Il mondo sembra andare fuori controllo: la paura, la confusione e l'incertezza dilagano. La Bibbia ci avverte che, prima del ritorno di Cristo, ci saranno guerre e rumori di guerre, violenza, pestilenze ed epidemie. Inoltre, la Bibbia parla di una "grande apostasia". Quanto ne siamo consapevoli? Che effetto avrà tutto ciò? Oggi molti incoraggiano le persone a seguire i propri desideri dicendo loro quello che vogliono sentire, anche se ciò significa rigettare le verità bibliche. La grande apostasia è alle porte, più vicina di quanto immaginiamo. L'unico modo per reagire sarà "combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi" (Giuda 3).
Sempre più chiese e credenti desiderano una vita cristiana più autentica e genuina, che faccia davvero la differenza. Ma come realizzarla? Ce lo spiega la lettera di Giacomo, che denuncia un cristianesimo fatto di belle parole e pochi fatti, una fede ridotta alla superfice. Giacomo vuole che ci fermiamo e ci chiediamo: che cos'è la vera fede? La mia vita la dimostra? Scopriremo come i cristiani debbano affrontare la sofferenza e le prove, l'ingiustizia e la malattia, i conflitti con gli altri e la tentazione, la povertà e la ricchezza, la pianificazione e la preghiera. Questi sei studi aiuteranno individui e gruppi a scoprire la bellezza di un cristianesimo concreto, in modo diretto e incisivo.
L'autore invita a scoprire la vita del carpentiere di Nazaret in un avventuroso viaggio di ricerca. Quello che si legge, infatti, è frutto di un serio lavoro sulle scarse fonti dirette, anche apocrife e patristiche, e di una buona documentazione relativa all'ambiente in cui Giuseppe si trova a vivere: la Galilea del I secolo. Accanto ad esso, c'è un percorso interiore, in cui spiritualità, fantasia e narrativa si incrociano, per proporre un ritratto che dimora nell'animo dell'autore. Lo dimostrano anche gli "inserti" di attualità che l'autore dissemina lungo la narrazione: l'amore, i figli, la vita familiare, i dubbi... sono temi in cui l'esperienza antica dell'uomo di Nazaret incrocia le difficoltà e i dilemmi di persone concrete del XXI secolo. Prefazione di mons. Paolo Giulietti.
Fondato nel 1955, da più di sessantacinque anni è il bimestrale dell’Associazione Biblica Italiana dedicato all’aggiornamento e alla formazione biblica degli operatori pastorali. Mira a divulgare e rendere efficaci sul piano culturale e pastorale gli studi esegetici più accreditati e la ricerca biblica più recente.
I fascicoli del 2023 saranno dedicati all'Apocalittica, e precisamente:
1/2023 (gennaio-febbraio): Questioni introduttive
2/2023 (marzo-aprile): L'apocalittica nei libri profetici
3/2023 (maggio-giugno): L'apocalittica in Daniele
4/2023 (luglio-agosto): Testi apocalittici nel Nuovo Testamento
5/2023 (settembre-ottobre): L'Apocalisse di Giovanni
6/2023 (novembre-dicembre): Temi trasversali
La rivista è costituita anzitutto da contributi puntuali sul tema principale, inclusi alcuni articoli di sintesi applicativa. Contiene poi curiosità storiche sul tema principale, divagazioni e attualizzazioni, indicazioni per la pastorale biblico-catechistica, una rassegna bibliografica, un’analisi dettagliata di un capolavoro pittorico sul tema. Infine le pagine centrali, realizzate come inserto staccabile, sono pensate come sussidio pratico per strutturare gli incontri a tema biblico.
