Il contributo di Karl Rahner alla comprensione cristiana del morire e della morte, oggi imprescindibile per uno studio dell’antropologia teologica e dell’escatologia cristiana, in due trattati dal valore esemplare, divenuti dei “classici”: Sulla teologia della morte (1958) e Il morire cristiano (1976).
Dalla quarta di copertina:
«È noto il contributo dato da Karl Rahner alla comprensione cristiana del morire e della morte. Innanzitutto un trattato dal titolo Sulla teologia della morte (1958) e successivamente una più essenziale e breve trattazione dal titolo Il morire cristiano (1976), inserita nel “Nuovo corso di dogmatica come teologia della storia e della salvezza”, Mysterium Salutis, quale saggio introduttivo all’escatologia, che ora proponiamo in nuova edizione italiana in quanto rappresenta ormai un piccolo classico nella storia dell’escatologia e dell’antropologia filosofica e teologica».
dall’Editoriale
Coloro che vivono o vogliono vivere in una famiglia necessitano di orientamento e di incoraggiamento: devono aver fiducia che la loro vita insieme è cosa buona e riuscirà. Hanno bisogno di stima reciproca, di una valutazione realistica delle loro forze e delle loro debolezze. Occorre loro inoltre la serenità necessaria per sopportarsi e sostenersi a vicenda, come pure la fiducia che è l'amore di Dio a sostenerli. Con questo libro vogliamo dare orientamento a tutti coloro che vivono in una famiglia o desiderano averne una. Noi autori tratteremo il tema "famiglia" partendo da esperienze di vita diverse: da una parte dall'esperienza di moglie e madre, di figlia e sorella, nonché di responsabile di una grande associazione femminile cattolica; dall'altra dall'esperienza di un monaco di un convento che pure vive in una comunità e che nei numerosi incontri e colloqui spirituali poté essere partecipe degli alti e bassi della vita familiare (ma che conosce la vita quotidiana della famiglia solo dall'esterno). Siamo convinti che proprio l'unione dei nostri punti di vista possa contribuire sia a trattare il tema "famiglia" con l'ampiezza necessaria per la società e per i singoli sia a mostrare vie accessibili per coloro che nella comunione della famiglia si accingono a partire per l'"avventura della vita" - con i suoi pericoli e con i suoi momenti lieti.
Anche se è una porta grande e pesante quella che si deve aprire, spesso per farlo basta una chiave piccola. Così, lasciarsi alle spalle le preoccupazioni, vivere il più possibile contenti e sereni è una strada – semplice, ma efficace – per raggiungere l’armonia interiore. Armonia per il singolo individuo, che da sola si riversa sulla comunità.
Dalla quarta di copertina:
«Anche una porta pesante ha bisogno soltanto di una piccola chiave». Le parole di Anselm Grün sono come chiavi che spalancano la nostra anima. Aprono uno spazio di libertà per me e per gli altri. Vivere, semplicemente, contentezza e chiarezza è una strada per l’armonia interiore che non rende vivo soltanto me, ma anche la comunità: «Làsciati alle spalle tutte le preoccupazioni e non essere ossessionato da te stesso. Allora tutto il mondo ti apparterrà. Allora ogni cosa si farà dono. E la vita diverrà un luogo di gratitudine».
Il presente libro si propone di verificare se nella Bibbia al tradimento dell'alleanza da parte del partner umano abbia fatto seguito il rinnegamento della stessa da parte di Dio e in che rapporto si pone l'evento Gesù Cristo con la struttura dell'alleanza del Sinai. Il titolo, Liberare la libertà, sottende che il rapporto tra antica e nuova alleanza concerne il senso e il ruolo della libertà umana nella sua relazione con il trascendente e con il mondo. La tesi che nel presente scritto cercheremo di esibire e supportare afferma che, nella prospettiva biblica, non c'è rottura tra antica e nuova alleanza, tra il patto sinaitico e il patto siglato da Gesù Cristo.
Un piccolo lessico
nel quale riaffiorano domande importanti
sull’uomo, su Dio, sulla fede, su Gesù.
Parole comuni e vocaboli più rari si incontrano in questo breve lessico a formare una parabola che nasce da esperienze quotidiane e che alle domande sul senso del vivere riconduce il lettore, spingendolo a uno sguardo più attento su fatti e gesti di ogni giorno. Uno sguardo capace di stupore, disposto alla fatica di cercare il significato originario di termini che l’uso comune ha sminuito, impoverito o distorto e che vale la pena riscoprire. Nella rete di rimandi che si formano intorno al lessico, si può così accedere costantemente a una dimensione più spirituale, lasciandosi interpellare in profondità per dare verità e valore alla propria esistenza.
Lucio Coco si è dedicato con particolare attenzione alla spiritualità monastica, curando l’edizione integrale dei Detti dei padri del deserto (Piemme 1997) e la prima edizione del Meterikón. Detti delle madri del deserto (Mondadori 2002). Per le edizioni Qiqajon è autore di un’antologia sul tema della lettura nei Padri della Chiesa (L’atto del leggere, 2004)
Solo chi si esercita nel silenzio
ad accogliere la parola di Dio
e a custodirla
sa anche ascoltare gli altri,
i fratelli e le sorelle
nel grande chiostro del mondo.
