La vita umana costeggia il baratro della mediocrità ma l'appello verso il sublime ci inquieta. Non si può vivere senza bellezza. Ne esiste una scuola? Se ne può apprendere l'arte? La bellezza ha un contenuto, ma soprattutto una modalità. Come si apprende questa modalità? Si chiede don Fabio Rosini in questo suo nuovo libro, il primo di un percorso in cinque tappe. Esiste qualcuno, un maestro che addestri nel sentiero fra il mediocre e il sublime? C'è, e non è un maestro, ma una maestra: Maria. In che modo? Si inizia dal permesso dato a Dio di operare in lei: «Avvenga di me secondo la tua parola». Questo sentiero si può percorrere, e un nostro "sì" a Dio può valere molto! Per la fede, come mostra don Fabio in questo volume, ci si apre al sublime, a una sorprendente bellezza, a condizione però di abbandonare l'assolutizzazione dei nostri progetti e delle nostre risorse per lasciarsi guidare da Lui, che può compiere in noi opere grandi. È magnifico passare dalla parte di Dio, è splendido fidarsi ed entrare in un'avventura con Dio.
Riflessione di notevole rilevanza sui cristiani nel Medioriente di oggi, segnato da conflitti, guerre e continue tensioni. In queste pagine, che uniscono acume nel discernimento, una significativa competenza biblica e una spiritualità di inequivocabile profondità, l'autore indica anche una proposta concreta per i cristiani di ogni tempo e luogo. Prendendo spunto dal libro dell'Apocalisse, il patriarca di Gerusalemme argomenta perché, anche di fronte al male subito, il cristiano non si deve chiudere in sé stesso, bensì restare aperto all'incontro con l'altro. Pagine quanto mai attuali per ogni credente, così come eloquenti per ogni lettore.
La scrittrice, cantante e compositrice di successo Stormie Omartian e suo marito Michael hanno speso oltre vent'anni a crescere i loro figli... e comprendere il potere di pregare per loro. Stormie condivide con voi come pregare per i vostri figli, dall'infazia all'età adulta. Preziosi fondati direttamente sulla Parola di Dio. Imparate a rivolgervi a Dio, il Padre Celeste, e a mettere ogni dettaglio della vita dei vostri figli nelle sua capaci ed amorevoli mani... - sicurezza; - sviluppo del carattere; - stress; scuola; - amici; - adolescenza; - matrimonio; - relazioni con Dio; - relazioni con la famiglia; - scelte legate alla carriera.
Dal libro della Vita alle Fondazioni, dal Cammino di perfezione al Castello interiore, in un unico volume tutta la dottrina di Teresa di Gesù: una grande lezione di mistica priva di impalcature e intenti letterari. Un ampio repertorio di consigli e avvertimenti al bene agire, oggi patrimonio della cultura mondiale.
Tutti sanno cosa vuol dire avere sete. È un'esperienza comune a ogni essere vivente, eppure possiede molteplici sfaccettature. Rimanda a significati di concretezza fisiologica come di tensione simbolica. Dice di bisogni e di desideri. Di vuoto e di slancio verso il pieno. Di tristezza e di morte come di ricerca attiva della freschezza di una sorgente. Avere sete e dissetarsi: di questo parla José Tolentino Mendonça nelle sue riflessioni che hanno guidato gli esercizi spirituali nel tempo di Quaresima per papa Francesco e la Curia romana, e che ora sono qui raccolte. C'è la sete vera, quella delle periferie del mondo, la sete di cui si muore, e c'è la sete che è dolore dell'anima, vulnerabilità estrema di una vita che non trova via d'uscita. C'è la sete che è malattia dell'essere sempre insoddisfatti, prigionieri della mercificazione del desiderio, ma c'è anche la sete che fa muovere, che diventa spinta per un nuovo viaggio esistenziale. È soprattutto questo, l'opportunità di crescita umana e spirituale offerta dalla sete, che a Tolentino preme sottolineare, ricercandone le tracce nelle Scritture come nella letteratura e nella poesia. Dalla samaritana che nel dialogo con Gesù scopre che non è dell'acqua del pozzo che ha sete, al desiderio di vedere il volto di Dio come sete viscerale di tutto il creato; dalla sete del Crocifisso che è sete degli uomini, alla beatitudine della sete che amplifica il nostro desiderio, la nostra ricerca di Dio. Fino alla scoperta del dono che la sete ci fa, l'acqua viva dello Spirito, e alla consolazione senza pari che proviamo nell'abbraccio dell'ultima frase di Gesù contenuta nelle Scritture, nel Libro dell'Apocalisse: «Chi ha sete, venga».
La santità è riservata solo a chi è virtuoso e perfetto? I poveri, i peccatori, con le loro ferite e le loro cadute, possono aspirare a diventare santi? Nella parabola degli invitati al banchetto di nozze, Dio vuol riempire la sala proprio con quelli che vivono "lungo le siepi": gli emarginati, i fragili, gli alcolisti, i drogati che riconoscono le loro dipendenze e si aprono alla misericordia di Dio nell'umiltà e nella verità. L'unica via indicata da Gesù per entrare nel suo Regno è quella dell'infanzia, della discesa nella debolezza, la via della fiducia e dell'abbandono. Il santo è uno che riconosce di essere un peccatore in stato di conversione; così il peccatore, per quanto debole, è chiamato a riconoscersi un potenziale santo. "Per guadagnare Dio bisogna prima perdere tutto. Il cammino dell'anima è una discesa." (Divo Barsotti). Prefazione di Padre Serafino Tognetti.
