Via Crucis semplice e lineare, che richiama i presenti a una partecipazione attiva nel dialogo. Per comunità parrocchiali e gruppi di ragazzi.
Il mondo dell'arte contemporanea romano è sconvolto dall'inquietante morte di una sua controversa protagonista. L'ambiente, si sa, è popolato da soggetti celebri e imprevedibili, pane per i denti di Manrico Spinori, abituato a risolvere situazioni intricate. Tra personaggi eccentrici, critici vanesi e collezionisti capricciosi, l'imperturbabile Pm melomane dovrà far luce su un mistero che sfida tanto la sua razionalità quanto il suo gusto estetico. Verena Rex, provocatoria artista esperta in scarificazione, viene rinvenuta senza vita nel capannone dove filmava le sue performance. Causa del decesso: un taglio alla giugulare. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente; computer e cellulare della vittima sono spariti. È stato un incidente o Verena ha inscenato un suicidio «artistico»? Mentre sul mercato le quotazioni delle sue opere salgono vertiginosamente, un secondo delitto complica la vicenda. Ma, per fortuna, ad aiutare Manrico Spinori nelle indagini c'è una formidabile squadra: formata solo da donne. Il contino avvertiva, in quella storia, una nota falsa, una dissonanza vaga che non era ancora riuscito a individuare. E quanto all'orizzonte musicale, silenzio assoluto. In piú di un'occasione l'opera era venuta in suo soccorso, suggerendogli una soluzione che, per quanto improbabile, si era poi rivelata quella giusta. Ma stavolta...
Una ricetta «sbagliata» scatena il pandemonio in un prestigioso ristorante romano. Solo che dalla farsa si cade presto nella tragedia, e nell'aria si spande odore di delitto. Per le indagini serve uno come il Pm melomane Manrico Spinori, che alla competenza unisce, in giusta dose, l'atavica disposizione a non lasciarsi intimidire. La notizia è clamorosa: i selezionati clienti del Controcorrente, pluristellato locale capitolino, sono rimasti vittime di un'intossicazione. Nulla di cosí grave, in fondo, non fosse che uno di loro, un colonnello dell'esercito, dopo quarantott'ore muore. Dagli accertamenti risulta che i piatti incriminati contenevano tutti psilocibina, una sostanza presente in alcuni funghi allucinogeni. Ma la psilocibina non è letale, dev'essere un altro l'ingrediente che ha ucciso il militare. Il caso, di cui si interessano pure i Servizi segreti, si complica ancora di piú quando i morti diventano due. Costretto a interrompere le vacanze per occuparsene, Manrico Spinori arriverà alla soluzione del mistero con l'aiuto della sua squadra - composta unicamente da donne - districandosi con abilità tra false piste e ingerenze sospette. E avviando una collaborazione speciale con una spia molto abile e molto avvenente.
A quattordici anni dalla morte del Servo di Dio don Silvio Galli, il volume raccoglie una prima serie di testi trascritti da registrazioni, per una nuova rilettura che punta a incidere le sue preziose parole nell'anima di coloro che ne faranno tesoro. I testi sono raggruppati intorno ad unità tematiche, che sviluppano contenuti cari al ministero della Parola e della predicazione di don Silvio.
Che cosa significa restare umani nell'epoca dell'intelligenza artificiale? Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale, affronta questa domanda decisiva intrecciando Dottrina sociale della Chiesa, discernimento etico e analisi delle trasformazioni digitali. Senza demonizzare la tecnica, il testo ne mette in luce promesse e ambiguità, richiamando al primato della persona, della relazione e del bene comune. Un contributo autorevole per comprendere e governare l'innovazione senza smarrire ciò che rende l'uomo davvero umano.
La prima enciclica di papa Leone XIV fin dal titolo - Magnifica humanitas - fa emergere la centralità della persona e dell'umanità, nel senso più pieno. E diviene fin dalle prime pagine un appello alla responsabilità personale, ecclesiale e sociale. Nel tempo che vede le nuove tecnologie intelligenti e generative diventare sempre più pervasive e influenzare i processi decisionali, l'immaginario collettivo, i sistemi di governo e le coscienze, c'è una scelta decisiva da compiere: «innalziamo una nuova torre di Babele o edifichiamo la città dove Dio e l'umanità abitano insieme»? Magnifica humanitas vede la luce nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, ma oggi non è più sufficiente ripetere i suoi insegnamenti, dice il Papa; è necessario interpretare e comprendere i progressi e le sfide del nostro tempo, e agire. Il Magistero del Papa ancora una volta sembra ribadire la centralità dell'umanità nella sua autenticità e singolarità e il dovere evangelico e morale della custodia.
