Il libro raccoglie brevi riflessioni su temi di vita quotidiana: situazioni che procurano sofferenza a sé o agli altri, condizioni per costruire relazioni sociali positive, virtù e atteggiamenti che rendono serena la vita. L'obiettivo di questa pubblicazione è un sobrio richiamo ad aspetti e problemi di vita per individuare suggerimenti e scelte concrete che possano favorire il benessere personale. Le riflessioni contenute in queste pagine si collocano all'interno di una visione cristiana della persona e della vita, perché tenendo lo sguardo rivolto verso Dio si impara da lì la vera umanità: vivere autenticamente da cristiani è il modo migliore per realizzare in pienezza la propria umanità.
L’epoca che stiamo vivendo, che molti chiamano "post-moderna", è complessa e drammatica. Per poter vivere appieno è importante saper cogliere il messaggio di novità contenuto nei Vangeli, perché è avvicinandosi a Dio che l’uomo si arricchisce di dignità. Ma ci sono degli ostacoli: l’affievolirsi della coscienza del Trascendente, l’affermarsi di teorie sulla "morte di Dio", o anche solo le troppe distrazioni del nostro quotidiano. L’autore ci invita ad affrontare i momenti difficili con amore e razionalità, mantenendo al primo posto il messaggio di Gesù, affidandoci in particolare agli insegnamenti di Papa Francesco e senza mai perdere la speranza nel futuro.
In questa ottava raccolta di sguardi sulla complessità dell’oggi - le guerre, le difficoltà del quotidiano, le paure e le speranze dei più giovani - don Mario Vatta torna a gettare una luce sul presente opaco che viviamo, condividendo con il lettore la sua determinazione a comprendere meglio ciò che accade e l’ostinata speranza che tempi nuovi e più giusti prevarranno. Don Mario ha vissuto quanto scrive. Parole come giustizia, accoglienza, sostegno e comprensione, così presenti negli articoli per il quotidiano "Il Piccolo" qui raccolti, declinano la dedizione concreta e costante che lo ha impegnato lungo tutto la vita. Sempre dalla parte di quel largo e composito universo di deprivati, emarginati e oppressi, in larghissima parte specchio di una giustizia mancata, che ama chiamare «la nostra (la sua) gente».
Questi racconti, come i precedenti di "Tre novelle per te" e di "Oltre le tenebre la luce", avvincono, emozionano, scuotono il lettore e lo trasportano nel mondo che si delinea alla sua mente a mano a mano che avanza nella lettura e si lascia afferrare dall’entusiasmo dell’autrice, che cerca di rappresentargli lo stupore da lei vissuto ed esposto. Anche questi racconti nascono dalla fervida fantasia dell’autrice, avendo come punto di partenza alcuni testi biblici e alimentano la speranza portata a noi dalla "Buona Novella" che è il Vangelo!
La riedizione del volume "L’esistenza cristiana" viene arricchita da altri testi dell’autore tra i quali la presentazione del volume stesso e altre meditazioni teologiche. Giuseppe Colombo con sorprendente efficacia e trasparenza di stile le strutture fondamentali dell’esistenza cristiana, che ha nell’Eucaristia il suo centro; un centro da concepire non come un ente "a sé", ma come guida e nutrimento dell’esistenza umana nel dono di sé "sino alla morte", così come l’ha vissuta Gesù Cristo.
Il Vangelo non risolvere problemi, ma fa venire voglia di pensare in modo diverso. L’Autore indaga sei ambiti, cruciali e discussi del nostro tempo, facendone emergere la "qualità evangelica". Il potere politico e religioso, di cui Gesù stesso è rimasto vittima, ma di cui indica il senso. Una nuova giustizia, a misura di volto, che va oltre il dovuto. Il denaro, da dio supremo e spietato a strumento di condivisione. Il lavoro che va umanizzato e compreso nel mistero dello spendere sé stessi. L’ambiente, a rischio per colpa nostra, con cui è urgente creare un nuovo legame, riflettendo sulla creazione. La guerra, non più giustificabile e l’anelito alla pace, un cammino da percorre insieme.
Il Breviario per i laici nasce per accompagnare uomini e donne immersi nella vita quotidiana — tra lavoro, famiglia e impegni — offrendo uno strumento semplice e fedele per unirsi alla preghiera ufficiale della Chiesa. Non sostituisce la Liturgia delle Ore, ma ne propone una versione ridotta e accessibile, con salmi, cantici, letture brevi, invocazioni e intercessioni per la preghiera del mattino e della sera lungo l’anno liturgico. La struttura chiara e lineare permette anche a chi non ha dimestichezza con i volumi liturgici di inserirsi facilmente nel ritmo della preghiera ecclesiale. Più che un sussidio alternativo, è un ponte concreto tra liturgia e vita ordinaria, tra la tradizione della Chiesa e le esigenze spirituali del tempo presente.
