Il sacramento che introduce il ragazzo alla vita cristiana più consapevole: egli è destinato a essere figlio di Dio, sull'esempio di Gesù. Il volume propone un percorso di preparazione al sacramento della cresima attraverso l'approfondimento dei testi biblici che ci rivelano chi è lo Spirito Santo e cosa sia la vita nello Spirito. La terza parte del libro prende invece in esame il rito della Cresima.
"Per Crucem ad Lucem" è un compendio che nasce dal desiderio di far "gustare" il cammino della Quaresima e della Pasqua in tante tappe che sono una "metafora" del nostro viaggio di conversione da vivere ogni giorno perché i tempi "forti" che la Chiesa- come Madre- ci offre durante l'anno liturgico sono solo uno "scossone" per riprendere la marcia dopo stanchezze, battute di arresto e speranza sbiadita. Una sorta di "vademecum" da consultare , quasi una "valigetta da pronto soccorso" per rianimarci tutte le volte che il "polso spirituale" decelera nei battiti, facendo fatica a salire la china. Un compendio che ci permette di visualizzare subito la "voce" di cui abbiamo bisogno in quel momento per ravvivare la fede, un ripasso del cuore perché sia sempre desto e avvolto nella speranza che fa vedere una luce oltre il buio. "La Quaresima- come dice Benedetto XVI- è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua.
Parole semplici, ma profonde ci accompagnano nel cuore della grande devozione di papa Francesco per la Madre di Dio, compagna di viaggio di ciascuno per vivere la fede nella quotidianità del nostro tempo. Il libro - attraverso omelie, discorsi, angelus e messaggi - si snoda in un percorso che, sulla scia dei Vangeli, vede in Maria l'esempio di fede in cammino, la maestra di speranza gioiosa, il modello di tenera carità e l'apostola e annunciatrice di pace. La raccolta comprende, nel difficile momento storico che stiamo vivendo, i due atti di affidamento a Maria di Francesco e alcune sue preghiere per chiedere l'intercessione di colei che ci guida verso il cuore di Cristo. Il volume è arricchito dal commento introduttivo di suor Daniela Del Gaudio.
Il nuovo libro del card. Comastri in cui ci accompagna attraverso un percorso di riflessione sul dolore e la caducità della vita umana, la felicità, la gioia e la bellezza del Paradiso. Riflessioni arricchite dalla vita di alcune persone che hanno vissuto in maniera eroica la dimensione e l'esperienza del dolore, trasformandolo in un giardino di felicità in attesa della vita eterna, come Benedetta Bianchi Porro e Papa Giovanni XXIII.
In un tempo per tanti versi drammatico, nel quale l'uomo è sottoposto a innumerevoli minacce che mettono a rischio la sua stessa umanità, i 1700 anni del Concilio di Nicea costituiscono una preziosa opportunità per chiederci chi sia Cristo per la vita dell'uomo, di ciascuno di noi, una domanda che Gesù stesso pose ai suoi discepoli: «E voi chi dite che io?». Essa interpella in primo luogo la vita della Chiesa, sempre esposta al rischio di ridurre Cristo al suo esempio e non al dono della sua persona, una strada che finisce per portare a stanchezza, tristezza e smarrimento. Negando la divinità di Cristo, Ario lo riduceva a mediatore tra Dio e l'uomo, svuotando la realtà dell'incarnazione cosicché divino e umano restavano irrimediabilmente separati. Ma se Dio non si è fatto uomo, come può l'uomo diventare come Lui? Questo era in gioco a Nicea ed è in gioco oggi: la fede in Dio «che si è fatto come noi per farci come Lui», estrema convenienza per ogni singola persona: «Si tratta di te». Riprendendo con rigore il dibattito che si svolse a Nicea, l'autore ci conduce a contemplare con stupore e gratitudine la bontà del Signore e ciò che ha fatto «per noi e per la nostra salvezza», mosso da un amore infinito di Padre che ci vuole tutti figli.
Restare umani o non esserlo più: questa è la grande sfida lanciata oggi dall'intelligenza artificiale, che prospetta la possibilità che l'essere umano sia sostituito da un umanoide. In realtà, l'intelligenza artificiale risponde alle domande grazie all'enorme somma di dati elaborati, ma non risponde al senso della vita, né distingue il bene dal male. Ecco allora quattro dimensioni fondamentali per diventare più umani e meno artificiali: la lentezza, per liberarsi dallo strapotere degli algoritmi e recuperare i ritmi naturali; la sobrietà, per riscoprire l'essenzialità della vita; la tenerezza, per dare priorità all'amore, indispensabile all'umanità; la partecipazione, per liberarsi dall'individualismo. Prefazione di Leonardo Becchetti.
