La brevità, il ricorso a vivide immagini, il linguaggio immediato e lontano da una volontà di convincere a tutti i costi, sono alcune caratteristiche preziose di questi brevi racconti. I suoi interventi, pubblicati in numerosi libretti, si ispirano ai fatti della vita, alle persone incontrate per strada e colgono la realtà più profonda che sta nel cuore di ogni persona. I suoi libretti parlano al cuore prima ancora che alla mente.
Sono una raccolta di semplici "parabole" da sfogliare ogni giorno, capaci di farci sorridere e pensare. Gocce vitali di saggezza e spiritualità in cui è possibile apprendere il senso profondo dell'amore e della felicità. "I miei passi sono tuoi" è un libricino che regala speranza, gioia nel cuore a chi lo legge e a chi lo riceve in dono.
Si tratta di una corposa raccolta di manoscritti originali del venerabile don Giuseppe Quadrio articolata in sette sezioni, che si propone come scopo fondamentale di riprodurre il più fedelmente possibile i suoi manoscritti originali. Tra questi documenti eccellono il modo speciale il Diario, restituito in un'edizione completa e sicura, e una miscellanea di varia natura che raccoglie annotazioni e pensieri sparsi: una specie di zibaldone spirituale.
Non si tratta solo di integrità materiale delle fonti, o di aggiunta di nuove, è in questione la loro significatività. E qui la statura spirituale di don Quadrio emerge in maniera nettamente superiore.
Le rivelazioni che ispirano la composizione delle opere teologiche di Ildegarda di Bingen sono alla base anche dei 77 Carmina che costituiscono la Symphonia, ora in prima edizione italiana. Ildegarda nelle sue visioni ode musiche celestiali, assapora il canto delle schiere angeliche, percepisce l'ineffabile armonia del firmamento, e li riproduce affinché l'umanità ne possa godere. Le canzoni liturgiche della Symphonia celebrano il mondo celeste, il Padre, la Trinità, lo Spirito Santo, la possente virtù che è Carità, o Amore, un cospicuo numero canta la perfezione di Maria ed il suo ruolo essenziale nel progetto di Redenzione dell'uomo.
Fin dagli albori del tempo, l'uomo e la donna sono stati tormentati da una "fame" acuta e inestinguibile. Questa lucida intuizione dell'inquietudine umana è stata il leit motiv di tutta la partitura poetico-narrativa del grande Gibran. Per l'autore de "l Profeta", la "fame" ancestrale di ogni individuo trova spiegazione nella relazione fra Dio e l'uomo: l'umanità non può capire l'opera del Creatore dall'inizio alla fine, ma neppure cancellare l'attesa di conoscere il "senso" di tutte le cose. La felicità, tuttavia, non è una chimera irraggiungibile: è una conquista dell'essere, che si raggiunge attraverso un "risveglio spirituale" capace di fondere gli infiniti "frammenti di senso" in un'unica sorprendente visione, proprio come accade nella percezione dei vetrini colorati di un caleidoscopio. I brani di questo percorso antologico - che contiene molti inediti - rappresentano le note migliori dello spartito gibraniano e suggeriscono una melodia a cui ogni lettore potrà ispirarsi per creare la propria musica del cuore, una sinfonia di pace e di felicità da reinventare giorno per giorno.
L'abbandono della fede ha questo tratto caratteristico: è il suo inizio più semplice, ma anche il suo più arduo compimento. Nella figura di Charles de Foucauld, "fratello universale", c'è veramente uno spazio ospitale per chiunque, all'interno di quei due estremi. Nell'abbandono della fede - ma potremmo dire anche: nell'abbandono che la fede è - si forma una reale fraternità di uguali, per quanto diversi. La fede che ci unisce non può essere meno di questo. Ma neppure più di questo.
Vengono proposti in questo libro dei brevi Pensieri di Itala Mela (La Spezia, 1904- 1957). Benché a causa della sua debole salute fisica non riuscì ad entrare in monastero, tuttavia ella visse la sua consacrazione benedettina in famiglia, arrivando alle vette della santità. Già Serva di Dio, presto sarà proclamata Beata.
La Sagrada Famìlia è per il mondo un capolavoro di architettura in corso d'opera, ma poco si conosce del suo messaggio teologico e del patrimonio di fede che l'architetto Gaudì ha potuto rappresentare nella pietra scolpita. Eccone uno studio approfondito.
Dire vita è dire ritmo. Il battito cardiaco che pulsa il sangue nelle vene, l'alternanza di veglia e sonno, una danza di corteggiamento, la risacca del mare, la rotazione dei pianeti e lo spin delle particelle subatomiche. All'origine dell'esperienza e del pensiero, del linguaggio e del sentimento del tempo, il ritmo lega l'interiore con l'esteriore, la soggettività con il mondo. È un fenomeno che si manifesta a livello semplice e complesso, biologico e culturale, capace di dare forma all'uomo, alle sue pratiche sociali come ai suoi riti più elaborati. Questo libro costruito intorno alla parola ritmo è un incredibile viaggio che comincia alle radici della vita e la attraversa fino alle sue dimensioni più spirituali e profonde.
La fede dà la felicità? Di certo rende la vita piena, vibrante, appassionata, libera, incamminata, nomade verso oasi d'amore. E questa è la felicità della vita. È tempo di parlare della gioia di credere! Perché credere, porre fiducia in qualcuno, uomo o Dio, è generativo di umanità, raddoppia la vita, porta un'esultanza di incontri, una promessa di eternità per l'amore. E dare e ricevere amore è ciò su cui si pesa la beatitudine della vita. Ermes Ronchi, con la poesia e la profondità che lo contraddistinguono, dipinge in queste pagine i contenuti della fede cristiana mostrando la vita che da essi scaturisce.
"In passato mi sembrava che ogni cosa fosse solo per me: è tutto come allora, ogni emozione è rimasta al suo posto. Io no. Gli esiti di una banale influenza hanno cambiato radicalmente la mia esistenza. Ho dovuto riorganizzare la mia vita con l'illusoria sensazione che si trattasse di una situazione provvisoria e che ieri sarebbe tornato ad essere oggi." (Roberto Rapaccini)
Quando Mario Pomilio decise di raccogliere, nel 1979, sotto il titolo di "Scritti cristiani", alcuni fra i suoi interventi più lucidi e pensosi sulla Chiesa del Concilio e sulle inquietudini dell'uomo contemporaneo, non si era ancora spenta la vasta impressione suscitata dall'uscita, quattro anni prima, del "Quinto evangelio". E forse proprio la sfolgorante risonanza di quel romanzo che l'aveva consacrato come il maggior scrittore cattolico italiano dell'età postconciliare contribuì a far entrare gli "Scritti cristiani" in un cono d'ombra che ha finito per eclissarli. Ma senza quei testi non si potrebbe comprendere appieno l'opera narrativa di Pomilio: negli "Scritti cristiani", infatti, l'autore ha messo a nudo le radici della sua visione del mondo, intrecciando memorie autobiografiche, riflessioni biblico-evangeliche, approfondimenti storici e letterari, spunti morali e sociali. Oggi quegli "Scritti", da molti anni irreperibili in libreria, riaffiorano finalmente in una nuova edizione arricchita di altri undici testi, di cui uno del tutto inedito. E tornano a testimoniarci, dello scrittore abruzzese, l'impareggiabile capacità di coniugare i fondamenti della fede in Cristo e nella sua Parola con le ragioni della vera, grande letteratura. Nuova edizione accresciuta.