In vista della Seconda sessione Sinodale nell’Ottobre 2024 il cardinale Marc Ouellet, con questo straordinario saggio, cerca di comprendere e spiegare quali siano i rischi e le opportunità offerti dal Sinodo.
Cosa riserva il futuro di una Chiesa sinodale? Conversione missionaria o confusione? Queste sono le domande che tutti si pongono, mentre il popolo di Dio è chiamato a un appuntamento con la storia sotto la scomoda tenda della sinodalità. Forse siamo impegnati e preoccupati di trasformare o riformare questa Chiesa secondo le esigenze dei tempi, assecondando le critiche dei nostri avversari? Come scrisse von Balthasar: «Ma non stiamo forse perdendo di vista l’unico modello perfetto, l’archetipo? Non dovremmo, nelle nostre riforme, tenere costantemente lo sguardo fisso su Maria, non per moltiplicare nella nostra Chiesa feste, devozioni mariane, definizioni a fortiori, ma semplicemente per conoscere noi stessi, cosa sono veramente la Chiesa, lo spirito ecclesiale, il comportamento ecclesiale?». Il cardinale Marc Oullet risponde a queste domande che interrogano la Chiesa del XXI secolo sulle scelte che occorrerà fare in futuro.
Invito alla teologia morale non è un trattato di teologia morale, bensì svolge un semplice ruolo propedeutico: invita - appunto - a riflettere sull'annuncio cristiano in materia morale.
Due i motivi di questa scelta di Enrico Chiavacci. Innanzitutto, l'attenzione a tanti e singoli assillanti problemi etici non deve far perdere di vista la visione e la comprensione del quadro di riferimento in cui i singoli problemi sono collocati. In secondo luogo, l'annuncio cristiano non annulla l'esperienza e la riflessione semplicemente umana: di conseguenza la teologia morale si impegna a creare un'interfaccia fra la propria tradizione (il proprio statuto scientifico) e le esperienze e le conoscenze umane in culture diverse e in ambiti diversi.
Ora questo fortunato libro esce in ottava edizione, con una nuova Postfazione che delinea la figura dell'autore, ricostruisce il suo contributo originale all'etica teologica in Italia ed evidenzia i pregi di questo breve scritto.
«Questo è un invito rivolto a chiunque operi nel campo della riflessione umana: un invito a sentire la teologia morale come una proposta seria, come una compagna di cammino affidabile e rispettosa. Dove l'attenzione e la preoccupazione per l'altro, chiunque sia, si fa principio etico ineludibile nel decidere di se stessi».
L'attenzione agli indicatori dell'economia è notevole nel discorso pubblico e nel confronto politico. La trasformazione del mercato del lavoro, le nuove esigenze di welfare, le politiche monetarie sovranazionali, sono soltanto alcune sfide che coinvolgono certo le competenze dei tecnici, ma chiamano in causa ciò che ha la dignità di valere come bene comune. In questo spazio di immaginazione la teologia non
interviene con formule e modelli precostituiti, ma con una specifica sensibilità nei confronti del destino dell'uomo e dell'ambiente in cui vive.
Il libro raccoglie gli atti del convegno della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale del febbraio 2023.
L'escatologia del '900 ha approfondito l'antico articolo di fede nella risurrezione della carne ripensando il Definitivo cristologico in quanto compimento, al tempo stesso, della vicenda storica collettiva e di quella
individuale. Attraverso un percorso selettivo tra i diversi autori, il testo fa emergere il possibile rimando dell'escatologia contemporanea a un approdo, almeno parzialmente, unificante, indicando il «mistero della
trasformazione», profeticamente intravisto da Paolo in 1Cor15,51, come fondamentale ai fini del rinnovamento della prospettiva escatologica recepta.
Don Giovanni Moioli (Vimercate 1931-1984) è stato uno dei grandi teologi e maestri spirituali del XX secolo. I suoi scritti non cessano di essere letti e pubblicati. Presso l'editrice "Centro Ambrosiano" sta giungendo al termine la pubblicazione della sua Opera omnia.
In questo volume abbiamo pensato di raccogliere alcuni passaggi "chiave" dei suoi scritti per consentire ai lettori di conoscerlo meglio ed essere aiutati a mettere a fuoco la prospettiva fondamentale della vita cristiana - divenire discepoli di Gesù - ed essere accompagnati nella riflessione su alcuni nodi fondamentali di quel cammino: la croce, l'eucaristia, la chiesa, la preghiera, la fede, la santità e la vocazione. Ne è nata un'introduzione alla vita cristiana, utile per tutti.
I quattro vangeli sono veri e propri capolavori di tecnica narrativa. Luigi Santucci -- che sin dalla prefazione dichiara di aver scelto di accostarsi al «Messia quasi da testimone fisico» -- traduce con vigore poetico il testo evangelico, guardando ai personaggi da angolazioni diverse: ora con suggestivi squarci d'anima, ora con icastica pittura dei fatti, ora con espedienti di genere autobiografico, ora infine con originalissime interpretazioni. Una vita di Cristo viene qui riproposto con un'illuminante premessa di Gianfranco Ravasi sulla teologia narrativa.
