Una obra práctica y accesible para sacerdotes y laicos que desean profundizar en los principios esenciales del anuncio de la salvación.
Fabio Rosini imparte la asignatura "Biblia y Comunicación de la Fe" en la Pontificia Universidad de la Santa Cruz, en Roma, donde comparte con sus alumnos su experiencia acumulada durante largos años de práctica pastoral.
El contenido de estas clases subyace en este texto, tras refinarlo y convertirlo en una obra útil no solo para sus estudiantes, sino para todos aquellos sacerdotes y laicos interesados en ahondar en los aspectos esenciales del anuncio de la salvación.
Este libro revela las personas que acompañaron al fundador del Opus Dei y la influencia profunda que dejaron en su vida espiritual.
«San Josemaría buscaba algo más que la habitual confesión y dirección espiritual. Necesitaba encontrar alguien de confianza para hablar con claridad del propio carisma.
Asentado esto, tuvo coloquios con otros sacerdotes en los que, sin entrar siempre en lo íntimo y propio de su misión, ni en lo específico del sacramento o de la dirección espiritual, trataba con ellos temas que afectaban a su tarea sacerdotal, pues buscaba aprender de su experiencia y sabiduría».
Este libro tiene por objeto mostrar quiénes fueron las personas que ayudaron al fundador del Opus Dei en su camino espiritual desde los primeros años de su vocación, en Logroño, hasta 1944, y, en la medida de lo posible, conocer la huella que dejaron en su alma.
Constantino Ánchel es doctor en Teología por la Universidad de Navarra e investigador del Centro de Documentación y Estudios Josemaría Escrivá. Es coautor de la edición crítica del libro Santo Rosario, de Josemaría Escrivá, y autor de diversos textos sobre la historia del Opus Dei.
Quién es realmente Job? ¿Es realmente el ejemplo de paciencia que todos mencionan, o un hombre que se atreve a debatir con Dios en medio del sufrimiento? ¿Qué sentido tiene hablar de su “viaje” cuando permanece inmóvil, herido en cuerpo y alma? Sobre todo, ¿quién es ese Dios al que Job interpela sin miedo, hasta el punto de desafiarlo?
A partir de estas preguntas, Giulio Maspero propone una lectura sorprendente y profundamente humana del libro de Job. No ofrece análisis técnicos ni especulaciones exegéticas: invita a entrar en una historia. Un viaje en tres actos —como los grandes relatos de la humanidad— que atraviesa el cuerpo, la psique y el espíritu; la pérdida, la protesta y el encuentro; el desconcierto ante el mal y la revelación de un Dios cuya luz se descubre precisamente en la oscuridad.
El autor entrelaza con delicadeza su propia experiencia personal —el sufrimiento y la fe vivida en personas queridas— con la tradición de los Padres de la Iglesia, para mostrar que Job no es solo un personaje del pasado: es cada hombre, en cada tiempo.
Leer este libro nos obliga a pasar de la tercera persona a la primera, a repensar nuestra imagen de Dios y nuestra comprensión del dolor, abiertos a la posibilidad de una relación que transforma.
En esta sexta edición, El espíritu de la liturgia confirma su lugar como una obra de referencia imprescindible para comprender en profundidad la renovación litúrgica impulsada por el Concilio Vaticano II. Escrita por Joseph Ratzinger cuando era prefecto de la Congregación para la Doctrina de la Fe, esta obra —publicada por primera vez en castellano en 2001— sigue mostrando una extraordinaria vigencia.
Frente a una comprensión reducida de la reforma litúrgica como mero cambio exterior, Ratzinger conduce al lector al núcleo espiritual y teológico de la liturgia, mostrando que su verdadero sentido no es la adaptación a una época, sino la revelación del mismo espíritu que anima a la Iglesia. La liturgia aparece así como un don recibido, arraigado en la fe bíblica y en la historia de la salvación, un modo concreto en el que Dios enseña a su pueblo a vivir la gratitud y la adoración.
Como subraya en su prólogo Mons. Romero Pose, Ratzinger invita a volver a las raíces auténticas del movimiento litúrgico, allí donde la experiencia religiosa es acogida y purificada, no sustituida.
Un libro clave para quienes desean comprender no solo qué ha cambiado en la liturgia, sino por qué y desde dónde la Iglesia celebra su fe.
In un mondo dilaniato dalle guerre, il primo appello di Leone XIV è chiaro e diretto: fermare le armi e scegliere la via della pace. Una pace vera e duratura, fondata sul rispetto del diritto, sulla giustizia e sulla fraternità tra i popoli, perché solo così è possibile costruire una convivenza serena e armoniosa. Questa riflessione si innesta in un magistero fondato sulla concretezza della vita e della testimonianza cristiana, che pone al centro tre parole fondamentali: fede, amore e unità. Sono queste le basi per «camminare insieme» come Chiesa, superando le divisioni e costruendo ponti: tra Oriente e Occidente, tra le diverse confessioni cristiane, tra religioni, culture e continenti. Un cammino che coinvolge sia i luoghi centrali che le periferie del mondo, dall'America all'Asia fino all'Africa. Questo impegno missionario, saldamente radicato in Cristo, nell'annuncio del suo Vangelo e nella comunione della Chiesa, è da sempre alla base dei pensieri e dell'azione di Leone XIV. A un anno dalla sua elezione a Pontefice, questo volume raccoglie in un'organica sintesi i suoi scritti più significativi, offrendo al lettore una guida chiara per conoscere il suo messaggio. Un messaggio che, pur restando in continuità con Papa Francesco, ha una sensibilità nuova, capace di parlare al presente e di tracciare una rotta per gli anni a venire.
