La democrazia politica è in crisi, con un crescente disinteresse elettorale e una politica priva di passione e progetti concreti, che non attira né i giovani né gli anziani. Il cristianesimo sembra in declino, con chiese sempre più vuote e dottrine che non risuonano più. L’autore si chiede se la politica possa ancora suscitare entusiasmo e se la fede cristiana abbia un messaggio rilevante per la vita. Propone una "complicità laica" tra credenti e non credenti come possibile via di rigenerazione, suggerendo come base il "principio relazione", una proposta che invita alla discussione collettiva.
Nel contesto culturale odierno, segnato dall’autosufficienza e dal relativismo morale, il Sacramento della Riconciliazione è spesso percepito come una pratica superata o ridotto a un adempimento formale. Riletta alla luce del comandamento nuovo di Gesù, la Confessione può tornare a essere un’esperienza trasformante, capace di donare pace, guarire le ferite interiori e rinnovare le buone relazioni: da quella con il Padre buono a quella con il prossimo e con noi stessi, per arrivare, oggi più che mai, a quella con il creato. Per questo è importante promuovere una prassi rinnovata della Confessione e, in particolare, dell’esame di coscienza, in cui il peccato non sia inteso come semplice trasgressione di norme morali ma come mancata risposta all’amore, criterio fondamentale per rileggere la propria vita.
«La Nuova Teologia Pop Fondamentale – l’espressione è di Bracalante – è esattamente questo: il coraggio di andare dove le domande di Dio emergono, anche quando emergono in forme inattese» (dalla Prefazione di Giuseppe Lorizio)
Pregare appartiene al nostro essere creaturale. La preghiera è il primo respiro della vita, forse l'atto più originario, spontaneo e naturale, eppure, paradossalmente anche il più misterioso, arduo e soprannaturale. La Preghiera dell'essere di Daniele Cogoni non è tanto un classico trattato storico-religioso sulla liturgia e la preghiera, sebbene ne abbia vigile accortezza, ne presupponga lo sfondo e ne attinga molte fonti, quanto l'ardito e riuscito intento di penetrare nelle significazioni più intime e profonde dell'essere orante, esplorando le nascoste radici spirituali e mistiche, ma anche ontologiche, esistenziali, psicologiche, affettive, in una visione integrale e unitaria della persona e della conoscenza. (Dalla prefazione di Natalino Valentini)
L’antropologia spirituale di Fausto di Riez, abate e vescovo del V secolo, prende vita in questo studio come una teologia vibrante che intreccia creazione e redenzione alla luce della centralità della libertà umana, costantemente sostenuta e trasfigurata dalla grazia divina. L’essere umano, creato a immagine di Dio uno e trino e chiamato alla somiglianza, custodisce nella sua struttura originaria una tensione viva verso il bene, anche se segnata dalla ferita del peccato. È lo Spirito Santo, sorgente di comunione trinitaria e sigillo della fedeltà divina, a rendere possibile l’unità interiore dell’uomo, guidandolo attraverso un cammino esigente, segnato dall’esperienza ascetica, verso la pienezza della redenzione nel Figlio di Dio. La prospettiva teologica evidenziata nel libro rivela l’armonia profonda del disegno salvifico: la grazia di creazione, la grazia di redenzione e la tensione escatologica confluiscono in un unico dinamismo, che unisce e abbraccia nell’amore il dono divino e la risposta libera e responsabile dell’uomo.
Nei primi giorni del pontificato, Papa Leone XIV presenta la scelta del suo nome come risposta alle sfide del progresso digitale e come invito a rinnovare la bioetica alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Il libro propone un cammino interiore ispirato a Sant’Agostino, orientato alla ricerca della verità e all’incontro con Dio nel cuore dell’uomo. Attraverso una riflessione teologica e antropologica, l’opera mostra come la dignità umana derivi dall’essere creati a immagine della Trinità. Ne scaturisce un’etica cristiana fondata sull’amore, capace di illuminare le sfide della tecnologia e della società contemporanea. Al centro vi è l’inclusione come espressione concreta della carità evangelica: accogliere ogni persona riconoscendone la dignità e il volto di Dio. Un invito a vivere la fede in ogni ambito dell’esistenza e a intraprendere un autentico esodo interiore verso una vita pienamente umana e aperta agli altri.
Il Cristianesimo è un’eredità del passato o una bussola per orientarsi in un mondo che cambia? E l’uomo postmoderno, frammentato e disilluso ma ancora in cerca di senso, è davvero così lontano dal Vangelo? Questo libro nasce da queste domande decisive. Attraverso un’analisi della postmodernità e della situazione attuale della Chiesa, mette in luce le sfide culturali, antropologiche e spirituali del nostro tempo: la crisi delle certezze, il bisogno di identità, la solitudine e il desiderio di trascendenza che riaffiora anche dove sembra spento. Il Cristianesimo non viene presentato come un residuo del passato, ma come una proposta capace di parlare all’uomo di oggi e di dialogare con la cultura contemporanea, intercettando le domande più profonde dell’esperienza umana. Da questa lettura nasce anche una proposta concreta per la vita della Chiesa: uno stile, una presenza, una visione realistica della missione oggi. Un testo per chi opera nella Chiesa e per chiunque si chieda se la fede possa ancora dire qualcosa di vero e decisivo all’uomo contemporaneo.
