Sacrifici umani e divinità: un tema presente nella letteratura del vicino Oriente antico, ma rifiutato dalla Bibbia. Eppure c'è il caso unico della figlia di Iefte offerta al Signore in cambio della vittoria del padre sugli Ammoniti. Possibile che il Signore accetti un così cruento atto oltretutto richiesto da parte di chi vuole ottenere un successo personale? L'episodio ha quindi dell'assurdo e Iefte risulta essere un "mostro". L'autrice ha studiato a fondo il "voto di Iefte" (Gdc 11,29-40) e, attraverso l'uso del metodo storico critico, l'analisi esegetica, l'esame della casistica del lessico e il confronto con i commentatori giudei e cristiani delle varie epoche, ha ricavato una lettura originale di questa che fino ad ora è stata considerata una delle pagine oscure della Bibbia. La figlia di Iefte infatti non è stata sacrificata secondo la prassi delle popolazioni coeve a Israele, ma è stata offerta al Signore. Anzi, lei stessa è protagonista attiva di questa offerta perché, dopo la struggente esitazione del padre, è proprio lei a voler espletare il voto fatto al Signore. La sua vita è stata dunque una "consumazione" davanti al Signore perché Iefte aveva specificato nel suo voto che la vittima sarebbe stata per il Signore (sarà per il Signore). Si deduce allora che la figlia di Iefte è una sorta di patrona di tanti uomini e donne che fanno della loro vita un'offerta che si consuma davanti agli altri e al Signore.
«Aspirate davvero alla felicità?»: partendo dall’interrogativo rivolto ai giovani da papa Francesco in occasione della XXIX Giornata Mondiale della Gioventù, l’Autore traccia un cammino per accogliere la forza rivoluzionaria delle Beatitudini proclamate da Gesù, via della vera gioia. L’originalità del libro sta proprio nella scoperta di tutte quelle altre Beatitudini che popolano il mondo della Bibbia e che ancora possono trasformare il corso della storia. Guardare il mondo con gli occhi di Dio è il segreto che si nasconde nella felicità evangelica, quella vissuta da molti testimoni che tra le pagine del testo desiderano incontrarci: Abramo, Giobbe, sant’Agostino, Etty Hillesum, Edith Stein, lo stesso papa Francesco.
Si vuole individuare nella Bibbia la portata del valore del nome, cioè che cosa implica nel testo sacro il significato e la portata della denominazione data alle realtà umane, da parte dall'uomo, e, in qualche modo, da dio stesso.
L'opera propone un confronto tra la prospettiva etica tracciata da Gesù nel celebre esordio del Discorso della montagna (Mt 5,1-12) e il paradigma della vulnerabilità elaborato dalla psichiatria e dalla filosofia a indirizzo fenomenologico. L'obiettivo è quello di delineare un itinerario etico e antropologico condivisibile, partendo da metafore della persona che la restituiscano alla sua verità e integrità.
L'opera, dedicata ad Agnese Cini per i suoi ottanta anni, raccoglie alcuni scritti intorno a tre idee di fondo: che, come canta il Salmo 119, la Torà è una delizia per chi la conosce, la studia e la ama; che, come attestato in molti modi, alla forza della Bibbia nessuna roccia può resistere; che in tanti all'opera delle "mani" di Agnese devono riconoscenza.
Tutti i miei viaggi sono diventati dei pellegrinaggi, cercando e trovando il divino nelle sorelle come nei fratelli. Si riceve compassione, si impara ad avere compassione. La pace si costruisce quando la gente viaggia, superando i moderni confini, quando le donne parlano con donne di altre culture, quando ricordano le donne del passato. Questo libro è come una manciata di frammenti. Ho dovuto scavare profondamente per alcuni di loro, mentre altri giacevano, inosservati, in superficie. Questi frammentLerano in ebraico, greco, latino, siriano, copto e arabo. I testi biblici erano disponibili, ma le storie di donne non erano messe in evidenza. Le antiche raccolte degli scritti dei «Padri latini» e dei «Padri greci», i latini «Atti dei Martiri», nei quali erano citate delle donne, sono stati resi accessibili in raccolte erudite tradotte in inglese solo nel xx secolo. Le storie, di donne scritte in siriano, copto e arabo sono rare e solo alcune di esse sono state tradotte in inglese negli ultimi decenni, destinate per lo più a un pubblico di specialisti. Questo libro mette in rilievo la tradizione cristiana, ma guarda con rispetto le altre: oltre alle donne della Bibbia e alle sante cristiane, vi sono state incluse donne ebree e musulmane. I «popoli del Libro», ebrei, cristiani e musulmani, hanno un'eredità comune, un Dio di compassione che è più importante delle differenze che li dividono.
