Sorto dove lo sfruttamento intensivo di un allevamento di bovini aveva lasciato degrado e sterilità, il bosco di Montopoli è un’opera viva, patrimonio di una comunità, il simbolo di un impegno comune per restituire alla comunità e alla Terra, rigenerato e arricchito, quel che il tornaconto individuale aveva loro sottratto. Dal dialogo tra Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze - cooperativa che conta un milione e duecentomila soci, 157 punti vendita e 10.570 dipendenti - e Stefano Mancuso, che da coordinatore di PNAT progetta soluzioni per le problematiche ambientali e le sfide dei cambiamenti climatici, emergono chiare le ragioni dell’impegno e del progetto di Montopoli. Le riflessioni di Mori, incentrate sulla responsabilità sociale della cooperativa, e quelle di Mancuso, scaturite dall’osservazione della cooperazione nel mondo vegetale e animale, danno vita a una trattazione ricca di intuizioni e proposte intorno ad alcuni dei temi fondanti di una società democratica, resistente e capace di mobilitarsi e impegnarsi per il bene comune.
Il racconto di un’esperienza maturata in quarant’anni di lavoro nella direzione di opere di cura ed accoglienza. Fatti, circostanze, incontri forieri di un giudizio sulla realtà capace di leggere il senso delle vicende e orientare l’azione. L’autore invita a riconoscere la centralità della relazione, della compagnia e del senso della vita nella cura, senza ridurre la sofferenza a un mero problema tecnico ma affrontandola come un mistero che interpella la ragione, la fede e la responsabilità personale e sociale. Una riflessione esistenziale e operativa, radicata nella realtà e aperta a tutti, credenti e non credenti, che si interrogano sul significato della cura e del prendersi cura degli altri.
A trent’anni dalla nascita di Popotus, l’inserto di «Avvenire» che dal 1996 racconta l’attualità ai più piccoli, questo volume torna ai diritti dei bambini per metterli alla prova. Alcuni dei principi della Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza vengono riletti da voci autorevoli che parlano dai luoghi in cui i diritti si giocano davvero, dentro un mondo segnato da crisi ambientali, trasformazioni digitali e nuove forme di disuguaglianza. Ma, accanto ai diritti riconosciuti, emergono quelli che ancora non hanno nome ma già contano: il diritto a fare domande, a non capire subito, a cambiare idea... Diritti che riguardano il tempo della crescita e la libertà del pensiero - e quindi tutti. Perché i diritti non sono acquisiti per sempre: esistono solo se vengono conosciuti, compresi, esercitati. E difesi.
La Chiesa cattolica ha dei nemici? Può diventare l’oggetto di una guerra ibrida, fatta di deepfake, disinformazione algoritmica, cyberattacchi? Sicuramente sì. Come è chiaro a qualunque osservatore senza pregiudizi i nemici sono sia interni che soprattutto esterni e la prospettiva di una guerra ibrida è di assoluta attualità. E del resto non è forse già cominciata al tempo di Vatileaks? A dispetto delle sue disavventure, la Chiesa gode di una grande autorità morale e di fatto rappresenta oggi l’unico vero contropotere rispetto alle élite che governano il mondo. "Vaticano Zero Day" analizza in modo puntuale e rigoroso le minacce che pesano su di essa nell’era digitale, intrecciando geopolitica, terrorismo e trasformazione tecnologica.
Perché è probabile che ci siano altre forme di vita nel Cosmo? Perché i continenti si spostano? Perché Homo sapiens è l'unica specie umana sopravvissuta? Le risposte di Piero Angela ai grandi perché sull'Universo e su di noi. A cura di Massimo Polidoro. Tavole illustrate di Marcello Crescenzi È stata la curiosità infantile, ha sempre detto Piero Angela, a portarlo a studiare e poi a trasmettere conoscenza agli altri, fino a diventare un Maestro per generazioni di italiani. Perché si nasce, perché si muore, perché il Sole, l'aria, la Luna e i pianeti? Perché gli alberi e perché l'Universo? Perché l'uomo, perché gli animali, perché le stagioni? Sono le domande che lui si faceva da piccolo, e faceva instancabilmente a genitori e insegnanti, come tutti i bambini svegli. A quelle domande, allora, trovò risposta in un bel libro illustrato. Era intitolato Il libro dei perché, e troneggiava nella sua minuscola biblioteca. Oggi la lezione di Piero Angela, quella di coltivare un'inesauribile curiosità verso tutto ciò che ci circonda, di non accontentarci di una vita mediocre ma di crescere attraverso la conoscenza e la razionalità, trova concretezza in un libro ricco di storie, di aneddoti e di scienza, impreziosito da quattro splendide tavole illustrate sull'Universo, l'Evoluzione, l'Uomo e la Scienza. Un libro che parte dalle domande che sono il motore del metodo scientifico e arriva alle risposte ritrovate e selezionate da Massimo Polidoro, amico e stretto collaboratore di Piero Angela, cercando nell'archivio personale del grande giornalista in cui sono conservati centinaia di testi, interviste, conferenze di settant'anni di carriera. Le origini dell'Universo e dell'uomo; l'avvento e le prospettive della scienza; chi siamo, da dove veniamo e dove andremo: un libro che con chiarezza, precisione e passione risponde ai quesiti universali, ma anche a quelli particolari che l'essere umano si pone ogni giorno.