L'opera intende presentare in forma corale e sintetica le principali interpretazioni che il giudaismo ha dato della figura di Gesù di Nazareth in epoca moderna e contemporanea, ossia dal periodo rinascimentale fino a tutto il XX secolo. Si tratta di una carrellata affascinante che, a dispetto dei conflitti tra le due fedi e delle ondate di antisemitismo arrivate all'estremo della Shoà, mostra come la figura di Gesù sia stata studiata e approfondita da molti studiosi ebrei, sia rabbini sia liberi pensatori, accomunati dalla volontà di mostrare non solo l'ebraicità etnico- culturale del Nazareno ma anche la vicinanza religiosa dei suoi insegnamenti a tutta la grande tradizione rabbinica come si è espressa nel Talmud e nei midrashim.
In questo testo presentiamo il Vangelo nella versione ufficiale della traduzione CEI 2008, per gli adolescenti; tutto a colori con un percorso interattivo dove ad ogni capitolo corrisponde un commento, un impegno di Vangelo vissuto, una preghiera e QR code con video e audio. Testi personalizzabili dalle singole diocesi e parrocchie con contenuti propri.
Facendo riferimento anche alle proprie esperienze oniriche, Comolli esplora le narra-zioni dei sogni e delle ore notturne presenti nella Bibbia: vi troverà quelle parole che la sera ci aiutano a chiudere sereni gli occhi, e a riaprirli di nuovo sereni al mattino. Sono passi biblici che ci dischiudono un mondo nuovo: la meraviglia inattesa del sonno pa-cificato e luminoso. «Esiste una sapienza biblica del buon dormire, una via biblica del coricarsi in pace, disponendosi a ricevere sogni di vita. Insegnamento tanto più prezioso in un'epoca come la nostra, in cui facilmente si dorme troppo poco e anche male, spesso agitati dall'ansia, spesso acquietati soltanto da un sonnifero potente. Mentre nelle Scritture troviamo parole che la sera ci aiutano a chiudere sereni gli occhi, per riaprirli di nuovo sereni al mattino. Occorrerebbe allora andarle a cercare con attenta calma, sia nell'Antico Testamento, sia nel Nuovo Testamento. E forse ne vale davvero la pena. Perché una volta disposte finalmente l'una accanto all'altra, tali parole ci dischiuderanno un mondo nuovo: la meraviglia inattesa del sonno pacificato e luminoso, dei sogni così rigeneranti e speranzosi e consolanti, da farci supporre che siano stati inviati a noi dallo Spirito stesso del Signore». (Giampiero Comolli)
Nei racconti pasquali gli evangelisti ci riportano, con una certa coerenza e somiglianza tra loro, le apparizioni del Risorto, una serie di incontri, personali o condivisi da più testimoni, nei quali il Signore Gesù ritorna dai suoi, facendosi riconoscere e mostrando i segni della Passione. L'annuncio della Pasqua dunque è strettamente intrecciato con i racconti delle apparizioni e può essere preso come fondamento della fede dei credenti di ieri e di oggi. Ripercorrere questi racconti può essere anche per noi, oggi, la chiave di accesso all'esperienza del Signore risorto, e insieme la condizione che può rendere tutti noi testimoni della Pasqua del Signore, per questo nostro tempo.
La Bibbia è uno dei punti di riferimento della cultura universale e per ebrei e cristiani una radice essenziale della loro fede. Nella nostra epoca l'attenzione ai testi biblici è in fase di evidente incremento anche se in molti ambienti delle Chiese e delle società civili ancora non si è compresa la straordinaria portata umanizzante che può avere un confronto serio ed appassionato con la Bibbia e i valori etici ed estetici che vi vengono proposti. Il saggio che qui viene prospettato vuole essere una riflessione ecumenica ed interreligiosa, radicata nella storia della cultura occidentale senza chiusure verso altre contesti geografici, di genere altamente divulgativo. Questo libro ha lo scopo di aiutare un novero ampio di persone, molto eterogenee, a iniziare o sviluppare un rapporto stimolante e suggestivo con le Scritture della Bibbia ebraica, Primo Testamento e del Nuovo Testamento, cercando di evitare forzature culturali, arroccamenti ideologici e moralismi senza futuro. Tutto questo sarà perseguito tramite un confronto sintetico con tante questioni di ordine storico e di valore contemporaneo, nella consapevolezza, comune a tutte e tutti coloro che collaborano al volume, che i testi biblici possono dire cose importanti anche alla vita delle donne e degli uomini di oggi.