Se abbiamo una parola,
questa deve essere solo eco,
voce prestata al Dio che parla.
Il primato della parola di Dio, la sua centralità nella vita della chiesa: come sono vissuti nelle nostre comunità e nella chiesa intera in questo inizio del terzo millennio? Nei due testi che si trovano accostati in questo fascicolo, il priore di Bose analizza il rapporto tra Parola e comunità dei credenti a partire dal rinnovamento voluto dal concilio Vaticano II, mostrando quanto vi è di positivo e individuando i lati ancora carenti, nella certezza che i frutti dello Spirito che si possono discernere nella vita di una comunità cristiana provengono dall’ascolto perseverante della parola di Dio contenuta nelle Scritture.
In questo fascicolo sono pubblicati l’articolo «La parola di Dio oggi», apparso su La Rivista del Clero Italiano 10 (2008), pp. 645-657, e la relazione «La lettura della Bibbia nella Comunità di Bose», tenuta a Roma il 22 novembre 2007 in occasione della LXX Assemblea dell’Unione dei superiori generali.
Contenuto
L'impegno di guidare i singoli fedeli e le comunità cristiane nella comprensione e nell'esperienza dei segni sacramentali resta un impegno prioritario e imprescindibile per celebrare autenticamente e vivere con coerenza il memoriale delle parole e dei gesti compiuti da Cristo nei giorni della sua vita terrena. I sacramenti non possono ridursi ad atti di costume e di tradizione, a forme espressive di una vaga religiosità e neppure a semplici «mezzi» di grazia per vivere da cristiani. Essi sono piuttosto i segni della nuova alleanza; i «momenti forti» dell'incontro, del dialogo e della comunione che Dio realizza con gli uomini in Cristo Gesù; sono l'attualizzazione, nel «qui» e nell'«oggi» della comunità dei discepoli di Gesù.
Destinatari
Animatori pastorali, liturgisti, presbiteri e laici.
Autore
Don Giuseppe Ruppi, nato a Taranto nel 1960, è salesiano dal 1980. Laureatosi in filosofia con indirizzo psicologico e licenziato in sacra liturgia presso il Pontificio istituto liturgico S. Anselmo, è docente di liturgia e teologia presso l’ISSR di Potenza e il Seminario Teologico di Basilicata, nonché giornalista pubblicista dal 2002. Collabora dal 1994 con alcune riviste nell’ambito della pastorale liturgica e dell’animazione giovanile; è parroco a Foggia e dal 2006 delegato episcopale per la vita consacrata della diocesi di Foggia - Bovino.
Contenuto
In una notte stellata una, due, tre, quattro…dieci pecorelle salgono su una collina, nei pressi di Betlemme. Vi è un angelo che annuncia un messaggio di gioia: «È nato un bambino, è nato Gesù!».
Destinatari
Bambini 4-6 anni
Una raccolta dei capolavori poetici di Prudenzio, gli inni poetico-religiosi con cui consacrare i momenti più significativi della giornata e le corone dei martiri che ne esaltano i meriti e le virtù.
Il rapporto con la morte risulta difficile a molte persone e spesso ci si chiede con una certa apprensione se l’anima continui davvero a vivere dopo la morte e se il paradiso e la vita eterna esistano veramente. In queste pagine Anselm Grün ci illustra l’arte di vivere e di morire, offrendoci alcune risposte alla domanda centrale della nostra vita: che cosa c’è dopo la morte? Con l’ausilio di molte immagini bibliche, l’autore ci dà un’idea di ciò che potremmo aspettarci. In questo modo possiamo vivere più intensamente e consapevolmente e passare dalla paura alla speranza e alla serenità. Grün ci mostra anche come possiamo accompagnare i moribondi nel cammino verso Dio. Per chi sta per lasciare questo mondo e per i suoi cari è importante avvertire che le loro paure e i loro sentimenti sono presi in seria considerazione e poter ascoltare con fiducia le parole di rassicurazione che vengono loro rivolte.
Punti forti
La notorietà e l’autorevolezza dell’Autore.
L’universalità dell’argomento. destinatari
Pubblico ampio, specialmente gli estimatori di Grün.
Autore Anselm Grün, monaco benedettino, nato nel 1945 a Junkershausen, nella regione tedesca della Rhön, è priore amministratore dell’abbazia di Münsterschwarzach, nei pressi di Würzburg, in Baviera. Laureato in teologia, svolge un’intensa attività di assistenza psicospirituale. Da molti anni pubblica libri di spiritualità tradotti in tutta Europa che lo hanno reso uno degli scrittori cristiani di lingua tedesca più letti.
Una raccolta di preghiere, salmi e versetti biblici per accompagnare ogni giorno la vita dei bambini. Età di lettura: da 5 anni.