L'indagine sugli abusi sessuali nella Chiesa chiama in causa il rapporto tra la memoria, con il suo valore identitario, e la storia, a cui spetta il compito di interpretare i racconti individuali in una prospettiva più ampia: l'atto violento non è mai isolato, nasce in un sistema relazionale di abuso di potere che accomuna diversi tipi di istituzioni. La prima parte del volume esamina il contesto specifico della Chiesa cattolica: il contributo dell'approccio giornalistico e giuridico nei casi di denuncia; il modo in cui catechismi e manuali di dottrina hanno forgiato l'immagine del sacerdote; le definizioni teologiche e canoniche dell'abuso nei discorsi sulla sessualità; la tendenza a collocare la violenza sessuale nell'ambito del peccato e non del crimine. La seconda parte approfondisce casi di abuso verificatisi tra il XVI e il XX secolo, accomunati da interrogativi di fondo sul dovere di denuncia, la reazione delle autorità ecclesiastiche, le varie forme di silenzio - delle vittime e delle famiglie, dell'abusatore, della Chiesa, degli archivi. Qui, nella capacità di leggere i silenzi tanto quanto le testimonianze, il ruolo dello storico si rivela essenziale. Ricostruire la storia degli abusi sessuali e di potere nella loro dimensione relazionale e sistemica «è una tappa ineludibile nel processo di riparazione collettiva che è uno dei doveri della nostra epoca». Contributi di: Fernanda Alfieri, Carlos Álvarez, Sarah Barthélemy, Mita Choudhury, Tommaso Dell'Era, Karlijn Demasure, Massimo Faggioli, Jean-Pascal Gay, Claudia Stella Geremia, Vincenzo Lavenia, Silvia Mostaccio, Virginia Reinburg, Alessandro Serra.
La democrazia politica è in crisi, con un crescente disinteresse elettorale e una politica priva di passione e progetti concreti, che non attira né i giovani né gli anziani. Il cristianesimo sembra in declino, con chiese sempre più vuote e dottrine che non risuonano più. L’autore si chiede se la politica possa ancora suscitare entusiasmo e se la fede cristiana abbia un messaggio rilevante per la vita. Propone una "complicità laica" tra credenti e non credenti come possibile via di rigenerazione, suggerendo come base il "principio relazione", una proposta che invita alla discussione collettiva.
Quest’opera straordinaria rappresenta la prima traduzione italiana e l’esegesi teologica della celebre biografia scritta in latino dall’abate Celestino Telera. L’opera non si limita a essere una biografia storica, ma si configura come la restituzione di un Santo al cuore della Chiesa, finalmente liberato dai pregiudizi della storia e dalle moderne distorsioni esoteriche o superstiziose. Attraverso 11 capitoli, il lettore viene accompagnato lungo un cammino spirituale che unisce il rigore della ricerca alla bellezza della meditazione e della preghiera. Per favorire un’assimilazione del testo, ogni capitolo è preceduto da una breve nota introduttiva che offre la chiave di lettura e si chiude con un commento teologico che ne evidenzia l’attualità spirituale. Il volume è ulteriormente impreziosito dalle presentazioni dell’Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, mons. Antonio D’Angelo, e del Sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi.
Tito Brandsma fu carmelitano, professore e giornalista, saggista e poeta; e fu martire. Questa raccolta di testi cerca di mostrare almeno in parte la sua operosità e di rendere giustizia alle numerose sfaccettature del suo carattere indomito, che non si è piegato alla minaccia nazista ma che, anzi, l'ha portato a esporsi pubblicamente, consapevole ma incurante dei rischi. Questa variegata antologia, quindi, sapientemente introdotta da padre Luigi Borriello, si rivela lo strumento ideale per conoscere o riscoprire la figura di questo santo moderno che ha affrontato la vita e la morte con la devozione propria dell'ordine a cui apparteneva.