L’intrigo di un tema sfuggente e affascinante: che cos’è e soprattutto dov’è la felicità? Della felicità si parla sempre con imbarazzo. Eppure, di qualunque cosa parliamo, in fondo, non parliamo d’altro che di lei: di come l’abbiamo persa, di come la stiamo cercando, di come la sentiamo vicina o lontana, di dove l’abbiamo intravista, di quando l’abbiamo assaggiata. Anche solo una goccia rimane indimenticabile nonostante (o proprio per questo!) un torrente di amaro. Essa è l’implicito dei nostri discorsi, il sottosuolo dei nostri dialoghi, l’amore profondo ma indicibile che pervade ogni incontro e ogni racconto. La felicità abita insomma, nel suo velarsi e disvelarsi, le pieghe e le insenature della nostra esistenza, prendendola tutta, pur silenziosamente, in ogni sua tensione o aspirazione. Sorella dell’infinito, la felicità ci cattura, dunque, mentre ci spiazza e ci inquieta. Le relazioni umane sono i dintorni nei quali la felicità viene invocata e attesa, cercata e smarrita, in un modo primario, fondativo. La relazione è il luogo in cui la felicità mette in scena il proprio dramma. L’intento non è quello di proporre risposte definitive, ma di offrire ulteriori orizzonti per chi riconosca nel corpo e nella relazione un possibile sostegno per attraversare i momenti di crisi o di cambiamento radicale. In tale prospettiva la felicità viene posta dentro la complessità dell’esperienza umana. Si riconosce cioè che la pienezza non è il contrario del limite, ma una possibilità che lo include, lo attraversa e proprio in questo lo trasforma. È un invito ad accogliere la plasticità della realtà senza pretendere di semplificarla, un appello a sostare nei luoghi incerti e talvolta scomodi dell’esistenza, dove tuttavia possono emergere orizzonti di luce inesplorati.
Per incontrare il volto vivo di Gesù, i Vangeli continuano ad essere la fonte a cui non si può rinunciare. Vanno dunque indagati e ascoltati. Ne La lettura infinita, il Card. Tolentino aveva elaborato una riflessione contemporanea sul complesso tema della lettura. In questo secondo saggio, propone un itinerario cristologico essenziale, in sette tappe, scandite soprattutto, ma non solo, da brani del Vangelo secondo Luca. Ogni capitolo rappresenta un tentativo di lettura del testo evangelico così come si presenta. Punto di intersezione tra il divino e l'umano, il volto di Gesù ci viene continuamente incontro, ci spinge alla ricerca, ci induce a aderire a Lui, soprattutto attraverso l'esperienza che si compie nella maturazione della lettura e nel dinamismo della fede. Sondando i testi, ci si addentra nel mistero di quel volto che rimane una sfida. Interrogare i Vangeli è un compito che investe ogni generazione di credenti.
Il corpo è il luogo da cui la liturgia prende inizio. L'iniziazione alla ritualità religiosa non può prescindere da un'attenta considerazione degli stati mentali, all'origine delle forme affettive essenziali per l'atto di fede. Le neuroscienze possono aiutare a comprendere le condizioni mentali dell'esperienza rituale, con tutto il loro spessore corporeo e simbolico. Questo migliora la partecipazione interiore e attiva. Consapevoli, si prega meglio. L'eucaristia domenicale oggi è il comando del Signore più trascurato e dimenticato. La vicenda della messa è quindi la questione pastorale più attuale e drammatica. Il motivo di tale abbandono, così diffuso, deve essere quindi profondo, difficile da identificare e da rimediare. La crisi rituale non è però da addebitarsi solo alla secolarizzazione o alla scristianizzazione ma anche alla difficoltà pastorale a cogliere il potere performativo del rito, in una cultura che, invece, è sempre più caratterizzata dalla potenza tecnologica dell'immagine, dello spettacolo e della produzione virtuale. La divina liturgia tuttavia è forte. Non subisce l'insostenibile complessità e velocità delle reti ma può umanizzarle con la ripetizione dei riti. Il corpo dà senso perché c’è un'intelligenza corporea che tratta il corpo non un mero esecutore di disposizioni mentali ma lo rende un dispositivo capace di interpretare e organizzare. Le neuroscienze ci conducono a cogliere questa inesplorata risorsa.
Come attrezzare i giovani a camminare nella fede? Come aiutarli a crescere con una spiritualità robusta e intelligente, capace di porsi domande e insieme cercare risposte? Il percorso che don William propone in questo aureo libretto intende raccogliere questa sfida, invitando i giovani lettori a guardarsi dentro senza ricadere nell'intimismo, a guardare al Signore senza inventare un "Dio a modo mio", a guardare in faccia i fratelli senza scuse.
Il volume conclusivo della collezione "Piccole storie per l'anima". Brevi racconti e ancor più brevi, essenziali riflessioni, in "compresse" di saggezza spirituale per la meditazione personale, l'uso nella catechesi e nell'animazione, la lettura in famiglia...