Sia lo Zen sia l'arte della spada vantavano già tradizioni plurisecolari in Giappone, ma fu Takuan Soho a sancire la loro unione, tanto da influenzare in modo decisivo gli scritti dei maestri di spada suoi contemporanei e i praticanti dei secoli a venire. Takuan Soho ci ha lasciato svariate opere, fra cui i tre saggi che presentiamo qui: Fudochishinmyoroku, ovvero "La testimonianza segreta della saggezza immutabile", Reiroshu, "Il limpido tintinnio delle gemme", e Taiaki, "Il trattato della spada Taia". Il cuore dell'insegnamento di Takuan consiste nel rimuovere ogni genere di attaccamento, per conseguire l'illuminazione e lo stato di non mente. Per chi vi riesca, spada e corpo si muoveranno all'unisono, spontaneamente, esprimendo insieme la tecnica e lo spirito dell'arte. A un livello più profondo, lo scopo della non mente è quello di realizzare in ogni azione il Vuoto, la realtà suprema dello Zen. Perché un libro di un maestro zen sulla Via della spada, nel tempo, difficile, che stiamo vivendo? Perché coniugando Zen e Bushido, la Via dei samurai, il suo insegnamento ci invita a vivere lo splendore dell'esistenza e a essere padroni di noi stessi, a essere coraggiosi, a non cedere mai.
Con La dimensione del quotidiano Carlos Mesters ci propone una moderna chiave di lettura dei Salmi del pellegrino. I quindici salmi, che scandivano la salita dei pellegrini al Tempio di Gerusalemme, costituiscono un’affascinante testimonianza di come, a quel tempo, il popolo pregasse facendo riferimento agli aspetti concreti della vita quotidiana.
I commenti che integrano ciascun salmo ci invitano a una riflessione personale attraverso un parallelismo tra la nostra condizione attuale e quella di allora, aiutandoci a riconoscere e pregare la dimensione divina dell’umano.
L'autore propone una riflessione spirituale sulla misericordia divina, esplorando il percorso che va dalla colpa al perdono. Sottolinea il ruolo della Vergine Maria e l'importanza di perdonare in ambito familiare. Concludono il libro due appendici: la prima riproduce passi sulla Divina Misericordia di santa Faustina Kowalska e la seconda, passi di santa Teresa di Lisieux.
Non ci sono perdenti per Cristo. Non ci sono perdenti per la chiesa, che è il corpo di Cristo. Ci sono solo persone nel bisogno. Che vivono situazioni difficili. Esperienze talora tragiche. Malattie nel corpo o nell'anima. E che credano, spesso senza voce, in modo soffocato e nascosto. Affinchè nessuno senta. Ma c'è Uno che sente e ascolta. C'è Uno che se invocato è pronto a dire: "Non temere!". E non solo a dire, è pronto a dare. A dare la sua mano. La sua grazia. Perché il ristoro è li, per far vivere. Perché colui che è sceso nel' Ade per trarne fuori Adamo è li, per trarre fuori anche tutta la stirpe di Adamo. Tutti i perdenti. E cioè tutti noi.
Una guarigione miracolosa è la scintilla per un cammino fatto di dubbi e ricerca. E anche per un’idea assurda: usare una misteriosa macchina del tempo nascosta in un bunker per tornare nella Palestina di duemila anni fa, incontrare Gesù e affrontare le guardie del Sinedrio venute ad arrestarlo. Una storia avvincente, tra colpi di scena e sofferenza, tra scienza e fede, tra fantasia e realtà. Fino alla fatidica notte nel Getsemani, quando il protagonista del romanzo intuisce che per conoscere l’immenso mistero d’amore della Redenzione non bisogna giudicare l’uomo dal punto di vista dell’uomo. Ma dal punto di vista di Dio. Un libro di narrativa religiosa che conferma le ottime prove dell’autore in questo genere letterario già ottenute con “Io sono fango” e “La mamma di Calcutta”.
Un classico della spiritualità sui Sacramenti. Cabasilas, mistico ortodosso vissuto all'inizio del XIV secolo, traccia un percorso che, dalla celebrazione dei sacramenti e dalla comprensione dei "misteri" in essi insiti, conduce a una trasformazione radicale dell'esistenza. I sacramenti dell'iniziazione, infatti, per Cabasilas sono l'unica maniera cristiana con cui si è posti di fronte al dono della Grazia di Dio; a partire da questo dono (e non senza di esso, nella sua triplice forma di battesimo, eucarestia e crismazione/miron), si ha l'occasione di sviluppare la "memoria" di Cristo in noi, di "vivere in Cristo". Il sacramento inizia a una vita interiore, spirituale nuova: è il vero elemento di rinnovamento dell'esistenza, ciò che introduce nel mistero principale della vita divina, che è quell'Amore di cui, in fondo, siamo tutti - consapevoli o meno - alla ricerca.
