi possiamo conoscere il cuore di Gesù, ciò che gli stava a cuore. I dieci capitoli di cui si compone questo libro contengono riflessioni e note su dodici salmi (8, 22, 42, 45, 51, 69, 72, 96, 118, 120, 121, 122) e su testi evangelici con riferimenti a questi stessi salmi. L'itinerario proposto con la lettura, la mediazione e la contemplazione di questi testi biblici può essere di conseguenza compiuto in dieci tappe, per esempio da dieci a venti giorni - e che non devono essere necessariamente consecutivi, ma non dovrebbero neppure essere troppo distanti tra loro.
Il libro propone numerose brevi meditazioni che seguono l'ultimo viaggio di Gesù, come viene descritto nel Vangelo di Marco: Gesù da Gerico si incammina sulla strada, in salita, che lo porterà a Gerusalemme, dove vivrà la sua passione, morte e risurrezione. Le meditazioni portano a immedesimarsi in ciò che egli ha vissuto lungo questo viaggio: incontrare le persone che lui ha incontrato (il cieco di Gerico, la vedova povera nel tempio, la donna di Betania con il profumo...); ascoltare le sue parole (annuncio del comandamento più grande, condanna dei farisei, annuncio delle persecuzioni...); riflettere sui suoi gesti (cacciata dei mercanti dal tempio, ultima cena...) fino alla sua passione, morte e risurrezione. Le meditazioni sollecitano a "mettersi nei panni di Gesù" e stabiliscono un dialogo faccia a faccia con l'Uomo della croce che, per chi crede, è il vero volto di Dio. Esse sono introdotte dai relativi brani del Vangelo di Marco e corredate da immagini a colori. Il libro è un agile strumento per accostare la passione di Gesù seguendo le tappe finali del suo cammino.
Il libretto presenta alcuni testi di san Paolo, a cura di Rosanna Virgili. Un modo particolare e originale di fare gli auguri per la festa della donna.
Prosegue l’opera di diffusione del pensiero del teologo Carlo Molari, in collegamento alla sua opera principale Il cammino spirituale del cristiano e in riferimento continuo ai suoi contenuti, che vengono qui ampliati e radicati nella riflessione su Gesù di Nazaret.
«Quando Dio viene nasce un uomo. Quando Dio viene crescono i suoi figli e la vita fiorisce in noi in umanità piena. Noi attendiamo Dio che viene incontrando uomini, perché la Sua azione si esprime nei gesti, nei pensieri, nelle parole, nella misericordia di creature che arrivano, pur nei loro limiti e incompiutezze, a fare di se stesse trasparenza di Dio.»
Il modo di fare teologia di Carlo Molari è accessibile a tutti perché nasce ed è alimentato dall’esperienza del vivere. Queste riflessioni sui Vangeli costituiscono un percorso ulteriormente facilitato alla comprensione del pensiero e della spiritualità del maestro.
Il riferimento alla vicenda storica di Gesù, a partire dai Vangeli del Natale (e che prosegue in un secondo volume dedicato ai Vangeli della Pasqua) e in stretto parallelo con le vicende umane in cui ciascuno può riconoscersi, offre un contesto di esemplificazione e applicazione pratica dove il pensiero teologico dell’autore emerge con chiarezza e ampiezza di implicazioni. Infatti, a quei temi della riflessione che i racconti dei Vangeli sollecitano viene generalmente dato modo di esprimersi con una estensione e una concretezza maggiori rispetto alla trattazione sistematica sviluppata ne Il cammino spirituale del cristiano cui si fa qui riferimento.
Si manifesta così lo stretto intreccio fra la meditazione delle Scritture, in particolare i Vangeli, e lo svolgersi del pensiero teologico e delle indicazioni per la vita dello spirito da parte dell’Autore, che a sua volta ha portato lo sviluppo della spiritualità e del pensiero vitale del maestro a una penetrazione più profonda della vicenda di Gesù: a partire dalla precisione degli inquadramenti storici, attraverso l’immedesimarsi negli eventi della sua vita e il riviverne gli stati d’animo – lo sguardo fisso su Gesù – fin quasi ad assumerne sensibilità, atteggiamenti interiori e modi di porsi di fronte alle situazioni dell’esistenza. Tutto questo dà al suo modo di leggere i Vangeli una notevole perspicacia interpretativa proprio per la profondità con cui don Molari è penetrato nella conoscenza della vicenda umana in generale, e di quella dell’uomo chiamato Gesù in particolare.