Frutto di un progetto unitario, il Manuale di storia della Chiesa diretto da Umberto Dell'Orto e Saverio Xeres, in quattro volumi, si propone come strumento di consultazione e di sintesi per conoscere lo sviluppo della Chiesa nel corso della storia. Le pagine iniziali di ogni volume presentano il relativo periodo storico: l'Antichità cristiana, dalle origini della Chiesa alla divaricazione tra Oriente e Occidente (secoli l-V); il Medioevo, dalla presenza dei barbari (secoli IV/V) in Occidente al Papato avignonese (1309-1377); l'epoca moderna, dallo Scisma d'Occidente (1378-1417) alla vigilia della Rivoluzione francese (1780-1790); l'epoca contemporanea, dalla Rivoluzione francese al Vaticano II e alla sua recezione (1789-2005). Nell'opera vengono evidenziati i collegamenti tra le varie epoche e tematiche, mentre alcuni inserti approfondiscono vicende o concetti particolari. Ogni capitolo è arricchito da una bibliografia selezionata che indica tanto i testi utilizzati per elaborare l'esposizione quanto quelli che permettono di meglio conoscere e comprendere gli argomenti trattati.
Da questa Chiesa nessuno o quasi si aspetta più nulla. Il cittadino medio occidentale non riconosce più in Gesù e nel suo Vangelo una risorsa feconda per la propria ricerca di felicità. Il cristianesimo, in una parola, è diventato semplicemente irrilevante. Lo è per le generazioni adulte. Lo sta diventando giorno dopo giorno per le generazioni che oggi vengono al mondo. Questa dell’irrilevanza non è certo una buona notizia. Dispiace. Provoca sofferenza, a volte anche risentimento. Ma — ed ecco l’altra faccia della medaglia su cui insiste in modo particolare questo volume — può essere anche l’occasione propizia per mettere mano e cuore a tutte quelle trasformazioni strutturali di cui necessita oggi la Chiesa. A partire dal totale ripensamento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana fino all’abbandono della pastorale della consolazione che ha caratterizzato i secoli scorsi. Ora che nessuno si aspetta alcunché da noi, possiamo finalmente operare con coraggio, libertà e passione per ritornare ad essere quello che semplicemente dobbiamo essere come Chiesa: luogo in cui tutti possono innamorarsi di Gesù e del suo Vangelo e condividere la gioia di questo incontro con gli altri. Non sciupiamo dunque questa nostra fortuna di essere irrilevanti!
La parabola di Marcel Lefebvre (1905-1991) segna una bella linea ascendente. Il Papa Pio XII lo nomina Vescovo del Senegal e poi, un anno dopo, Delegato apostolico della Santa Sede per tutta l’Africa francofona (l’equivalente di un nunzio). Nel 1962 viene eletto Superiore della Congregazione dello Spirito Santo. Tuttavia, nell’ottobre 1968, si vedrà costretto a dare le dimissioni dal suo incarico di Superiore generale e, il 1° novembre 1970, fonda a Ecône (Svizzera) la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Nel 1988 conquista una nuova celebrità consacrando quattro Vescovi ad Ecône, malgrado la proibizione del Papa Giovanni Paolo II, ma davanti alle telecamere di televisioni del mondo intero. Leggendo le pagine di questa affascinante biografia si svela, a poco a poco, il mistero di un uomo fuori del comune che fu così straordinariamente sicuro di sé perché fu assolutamente sicuro di Dio.
«Dilexit nos rappresenta un testo chiave nel magistero di Papa Francesco. È uno di quei testi che non soltanto permette di interpretare l'intero magistero degli ultimi anni, ma che ne fornisce forse la chiave di lettura più unitaria, e più corretta. Chiunque in futuro vorrà rileggere questi ultimi anni particolarmente turbolenti nella storia della Chiesa, non potrà prescindere dalle parole di questa Enciclica che in un certo senso non aggiungono grandi novità al Magistero, ma ne ristabiliscono le giuste priorità. Torniamo al cuore di tutto! Sembra volerci dire Papa Francesco». Dalla Guida alla lettura di Luigi Maria Epicoco.