"La meritocrazia sta diventando la nuova religione del nostro tempo, i cui dogmi sono la colpevolizzazione del povero e la lode per la diseguaglianza. Nel XX secolo, in Europa, abbiamo combattuto la diseguaglianza come un male; nel XXI secolo, è bastato cambiarle nome (meritocrazia) per trasformare la diseguaglianza da vizio a virtù pubblica". Un'attenta ed acuta analisi storico-teologica dell'economista e storico Luigino Bruni.
Il dono divino dell’universo è un trattato sulla teologia cristiana della creazione, ed è il terzo e ultimo volume di una trilogia di testi pubblicati dall’autore (i primi due erano dedicati rispettivamente all’escatologia e all’antropologia cristiana). Dopo un lungo capitolo introduttivo, che riflette sull’accesso al mistero della creazione del mondo (attraverso la religione, la scienza e la fede), il testo presenta tre aree fondamentali. La prima, positiva e storica, esamina la teologia della creazione nell’Antico e nel Nuovo Testamento e la storia della dottrina della creazione, soffermandosi, in particolare, sul legame tra creazione e cristologia. La seconda, sistematica, si occupa del rapporto tra Cristo e la creazione, del fine (o scopo) della creazione, della conservazione del mondo creato e della provvidenza divina, delle implicazioni ecologiche della creazione del mondo materiale, e di quelle spirituali della creazione del mondo angelico. L’ultima si sofferma sul mistero del male e offre una breve storia della dottrina del peccato originale, cui segue una riflessione sistematica sul tema. Nella conclusione, infine, si propone una breve sintesi dei temi fondamentali trattati nel testo.
Paul O'Callaghan, nato a Dublino nel 1956, è sacerdote e professore ordinario di Antropologia Teologica presso la Pontificia Università della Santa Croce (Roma), di cui è stato Vice-rettore Accademico e Decano della Facoltà di Teologia. Membro del Consiglio della Pontificia Accademia di Teologia, è autore di diversi libri nell’area dell’escatologia, dell’antropologia, dell’ecumenismo, della teologia del sacerdozio e del dialogo fede-cultura. In questa collana ha pubblicato due volumi: Cristo, speranza per l’umanità (2012) e Figli di Dio nel mondo (2013).
È possibile giungere alla fede attraverso la sofferenza? E a quali condizioni? Per trovare risposte a queste domande, l'Autore utilizza la categoria della liminalità, ovvero dell'«essere sulla soglia». Questa ricerca ha un approccio transdisciplinare, integrando contributi da discipline come la psicologia e la filosofia. Tuttavia, l'applicazione della liminalità non si limita all'individuo. Nella seconda parte dell'opera, la liminalità è impiegata come strumento per analizzare la relazione tra la Chiesa e il mondo. La Chiesa è antitetica rispetto al mondo: mentre quest'ultimo cerca realizzazione nel potere, la Chiesa vive nella tensione del «già e non ancora», in attesa del suo Sposo.
P. Wilson ci introduce alla comprensione della rivelazione di Dio da parte di Gesù. Una rivelazione comprensibile solo alla luce della comprensione dell'identità e della natura di Cristo. Tale rivelazione non avviene nel vuoto, ma nel contesto delle azioni e delle parole di Gesù come evento e parole visibili e udibili. Così, i sette "Io sono" di Gesù non sono solo enunciati, ma rivelano; l'identità, la persona, la missione e la relazione di Gesù con il Padre. P. Wilson afferma che è essenziale conoscere la persona e l'identità di Gesù. Cristo, che non è un semplice simbolo di luce ma la luce personificata e incarnata. Gesù stesso è il miglior rivelatore della propria identità, sebbene il Gesù giovanneo sia anche il supremo rivelatore del Padre. Noi, proprio come i discepoli del tempo di Gesù, dobbiamo imparare a camminare alla luce del Signore, anche quando Egli non è fisicamente presente come il Gesù della Storia. Egli è sempre presente come Signore e Cristo della nostra fede.
Rilettura del Cantico delle Creature in occasione dell'ottavo centenario (1225-2025) nel quadro dell'esperienza di Francesco d'Assisi. L'attenzione si focalizza sui temi chiave fraternità e terra.
Dagli scritti di Christophe Lebreton - il più giovane dei sette monaci trappisti francesi uccisi in Algeria nel 1996 - affiora a chiare lettere che la violenza non è mai necessaria né inevitabile e non è l'unica strada per risolvere i conflitti. Ha imparato dal suo rapporto con Gesù a rispondere ai rapporti di forza disarmato dal suo Sposo e Signore, liberato dal buio nascosto in lui, umanizzato secondo le sue beatitudini, nudo e fortificato dalla Verità Crocifissa. Nella terra di Tibhirine, alla scuola dell'Amato, ha capito che alla violenza si reagisce con l'amore. Da questa teologia sponsale emerge la trascrizione di una vita che trova la sua genesi nel bacio dello Sposo, dal quale, con i poveri e con i peccatori, anch'egli riceve una proposta di amore e accanto al quale vive la propria offerta.