All'età di sedici anni, quando un'improvvisa paralisi agli arti inferiori lo costringe a letto senza grandi speranze di guarigione, l'autore vede la sua vita stravolta. Nell'istituto dove è ricoverato, un amico lo introduce alle pratiche dell'occultismo. Per tre anni esplora spiritismo, telepatia, ipnosi, radiestesia, magnetismo e vite passate, che lo portano a vivere nella paura costante. Solo l'incontro con Cristo lo libererà dall'angoscia e lo porterà ad abbandonare quel cammino di tenebre. Attingendo alla propria esperienza e alla propria formazione scientifica, filosofica e teologica, Bernard Bastian racconta la sua esperienza di medico e uomo credente e fornisce criteri di discernimento per riconoscere i pericoli e suggerimenti concreti per liberarsi da circoli viziosi.
Privata dell’intelligenza dell’anima che la metteva in contatto con l’invisibile, la nostra civiltà, sempre più secolarizzata, nega l’esistenza del mondo angelico. Parlare di angeli significa evocare personaggi che non hanno nulla a che vedere con la realtà vera: sopravvivenze arcaiche delle mitologie babilonesi recuperate dall’ebraismo. Ma relegare gli angeli nel dimenticatoio, in mezzo alle credulità ormai sorpassate, è demolire una casa dalle fondamenta. Perché la credenza negli angeli è parte importante della rivelazione cristiana e l’angelo è necessario all’armonia della creazione. Gli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele rappresentano quattro «funzionalità» straordinarie di Dio. Michele è colui che difende, Gabriele colui che annuncia, Raffaele colui che guarisce, Uriele colui che illumina. Questi quattro arcangeli ci donano quattro doni di Dio di cui ognuno di noi ha bisogno. Il primo dono è sapere che, tramite Michele, non siamo soli nella lotta, ma c’è qualcuno che combatte con noi. Il secondo dono è ricevere un annuncio, tramite Gabriele, che è più grande dei nostri ragionamenti e calcoli perché viene direttamente da Dio, un annuncio che come un imprevisto ci cambia la vita. Il terzo dono è sapere che quasi mai passiamo indenni in mezzo alle vicende della nostra storia e quindi abbiamo bisogno di guarigione tramite Raffaele. Il quarto dono è la luce divina che ci guida nel discernimento spirituale grazie a Uriele.
Questo libro, attraverso alcune storie bibliche e pennellate di spiritualità impastata con la nostra umanità, vuole semplicemente farci scrutare e gustare la bellezza della "notte" esistenziale senza fuggire. L’obiettivo è quello di far emergere che la notte, che può essere esistenziale/spirituale, umana/divina, è un "grembo fertile", una nuova occasione, una nuova opportunità, una nuova vita. Tutta la Chiesa nell’Annuncio Pasquale della Veglia canta il farsi di una notte più chiara del giorno: "Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno, e sarà fonte di luce per la mia delizia".
Maria Goretti, giovane originaria di Corinaldo, nelle Marche, si trasferì presto con la famiglia nelle Paludi Pontine, dove visse in estrema povertà. Fu uccisa non ancora dodicenne, vittima di un tentativo di violenza. L’attualità di questa piccola santa non è nel fatto di cronaca nera, simile a tanti altri del nostro tempo, ma nella preparazione vigile e operosa al sacrificio della vita. L’aspetto tipico della spiritualità di Marietta è la semplicità della fede. Alle grandi scelte non si arriva attraverso un atto solitario di eroismo, ma attraverso un cammino ordinario di piccoli gesti quotidiani, un cammino iniziato dentro una comunità, vissuto dentro una famiglia, assunto e concretizzato ogni giorno. Anche nel nostro tempo Marietta può diventare piccola pietra di volta nella costruzione della nostra fede.
Questo libretto presenta lo "sfondo" familiare di ogni gesto e momento della Messa. Senza questo indispensabile "contenuto" dei simboli, per i bambini e i ragazzi la celebrazione eucaristica rischia di essere solo una somma di noiose astrazioni. Ad ogni festa, i bambini dovrebbero chiedere ai genitori: "Perché facciamo festa?". Le feste dell'anno liturgico sono una forma magnifica di catechesi, che coinvolge tutta la famiglia. Un vero catechismo "avvolgente" fatto di movimento, canto, partecipazione, gioia, comunicazione... E siccome i bambini imparano solo quello che vivono, se esiste un significato spirituale della vita lo si può imparare solo in famiglia. Soltanto se quello che si celebra è anche vissuto nella vita familiare, la Messa sarà un momento di intensa soddisfazione spirituale. Un libretto semplice e completo, con un linguaggio e un approccio a misura di bambino. Uno strumento utile per comprendere tutti i momenti della Messa, con indicazioni utili su come viverla in famiglia. Con i testi liturgici aggiornati all'ultima edizione del Messale.