Il libro "Eucaristia. Il pasto e la parola" di Ghislain Lafont propone una riflessione originale e profonda sull'Eucaristia, letta non solo come rito religioso, ma come esperienza umana fondamentale. Lafont intreccia temi come il cibo, la parola, il corpo, la relazione e la morte, mostrando come il gesto eucaristico raccolga e trasfiguri le dimensioni essenziali della vita umana. Il pane condiviso e la parola pronunciata diventano così il luogo in cui Dio incontra l'uomo nella concretezza dell'esistenza quotidiana. È un testo breve ma intenso, dal linguaggio poetico e teologico insieme, che invita a riscoprire la forza simbolica e vitale dell'Eucaristia oltre una visione soltanto dottrinale o rituale.
Rosmini scrisse Delle cinque piaghe della Santa Chiesa tra il 1832 e il 1833, ma prima di pubblicarle anonime a Lugano nella primavera del 1848, le lasciò riposare in un cassetto per ben tre lustri, fino all'avvento al soglio pontificio di Pio IX. Il successo riscosso dall'opera fu bloccato per oltre un secolo dall'inserzione nell'Indice dei libri proibiti il 15 agosto 1849. Nonostante la messa all'indice, "la sua meditazione sulla natura della Chiesa e la sua lettura della storia contemporanea alla luce di quella passata, lungi da spingerlo sulla strada dell'aperta ribellione, intensificano il suo amore verso la Chiesa, confermando la carica utopica e profetica che aveva contraddistinto i suoi precedenti interventi". Saggio introduttivo e note di Nunzio Galantino. Postafazione di Giuseppe Lorizio.
Si fa presto a dire "sta scritto nella Bibbia": ventitré secoli, distanze enormi, riscritture continue, testi scoperti o ritrovati. Come il Libro dei Libri è divenuto la fonte spirituale dell'Europa
Il libro dei libri è un libro di libri: tradotti, a volte travisati, ritrovati in modo rocambolesco, dottrinalmente esclusi o inclusi, uno specchio delle travagliate vicende religiose del continente. Considerati ispirati da Dio, scritti e letti da uomini, i testi biblici hanno bisogno, per essere compresi, di interpretazione: impegno senza fine che ha affinato metodi di analisi e di critica utilizzati anche in altri ambiti letterari e saperi. Attraverso i viaggi, spesso avventurosi, dei manoscritti e degli stampati – dal Vicino oriente all'Europa o all'interno del vecchio continente – sono ricostruite le tappe principali della storia e della diffusione dei testi sacri di ebrei e cristiani, tra la tarda antichità e l'età moderna: dagli originali ebraici e greci alle principali versioni, fino alle edizioni critiche contemporanee.
Giovanni Maria Vian già ordinario di Filologia patristica all'Università di Roma La Sapienza, redattore e autore dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, è direttore emerito dell'Osservatore Romano, che ha guidato dal 2007 al 2018, ed è editorialista del Domani. Con il Mulino ha pubblicato La donazione di Costantino (20102) e Andare per la Roma dei papi (2020). Tra i volumi più recenti: I libri di Dio (Carocci, 2020), L'ultimo papa (Marcianum Press, 2024), entrambi tradotti in francese e spagnolo, e La scommessa di Costantino (con Gian Guido Vecchi, Mondadori, 2025).
Il testo propone una rilettura della speranza cristiana alla luce del pensiero di Tommaso d'Aquino, seguendo il metodo del realismo critico tomista e l'etica delle virtù. L'obiettivo è chiarire se la speranza sia passione o virtù, distinguendo tra dinamica umana e dimensione teologale. Il lavoro si articola in tre tappe fondamentali: i fondamenti dell'etica tomista; l'analisi della speranza come passione e virtù; le implicazioni antropologiche e teologiche. Considerando l'essere umano come pellegrino, homo viator, la proposta etica tomista è quella di "essere per la speranza". Centrale è il dialogo tra fede e ragione, in cui filosofia e teologia cooperano nella comprensione dell'uomo e del suo cammino verso Dio.