Il titolo del piccolo libro: "L'arte di trarre profitto dai nostri peccati può" destare meraviglia. Il peccato è un male per l'uomo; ha degli effetti nocivi, distruttivi. Tante vite umane vengono rovinate dai peccati. Come questi peccati possono procurare un profitto e come è possibile l'arte di assicurarlo? È vero che il peccato ci porta un grave danno. La sua malizia consiste prima di tutto nel fatto che offende Dio; più esattamente offende il Padre nel suo amore per noi. Ma siccome il nostro destino si compie nelle nostre relazioni di amore filiale verso il Padre, l'inimicizia causata dal peccato danneggia la nostra esistenza. Lo stato di peccato rende l'uomo profondamente infelice; suscita in lui un grande disturbo e stimola dei sentimenti di timore e di tristezza.
"I grandi libri hanno il potere di leggerci, ci forniscono una chiave per decifrare la nostra vita. Tra di essi alcuni hanno una valenza maggiore che sfora in un territorio superiore e in un certo senso più pericoloso. Mi riferisco a quei testi ritenuti sacri. Pericolo che è dato dalla straordinaria potenza che essi hanno. Se usate male, infatti, le motivazioni spirituali possono armare guerre, perché fanno appello a una potenza di senso che è più grande di una semplice convinzione. Ma quando lo spirituale diventa potenza distruttiva, in realtà ha smesso di essere spirituale e si è pervertito in ideologia. La vera spiritualità unifica la persona, e ne crea i presupposti per una fondamentale relazionalità." "La forza della mitezza" nasce proprio dal desiderio di offrire una chiave di lettura profonda della realtà e dell'animo umano che crei connessione tra persone anche apparentemente molto lontane tra loro per credo, convinzioni e cultura. Per farlo Luigi Maria Epicoco ci accompagna attraverso le pagine del Vangelo di Matteo così da lasciare che il tentativo primordiale dell'evangelista riaccada anche nella nostra vita: riannodare il passato con il presente e mostrare come l'attributo più divino di Cristo sta nella sua mitezza e nella sua umanità. Come Mosè nei racconti dell'Antico Testamento sale sul monte per ricevere la Legge da parte di Dio, così Gesù sale sul monte per donarne una nuova: quella delle beatitudini. Passo dopo passo il lettore è accompagnato a rileggere la propria esistenza entrando in una dimensione spirituale che tocca alla radice i grandi interrogativi umani, che accomunano credenti e non credenti.
La vita corre, e spesso sono le mille esigenze quotidiane a decidere per noi. Per questo Anselm Grün propone una riflessione per ogni giorno dell'anno per aiutarci a guardare in una luce diversa gli impegni e le realtà che ci circondano. In questa sorta di diario l'Autore propone per ogni mese dell'anno un tema specifico che, da un lato, corrisponde al corso naturale delle stagioni e, dall'altro, tiene conto dello svolgersi dell'anno liturgico. Questo itinerario in 365 tappe è una palestra di vita bella, autentica fiduciosa... e di fede matura, per imparare a immergere sempre di più la vita nello Spirito di Gesù e vivere così in modo nuovo, più consapevole. Ogni giorno, anche quello apparentemente più insignificante può essere guardato con occhi nuovi.
Avvincente provocazione sulla possibilità che il cristianesimo abbia una parola da dire di fronte alle vicende «apocalittiche» di questi ultimi anni: pandemia da Covid-19, disastri e cambiamenti climatici, guerra in Europa... Analizzando i passi dei Vangeli dove Gesù preconizza la fine dei tempi, l'autore svela che il cristiano vive nell'attesa del Regno di Dio che egli è chiamato a scorgere dentro le vicende quotidiane della propria vita e della società in cui è immerso, rifuggendo letture catastrofiche della Bibbia e al contempo evitando letture spiritualizzanti che svuotano dall'interno il messaggio integrale della Scrittura.
Il Signore insegna alla serva di Dio Luisa Piccarreta come stare con Lui dopo aver ricevuto l’ Eucaristia.
San Girolamo, il grande traduttore della Bibbia dall'ebraico e greco in latino, esortava: «Leggi spesso le divine Scritture; anzi, le tue mani non depongano mai il libro sacro». Ponendosi in ascolto di questo monito, l'Autore propone due percorsi. Nel primo itinerario, all'interno dell'Antico Testamento ebraico, si sono selezionati quei vocaboli che ne sono per importanza la spina dorsale, una sessantina circa. Essi sono proposti nei loro caratteri originari, trascritti per una lettura nel nostro alfabeto e poi ampiamente spiegati, perché esprimono i temi fondamentali del messaggio delle Scritture. Siamo così in sintonia con la voce di Gesù che queste parole le aveva imparate, le conosceva bene e le ripeteva nella liturgia ebraica e nella preghiera personale. Segue poi un altro percorso, all'interno della lingua greca, che ha generato molti nostri vocaboli, anche perché noi siamo eredi di quella cultura, sia nella sua forma classica sia in quella «ellenistica». A quest'ultima appartengono i libri che compongono il Nuovo Testamento. Anche in questo caso si è operata la selezione di una cinquantina dei vocaboli più importanti dal punto di vista del messaggio: una sorta di manuale sintetico della teologia neotestamentaria. Il lettore è condotto per mano a iniziare questa avventura di conoscenza delle lingue originali della Bibbia. Avventura «curiosa», perché la fede è un «prendersi cura» che esige anche un impegno, talora faticoso, di studio e apprendimento. Ma questa gioiosa fatica è propedeutica al dialogo con Dio in Gesù Cristo, sua Parola vivente.