In questo libro, don Renzo Bonetti accompagna gli sposi a riscoprire la preghiera di Gesù a partire dalla loro identità coniugale. Ogni invocazione del Padre Nostro viene riletta non solo alla luce del Battesimo, ma dell'esperienza sponsale: dire Padre nostro come coppia significa entrare insieme in una relazione filiale nuova; chiedere il Regno vuol dire imparare a vivere il matrimonio secondo lo stile di Dio; domandare il pane, il perdono e la liberazione dal male diventa un atto profondamente condiviso, che attraversa la quotidianità della vita familiare. Non una spiegazione teorica, ma una vera scuola di preghiera per gli sposi, che mette in luce una ricchezza spesso poco approfondita: la forza trasformante del Padre Nostro quando è vissuto dentro il sacramento del matrimonio, come cammino spirituale a due, verso Dio.
Questo volume offre un itinerario teologico e spirituale dedicato a Maria, Madre del Signore, contemplata nel cuore del mistero della salvezza. Attraverso dieci meditazioni fondate sulla Sacra Scrittura, sui Padri della Chiesa e sul Magistero, l'autore accompagna il lettore dall'alba della Creazione fino all'Immacolata Concezione, mostrando l'intima unione tra Maria e Cristo. Il linguaggio rigoroso ma accessibile unisce profondità dottrinale e sensibilità pastorale, invitando a riscoprire Maria come nuova Eva, icona della Chiesa e modello del discepolo. Un testo pensato per nutrire la fede, la preghiera e la contemplazione del mistero cristiano.
La preghiera di liberazione non è un esorcismo, che è un rito solenne riservato ai sacerdoti con un mandato specifico del vescovo. È invece una preghiera che ogni cristiano può fare per se stesso o per gli altri, invocando il potere di Gesù per allontanare le influenze negative e spezzare eventuali legami spirituali dannosi. Papa Francesco ci ha ricordato l’importanza di questa preghiera, dicendo: "Noi cristiani siamo chiamati a combattere contro il Maligno attraverso la forza della preghiera" (Udienza Generale, 11 aprile 2018). Un libro dal formato tascabile, da portare sempre con sè, per indossare in qualsiasi momento "... l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo" (Ef 6,11).
Una raccolta di 70 meditazioni poetiche ispirate alla preghiera mariana più amata e recitata dai cristiani. Sono testi intimi e delicati che si accostano in punta di piedi al mistero dell'Ave Maria, accompagnando il lettore in un dialogo personale con la Madre di Dio. Queste parafrasi nascono dalla stessa fede semplice e profonda che da secoli fa risuonare l'Ave Maria nelle assemblee, nelle chiese, nelle case e nel silenzio del cuore. Un modo nuovo e insieme antico di rivolgersi a Maria, lasciandosi guidare dal suo sguardo colmo di grazia. Il volume è arricchito dalla prefazione di Valerio Bocci, che ne evidenzia la limpida semplicità, capace di parlare al cuore senza risultare mai banale o scontata, e di trasmettere la bellezza e la benedizione della fede vissuta.
Sulla soglia di una locanda, un viandante consegna a un albergatore un uomo ferito e qualche denaro. È la fine, non l'inizio, della parabola del buon Samaritano. È anche la scelta narrativa che fa Rembrandt nell'incisione del 1633 conservata a Londra. Marie Grand parte da quel dettaglio per dirci quel che la tradizione cristiana ha pensato più raramente: l'albergatore non è una comparsa, ma è l'altro volto dell'amore. Davvero si può amare tutti? Per Grand questa domanda nasconde due richieste molto diverse, che continuiamo a confondere: amare ciascuno senza distinzioni e amare tutti insieme. La prima è la sfida del buon Samaritano, l'incontro che cambia la geografia dei legami. La seconda è la sfida dell'albergatore: l'amore che si fa istituzione (ospedale, scuola, casa di riposo, mensa dei poveri... ). Non carità, ma giustizia. La filosofia francese mostra che le due figure non si oppongono, ma anzi si reggono a vicenda: senza buoni Samaritani, le istituzioni si addormentano; senza buoni albergatori, l'amore eroico non sostiene il peso della miseria del mondo. Una rilettura sobria e originale, che restituisce dignità al lavoro silenzioso di chi tiene aperti gli alberghi del mondo.
Che queste pagine possano prendersi cura di chi si prende cura, facendoci sentire più prossimi, accompagnati e accompagnatori sulla stessa barca dell'esistenza. Perché non possiamo stare bene accanto al letto sacro di una persona che soffre se anzitutto non ci confrontiamo con i nostri vissuti, con le nostre emozioni, con le nostre esperienze personali prima ancora che professionali, intorno ai temi della cura, della morte, della malattia.
Oggi, che cosa sta a cuore alla vita consacrata? Questa domanda ha accompagnato il 50° convegno del Claretianum. È un interrogativo che rimanda ad un altro, molto più radicale, che costantemente deve porsi ogni discepolo e discepola di Gesù: Chi sta nel nostro cuore? Chi muove davvero le nostre scelte? La vita consacrata è oggi preoccupata e agitata da molte cose, ma non deve dimenticare qual è la vera inquietudine. In vario modo, i contributi del volume cercano di ridire come il cuore si inquieti nella ricerca di Dio e nel servizio del prossimo, perché, come ha ricordato papa Leone inviando la sua benedizione, è «da un'autentica esperienza del Signore» che «scaturiscono slanci generosi di carità».
Dopo l'Editoriale nel quale Elena Beccalli, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, propone la prolusione tenuta in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, Massimo Epis introduce il percorso di ricerca documentato in una serie di articoli che intendono illustrare tratti salienti del panorama teologico contemporaneo in Europa: intervengono Michael Quisinsky, Robert Cheaib; Arnaud Join-Lambert, Martin McKeever, Marinella Perroni, Jean-Pierre Sonnet. Il quaderno 1/2026 di "Teologia" inaugura una serie di contributi che intendono celebrare i cinquant'anni di vita della rivista.
Santa Ildegarda ha svolto un ruolo fondamentale nella medicina medievale. Le intuizioni della badessa di Bingen sulle proprietà di alimenti e bevande, comparate con le attuali conoscenze scientifiche, evidenziano la grande modernità e ampiezza di vedute di questa mistica eccezionale. Le visioni ildegardiane, rivelando la viriditas, forza vitale di piante, alimenti e cristalli, pongono l'accento sulla natura curativa del cibo, sulla giusta misura e sull'armonia tra uomo e natura. Gli Autori, che hanno al loro attivo molte opere sulla medicina ildegardiana, presentano le considerazioni della santa badessa di Bingen circa il potere curativo delle bevande, da lei analizzato anche in rapporto a orario e composizione dei pasti, stagione, condizioni di salute individuali e salubrità delle fonti. Dall'acqua al latte, dalla birra al vino, dalle tisane ai vini medicati, di ogni bevanda, erba o spezie riportano, oltre ai consigli di Ildegarda, notizie storiche, componenti nutrizionali, attuali indicazioni, effetti collaterali e controindicazioni, fornendo un quadro sintetico ma completo delle osservazioni di questa donna straordinaria, definita da San Giovanni Paolo II «luce del suo popolo e del suo tempо».