Nella lettura dei Vangeli, è naturale che il nostro interesse sia catturato dai discorsi, dalle risposte interlocutorie, dalle parabole, dagli aforismi, insomma dalle parole pronunciate da Gesù nelle varie circostanze narrate. Ma accanto alla buona novella, è presente, nei racconti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, una sorta di antivangelo, costituito dalle lentezze, dalle chiusure di mente e di cuore, dalle resistenze dei contemporanei di Gesù di fronte al suo annuncio. Soffermarsi su questa "zona buia" dei racconti evangelici può giovare a chi anche oggi vuole seguire il Maestro, perché non tarderà a rispecchiarsi, a riconoscersi in vari atteggiamenti antievangelici, collettivi e personali, di allora e di ogni tempo, ai quali pensa magari di essere estraneo. Lungo questa zona buia l’Autore vuole accompagnare il lettore desideroso di compiere un più consapevole e realistico cammino di fede cristiana.
Note sull'autore
Nino Sammartano è nato nel 1952 a Marsala, dove vive dopo aver lavorato come docente di materie letterarie al Liceo Classico. Impegnato come Salesiano Cooperatore nella formazione dei giovani e delle famiglie, nonché nel volontariato sociale, ha scritto numerosi saggi pedagogico-spirituali, fra i quali sono da ricordare almeno Il vangelo dell'uomo (La Medusa Editrice, 2009), Genitori del sì, genitori del no (Effatà Editrice, 2010), La frontiera dell’ecologia umana (La Medusa Editrice, 2016).
Paolo Sacchi, grande figura di ebraista e storico di fama internazionale, ben noto per la ricchezza del suo lavoro sulla Apocalittica e la "Bibbia dei Settanta", ritorna qui a interrogarsi su Gesù e dunque sui Vangeli. Focalizzandosi sul Vangelo di Marco, tenta di capire che cosa Marco abbia voluto dire mettendo in bocca a Gesù l'enigmatica e ancor oggi discussa espressione "Figlio dell'Uomo", che va intesa a partire dal rapporto dell'evangelista con la tradizione apocalittica: «Gesù si autorivela come Figlio dell'Uomo perché Dio lo rivela come Figlio di Dio». Tale rivelazione dà anche il significato all'Ultima Cena, dove Gesù stringe il suo Patto, con la promessa di risurrezione, con i discepoli e quindi con tutti gli uomini. Sono pagine che sorprendono il lettore, perché, come scrive l'autore, «nello scorrere degli anni ho amato sempre più Gesù. Ho studiato la sua vicenda con un entusiasmo particolare che vorrei comunicare al lettore con parole che, pur nella freddezza dell'esposizione, lo lasciassero trapelare».
Di questo commento in due volumi è stato scritto che se non c'è generazione in cui la discussione non sia stata dominata per decenni da due o tre commenti alla lettera di Paolo ai Romani, il lavoro di Richard Longenecker è di questo genere. Frutto di una vita di studi dedicati soprattutto alla più celebre delle lettere di Paolo, scritta in uno stile piano e nelle sue posizioni sempre equilibrata, l'opera è mossa da un progetto ambizioso: in confronto costante con i grandi commenti antichi e moderni ai Romani e alla letteratura che li ha accompagnati, il testo greco della lettera è esaminato da vicino senza mai affaticare il lettore e senza mai allentarne l'attenzione e la partecipazione. Chi sia interessato a un commento filologico e teologico che non manchi di guardare all'importanza della lettera ai Romani per la storia del cristianesimo e nella vita della chiesa certo non resterà deluso.