(Dalla prefazione di Ornella Stazi, che negli anni ha trascritto, e infine selezionato, le omelie per la pubblicazione, e di Francesco Nicastro, curatore del volume)
Il fuoco della Parola infiamma il cuore dei discepoli di Gesù e li fonde in un cuore solo e un'anima sola: mistero della Chiesa, sottotraccia del mondo. Il dono pasquale della vita del Figlio si spande sull'umanità, che finalmente può vivere del respiro stesso di Dio. Dopo il saggio La Bibbia si apre a Pasqua, Scrittura, liturgia e teologia tornano a unire diciassette studiosi alla ricerca del filo rosso della Pentecoste, tra Antico e Nuovo Testamento. Nell'ambito della lettura liturgica della Bibbia, i vari contributi vogliono offrire un commento alle letture proclamate nella solennità, seguendo il percorso delle celebrazioni, dove ogni elemento trova il suo senso in rapporto con gli altri. Passo per passo viene seguito il lezionario della Vigilia e della Messa del giorno, mentre due contributi sintetici danno una chiave ermeneutica all'intero percorso. Se la Bibbia è «anima della teologia», quest'anima trova casa nella liturgia. Qui la Parola viene proclamata e ascoltata, qui prende fuoco e si realizza: il corpo delle Scritture si rivela essere corpo di Cristo, vero cibo. È nella liturgia che avviene in pienezza, benché ancora velata, quella prima parola di Dio: «"Sia luce!". E fu luce».
L'autore illustra il sistema di potere dell'Israele biblico senza far velo sugli aspetti oggi meno comprensibili: le incessanti guerre e le intemperanze della vittoria, l'ordinamento penale di tremenda durezza, lo statuto familiare con il concubinato e il divorzio. Il tutto interpretato con un taglio storico-giuridico. È analizzata anche la meno nota legislazione sociale, sorprendentemente avanzata, con la tutela legale del povero, del salariato, del contraente debole, in una scala di valori che non ha eguali nel mondo antico. Filo conduttore è la pedagogia dei Profeti, con i loro tratti socio-psicologici tra ideali di democrazia teocratica e un profondo desiderio di apocalisse.
Contro le molteplici "immagini" che molti cristiani si fanno di Dio, l'autore presenta la sua ricerca, effettuata tra le pagine della Sacra Scrittura, circa un'immagine quanto più rispondente alla predicazione di Gesù. Così prova a "raccontare Dio", prova a dare da bere l'acqua della Scrittura, per dissetare la sete di felicità, la fame di amore; racconta non "un" Dio, ma "il" Dio di cui ci ha parlato Gesù.
Siamo di fronte alla narrazione di una nascita, quella di Israele.
Una nascita attraverso una liberazione, certamente; meglio, una nascita attraverso piu liberazioni.
Protagonista principale il popolo santo, ma il vero autore, come vedremo, è Dio. La lettura che faremo dell'Esodo vorrebbe soprattutto indurci a riflettere e a chiederci se siamo coscienti del nostro statuto di figli di Dio; se anche noi avvertiamo le "contrazioni" della nascente creatura; se sappiamo riconoscere ciò che ostacola il cammino della nostra libertà, e se riusciamo — in fine — ad individuare le dinamiche della vita dentro le logiche mondane della morte. Ma non è tutto: siamo consapevoli che la nostra nascita è voluta, preparata, e accompagnata da Dio? Che è Lui stesso a generarci individualmente e comunitariamente come suoi figli e come sua eredita preziosa? A questo punto sorge lo stesso interrogativo che una notte Nicodemo pose a Gesù di Nazareth: "Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?" (Gv 3,4). E' vero, un uomo, soprattutto se è vecchio, non ha altro estuario che la morte, "ma l'uomo nuovo di cui parla Gesù può rinascere attraverso e lo Spirito" (cf. Gv 3,5).
Un uomo nasce a Se stesso quando sa di essere amato per ciò che è; solo l'amore del Padre — lo Spirito Santo —, manifestato in Gesù, porta alla beatitudine della propria verità.