La solitudine di Israele è il quinto numero di Limes del 2026, in edicola e in libreria dal 6 giugno. Il volume esamina la difficilissima condizione in cui versa oggi lo Stato ebraico. Un paese nato per unire gli ebrei e che oggi sondaggi alla mano li divide, ponendo in forse il futuro del progetto sionista. Un paese che si volle "Luce delle nazioni" (Ben-Gurion) e che oggi vive si vede sempre più isolato dal forte dissenso suscitato persino nei suoi più stretti alleati (Stati Uniti e Germania in testa) dalla guerra totale e su più fronti, scatenata dopo il massacro del 7 ottobre 2023. Uno Stato che si propone di salvare gli ebrei dalle persecuzioni, ma che ora rischia paradossalmente di metterli ancor più in pericolo con la ricerca di una "sicurezza totale" mediante la guerra permanente. E che così facendo trascina nella mischia un'America in confusione, ma anche indirettamente i paesi - Russia e Cina - che a vario titolo aiutano l'Iran a non soccombere. Oltre agli Stati arabi, orfani di una garanzia statunitense rivelatasi molto meno solida del previsto. Le tre parti del volume approfondiscono le principali dimensioni della questione, con abbondanza di voci israeliane filo- e anti-Netanyahu. La prima, Israele vuole diventare grande, dà conto del disegno strategico del "Grande Israele" perseguito anche e soprattutto in accordo con la destra ultraortodossa, che oggi sostiene l'esecutivo. Se ne illustrano motivazioni ideologiche e logica strategica, ma anche le aspre critiche che suscita dentro lo stesso Israele sotto il profilo morale e materiale. Particolare attenzione è dedicata ai fronti "attigui": Gaza, Libano, Cisgiordania e Siria. La seconda parte, I dolori di Sion, analizza con otto articoli le conseguenze materiali, psicologiche e sociali dello stato di mobilitazione permanente che da ormai tre anni logora un paese territorialmente e demograficamente esiguo, inadatto a guerre di lunga durata che infatti ha sempre, attentamente rifuggito. L'esagono contro la Turchia - questo il titolo della terza parte - approfondisce infine il disegno di alleanze regionali del governo Netanyahu in funzione anche e soprattutto antiturca, stanti le rinnovate, crescenti frizioni tra Ankara e Israele. Buona lettura.
È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l'aria è mite, l'alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell'Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all'ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell'attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com'è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In "Domenica", una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.
La lettera enciclica Magnifica Humanitas è un monito all'umanità sul «pericolo di smarrire il proprio volto». La magnifica umanità la si ritrova in Gesù Cristo, nel quale il mistero dell'uomo «trova vera luce». L'enciclica si riconnette idealmente alla Rerum novarum di Leone XIII di cui si celebra quest'anno il 135° anniversario, e ripercorre quelli che sono, oggi, i problemi più urgenti della convivenza umana a livello globale. Dopo alcune riflessioni sul magistero sociale della Chiesa e sui beni non negoziabili che la Chiesa è chiamata a difendere, l'Enciclica affronta le sfide poste dall'uso dell'intelligenza artificiale, osservata nell'ambito più ampio del «paradigma tecnocratico», che vede i nostri limiti come un difetto da eliminare, mentre essi fanno parte integrante della nostra natura. La proposta cristiana è il compimento dell'umano, «non deriva da una divinizzazione tecnologica, ma da quella operata dalla grazia di Dio ricevuta in Cristo». Il lavoro della Chiesa e dei cristiani sarà dunque «custodire l'umano nella trasformazione». L'Enciclica conclude il discorso ponendo in primo piano l'importanza di una civiltà dell'amore che ha risonanze sia sociali sia personali, una civiltà nella quale «tutti possiamo fare la nostra parte». Guida alla lettura di Antonio Spadaro, S.I. (sottosegretario del Dicastero per la cultura e l'educazione).
Oltre i confini delle terre note, a est, c’erano le terre ignote - buio, orchi, ferro, fuoco, dolore - divise da secoli di guerre, odio e desiderio di vendetta. Il Capitano dei Mercenari, il re bastardo degli uomini dal nome potente e magico, Rankstrail, che aveva battuto gli Orchi e da tempo si riteneva disperso, ne era diventato l’imperatore, seguito, forse guidato, nella mirabile impresa dal soldato semplice Skardrail, ultimo mago del fuoco, stirpe di sacerdoti orchi sterminata da un potere crudele. La pace tra i due popoli era diventata possibile, la fratellanza poteva regnare, ma stava arrivando una nuova minaccia ancora più terribile degli orchi, gli Yurdioni, e una funesta maledizione. Questo volume è la riedizione della seconda parte dell’Ultima profezia del mondo degli uomini, arricchita da un’intera nuova storia e da nuovi, straordinari, personaggi.
Il volume raccoglie e approfondisce i contenuti della Giornata di studio e di formazione professionale per giornalisti promossa dall'Associazione ISCOM e dalla Pontificia Università della Santa Croce, dove si è svolta il 15 aprile 2026. I cambiamenti dell'informazione nell'ecosistema digitale contemporaneo e l'impatto dell'intelligenza artificiale sulla professione nel confronto tra grandi firme del giornalismo, insigni accademici, qualificati professionisti e autorevoli voci della Chiesa cattolica. Nel comune convincimento che le trasformazioni in atto non richiedono soltanto un adattamento tecnologico, ma un più profondo ripensamento culturale e formativo. Per un nuovo umanesimo dell'informazione come bene pubblico fondato su affidabilità, verità e servizio alla comunità. Contributi di: Manuel Sánchez, Lucio Adrian Ruiz, Massimo Martinelli, Flavia Perina, Pina Debbi, Giovanni Zagni, Alberto Puliafito, Marzia Antenore, Diego Contreras, Roberto Navigli, Luisa Di Giacomo e Vincenzo Quaratino. E un'intervista ad Andrea Ciucci.