L'ascolto delle domande e dei vissuti dei diaconi europei mostra che essi concorrono alla vita della Chiesa senza una sufficiente riconoscibilità. Questo libro ricorda l'urgenza di un «tagliando» della figura del diacono. Se il gruppo di Gesù comprendeva discepoli e seguaci che vivevano delle relazioni diaconali che la Chiesa antica seppe valorizzare, tali modelli entrarono in crisi nella patristica. Questo saggio presenta una proposta seria e attuale sul tema.
Se è vero che nella vecchiaia l’inevitabile decadimento del corpo fa sentire fragili, questa non è una condanna senza appello. Anzi, se accettata, la vecchiaia è un tempo propizio per la crescita interiore. Come scriveva san Paolo, «anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno». Si può crescere nell’amore, si può diventare meno impulsivi, più benevoli, più pazienti, meno severi e più comprensivi, più miti e misericordiosi. Quando ciò avviene, la vecchiaia non è tempo di sterilità, ma di una nuova feconda linfa che fa fiorire la vita. Paglia guida il lettore verso questa forza, tra citazioni bibliche e letterarie, ma anche traendo spunti dalle ultime ricerche di psicologia e neuroscienza. Una riflessione che affronta anche il tema della morte e dell’oltre cristiano, che ci assicura che tutto sarà accolto - e raccolto - al momento dell’uscita dal tempo storico della vita, per essere portato al suo compimento. «Sì, siamo mortali, ma non per la morte».
La prestazione nasce dalla solitudine e crea più solitudine. Tuttavia, da “scelta”, la solitudine nel tempo diventa “subita”: diventa una dipendenza che l’uomo prestazionale vuole far passare come virtù ma che costituisce il segno profondo d’una perdita, la perdita delle relazioni. Ossessionato dalle risorse non solo materiali ma anche immateriali – i valori, le idee, le dottrine, i modelli, i programmi, le strategie – l’uomo prestazionale si allontana ingenuamente, e temerariamente, dall’unica fonte che può valorizzarlo e garantire la sua fioritura. L’uomo prestazionale non sa che l’oggettivazione del mondo finisce per renderlo a sua volta un oggetto. È l’altro a introdurre una opacità, una resistenza, un ostacolo alla programmazione e a ogni tipo di efficienza. Solo il discernimento e la lungimiranza possono consentirci di vederlo come l’unica garanzia per la nostra gioia.
La collana «Storia delle teologie cristiane» si apre con questa ricognizione ambiziosa e critica delle origini cristiane e del periodo tardo-antico (II-IX secolo), ideata per restituire a lettrici e lettori la polifonia degli sguardi teologici e dei contesti pratici in cui il pensiero cristiano ha preso forma. Sedici contributi specialistici alternano indicazioni metodologiche, ricostruzioni tematiche e focalizzazioni puntuali su autori/autrici e ambiti linguistici, offrendo una serie di strumenti di lettura inediti. La prima parte introduce criteri interpretativi essenziali: la forza delle pratiche rituali, l’incidenza dei contesti, la "matristica", i linguaggi poetici. La seconda parte ricostruisce nuclei tematici centrali - memoria di Gesù, canone biblico, antropologia, cristologia, Trinità, ecclesiologia, monachesimo, innologia - restituendoli alle loro radici storiche. La terza parte amplia l’orizzonte fino alle soglie del X secolo: dall’impulso carolingio alla produzione cristiana in area araba e cinese. Originale per l’approccio e per l’ampiezza delle fonti, il volume privilegia una storia che si pone in ascolto delle prassi - riti, catechesi e arte - e delle voci spesso considerate marginali. Accessibile ma rigoroso, concepito per chi studia, ricerca, riflette e si interessa alla genesi plurale del pensiero cristiano, rappresenta il primo passo di un cantiere di ricerca "aperto", che mira a riesaminare da capo la storia delle teologie in chiave davvero plurale, globale e inclusiva.
Una Chiesa che si dice in ascolto è anche, inevitabilmente, una Chiesa che riconosce di essere in debito di ascolto. Da questa consapevolezza prende avvio la riflessione di Daniela Cannavina. L’autrice mostra come l’ascolto non sia un atteggiamento accessorio né una fase preliminare del cammino ecclesiale, ma una dimensione costitutiva della vita della Chiesa: è nell’ascolto reciproco che prende forma il discernimento comunitario ed è dalla qualità dell’ascolto che dipende la credibilità di una Chiesa che vuole dirsi realmente sinodale. A partire dal magistero di papa Francesco e dai documenti del sinodo sulla sinodalità 2021-2024, Cannavina illustra i fondamenti teologici di questa prospettiva e presenta la "conversazione nello Spirito" come pratica spirituale e metodo di discernimento comunitario. Il volume ne descrive con chiarezza i passaggi operativi, il ruolo del facilitatore e gli atteggiamenti interiori necessari, articolando il processo in tre movimenti fondamentali: io, tu, noi. Le schede operative curate da Serena Noceti completano il volume, proponendo percorsi concreti di conversione personale, rinnovamento comunitario e riforma delle strutture pastorali. Un sussidio agile e rigoroso, pensato per chi - animatore, formatore, consiglio pastorale, comunità religiosa - vuole passare dalla teoria della sinodalità alla sua pratica quotidiana. Prefazione di Giacomo Costa.