Autobiografia di suor Azezet Kidane, missionaria comboniana eritrea che ha vissuto in diverse zone «calde» del mondo - Sudan, Etiopia, Eritrea, Israele e Palestina. Particolarmente importante la sua esperienza missionaria in Medioriente dove ha vissuto insieme alle popolazioni dei beduini e si è presa a cuore le vittime della tratta di esseri umani. Una vita avventurosa e piena di rischi, tra guerre e violenze, espulsioni, attentati scampati per un soffio e una carità vibrante a fianco delle persone più dimenticate e sofferenti.
"Napoli è una metafora universale della condizione umana e delle sue contraddizioni, passioni, ossessioni, capace di superare ogni barriera linguistica e culturale." Napoli è molto più di una città. È uno spazio interiore dove l’anima trova il suo rifugio, in una fitta rete di mediazioni tra naturale e soprannaturale, tra sacro e profano, tra vivi e morti. Dalla Napoli barocca del Cunto de li cunti a Caruso, dal teatro di Eduardo a Io speriamo che me la cavo, dalla Smorfia alla Pelle di Curzio Malaparte, da Totò a Maradona: la magia di Napoli parla a tutti noi. Le sue strade, i suoi volti e le sue tradizioni diventano simboli di un’esperienza umana che va oltre i confini fisici della città. Il racconto di Marino Niola ci invita a esplorare il lato più intimo di Napoli, "che ha il disincanto negli occhi e l’iperbole sulle labbra, la misura nella mente e la trafittura nel cuore. La tana perfetta di un popolo che ha l’esagerazione nel genoma". Un luogo che parla all’anima e invita a un confronto autentico con se stessi e con il mondo.
Siamo così geniali da aver inventato l'intelligenza artificiale, così limitati da aver bisogno del suo aiuto in ogni circostanza e così sciocchi da non riuscire a decidere se era la cosa giusta da fare? L'intelligenza artificiale ci è amica o ci sfrutta? Invece di chiedersi se il mondo sarà rovinato o tratto in salvo dall'innovazione tecnologica, il libro esamina, con l'aiuto della storia e di molti esempi concreti, la nascita, la crescita e la realtà presente della tecnologia come un nuovo potere: il potere digitale. Il potere digitale è diffuso, pervasivo, persuasivo e ha natura poliedrica. È il potere esercitato dalle grandi piattaforme tecnologiche nella sfera economica, sociale e politica, ma è anche un modo nuovo di esercitare il potere pubblico, influenza il modo in cui gli individui interagiscono singolarmente e collettivamente ed è strumento di competizione fra blocchi geopolitici. Il potere digitale è concentrato in mani private, ma i suoi benefici e i suoi rischi sono così rilevanti da richiedere necessariamente scelte collettive a tutela di diritti e valori ai quali non vogliamo rinunciare.
L’IA porta la rivoluzione digitale a un nuovo livello sistemico, l’autoriproduzione. Una capacità di potenza e di pensiero senza precedenti. Quali sono le implicazioni politiche? Un libro spartiacque che dà un nome al fenomeno più incisivo della politica contemporanea: la trasformazione della democrazia in digicrazia.
