Comunque vada a finire, lavorare stanca, e senza la generosità, l'attenzione, la freschezza delle mie meravigliose cavie, la pigrizia avrebbe preso il sopravvento. A loro, a voi, va tutta la mia riconoscenza e tutto il mio affetto. Vi guardo in questo momento, e so che questo fermo immagine non mi abbandonerà mai. Il mondo non è tutto ciò che accade, ha detto Wittgenstein. Sarà vero? A giudicare da quello che succede nel mondo reale, accadere non basta. Nessuno può pretendere un amore eterno, ma un amore che durasse meno di un secondo difficilmente si potrebbe definire tale. Il mondo è composto prima di tutto di cose che restano, e di effetti che sopravvivono alle loro cause. Non è fatto solo di enti (come ci hanno insegnato troppe volte all'Università), ma anche di operazioni tecniche, di conoscenze scientifiche, di atti di volontà. Il mondo, e il suo variopinto arredamento, è tutto ciò che resta: così dice l'autore, tra confessioni, riflessioni e deduzioni in questo libro nato dalla sua ultima lezione universitaria, e prolegomeno a una nuova metafisica del restare, non dell'essere.
La tesi di questo libro è scomoda: l'estremismo non è soltanto una deviazione o un'eccezione, ma un modo sempre più comune di abitare il presente. Comunicazione, politica, lavoro: anche in ambiti così diversi troviamo l'impulso di eliminare ogni mediazione, ogni misura, ogni limite. Lo stesso esercizio del pensiero oggi si trasforma spesso nel suo opposto e al dubbio si preferiscono dogmi e opinioni che non ammettono repliche. Anche a partire da episodi legati alla vita quotidiana, l'autore risale ad alcuni nodi fondamentali del pensiero occidentale, intrecciando Aristotele e i social media, Kant e l'intelligenza artificiale, Nietzsche e quella "volontà di potenza" che esprime il bisogno di avere ragione a ogni costo. Ne nasce una filosofia del limite: non un invito alla rinuncia, ma la ricerca delle condizioni che rendono ancora possibile il confronto. Un libro per cercare un punto d'incontro tra chi la pensa diversamente, senza confondere il dialogo con la resa.
Ultimo e incompiuto progetto di Aby Warburg, l'Atlante delle immagini Mnemosyne è una delle opere più affascinanti del pensiero novecentesco e costituisce la sintesi delle ricerche che il grande storico della cultura aveva dedicato - attraverso saggi, conferenze e inedite riflessioni - alla tradizione classica e alla relazione tra parola e immagine. Composto da circa 1.200 immagini fra loro diverse per genere e dimensioni, illustra come i valori espressivi fondamentali della rappresentazione della vita in movimento e della gestualità delle passioni siano stati trasmessi dall'Antico, siano poi riemersi nel Rinascimento e perdurino come impronte vive fino alla cultura contemporanea. Questa edizione, introdotta da una disamina della genesi e della struttura di Mnemosyne, propone le fotografie originali scattate nel 1929 e la ricostruzione di tutte le tavole dell'Atlante, accompagnate da un commento chiaro e approfondito, frutto del lavoro dei curatori e del Seminario Mnemosyne: uno strumento prezioso per comprendere un'opera che ancora oggi si presenta come un enigma affascinante e un laboratorio inesauribile di idee.
Dopo la presentazione generale dello scritto inviato da Paolo alla comunità di Roma, così rivoluzionario che - a giudizio dell'autore - il cosiddetto sensus fidelium è spesso sguarnito di fronte a ciò che la teologia di Romani vuole mettere in rilievo, il volume si concentra sull'analisi strutturale, filologica ed esegetica del testo della lettera. La parte finale propone, invece, uno studio sul contesto storico culturale dello scritto paolino.
