Leggiamo nella Premessa: «Se vogliamo scoprire la grandezza del sacerdozio ministeriale è necessario, prima di tutto, risalire alla fonte, cioè al mistero di Gesù, "l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo"» (Eb 3,1). Si tratta, dice l'Autore, «di una teologia viva, destinata a quanti desiderano approfondire la propria vita cristiana », dal momento che il ruolo della teologia è quello di «servire i credenti, aiutarli a ricevere in misura maggiore tutta la sapienza che ci viene dal Padre in Gesù, in cui "sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza"» (Col 2,2). Nato da un ciclo di conferenze tenute durante l'anno sacerdotale 2009- 2010, il testo mantiene lo stile discorsivo, chiaro e immediato dell'approccio orale, senza per questo rinunciare a precisione e profondità teologiche. Percorrendo la Parola di Dio (Isaia, Ebrei, Apocalisse, vangelo di Giovanni), il testo aiuta a riscoprire l'origine e il senso del sacerdozio ministeriale e del sacerdozio regale dei fedeli, in un tempo come questo segnato da difficoltà e confusione.
Cosa si può intendere per bioetica oggi? Probabilmente il braccio più operativo, oltre che speculativo, della filosofia. Per tanti filosofi e bioeticisti è etica del limite, dei limiti e dei confini: barriere da non superare, se c'è il rischio di mettere in pericolo la dignità umana, il mondo animale e le risorse dell'ambiente. Limiti che riguardano, ad esempio, le terapie o le tecnologie mediche da mettere in atto nel fine vita; qual è, ad esempio, il limite tra accanimento terapeutico e eutanasia? Non bisognerebbe scordare che sofferenza e vita morente hanno sempre un significato, specie nei termini della cura che, spesso, oscilla tra prestazione tecnica e completa presa in carico del sofferente. Ecco che si ripresenta, sempre attualissima, la domanda: ma ciò che è tecnicamente possibile, scientificamente possibile è sempre moralmente lecito? Eticamente lecito? Un quesito che allarga l'osservazione, oltre gli ambiti specifici della cura e delle relazioni di cura, fino ad interessare possibilità di intervento in segmenti delicatissimi della vita, come la procreazione ad esempio, che innalzano potenti domande e dubbi etici.
Giuseppe Manzato, Dottore di ricerca in Filosofia e Scienze della Formazione all'Università Ca' Foscari di Venezia e al Pontificio Ateneo San'Anselmo di Roma. Laurea magistrale in Sociologia all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. È docente di Etica e Teologia della cura (area: Filosofia morale, Bioetica ed Etica sociale), Filosofia della religione, Teologia dell'educazione all'Istituto Universitario Salesiano di Venezia, aggregato alla FSE/Università Pontificia Salesiana di Roma.
Insegna Sociologia generale, Sociologia della religione, Interculturalità e Religione nella Facoltà Teologica del Triveneto e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova. Con Cittadella Editrice ha pubblicato: La coscienza della carità. Tracce di sociologia, filosofia, teologia (2020); Curare, con L. Sandonà (2023).
Ludovica Mazzuccato ha conseguito la Laura magistrale all'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Padova. Insegna Religione cattolica nella scuola statale.
Dottoranda in Pedagogia della religione presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione"Auxilium" di Roma. Si occupa di due rubriche di didattica nella rivista L'ora di Religione (Elledici Edizioni).
Don Roberto Sardelli ( 1935-2019) è stato un sacerdote che ha saputo interpretare alla lettera il Vangelo. Nel 1968 scelse di lasciare la parrocchia e di andare a vivere nel borghetto dell'Acquedotto Felice, condividendo sofferenze e marginalità. Fondò la Scuola 725 che divenne famosa per il metodo educativo utilizzato. Risalgono a quella fase della sua vita Non tacere (1971) e la Lettera al sindaco di Roma.
Dopo la conquista della casa per le famiglie dei baraccati (1973), scelse di continuare a vivere nelle pieghe delle periferie fisiche ed esistenziali della società. Si interessò alla condizione dei Rom, dei malati di Aids, delle periferie romane. Testimonianza di questa profonda riflessione umana e sociale sono i libri Il danzatore (1997), Le margherite sono nuvole nel prato (1998), Vita di Borgata (2013).
Negli ultimi anni di vita don Sardelli ha avuto importanti riconoscimenti. Nel 2018 l'Università Roma Tre gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze pedagogiche. Nel 2024 nasce per iniziativa della Caritas il Fondo don Roberto Sardelli per aiutare le persone in difficoltà abitative. All'inizio del 2025 papa Francesco finanzia con un milione di euro il il Fondo Sardelli; nello stesso anno l'Istituto comprensivo di via Giorgio Del Vecchio, zona Boccea, ha intitolato a don Roberto Sardelli il plesso scolastico.
"La Chiesa non è una sorta di oggetto la cui forma si può modificare con interventi dall’esterno e con chirurgie istituzionali. La Chiesa è una vita la cui riforma è nella sua stessa realtà e nel suo insito dinamismo missionario, nel suo entrare nei tempi e nella storia" (dalla Prefazione del Cardinale Marcello Semeraro).