L’opera rappresenta un unicum nel panorama degli studi grafologici in quanto si configura come il primo volume dedicato allo studio della grafologia comparata. Non si tratta solo di una semplice ricostruzione storica della disciplina né di una rassegna delle teorie dei più importanti pionieri ma anche di un dialogo strutturato tra le principali scuole europee che, pur nelle loro differenze linguistiche, culturali e metodologiche rivelano una comune propensione verso la comprensione del carattere dell’individuo attraverso l’interpretazione del gesto grafico. "Lineamenti di grafologia comparata" si pone, dunque, lo scopo di mostrare ai lettori come quelle che a prima vista sembrano divergenze tra i diversi approcci siano, in realtà, preziosi punti di contatto: diversità che non dividono ma si completano; prospettive che non si escludono ma si integrano in un’ottica di arricchimento reciproco.
Tutto comincia negli anni Trenta, in un laboratorio nel centro di Roma, con una scoperta inizialmente mal compresa, dalla quale nasce un’arma capace di cancellare la nostra stessa civiltà. Rovelli racconta la storia della bomba atomica seguendo il filo sottile che unisce curiosità scientifica, paura, ambizione e responsabilità, in un mondo in cui, con la nuova corsa al riarmo, si riaffaccia in modo drammatico il rischio della catastrofe nucleare. Attraversiamo quasi cento anni tra episodi cruciali e momenti poco noti, dalle ricerche di Enrico Fermi e del gruppo di fisici europei prima della guerra, al Progetto Manhattan e ai bombardamenti atomici americani su Hiroshima e Nagasaki, che causarono oltre 200.000 morti civili; dai dimenticati tentativi italiani di dotarsi di una bomba atomica propria, fino alla situazione attuale, in cui l’Italia, senza che ci sia stata una discussione pubblica su questa scelta, ospita bombe atomiche altrui. Perché la bomba non è stata realizzata in Germania, la nazione scientificamente più avanzata dell’epoca? Perché gli scienziati, rimasti separati da una parte e dall’altra del conflitto mondiale, non sono stati capaci di comprendersi? Cosa insegna il fatto che la Corea del Nord, che ha scelto di avere la bomba, è rimasta intatta, mentre la Libia, che vi ha rinunciato, è un paese devastato? Perché gli Stati Uniti hanno usato l’atomica in Giappone a guerra praticamente vinta? Quanto è diventata instabile oggi, con la crescita del numero delle grandi potenze nucleari, la logica della deterrenza, cioè il fragile equilibrio del terrore? Con il suo stile chiaro e rigoroso, Rovelli non offre risposte consolatorie, ma ci mette di fronte a questioni concrete. Ci ricorda gli innumerevoli malintesi e gli errori di giudizio da parte della politica, che nel passato hanno portato a massacri insensati, e ci invita a chiederci se non ne stiamo facendo di simili. Ci spinge a interrogarci sul rapporto tra conoscenza e responsabilità individuale e collettiva. "La cattiva coscienza dei fisici" diventa così la storia di una scoperta straordinaria e, insieme, la cronaca di una questione oggi ignorata ma drammaticamente urgente.
Per generazioni di ragazzi, il porno è ormai la principale forma di educazione sessuale. Fin da bambini può capitare inatteso sui loro device con un pop-up e ben presto cominciano a cercarlo e a nutrirsene, scambiando per realtà quella che è solo fiction, a volte estrema. Per gli adulti è una forma di intrattenimento come un'altra, magari usata per dare un po' di pepe alla vita di coppia. Risultato: la macchina del porno macina miliardi, grazie a siti che sono tra i più visitati al mondo. Ma si tratta davvero di un mercato qualunque? Questo libro ricco di dati, notizie e interviste ai protagonisti spiega perché no, non lo è. Racconta chi sono davvero i discreti padroni degli aggregatori pornografici. Indaga i percorsi professionali, i meccanismi economici, le implicazioni sociali di un fenomeno cresciuto fino a raggiungere dimensioni colossali. Denuncia le storie di sfruttamento e violenza. Fa chiarezza sui temi più problematici, come l'uso e l'abuso dell'intelligenza artificiale e la compravendita dei nostri dati personali. Senza falsi pudori né pregiudizi, Lilli Gruber mostra in queste pagine come sia il porno a usare noi, e non viceversa. Per invertire la rotta occorre aprire un dibattito, spezzare il silenzio delle istituzioni e chiedere innanzitutto un'educazione sentimentale e sessuale per i nostri figli e misure per la trasparenza delle pratiche economiche del settore. E impegnarci per recuperare i beni preziosi che la peggiore pornografia online ci ha rubato: l'erotismo, il desiderio e la creatività.