Secondo l'Autore, molti degli insegnamenti di Gesù si accordano con quelli della psicoterapia. Innanzi tutto, il punto di partenza: come l'esortazione di Gesù «Convertitevi» è un invito a cambiare mentalità, così la psicoterapia propone un cambiamento di convinzioni e comportamenti dannosi per la persona. Quindi sono prese in considerazione alcune parabole (es. Padre misericordioso, Buon Samaritano, parabola dei talenti) e alcuni dialoghi evangelici (es. con la Samaritana, con i discepoli durante la tempesta), da cui emerge come sia essenziale, sia per Gesù sia per la pratica psicoterapica, l'accettazione incondizionata della persona con tutti i suoi bisogni psicologici: primo fra tutti quello di sentirsi amata al di là di errori, pregiudizi e condizionamenti. I tre capitoli centrali costituiscono una sorta di «itinerario terapeutico»: dalla legge umana dell'amore all'esperienza correttivo-emotiva deducibile dalle parabole, al valore terapeutico della preghiera individuale.
Da dove provengono la Bibbia e il Corano? Qual è il contenuto di questi libri considerati sacri da ebrei, cristiani e musulmani? Chi li ha scritti? Con quale finalità? Lungo quali tradizioni ci sono pervenuti? Quale ruolo svolgono questi 'libri santi' all'interno delle tre religioni monoteiste? Che cosa hanno in comune? Quali sono le loro differenze? È a questioni del genere, interessanti sia per i credenti sia per gli scettici, che risponde Serge Lafitte, noto specialista del monoteismo. Egli presenta i testi fondatori e racconta la storia dell'ebraismo, del cristianesimo e dell'isl?m.
Non c’è figura biblica più maltrattata e sminuita della Maddalena che, in questo libro, è chiamata Myriam di Magdala proprio per riscattarla dalle incrostazioni che hanno sbiadito la sua persona e restituirle smalto, invitando i lettori a fare altrettanto. È urgente, infatti, restituire a Myriam di Magdala la sua vera identità di discepola del Cristo e riscoprire il significato straordinario del suo rapporto con Gesù. Liberata dall’oppressione della morte, Myriam incontra la vita che emana dal Cristo e sperimenta che Cristo è vita che irrora le relazioni e immette nella grazia della fraternità e della figliolanza divina. Myriam è donna pasquale che ci ricorda che la Chiesa se non è pasquale, sarà sepolcrale. È donna pasquale che ci ricorda che Dio è vita e che noi, i viventi, quando facciamo cadere steccati e barriere tra uomini e donne, diventiamo per davvero “la gloria di Dio”.
Editoriale (pag. 2)
Carlo Broccardo
I personaggi: Giovanni Battista
Giovanni Battista: Aspetti storici e letterari (pag. 4)
Benedetta Rossi
Un personaggio complesso: Giovanni nella tradizione evangelica (pag. 10)
Donatella Scaiola
Un grande tra i grandi: L’autorità del Battista tra gli uomini del suo tempo (pag. 17)
Sebastiano Pinto
Il percorso di fede di Giovanni: La relazione con Dio attraverso Gesù (pag. 24)
Giulio Michelini
Il “Gran Giovanni”: L’eredità del Battista nel mondo cristiano (e oltre) (pag. 31)
Guido Benzi
Un grande profeta e un amico autentico: Il personaggio di Giovanni Battista (pag. 37)
Annalisa Guida
Giovanni Battista testimone, profeta e amico. La chiesa, popolo profetico in dialogo con il mondo (pag. 42)
Valentino Bulgarelli
Rubriche Per saperne di più
Giovanni, il più grande di tutti i... monaci
I sermoni di Guerrico d’Igny (pag. 49)
Marcello Panzanini
Men at work
La figlia di Erodiade (pag. 51)
Valeria Poletti
Apostolato biblico
L’esperienza della diocesi di Massa Marittima – Piombino.
Tra luci ed ombre, punti di forza e inedaguatezze (pag. 53)
Anna Giorgi
La Bibbia nella riforma
La Bibbia di Giovanni Diodati (1576–1649) (pag. 54)
Valdo Bertalot
Vetrina biblica
Recensioni (pag. 55)
Arte
A chi parla di Giovanni davvero?
Giovanni Battista indica il salvatore ad Andrea e a Pietro, del Domenichino (pag. 59)
Marcello Panzanini
"Don Lino Santini ha raccolto in questo libro alcune delle perle contenute nel vasto tesoro della Bibbia, pagine scelte per una meditazione semplice e immediata. Camminando come un pellegrino fra i versetti della Bibbia, ha spigolato qua e là, fissando alcuni frammenti di quella bellezza infinita che traspare dalla parola e li ha ordinati come in un collare di perle preziose, per facilitare al lettore l'immediato contatto con colui che parla al cuore". (Mons. Giovanni D'Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno)