Cos'è la vita che Dio ci dona e come possiamo viverla in pienezza? Con un linguaggio accessibile, Semeraro offre una risposta a questa domanda interrogando il libro della Genesi in cui si racconta la creazione dell'uomo e la scoperta del "fuoco- necessario alla trasformazione della creazione in autentica relazione. Questo fuoco è, indubbiamente, la scoperta della libertà. Il dono della vita e quello della libertà sono il grande giogo che ci è imposto per camminare dignitosamente verso la felicità come superamento di ogni disarmonia e ristabilimento della vera pace. Un libro che aiuterà i lettori ad assumere la vita in tutti i suoi risvolti, senza timore ma anzi con il coraggio e la gioia di lasciarla trasformare dalla Parola.
Un padre e il suo giovane figlio in cammino, una giornata di montagna che sembra la più bella, e poi — in un attimo — tutto cambia. Francesc Torralba racconta l’ultimo giorno di vita di Oriol con sobrietà e onestà: descrive i passi sull’irto sentiero, lo sgomento e il silenzio che cala quando la tragedia sopraggiunge. Senza enfasi né retorica, la narrazione si snoda tra il resoconto intimo di quel giorno e i pensieri raccolti, in seguito, nel silenzio, lasciando emergere il senso di un vuoto profondo e privo di parole. È l’esperienza di chi ha dovuto affrontare un dolore incommensurabile, ma sceglie di parlarne con uno sguardo calmo e amorevole. Questo libro non è solo il racconto di un lutto, ma anche un’esplorazione filosofica che, attingendo alla profondità del pensiero di Søren Kierkegaard, cerca di dare un senso a ciò che sembra assurdo. L’autore condivide le lezioni apprese, dalla necessità di "ammettere" il dolore senza la presunzione di "superarlo", alla consapevolezza che, nonostante la perdita, è possibile ritrovare una nuova, imperfetta felicità. Ne risulta il racconto di un cammino di guarigione che non nega il male ricevuto, ma lo trasforma in testimonianza d’amore. Tramite l’esperienza personale si rompe il tabù della morte: chi si trova nella tempesta del lutto incontrerà in queste pagine un’umanità sincera e parole autentiche, in cui riconoscersi e sperare.
Due domande fondamentali percorrono tutta la Bibbia: "Chi è il Signore, come e dove lo incontro?" e "Chi è l'uomo?". L'esperienza spirituale biblica tocca contemporaneamente Dio e l'uomo. È teologica e antropologica insieme. In queste pagine l'autore si preoccupa di descrivere, in primo luogo, l'esperienza spirituale dell'Antico Testamento, così come si è configurata nelle diverse tradizioni storiche, profetiche e sapienziali, mostrando l'incidenza degli eventi vissuti dal popolo sulla spiritualità biblica. Segue la riflessione sul Nuovo Testamento, dove viene illustrato il percorso che dalla rivelazione di Gesù conduce alle diverse comunità cristiane. In un contesto variegato (giudaico, giudaico-pagano o ellenico, di persecuzione o di emarginazione) la ricchezza della Parola emerge con tutta la sua capacità di interpellare l'uomo nel suo "qui" e "ora".
In questo libro padre Stefano Nava, Frate Minore con vasta esperienza nel campo dell’evangelizzazione, esplora in profondità le sfide e le crisi della Chiesa contemporanea, nella dimensione pastorale e spirituale. Attraverso un linguaggio diretto e appassionato padre Nava offre una riflessione dirompente e profetica sullo stato attuale della pastorale e punta a un rilancio dell’azione evangelizzatrice proponendo delle vie concrete. Nato dall’esperienza vissuta dall’autore nelle Missioni al popolo e in altre forme di annuncio, il libro è un vero e proprio "manifesto missionario" per i tempi attuali. Con stile diretto, colloquiale, accessibile ma profondo, l’autore alterna testimonianze personali a citazioni evangeliche e magisteriali (con ampio riferimento a papa Francesco). Contiene strumenti concreti per la formazione e la verifica dell’azione pastorale.
Il cuore umano è un mistero profondo, capace di slanci d’amore sublimi e, al contempo, incline all’esitazione del dubbio. Tale dualità è il fulcro dell’esplorazione condotta in queste pagine: in una narrazione di profonda risonanza spirituale, Massimo Tellan trascende la mera rievocazione storica dell’evento pasquale per off rire una riflessione sulla libertà, essenziale per l’amore stesso, e sulla natura della scelta cristiana dinanzi al dilemma della Croce. Con i loro drammi che li pongono in bilico fra accettazione, tradimento, indifferenza e compassione, i personaggi che si affacciano sulla Via Crucis diventano specchi delle risposte umane di fronte al divino: interpellando direttamente il lettore, annullano la distanza temporale e lo rendono partecipante attivo al dramma della Passione. Il potere trasformativo della compassione e la costante, seppur discreta, azione dello Spirito Santo emergono come pilastri di un messaggio di speranza in grado di trascendere la disperazione e la morte. La ricchezza delle prospettive e la profondità delle riflessioni rendono questo volume uno strumento prezioso per chiunque desideri esplorare nella contemporaneità il significato della fede e il potere trasformativo delle proprie decisioni quotidiane, riconoscendo la propria posizione nel dilemma davanti alla Croce, non come spettatore di un evento passato, ma come protagonista di una scelta continua che definisce la propria esistenza.
Nel novembre del 1976, presso l’Abbazia trappista di Nostra Signora del Getsemani nel Kentucky, John Main OSB tenne una serie di conversazioni sulla preghiera che segnarono l’inizio del suo insegnamento pubblico sulla meditazione cristiana. Questi testi, semplici e profondi, proponevano un ritorno alla tradizione contemplativa dei Padri del Deserto, mostrando come la preghiera del cuore possa divenire esperienza viva della presenza di Cristo. Arricchite dalla Prefazione di dom Luca Fallica OSB, abate di Montecassino, e da una Introduzione di Laurence Freeman OSB, attuale guida spirituale della CMMC, che contestualizza il tutto, queste pagine, finora inedite in Italia, oltre a presentare al lettore il nucleo dell’intuizione del fondatore della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana, si rivelano quale guida attualissima ed essenziale per riscoprire la dimensione silenziosa e contemplativa della fede, nel ritmo quotidiano della vita monastica e laicale.
Quante volte nella fatica di ogni giorno ci siamo ritrovati a sognare una vita diversa, con meno pesi da portare o, come spesso diciamo, con meno pensieri? Il presente libro nasce proprio da questa esigenza interiore e propone un percorso di riflessione che vuole aiutare a comprendere l’importanza della leggerezza per affrontare la vita con uno spirito nuovo. La leggerezza di cui si parla in questo testo però non è superficialità, menefreghismo o mediocrità, ma l’acquisizione di uno sguardo nuovo su se stessi, sugli altri e su Dio. È l’antidoto alla frenesia della quotidianità e al peso delle preoccupazioni, perché insegna a dare il giusto valore alle parole, agli sguardi, ai gesti, a distinguere il superfluo dall’essenziale, ad abitare fecondamente gli spazi, il tempo, a curare le relazioni e a custodire l’interiorità. La leggerezza dà respiro alla vita e nel buio della notte accende la speranza di un nuovo giorno. Si tratta allora, come ben dimostra questo prezioso volumetto, di cercare di inventare la propria leggerezza per dare il giusto peso alla vita.
Che cosa ha ancora da dire il Vangelo alle donne e agli uomini del nostro tempo? Che senso ha annunciarlo in un mondo così squilibrato, nel quale i tanti Sud del mondo vivono un tempo di oppressione e un senso di ingiustizia inediti? A questi interrogativi risponde l’arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, in un libro fatto di discorsi intensi, profondi, appassionati. Un libro che nasce a Palermo ma che è per tutti, che ha cioè una implicita pretesa universale, perché propone uno "sguardo dal basso" (Bonhoeffer) sulla storia, sulla società, sulla vita. Il Sud dell’Italia è infatti metafora di ogni Sud, di ogni luogo lontano dal centro, a partire dal quale si guarda alla realtà in modo diverso. Un libro capace di esprimere un modo di vedere e di sentire la condizione sociale ed esistenziale del nostro tempo secondo la logica del Vangelo.
Un invito a ricercare la luce nascosta nelle parole, liberandole dalle incrostazioni del loro uso quotidiano, per permettere a questa di continuare a illuminare qualche angolo buio della nostra esistenza. Don Nunzio Galantino porta avanti questa pratica da anni nella rubrica Abitare le parole nel tentativo ininterrotto di spiegare, o almeno lambire, il mistero che siamo. Come scrive Antonio Autiero nella prefazione: "L’autore contribuisce a restituire alle diverse parole il senso talvolta perduto o a lasciarci immaginare in esse quello che ancora non ci era noto. Lo fa con enorme sobrietà, esercitando la gentilezza del pensare ma anche con incisiva robustezza di impianto concettuale e di riferimento erudito a tradizioni letterarie, filosofiche, teologiche e bibliche. Ne esce un quadro che incoraggia alla vita buona, rendendoci più inclini alla riflessione e alimentando in noi il desiderio di una migliore umanità".
Questa è la storia vera di Maria Domenica, madre di nove figli, che ha scelto di affidare ogni passo della sua vita alla Provvidenza. Attraverso racconti semplici e profondi, l’autrice narra l’amore per il marito, la gioia della maternità, le prove della malattia e le luci della fede. Un’autobiografia che diventa testimonianza di speranza, dove ogni evento si trasforma in preghiera, e ogni pagina è attraversata dalla certezza che Dio è sempre presente, anche nei momenti più bui.
Un volumetto agile, da sfogliare nei momenti di pausa o difficili della vita per trovarvi consolazione, luce o forza, come fosse un commento per te, postato dal Cielo e recante la firma di don Oreste Benzi, il prete di tutti. Una serie di aforismi e di aneddoti su genitori e figli, giovani e anziani, donne e bambini, Dio e demonio, preti e Chiesa. Inoltre, per ogni situazione: amore e dolore, lavoro e fallimento, odio e amicizia, economia e società, guerra e pace, preghiera e peccato, solo per citare alcuni temi. Riportati in ordine sparso, come si presenta la vita, si possono ritrovare anche per argomento, grazie a un buon indice tematico.
Don Tonino ha inteso e vissuto la sua azione pastorale, prima da sacerdote e poi da vescovo, come un amore folle per Dio e per l’uomo. Pati divina e pati humana è uno dei suoi più significativi aforismi, una folgorante espressione che sprigiona una grande forza interiore e un dinamismo spirituale inesauribile. Può essere inteso come il filo conduttore della sua esistenza; una sorta di energia spirituale che lo ha accompagnato in tutta la sua vita e nell’esercizio del mistero ordinato, quasi la sintesi spirituale della sua esperienza umana, cristiana e ministeriale. Il desiderio di vivere per Dio e per l’uomo è stato il centro e la radice del suo ministero sacerdotale ed episcopale. Vivere vuol dire patire le cose divine e, insieme, com-patire con Dio e come Dio. È appassionarsi e soffrire le cose di Dio e, con lo stesso ardore, commuoversi e prendere parte alle vicende dell’uomo.