Quando Michele torna nella città da dove è fuggito decenni prima, la domanda sorge spontanea: cosa è successo? Uno scherzo stupido con conseguenze letali. La vita riparte da zero all’estero, apparentemente perfetta, finché la morte del figlio in un incidente fa riemergere i fantasmi della giovinezza e la ricerca di una via di salvezza. Un racconto che scava in profondità nell’animo umano, una vicenda intensa di perdita e di rinascita, in cui è l’esperienza del dolore e dell’amore a rivelare una via di speranza, una possibilità di redenzione.
Letture di ogni giorno con le meditazione di don Oreste Benzi.
Questo è il racconto degli straordinari avvenimenti riguardanti un manoscritto, il Codex Amiatinus, che ha attraversato i secoli tra abbazie, monasteri e corti papali e che ha le sue radici in una lontana regione della Britannia. In quella terra, un abate visionario, Ceolfrid, nell’ VIII secolo, fece preparare, dai suoi monaci, tre manoscritti miniati derivati dal misterioso Codex Grandior di Cassiodoro. Due copie furono destinate ai monasteri di cui era abate Ceolfrid ed una terza, fu realizzata per essere portata in dono all’allora pontefice Gregorio II. Questa è la storia della sua genesi e del suo temerario viaggio, sino alla destinazione finale in una remota abbazia sul Monte Amiata.
«Ci auguriamo di aiutare i cristiani a situare nel quadro di una relazione con Dio quelle esperienze importanti che sono la malattia e la guarigione. Che cosa infatti rivelano della nostra condizione? Qual è la funzione positiva che esse possono svolgere nella prospettiva della nostra salvezza?».
Descrizione
Queste pagine pongono le basi di una teologia cristiana della malattia, della sofferenza, ma anche della guarigione e della salute. Jean-Claude Larchet realizza una sintesi formidabile e senza precedenti, basandosi sugli insegnamenti originali e fondanti degli antichi Padri della Chiesa, letti sul fondo della sacra Scrittura.
L’autore, filosofo e teologo francese, aspira a dischiudere o a richiamare quelle prospettive che possono aiutare l’uomo e la donna di oggi a comprendere in un’ottica spirituale la malattia e le diverse forme di sofferenza che vi sono collegate. Vuole altresì aiutare a comprendere il senso profondo delle terapie, dei modi di guarigione e della salute stessa, collocando tutto questo in una cornice più ampia di quella generalmente offerta dalla nostra civiltà, che è dominata dalla tecnica e da uno sguardo piattamente orizzontale sull’esistenza.
Istituita il 30 settembre del 2019 da papa Francesco con il Motu proprio Aperuit illis, La Domenica della Parola di Dio è una giornata «dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio per far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture». La Domenica della Parola di Dio permette ancora una volta ai cristiani di rinsaldare l'invito tenace di Gesù ad ascoltare e custodire la sua Parola per offrire al mondo una testimonianza di speranza che permetta di andare oltre le difficoltà del momento presente. Il testo contiene: il Rito di intronizzazione della Parola di Dio, la Lectio Divina sul Vangelo della III domenica del Tempo ordinario, un testo a commento del Salmo domenicale, una proposta pastorale, le indicazioni per accogliere la Parola di Dio in famiglia e il metodo della lettura popolare e comunitaria della Bibbia e infine una testimonianza di fede e dei brevi testi degli ultimi Sommi Pontefici a commento della lettura della domenica.
A volte non ci si sente felici solo perché si inseguono fantasie e illusioni. Occorre invece guardare la vita così com’è: il lavoro con i suoi problemi, il rapporto di coppia con i suoi alti e bassi, la famiglia con le sue crisi e i suoi conflitti. L’arte della felicità consiste nel cercare, in mezzo all’ordinario, l’oro, quell’elemento prezioso che dà valore a tutto il resto. Diremo allora: «Forse non tutto è andato come avevo sognato, però, pur con i limiti della situazione presente, posso farmi le mie idee, meditare sul mistero della vita, sugli abissi dell’animo umano, posso elevarmi al di sopra del quotidiano senza fuggirne. Rimango nella "gabbia di legno" della mia vita, ma ho ali d’oro».
Come conciliare i grandi sogni con il fatto che non si può arrivare a tutto? È possibile vivere senza cadere nell’esaurimento, nella frustrazione o nella delusione? Si può crescere senza cinismo e senza manie mantenendo i propri desideri? L’autrice prova a rispondere a queste e ad altre domande svelandoci scenari inediti e desiderabili: una concezione del tempo piena di pace e gioia, la tenerezza come risposta adeguata ai limiti (propri e altrui), l’amore come fonte di una creatività che rende la vita feconda. Non è un libro di ricette o di istruzioni per l’uso ma una conversazione. Ne parliamo?