"Questo è un libro di incontri. Don Giuseppe ti prende per mano e ti conduce a conoscere, a riconoscere, persone. Mai come in questo caso è opportuna la parola "persona": gli ultimi, i piccoli, gli abbandonati, gli esclusi. Il tipo di umanità che il Vangelo ci ha insegnato a guardare con gli occhi del cuore e a frequentare con l'assillo del fare. È incredibile quante di queste persone compaiono, irrompono, negli scritti qui raccolti. Me lo immagino Giuseppe che cammina per le strade e guarda, si ferma, torna sui suoi passi, perché ha scorto una sofferenza, un disagio, una solitudine, o anche solo una particolarità, un modo d'essere diverso e si apre, parla, fa parlare, guarda dentro, per capire. Non è l'aiuto la prima cosa che dà, quello viene dopo. Prima di tutto, si mette a quel livello, non scende, sale verso quelle persone. Diventa, lui stesso, quella persona lì. E c'è uno scambio alla pari. I due che si incontrano si riconoscono, come se si fossero già conosciuti." (Mario Tronti)
"Buongiorno!". È il saluto che abitualmente ci scambiamo al mattino e che per ciascuno si traduce in modo diverso: per un banchiere sarà buona la giornata se gli ha procurato molto denaro, per un giovane spensierato se si sarà divertito, per una madre se i figli sono stati bravi, per... E per un cristiano, che vive sul fondamento della fede in Cristo Gesù? Cosa gli propone Dio? Quale meta lo invita a raggiungere? Ecco, per lui sono state scritte queste pagine, con le quali si propongono alcune linee guida della sua giornata, del modo di renderla fruttuosa, solida come la casa di «un uomo saggio che ha costruito sulla roccia» (Mt 7, 24).
La guerra e il terrorismo sono una presenza quotidiana nelle notizie da tutto il mondo; ne siamo talmente avvolti da aver quasi eliminato dall'orizzonte del dibattito pubblico ogni possibile discorso sulla pace. Confrontandosi con la straordinaria risposta del popolo danese contro i nazisti, con il pericolo di una devastante guerra nucleare, con la brutalità del razzismo, Thomas Merton ci mostra concretamente la necessità di un mondo di pace, difficile da costruire ma possibile. E ci fa scoprire la potenza di una fede in grado di unire anziché dividere i popoli, e di infondere speranza in un futuro migliore.
La Bibbia è un libro plurale, un mondo con più punti di accesso. È un libro ospitale, che entra in dialogo con le domande di chi legge. Questo testo ripercorre le scritture a partire dalla dimensione antropologica (e teologica) del cammino. La fede biblica, infatti, è cammino. Ma noi, oggi, viviamo in un contesto depressivo, che taglia le gambe e scoraggia il cammino: abbiamo smarrito la via. Il testo non insegue quei brani in cui compaiono i termini appartenenti all'area semantica del camminare. Segue, invece, l'intero filo del racconto biblico, interrogandolo su quanto possa contribuire a dare forma a una sapienza della fede come cammino. E scoprendo che la narrazione biblica ci consegna parole in cammino, in grado di riaprire i sentieri interrotti, di rialzare le gambe vacillanti.
Il testo nasce come sussidio per accompagnare gli adolescenti e i giovani a entrare, quotidianamente, in contatto con il Vangelo, pregandolo, meditandolo, confrontando con le sue pagine la propria vita attraverso alcune domande. I quattro Vangeli vengono riproposti, ognuno, in trentuno step, uno per ogni giorno del mese; così che ciclicamente i giovani possano rileggerli integralmente durante tutto l'anno. La proposta, elaborata sullo stile della Lectio divina da un teologo, una catechista, un seminarista e alcune monache, è preceduta da un'invocazione allo Spirito. Inoltre ogni brano è accompagnato da un commento, una serie di domande per scendere in profondità ed elaborare una risposta di vita, una preghiera conclusiva.
I testi di Etty Hillesum ancora oggi sono in grado di generare uno stupendo vortice di echi e interpretazioni: un piccolo ciottolo di pietra lanciato in mezzo a un lago i cui movimenti ' regolari e concentrici ' continuano a viaggiare fino a toccare e interpellare le sponde dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Le pagine di questa antologia tratta dalle Lettere e dal celebre Diario, articolata a mo' di 'alfabeto' o di 'abbecedario dell'anima', ci offrono ' autore e lettore insieme ' una piccola passeggiata, quasi mano nella mano con una donna che, attraverso le sue parole vergate su piccoli quaderni dalle «righine blu», è diventata amica di molti. Bellezza, desiderio, Dio, erotismo, felicità, irrequietezza, nostalgia, odio, paura, perdono, tenerezza sono alcuni dei temi che accompagneranno il lettore in questo cammino, dedicato a tutti coloro che cercano di imparare dal proprio dolore senza chiudere gli occhi sulla sofferenza dei propri fratelli e sorelle in umanità.