Tra il 1895 e il 1897, nel clima vivace della Belle Époque, la giovane carmelitana Teresa di Lisieux ricevette dalla priora il compito di fissare per iscritto la sua storia spirituale. Nacque così un testo autobiografico, semplice ma intensissimo, che inizialmente non aveva l'ambizione di diventare un'opera letteraria. Le pagine dei suoi manoscritti, poi confluite nella Storia di un'anima, rivelano però una straordinaria profondità: Teresa racconta in prima persona il suo itinerario di fede, la vita quotidiana nel convento, le piccole difficoltà, le aridità e la fiducia totale in Dio. Il suo stile limpido e disarmante conduce il lettore dentro una spiritualità che trasforma la semplicità in sapienza.
Che cosa ci impedisce di vivere i rapporti che vorremmo? Perché continuiamo a replicare gli schemi che ci fanno soffrire? Come l’amore può essere riparato e trasformato. Qual è il segreto dell’intimità emotiva? Come ricavare da un esame delle nostre prime esperienze gli elementi di cui abbiamo bisogno per vivere rapporti appaganti e duraturi con le persone che abbiamo accanto? Galit Atlas, psicoanalista di fama internazionale, ci invita a esplorare le esistenze private dei suoi pazienti (e la propria), offrendo a queste domande fondamentali risposte capaci di riorientare le nostre vite. Individuati sei archetipi infantili - il bambino spaventato, il bambino malinconico, il bambino che si vergogna, il bambino invisibile, il bambino che si sente in colpa e il bambino prescelto - mostra quali ripercussioni ha sulla vita dell’adulto ciascuna tipologia di ferita infantile. Intrecciando vicende appassionanti e drammatiche, illustra come il bambino interiore piloti la nostra vita amorosa, formando schemi che spesso reiteriamo a nostra insaputa. Sul filo del mistero, rivivrete una vicenda dopo l’altra con il fiato sospeso, mettendo a nudo radici, individuando paralleli ed enucleando intuizioni come nel corso di ciascuna seduta. Per i lettori di Oliver Sacks e Irvin Yalom, il nuovo libro dell’autrice di bestseller internazionali Galit Atlas, che collega il modo in cui amiamo al modo in cui siamo stati amati.
Il sommario del numero 9/26 di Limes, dedicato all'intreccio dei conflitti in corso dalle prospettive delle superpotenze Usa, Cina e Russia.
La filosofia, per Hadot, non nasce come pura speculazione, ma come un’esperienza vissuta che precede e giustifica il discorso filosofico. Hadot aveva già individuato nell’atto della conversione - un capovolgimento radicale della propria vita - la chiave per comprendere la filosofia come un ‘modo di vita’ (modus vivendi). Il volume intende così ripercorrere questi studi fondamentali per mostrare come la riflessione di Hadot sulla conversione abbia anticipato molte delle sue idee più mature.
Un’indagine potente e inedita su uno dei mondi più nascosti della Chiesa cattolica: quello delle suore e delle monache. Attraverso trentanove interviste, l’autore ricostruisce dall’interno la vita quotidiana delle consacrate, dando voce a esperienze spesso taciute, complesse e talvolta dolorose. Ne emerge un quadro sorprendente: accanto alla dimensione spirituale e alla dedizione, si delineano dinamiche di potere, relazioni gerarchiche rigide, tensioni comunitarie e difficoltà sistemiche che segnano profondamente l’esperienza religiosa femminile. Il libro affronta temi cruciali come l’obbedienza, la formazione, i rapporti con il clero, la sessualità, fino agli abusi e alle forme di sofferenza meno visibili. Con uno sguardo sociologico rigoroso, l’autore illumina anche le ragioni della crisi delle vocazioni e il cambiamento del ruolo delle donne nella Chiesa contemporanea. Le storie raccolte, spesso intense e drammatiche, rivelano un universo attraversato da contraddizioni profonde, dove fede, istituzione e identità personale si intrecciano in modi inattesi. Un libro coraggioso e necessario, che rompe il silenzio su una realtà poco conosciuta e invita a riflettere sul rapporto tra religione, potere e condizione femminile oggi.