Robert Francis Prevost è il primo papa americano della storia. Quando, l'8 maggio 2025, il suo nome risuona in un'affollata piazza San Pietro, sono in molti a restare sorpresi. La sua elezione come Leone XIV inaugura una nuova fase per la Chiesa cattolica. Ma chi è il nuovo pontefice? E quali sono i temi che ne orienteranno il cammino? In questa bella e accurata biografia, Elise Ann Allen, corrispondente vaticana, traccia un ritratto inedito dell'uomo che oggi siede sulla Cattedra di San Pietro. Lo fa attraverso i racconti delle persone a lui vicine, amici intimi e collaboratori che hanno avuto l'occasione di incontrarlo negli Stati Uniti, in Perú e a Roma, ma soprattutto attraverso le esclusive interviste che ha condotto con il Santo Padre. Ne emerge l'immagine di un uomo che, prima come priore agostiniano e poi come vescovo della diocesi peruviana di Chiclayo, povera e segnata da mille difficoltà, ha saputo svolgere pienamente il suo ruolo di pastore, capace di ascoltare i fedeli, di star loro accanto come una guida e come un fratello, senza paura di «sporcarsi le mani» per aiutare il popolo ad affrontare le prove quotidiane. Ed è lo stesso pontefice, con parole semplici e dirette, a ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, dall'infanzia a Chicago alla formazione nell'Ordine di Sant'Agostino, dall'esperienza missionaria in America Latina, fino all'arrivo nel cuore della Città del Vaticano. Ma Leone XIV guarda anche avanti e apre più di uno spiraglio sul cammino di «costruttore di ponti» che sta intraprendendo, ben consapevole delle sfide poste da un mondo polarizzato e bellicoso, sempre più dominato dall'intelligenza artificiale. Un documento eccezionale, in cui il nuovo papa condivide le sue priorità, le sue profonde convinzioni e la sua visione per il futuro della Chiesa e dell'umanità.
Frutto di un progetto unitario, il Manuale di storia della Chiesa diretto da Umberto Dell'Orto e Saverio Xeres, in quattro volumi, si propone come strumento di consultazione e di sintesi per conoscere lo sviluppo della Chiesa nel corso della storia. Le pagine iniziali di ogni volume presentano il relativo periodo storico: l'Antichità cristiana, dalle origini della Chiesa alla divaricazione tra Oriente e Occidente (secoli I-V); il Medioevo, dalla presenza dei barbari (secoli IV/V) in Occidente al Papato avignonese (1309-1377); l'epoca moderna, dallo Scisma d'Occidente (1378-1417) alla vigilia della Rivoluzione francese (1780-1790); l'epoca contemporanea, dalla Rivoluzione francese al Vaticano II e alla sua applicazione (1789-2005). Nell'opera vengono evidenziati i collegamenti tra le varie epoche e tematiche, mentre alcuni inserti approfondiscono vicende o concetti particolari. Ogni capitolo è arricchito da una bibliografia selezionata che indica tanto i testi utilizzati per elaborare l'esposizione quanto quelli che permettono di meglio conoscere e comprendere gli argomenti trattati.
Sant'Agostino, il grande teologo che ha plasmato l'immaginario del cristianesimo occidentale; il pensatore che, con i suoi scritti, ha inciso in maniera indelebile sulla cultura europea, basti pensare alle Confessioni. Agostino che si converte nei dintorni di Milano grazie al vescovo Ambrogio.
Ma Agostino d'Ippona era anzitutto un africano, vissuto su quelle coste del Continente che si affacciano sul Mediterraneo. E solo per cinque anni della sua vita ha abitato in Italia, anni certamente decisivi per lui, con l'incontro con Ambrogio e la conversione a Dio. Ma il resto della sua vita, oltre settant'anni, è tempo, pensiero e fatti d'Africa.
Catherine Conybeare, in pagine che si leggono con il gusto del romanzo, intrise dell'acribia della grande studiosa, offre una biografia del Santo d'Ippona che ci restituisce tutta l'africanità (dimenticata) del grande intellettuale e vescovo nato a Tagaste, nell'attuale Algeria.
A Roma Agostino si era sentito fuori posto. Sapeva di essere un outsider rispetto alla società romana. Il suo attaccamento alla terra di provenienza non lo ha rinchiuso in un angusto particolarismo ma ne ha aperto gli orizzonti, in particolare nella comprensione di cosa sia la fede in Cristo, ancorandolo ad una precisa cultura.
Conybeare ci racconta la storia di Agostino l'Africano, «il primo uomo moderno» (Leone XIV). Una storia tutta da scoprire e da assaporare.«Un'indagine, a lungo attesa, sul grande teologo africano.
Il significato del suo esserci contemporaneo diventa più chiaro che mai grazie a questo testo eccellente»
Rowan Williams
«Conybeare offre analisi illuminanti dei testi e delle idee fondamentali di Agostino»
The New Yorker
«Agostino non avrebbe potuto sviluppare i suoi temi centrali senza il suo punto di vista l africano»
Catherine Conybeare