Il volume considera la tematica della riforma nella Chiesa usando il metodo storico-teologico, in quanto gli eventi esaminati riguardano la stessa Chiesa che, per sua natura, è una realtà teologica inserita nella storia umana. In occasione del Centenario francescano (1226-2026), il testo vuole essere un invito alla riflessione anche riferendosi alla figura di Francesco di Assisi quale riformatore della Chiesa nella Chiesa.
Fabio Nardelli è nato nel 1983 a Caserta. Frate minore e sacerdote della Provincia Serafica di San Francesco d'Assisi, ha conseguito il dottorato in Teologia alla Pontificia Università Lateranense. Docente di Ecclesiologia alla Pontificia Università Antonianum e all'Istituto Teologico di Assisi, insegna anche alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense. È socio ordinario dell'Associazione Teologica Italiana. Attualmente vive a Roma presso la parrocchia di San Gregorio VII.
Simone Morabito – medico, neuropsichiatra, psicoterapeuta e cristoterapeuta – ci accompagna in un profondo itinerario di guarigione dell’anima, della mente e del corpo alla luce della fede cattolica. Attraverso una meditazione quotidiana che intreccia esperienza clinica, teologia e preghiera, ci invita a riscoprire la voce di Dio nella coscienza, la potenza redentrice del dolore unito alla Croce e la forza trasfigurante della Grazia. Con linguaggio ardente e sincero, ci mostra come la vera pace, la guarigione e la gioia non derivino dall’uomo, ma dal ritorno fiducioso al Signore. Ogni riflessione è una chiamata alla conversione, un invito a imparare nuovamente a pregare, a credere, a sperare, ad amare sotto lo sguardo misericordioso di Dio.
Da ciò che riusciamo a vedere dipende gran parte della nostra vita e delle nostre scelte. Quando si ama, l’altro diventa il motivo per cui vale la pena vivere. Ma con il passare del tempo, quello sguardo rimane davvero lo stesso? Che cosa vediamo oggi nel volto della persona che amiamo? Il male, lentamente, può ammalare il nostro modo di guardare, fino a trasformare l’altro in qualcuno da cui difendersi. Gesù, invece, è colui che guarisce lo sguardo e proprio così ci converte: convertirsi significa imparare a guardare le cose nel modo giusto. Questo testo raccoglie tre meditazioni sull’amore di coppia e propone una riflessione che, partendo da Cristo, aiuta a rimettere in moto le dinamiche dell’amore.
In un mondo che corre sempre più di fretta e grida sempre più forte, questo libro raccoglie il racconto, le impressioni e le riflessioni delle esperienze vissute dall’autore durante i suoi cammini. Un invito a cambiare ritmo, a prendersi il tempo per rallentare, a camminare, a guardare per vedere, a sentire per ascoltare e sapere per assaporare. Viaggi reali verso i luoghi della fede, ma soprattutto un unico grande viaggio interiore che si snoda, passo dopo passo, lungo antichi sentieri, dove il silenzio può diventare preghiera e la fatica presenza.
Da qualche tempo si moltiplicano tra i cattolici i movimenti, i gruppi, le confraternite. Una volta guardate con sospetto dalla gerarchia, le associazioni dei fedeli sono ora incoraggiate e favorite: a Roma è stato creato il Pontificio Consiglio per i Laici, e il Nuovo Codice di Diritto Canonico dedica loro uno spazio significativo.
Il libro dell’arcivescovo Sistach si colloca in questo nuovo orientamento. Il volume aiuta a distinguere tra la varietà delle forme associative dei cattolici, insegna il linguaggio corretto, rende nota la legislazione ecclesiastica, è di aiuto per quanti devono preparare gli statuti delle differenti associazioni o proporre delle modifiche. Nata dall’attività di docente dell’Autore e dalla sua attenzione pastorale, l’opera ha avuto un inatteso successo in Spagna, dove è stata ristampata per ben cinque volte. Essa, difatti, fa conoscere molti elementi teorici e pratici, ed è di grande utilità per i sacerdoti che nella loro attività pastorale devono prendersi cura crescente delle associazioni di fedeli.
Un’opera cardine per l’attualità del tema, la precisione delle proposte, lo stile chiaro ed esauriente.
Lluís Martínez Sistach è nato a Barcellona nel 1937 ed è stato ordinato sacerdote nel 1961. Laureato in Diritto Canonico e Civile presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, è stato giudice ecclesiastico, consigliere diocesano dell’Azione Cattolica, professore di diritto canonico, presidente dell’Associazione Spagnola dei Canonisti, vescovo di Tortosa e arcivescovo di Tarragona. Attualmente è arcivescovo di Barcellona, nonché membro del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e consulente del Pontificio Consiglio per i Laici.
Atti della XXXIII Settimana di Studio dell'Associazione Professori di Liturgia, Camposampiero (Padova), 28 agosto - 2 settembre 2005.
Il progetto catechistico per coloro che desiderano un sussidio semplice in 4 anni, coinvolgendo i bambini dagli 8 ai 12 anni e le loro famiglie con attività e giochi formativi. Seconda tappaAma i doni di Gesù Si approfondisce il primo annuncio attraverso gli incontri di alcuni personaggi con Gesù e attraverso i nostri incontri con Lui nei segni sacramentali: Battesimo, Riconciliazione e Prima Comunione. Età di lettura: da 6 anni.