Nel maggio del 1901, Giovanni Laterza, membro di una famiglia di cartolai, tipografi e librai, fonda a Bari una casa editrice destinata a segnare la cultura italiana del Novecento. Dall'incontro con Benedetto Croce, pochi mesi dopo, scaturisce un sodalizio senza precedenti. Alessandra Tarquini racconta la storia della Laterza come specchio e insieme agente di cambiamento della cultura italiana a partire dalla difficile coesistenza con il fascismo al significativo rinnovamento operato nel dopoguerra da Vito Laterza, fino al confronto sempre più serrato con la cultura europea. Un'opera che intreccia le scelte editoriali con le trasformazioni culturali, sociali, politiche ed economiche del nostro paese.
Che cosa c'entra l'acqua che bolle in un pentolino con la teoria del Big Bang? E gli ingorghi in tangenziale con i sistemi complessi? Per un fisico, c'entrano moltissimo. Perché ogni aspetto della realtà può regalare sorprese, se indagato con lo sguardo della scienza. La fisica moderna è ovunque nel dibattito pubblico ‒dalle tecnologie innovative al riscaldamento globale ‒,tuttavia le sue idee e le sue teorie restano spesso prigioniere di un linguaggio matematico che scoraggia chi non ha una formazione scientifica. Eppure, quelle stesse idee e teorie hanno un'origine profondamente intuitiva: nascono dal modo in cui tutti noi guardiamo il mondo, riconoscendo ordine e disordine, regolarità e irregolarità. È da questo talento naturale ‒che appartiene a ciascuno di noi ‒che Alessandro Silva prende le mosse per accompagnarci quanto più in alto possibile nel castello della fisica moderna, senza mai ricorrere alla matematica. Come davanti a un quadro impressionista: non si distingueranno tutti i dettagli, ma luci e colori restituiranno un insieme capace di cambiare il modo in cui guardiamo le cose. E guardare il mondo con gli occhi di un fisico sarà un'abitudine difficile da perdere.
Quando inizia la storia dell'intelligenza artificiale? Chi sono le persone che ne hanno segnato lo sviluppo? Quali visioni scientifiche e filosofiche si sono scontrate nel corso dei decenni? Tra speranze e chimere, clamorose sviste e colpi di genio, un racconto avvincente che mette in luce i tanti volti umani nascosti dietro alla tecnologia più travolgente della nostra epoca. L'intelligenza artificiale ha fatto irruzione nel nostro quotidiano con una forza dirompente. Nel giro di pochi anni chatbot, software e algoritmi intelligenti ci sono diventati familiari. Ma pochi conoscono la storia e le idee di quanti, nel corso di un secolo, silenziosamente preparavano questa esplosione improvvisa. Fin dalle sue origini, negli anni Quaranta, gli scienziati che hanno dato vita a questa disciplina hanno tentato le strade più diverse per perseguire un obiettivo comune: replicare il funzionamento del cervello umano. Un sogno incredibilmente ambizioso, che ha dato più volte adito ad aspettative smodate, accendendo dibattiti infiniti sul concetto stesso di ‘intelligenza'. Andrea Daniele Signorelli ricostruisce le figure più importanti, gli approcci filosofici, i momenti di svolta e quelli di impasse nell'affannosa impresa di fornire il pensiero alle macchine: dalle intuizioni di Alan Turing alla rivalità tra Marvin Minsky e Frank Rosenblatt, creatore della prima rete neurale; dalla celebre conferenza di Dartmouth al ‘padrino dell'IA' Geoff Hinton; da ELIZA, antenato di ChatGPT, alla rivoluzione della computer vision con Fei-Fei Li. Passando per lo scontro tecnologico tra Stati Uniti, Unione Sovietica e oggi Cina, la disfatta di Garry Kasparov contro DeepBlue, la rottura tra Elon Musk e Sam Altman, le mosse di Google, Anthropic e delle altre Big Tech. È un'avventura, quella dell'IA, nata tra le mura universitarie per conquistare il mondo intero; una storia tormentata, fatta di slanci iperbolici e brusche battute d'arresto. Un passato da cui possiamo ancora imparare molto sul futuro di questa tecnologia.