Perché le funzioni di prete, diacono, vescovo sono riservate ai soli uomini? È davvero scritto nel vangelo che le donne non possono essere apostole di Cristo? In questo manifesto coraggioso e rigoroso, la teologa francese Sylvaine Landrivon ci conduce nella casa di Betania per riscoprire figure femminili troppo a lungo dimenticate o fraintese. Sviluppando un’analisi innovativa dei testi evangelici, l’autrice rivela come Marta e Maria di Betania, insieme alla Maddalena, abbiano avuto un ruolo fondamentale nella rivelazione della missione di Gesù. Con audacia intellettuale e profonda erudizione, Landrivon propone un’ipotesi rivoluzionaria, facendo leva su un dettaglio del testo originale che apre prospettive completamente nuove sulla comprensione del ruolo delle donne nel cristianesimo primitivo: Magdal, in ebraico, significa "torre" e non indica necessariamente una città... Eppure questo non è solo un libro di esegesi biblica. Dalla ricerca teologica, l’autrice passa all’azione concreta, mostrando come le prime comunità cristiane si radunassero nelle case, dove le donne ricoprivano ruoli di leadership. Come si può, allora, sostenere oggi un modello ecclesiale esclusivamente maschile? Un libro destinato a chi cerca di comprendere il rapporto tra Gesù e le donne, per ritrovare (ed è urgente!) la freschezza delle origini cristiane. Prefazione all’edizione italiana in forma di lettera aperta a papa Leone XIV.
Richard Rohr ci sfida a dividere la vita in due metà. Nella prima costruiamo la nostra identità, definiamo i nostri obiettivi e cerchiamo la nostra sicurezza. Nella seconda, invece, sviluppiamo una sensibilità più spirituale, ma insieme sperimentiamo la realtà del fallimento, della perdita e della caduta. Siamo tentati di pensare, allora, che, giunti a quel punto, si debba soltanto lasciar "scorrere" il tempo. È proprio distinguendo queste due traiettorie che Rohr sorprende il suo lettore: la caduta non è la fine ma è solo l’inizio, è ciò che ti porta in alto, che ti rialza e ti fa crescere. Le sofferenze, gli errori, le perdite non sono incidenti da evitare, bensì punti di forza per rivedere e ripensare il "contenuto", la profondità autentica di quell’identità che abbiamo costruito nella prima parte della nostra vita. Cadere verso l’alto è un’esplosione senza tempo, è scoprire il proprio vero sé nel dialogo delle due metà della vita di ciascuno. Un libro che offre speranza nei momenti di dolore, coraggio nelle esperienze di afflizione. Una riflessione che ci ispira a superare il nostro egocentrismo per trovare e realizzare a pieno il profondo significato della nostra esistenza, unica e preziosa.
Sono Nino il Pandino e ti racconterò della primavera in questo librino. In rima ho voluto parlare perché mi diverte e a te permette quasi di cantare...
Età di lettura: da 3 anni.
Michela Musante rilegge in prima persona, con eleganza poetica e partecipazione appassionata, la vicenda di quindici donne: personaggi della mitologia e della letteratura, donne create dalla fantasia di scrittori e scrittrici di varie epoche o realmente esistite. Una carrellata che ci fa assaporare lo stile evocativo di Musante, in un continuo intrecciarsi di riferimenti storici e narrativi che restituiscono al nostro tempo la voce immortale di queste figure femminili.
Un prezioso libretto dedicato alla Festa della Donna, un classico appuntamento di Àncora. Quest’anno il volume è dedicato alle protagoniste di tre celeberrime opere mozartiane: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte. Attraverso alcune famose arie, scopriamo la sensibilità di Mozart nel tratteggiare i suoi personaggi femminili, che diventano portavoce di nuove istanze sociali, espresse con coraggio, vivacità e dolcezza.
Seguire Gesù non è mai stato semplice. Il Vangelo secondo Marco, il più antico, lo racconta con sorprendente onestà: il cammino dei discepoli è fatto di entusiasmo e di smarrimento, di ascolto e di incomprensioni, di fedeltà desiderata e di fughe improvvise. È una storia nella quale chiunque creda - o cerchi di credere - può riconoscersi. Grazie alla familiarità con il Vangelo marciano, frutto di oltre trent’anni di studio e approfondimento, Ludwig Monti invita a entrare nel racconto non da spettatori ma da protagonisti. Marco presenta Gesù come il Cristo che chiede di essere conosciuto condividendone il destino, lungo una via che passa anche attraverso la fatica, il dubbio, il limite, e che domanda ai suoi un coinvolgimento radicale: perdere la propria vita per ritrovarla in lui. Analizzando alcune pericopi decisive, l’Autore accompagna il lettore nelle tappe del discepolato: la chiamata, la prova, il fallimento. Ma il Vangelo non si chiude con la paura né con la fuga. È la fedeltà di Gesù, più forte delle infedeltà dei discepoli, a riaprire il cammino e a donare la possibilità di ricominciare, sempre. Perché la fede non è un possesso acquisito ma una strada da percorrere ogni giorno, tra domande aperte, cadute e desiderio di vita piena.