Quest’opera straordinaria rappresenta la prima traduzione italiana e l’esegesi teologica della celebre biografia scritta in latino dall’abate Celestino Telera. L’opera non si limita a essere una biografia storica, ma si configura come la restituzione di un Santo al cuore della Chiesa, finalmente liberato dai pregiudizi della storia e dalle moderne distorsioni esoteriche o superstiziose. Attraverso 11 capitoli, il lettore viene accompagnato lungo un cammino spirituale che unisce il rigore della ricerca alla bellezza della meditazione e della preghiera. Per favorire un’assimilazione del testo, ogni capitolo è preceduto da una breve nota introduttiva che offre la chiave di lettura e si chiude con un commento teologico che ne evidenzia l’attualità spirituale. Il volume è ulteriormente impreziosito dalle presentazioni dell’Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, mons. Antonio D’Angelo, e del Sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi.
Il testo come una "lectio divina" e si suddivide in: la Parola proclamata dai Vangeli, cioè il testo evangelico di riferimento; la Parola raccontata da Maria, una narrazione frutto soltanto della mia fantasia, che rappresenta il tentativo di... vedere e leggere la storia dalla sua parte, con i suoi occhi, e... di interpretare i suoi sentimenti e le sue emozioni, un racconto che giustifica il sottotitolo del libro; la Parola "spezzata", ovvero poche e semplici note di catechesi, per una personale riflessione e/o approfondimento; la Parola pregata, una preghiera che riassume e conclude la lectio.
Parlando nel corso di una udienza generale del 3 luglio 1968 (anno cruciale per i giovani dell’epoca) Paolo VI disse: «La mediocrità, l’infedeltà, l’intermittenza, l’incoerenza, l’ipocrisia dovrebbero essere tolte dalla figura, dalla tipologia del credente moderno. Una generazione pervasa di santità dovrebbe caratterizzare il nostro tempo. Non solo andremo alla ricerca del santo singolare ed eccezionale, ma dovremo creare e promuovere una santità di popolo, proprio come, fin dai primi albori del cristianesimo, voleva San Pietro, scrivendo le celebri parole: “Voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo redento; ... voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete Popolo di Dio”».
Dalla Postfazione del Card. Marcello Semeraro
Lo chiamerai Gesù - quarto volume della collana Le vie del cuore - ci invita a leggere i Vangeli che raccontano l'ingresso del Figlio di Dio nella creazione per salvarla.
Dal primo volume, Vide che tutto era buono, abbiamo appreso che la creazione è conseguenza diretta dell'Amore di Dio. Nel secondo volume, dal titolo Adamo dove sei?, abbiamo sondato il grande mistero della ribellione che ha sconvolto in profondità il progetto della creazione, e nello stesso tempo, abbiamo riconosciuto che Dio sceglie di farsi compagno nel cammino di Abramo e dei suoi figli. Infine, nel terzo volume intitolato Lascia partire il mio popolo, abbiamo ripercorso la storia di Mosè alla guida di un popolo che, grazie all'ascolto della Parola e della Legge, diventa libero. Questi volumi offrono un sussidio biblico per iter formativo "Il Cammino del Cuore"; il presente testo riguarda il quarto passo: il Padre manda suo Figlio per salvarci.
I saggi qui raccolti, alcuni dei quali inediti, delineano una proposta metodologica per l'interpretazione dei testi biblici e rispondono agli interrogativi sul senso della teologia nella vita cristiana. In un'epoca in cui molti teologi si domandavano se fosse legittimo applicare metodi storico-critici alla lettura della Bibbia, Romano Guardini offriva un contributo lungimirante, che si mantiene attuale anche a distanza di quasi un secolo. Confrontandosi con Anselmo di Canterbury e Karl Barth, attraverso temi quali la creazione e il rapporto tra mito e Sacra Scrittura, l'autore dimostra che quest'ultima è un testo insieme sacro, spirituale e storico. La Rivelazione si rivolge a ogni persona e a ogni tempo, al singolo nella sua unicità e all'umanità intera. In linea con il motto anselmiano Credo ut intelligam, credo per poter comprendere, solo con gli occhi della fede è possibile leggere la Bibbia in maniera autentica, quale «messaggio dall'eternità di Dio al presente». Romano Guardini (1885-1968) è stato uno dei protagonisti della storia culturale europea del sec. XX. Presso la Morcelliana è in corso di stampa l'Opera Omnia.