Estate 1949: «Una piccola baita di montagna ci ospitò nella povertà. Eravamo sole: sole fra noi col nostro grande Ideale vissuto momento per momento… E lì iniziò un periodo di grazie particolari. Avemmo l’impressione che il Signore aprisse agli occhi dell’anima il Regno di Dio, che era fra noi» (Lubich, 1968). Paradiso ’49 espone questo "periodo" vissuto da Chiara Lubich negli anni 1949-1951, e da lei via via condiviso con altri. Esso raccoglie una serie di suoi scritti risalenti a quegli anni, corredati da un ricco apparato di note redatte in tempi successivi dalla stessa Lubich, che esplicitano "quella esperienza" - profondamente innestata nella vita del Vangelo e nella millenaria Tradizione della Chiesa - e ne consentono un approfondimento. Sono pagine dalle molteplici valenze espressive che, pur nella varietà di generi letterari presenti, risultano tutte soffuse da quella "Luce" tipica che caratterizza il linguaggio mistico: essa interpella nell’intimo quanti vi si accostano. Il volume è corredato da due introduzioni, un glossario, diversi indici che offrono a studiosi e lettori un’ampia possibilità di approccio a varie e coinvolgenti tematiche.
A trent’anni dalla nascita di Popotus, l’inserto di «Avvenire» che dal 1996 racconta l’attualità ai più piccoli, questo volume torna ai diritti dei bambini per metterli alla prova. Alcuni dei principi della Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza vengono riletti da voci autorevoli che parlano dai luoghi in cui i diritti si giocano davvero, dentro un mondo segnato da crisi ambientali, trasformazioni digitali e nuove forme di disuguaglianza. Ma, accanto ai diritti riconosciuti, emergono quelli che ancora non hanno nome ma già contano: il diritto a fare domande, a non capire subito, a cambiare idea... Diritti che riguardano il tempo della crescita e la libertà del pensiero - e quindi tutti. Perché i diritti non sono acquisiti per sempre: esistono solo se vengono conosciuti, compresi, esercitati. E difesi.
Quest’opera si offre al lettore come un affresco denso e minuzioso del pensiero giuridico nell’aurora dell’età moderna: ne indaga le radici più profonde, ma al contempo ne scruta gli orizzonti futuri. Rafael Ramis-Barceló ci guida in questo viaggio intellettuale con mano sicura, attraverso un’analisi rigorosa che attinge al metodo fecondo della storia concettuale. Le conclusioni cui l’autore perviene, tutt’altro che prevedibili, sovvertono consolidate certezze storiografiche: la nascita della nozione di "filosofia del diritto" viene infatti retrodatata di circa due secoli. Una genesi, questa, che non germoglia in isolamento, ma si intreccia inestricabilmente con le dispute sull’insegnamento universitario della giurisprudenza, nelle accademie europee, e con l’anelito mai sopito dei giuristi di volgere il pensiero giuridico verso una sempre più compiuta autonomia dalla teologia e dalla stessa filosofia.
Gerard O’Connell ed Elisabetta Piqué, tra i più autorevoli vaticanisti e amici personali di papa Francesco, raccontano in forma di diario i giorni che seguono la morte del Pontefice e conducono al conclave del 2025. Con un ritmo avvincente e un’enorme ricchezza di dettagli, gli autori ricostruiscono l’impatto globale della scomparsa di Francesco, le congregazioni generali, le manovre interne e il clima di attesa che precedette l’elezione di Leone XIV, il primo papa "dei due mondi". Un libro unico per le fonti a cui ha avuto accesso e per lo sguardo che getta sulle dinamiche reali del Vaticano. Una lettura appassionante per chi si interessa di storia della Chiesa o ha seguito con passione il pontificato di Francesco.
La Chiesa cattolica ha dei nemici? Può diventare l’oggetto di una guerra ibrida, fatta di deepfake, disinformazione algoritmica, cyberattacchi? Sicuramente sì. Come è chiaro a qualunque osservatore senza pregiudizi i nemici sono sia interni che soprattutto esterni e la prospettiva di una guerra ibrida è di assoluta attualità. E del resto non è forse già cominciata al tempo di Vatileaks? A dispetto delle sue disavventure, la Chiesa gode di una grande autorità morale e di fatto rappresenta oggi l’unico vero contropotere rispetto alle élite che governano il mondo. "Vaticano Zero Day" analizza in modo puntuale e rigoroso le minacce che pesano su di essa nell’era digitale, intrecciando geopolitica, terrorismo e trasformazione tecnologica.
Le divisioni che lacerano oggi Gerusalemme non sono inevitabili né antiche, ma il risultato di precise scelte amministrative e ideologiche maturate in anni cruciali. Fra il 1914 e il 1920 la città era sospesa tra la fine dell’Impero ottomano e l’ascesa del dominio britannico. Un periodo quasi dimenticato dalla storiografia, ma che segna la genesi della moderna questione palestinese. La Prima guerra mondiale travolse la città con fame, coscrizione e disgregazione sociale, e l’arrivo dei britannici nel 1917 non portò una liberazione ma una nuova forma di dominio coloniale. Con l’attuazione della Dichiarazione Balfour e l’istituzione del Mandato britannico si gettarono le basi del conflitto israelo-palestinese, trasformando Gerusalemme da città multietnica in teatro di rivendicazioni nazionali concorrenti. Attraverso gli occhi di chi l’abitava - commercianti, funzionari ottomani, religiosi, intellettuali - recuperando voci finora sepolte negli archivi, si compone pagina dopo pagina la storia di una città viva, non ridotta a semplice scenario di battaglie diplomatiche tra potenze straniere.