Attraverso le immagini realizzate da Silvia Gastaldi con tecniche pittoriche diverse e i testi di Cristina Arcidiacono e Lidia Maggi, questo volume fa rivivere alcune figure femminili citate nella Bibbia, dalle più note a quelle senza nome. Ritratti indimenticabili che testimoniano l’importanza delle donne nelle Scritture e la considerazione che Gesù aveva per loro. Un ruolo spesso dimenticato e sottovalutato che le autrici ci invitano a riscoprire attraverso l’arte, presentandoci tipologie femminili con cui confrontarsi e riflettere, raggruppate per affinità biologica (madri, sorelle) o per condizione sociale (schiave, profetesse, prostitute) oppure per carattere (le furbe, le cattivissime). Scorrendo le pagine del libro, "gioiremo con le sterili che diventano madri, ci indigneremo con le vittime, sorrideremo con le furbe…" e scopriremo che ogni figura - da Sara a Betsabea, dalla donna di Sunem alla figlia di Iefte - è molto più della categoria in cui viene inserita. L’inquadramento generale offerto da Lidia Maggi nella sua Prefazione e i commenti teologici di Cristina Arcidiacono alle varie sezioni ci accompagnano in un percorso emotivo e al contempo intellettuale che, a partire dal racconto biblico, offre nuovi spunti e chiavi di lettura.
In un mondo che spesso ci ferisce con la fretta, la competizione e la paura di non valere abbastanza, padre Marc Foley ci invita a ritrovare la sorgente della pace interiore attraverso la "piccola via" di santa Teresa di Lisieux. Con linguaggio chiaro e profondo, l’autore svela come l’amore quotidiano, silenzioso e concreto sia la vera forza che ci può mantenere capaci di accogliere la vita e gli altri con uno sguardo libero e compassionevole. Teresa non è qui idealizzata, ma mostrata nella sua umanità fragile e luminosa: una donna che, imparando ad amare nelle situazioni di limite che la vita le propone, scopre la gioia di un’esistenza libera, proprio perché totalmente votata a Dio. Un libro che intreccia psicologia e spiritualità, aiutandoci a riconoscere che la santità non è fuga dal reale, ma fedeltà che trasforma ogni cosa.
Uscito in prima edizione nel 1991, in un’Europa appena riunita dopo il crollo del Muro e all’alba del quinto centenario dell’incontro con le Americhe, il saggio viene riproposto oggi perché le questioni centrali dell’identità europea che pone sono ancora drammaticamente irrisolte e chiedono urgentemente una risposta. Tra gli esaltatori dell’Europa e i suoi denigratori, questo libro cerca la strada del ripensamento critico, che riconosce nella scoperta dell’io il grande merito dell’Europa moderna e nella mancata scoperta dell’altro il suo limite. La proposta teorica — filosofica e teologica — qui avanzata non è di rendere il pensiero dell’io abbastanza flessibile e generoso da abbracciare anche l’altro (secondo il modello della "modernità incompiuta"), ma di partire dall’altro per ridefinire l’io (secondo un’ispirazione che è insieme evangelica e secolare). Su questa linea si dipanano diversi fili: solidarietà, pace, dialogo tra le culture, ecologia, qualità della vita, che compongono il tessuto di una possibile teologia della liberazione per l’Europa. Referente obbligato della riflessione di Armido Rizzi è la Bibbia, un testo aperto che esige di essere interpretato dalla ragione filosofica e dalla ragione teologica per far emergere l’unità tra l’ambito religioso e quello mondano nella com-passione per l’umano.
Sovente ci sentiamo chiedere: io voglio imparare a pregare, ma da dove devo partire? In pratica, cosa devo fare? Che cammino seguire? Il libro cerca di rispondere a queste domande in modo semplice e concreto. Come scrive l'autore nell’introduzione: "È importante suggerire ai giovani delle norme semplici e pratiche e chiedere loro di sperimentarle" perché "il cristiano non può stare in piedi senza preghiera, l’esperienza quotidiana lo conferma per tutti".
Dal padre padrone al Padre perdono: è la perfetta sintesi di questo libro che va ben oltre il classico commento alla preghiera insegnata da Gesù agli apostoli. Fratel Michael Davide conduce infatti il lettore dall’attualissimo tema dell’evaporazione della figura paterna al ritrovamento di una paternità terrena adulta e matura e, parallelamente, alla riscoperta di una paternità celeste "nel tempo dell’assenza" dell’una e dell’altra. Il padre (terreno e celeste) che l’autore ci invita a reincontrare è quello che appartiene all’orizzonte stesso di Gesù, della sua vita di figlio (umano e divino) che ci invita a riscoprirci figli in lui e con lui. Una paternità, dunque, perduta e ritrovata, che ci permette di guardare al mondo in maniera completamente nuova: poiché la riscoperta del padre apre un nuovo orizzonte anche sulla fraternità tra gli uomini e, come chiosa l’autore, «se diciamo: Padre Nostro, la domanda è scontata: "Dov’è tuo fratello?- e ogni volta che supplichiamo: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", non saremo certo lasciati in pace e ci verrà sempre chiesto: "Quanti pani avete?…"».
L’autore è il protagonista di questo diario autobiografico di due mesi di docenza in un istituto tecnico per grafici, nella periferia di Roma. Gli hanno assegnato una supplenza con contratto breve, ma rinnovabile a seconda del protrarsi delle assenze per malattia della titolare di cattedra. Dalle prime pagine si entra subito nel vortice di incontri con colleghi e allievi di tre sezioni: la 3°M, la 4°I e la 4°M, a lui assegnate. Palladino deve immediatamente trovare un’intesa, o almeno un modus operandi con le classi, tutte e tre difficili, e prova ogni strada per instaurare un dialogo con gli allievi. Inizia con delle lezioni di public speaking che danno risultati positivi in 3°M e in 4°I, ma nella 4°M no. Quest’ultima è ostica, prevenuta e chiusa a riccio nei confronti del nuovo, ennesimo, supplente. Giorno dopo giorno, aiutato da due colleghe esperte, l’insegnante inesperto rischia, sbaglia e si riprende, tra tentativi di dialogo, scontri e inaspettate confessioni scritte nei temi, traversando avventure quotidiane che non gli risparmiano nulla e affrontando persino un processo in classe. Con un finale amaro che interroga tutti noi nel profondo.