Il tentativo di elaborare teologicamente l’incontro con la modernità, della quale il pluralismo è espressione, ha caratterizzato i lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II nel dialogo con le culture e la storia umana. Il presente studio individua quali sviluppi e quali limiti, all’interno del magistero pontificio e della riflessione di diversi teologi cattolici, abbia avuto la recezione postconciliare del pluralismo ecclesiale. Nel corso dell’opera emerge quanto l’urgenza di abitare la complessità socioculturale dell’oggi e la considerazione di un’ecclesiologia che valorizzi la dimensione locale abbiano condotto alla riscoperta della natura escatologica della Chiesa. La prospettiva della venuta del Regno apre alla valorizzazione delle diversità teologiche, spirituali e pastorali che emergono nel tempo. In esso, infatti, la Chiesa raggiungerà il suo compimento, che segna la realizzazione di un’unità maggiormente inclusiva, composta dalle molteplici forme assunte nel pellegrinaggio terreno per armonizzare le differenze nell’unico popolo di Dio.
La celebrazione eucaristica è il cuore della vita cristiana. Eppure, spesso la viviamo in modo frettoloso, senza riuscire a coglierne tutta la profondità e il mistero. Questo libretto propone una strada semplice e preziosa: vivere la Messa nella comunione dei Santi, lasciandosi accompagnare dalla Vergine Maria. Maria, madre e discepola, ci conduce nei vari momenti della liturgia, aiutandoci a comprendere ciò che avviene e a partecipare con il cuore. Non è un manuale di liturgia, ma una guida spirituale: una presenza materna che ci insegna a stare davanti all’Eucaristia con fede, attenzione e amore. Una prospettiva accessibile a tutti, per rendere la partecipazione alla Messa più viva, più consapevole, più orante.
La dottrina sull'anticristo in sant'Ireneo di Lione, in san Girolamo, in sant'Agostino e di san Gregorio Magno è molto attuale. In questo tempo sembra di essere testimoni di alcuni segni che preannunciano la fine dei tempi, tra i quali, quelli particolarmente evidenti e diffusi, sono la grande apostasia dalla fede in Cristo e l'ateismo mondiale. Tutto ciò sembra preparare l'avvento dell'"uomo iniquo nel tempio di Dio", cioè l'anticristo, che sarà distrutto con il ritorno di Cristo nella gloria (cfr. 2 ts 2,3-12). L'esercito della città del diavolo (Babilonia) avanza e conquista, dopo le due guerre mondiali, il mondo e l'umanità consolidando le posizioni della globalizzazione del mistero dell'iniquità. I successori di Pietro negli ultimi secoli hanno contrastato la marcia conquistatrice di questo esercito senza però riuscire a fermarlo. In questo libro si ripropone sia l'insegnamento dei padri della chiesa che quello dei papi su l'anticristo e sul suo avvento.
Accostarsi a Maria significa varcare la soglia della Bellezza. Questo volume offre un percorso di meditazione che intreccia, in un dittico fecondo, la verità della Parola e l'emozione dell'arte. Capitolo dopo capitolo, profilo della Vergine emerge nel suo spessore di donna e madre: dall'ascolto del progetto divino allo stare sotto la croce, fino alla luce della speranza. Attraverso il dialogo tra brani biblici e capolavori di artisti di diverse epoche, il lettore è invitato a leggere in controluce la propria vita. Uno strumento prezioso per entrare nel Mistero e trovare, nella fede di Maria, un orientamento lucido e resiliente per il cammino personale e sociale di ogni giorno.
Fabrizio De Toni entra, a 10 anni, nel seminario diocesano di Pordenone. Nel 1987 viene ordinato presbitero e lavorerà come animatore in seminario, quindi vicario parrocchiale e parroco. Prima di approdare all'Azione Cattolica nazionale,opererà in qualità di vicario episcopale per la Pastorale
e assistente diocesano dell'Ac. Nel 2017 è nominato assistente centrale del Settore adulti di Ac e, nel 2018, del Mlac. Ha conseguito il dottorato in Teologia pastorale pressola Pontificia Università Lateranense. Attualmente parroco a Cordenons, è docente presso lo Studio teologico diPordenone, prestando servizio in ambito diocesano.
Veronica Rossi è delegata regionale dell'Umbria. Laureata in Conservazione de Beni culturali, è maestra di scuola dell'infanzia. Dal 2007 cura progetti di arte e, dal 2018, collabora con il Settore adulti dell'Ac per la rubrica #ArtèParola e per seminari di catechesi e arte presso Casa S. Girolamo
a Spello (Pg).
L’articolo di Andrea Vicini sugli orientamenti attuali della teologia nordamericana di lingua inglese completa la panoramica offerta nel corso degli ultimi anni su temi e orientamenti del dibattito teologico contemporaneo nelle aree di lingua tedesca, di lingua francese e di lingua spagnola. La teologia morale, di cui il prof. Vicini si è occupato prevalentemente nei suoi studi, rappresenta il prisma attraverso il quale è possibile cogliere le forme del confronto teologico e la presenza della teologia nel dibattito pubblico. Matteo Rupil prende in esame il confronto con il pensiero di Tommaso d’Aquino di tre autori - O. Casel, K. Rahner e L. M. Chauvet - che nella teologia del Novecento si sono sforzati di aprire vie nuove alla teologia sacramentaria
Andare verso Dio è il fine unico della nostra vita, seguendo la via che la sua volontà ci ha tracciata e usando i mezzi che ha messo a nostra disposizione con generosità. Con questa idea fondamentale ben fissa, il certosino don François Pollien tratta i punti nevralgici della dottrina ascetica, dai primi passi fino agli ultimi sviluppi della vita interiore, senza arrestarsi che alle vette della unione mistica. «Tu sarai uomo di principi e i principi non si prestano a nessun accomodamento: quando si tratta invece dei mezzi da adoperare, puoi e devi essere accomodante», diceva, da ottimo conoscitore delle anime. «Don Pollien non fu un cacciatore di novità — afferma padre Mondrone nella prefazione — l’originalità, se mai, gli va riconosciuta nell’aver saputo scorgere nel tesoro tradizionale della teologia e della spiritualità cristiana verità stupende».