
Con quali occhi guardavano Gesù i primi discepoli che erano tutti ebrei? Perché vedevano compiersi in lui le parole della Torà e dei Profeti? Questo libro di narrativa dà voce a un personaggio silenzioso del Nuovo Testamento, lo scriba del Tempio di Gerusalemme che seguì il Rabbì di Nàzaret e lasciò una piccola traccia nel Vangelo di Matteo. Il suo sguardo di custode della tradizione di Israele riporta il lettore alla radice ebraica della fede cristiana, al fondamento che non si può ignorare senza tradire l'Incarnazione stessa. In questo viaggio emozionante, basato sui testi biblici e rabbinici, molti episodi contenuti nei Vangeli ricevono una luce del tutto particolare per non dire sorprendente: dalla questione del Messia a quella della salvezza attraverso la Legge e del rapporto (spesso frainteso) con i farisei e la loro tradizione, fino alla sfida inaudita posta dal Figlio di Dio. L'opera offre uno sguardo originale e documentato sulle origini ebraiche del cristianesimo, per una lettura ebraica dei Vangeli e un contributo al dialogo interreligioso.

