Questo volume traccia un quadro sul cristianesimo in epoca costantiniana, per poi passare alla controversia ariana, al concilio di Nicea (325 d.C.) e a tutte le vicende fino al definitivo crollo teologico della dottrina di Ario nel concilio di Costantinopoli (381 d.C.). Dal ritratto che Baus fa della Chiesa primitiva emerge il richiamo a non considerarla come qualcosa di statico, di permanente o di perfettamente realizzato. Anzi, dalla lettura risulta che il dinamismo e lo sviluppo costituiscono un dato costante della Chiesa dai primi secoli. Il fascino della Chiesa dei primi secoli fu sempre vivo e operante in tutti i secoli. A quell'esperienza fecero appello i monaci orientali e occidentali per giustificare la loro scelta di vita; a quella comunità apostolica si ispirarono i movimenti rinnovatori dei secoli XII-XIII, sfociati in tensioni antigerarchiche in alcuni e in una testimonianza evangelica in altri (san Francesco, san Domenico); a quel periodo si richiamarono i vari riformatori dei secoli xv e xvi (fra questi anche Lutero).
«Quando io conobbi Maria avevo quindici anni, e tutto ciò che mi ricordavo di Dio era che "Dio è l'Essere perfettissimo", come avevo imparato al Catechismo». Così comincia il suo racconto l'autore di questo libro, che coniuga i suoi ricordi della frequentazione con Maria Bolognesi con una riflessione profonda e unica sul tema della mistica e di ciò che le esperienze mistiche hanno significato nella vita della Bolognesi stessa. Ne viene una narrazione affascinante, a svelare e circoscrivere il mistero di una donna che soffrì in anima (per le incomprensioni su ciò che le accadeva) e corpo (per le sofferenze fisiche che la portarono alla morte) e che pure seppe resistere in quell'infanzia spirituale che la rende ancora oggi un unicum nella storia della spiritualità, non solo italiana. Il libro di Raffaele Talmelli ha anche un altro pregio: quello di unire -- caso più unico che raro -- nel racconto di una storia spirituale il punto di vista teologico e quello psicologico (l'autore è, infatti, studioso di psicopatologia): siamo così accompagnati da uno sguardo acuto, credente e scientifico verso la comprensione di una figura di donna semplice, ma illuminata da una luce particolare, che la rende affascinante e che davvero necessita di una riscoperta che non lascerà il lettore insoddisfatto.
Il libro racconta la transizione del papato dalla fine dell'antico regime agli ultimi tre pontificati, nuovi ma con limiti evidenti di governo. In una crisi profonda del cattolicesimo l'assolutismo papale sembra essere al suo apogeo ma non riesce a riformare la curia romana e si scontra con difficoltà serie: il rapporto con il denaro, la comunicazione, la problematica santità papale. L'eredità di Ratzinger resta fondamentale, tra l'altro, per il rapporto con l'ebraismo, per la riflessione sull'estinguersi della fede in Occidente e per l'azione lucida e determinata contro lo scandalo degli abusi, ma poco efficace è stato il suo governo. Irrisolto e contraddittorio risulta invece il pontificato di Bergoglio, caratterizzato da una decisa volontà riformatrice ma anche da scelte che hanno finito per accentuare le divisioni nella Chiesa, rendendo in questo modo urgente una riflessione sull'esercizio del potere papale e sulla collegialità episcopale.
Scritta in occasione 60° anniversario della Dichiarazione conciliare Gravissimum educationis sull'estrema importanza e attualità dell'educazione nella vita della persona umana, la prima lettera apostolica di Leone XIV chiede alla comunità credente di fermarsi per recuperare con saggezza lo sguardo sulla "cosmologia della paideia cristiana", una visione che a partire dalle logiche evangeliche sa rinnovare sé stessa e ispirare con fecondità tutte le sfaccettature dell'educazione. Scrive il Papa: «Davanti ai tanti milioni di bambini nel mondo che non hanno ancora accesso alla scolarizzazione primaria, come possiamo non agire? Davanti alle drammatiche situazioni di emergenza educativa provocata dalle guerre, dalle migrazioni, dalle diseguaglianze e dalle diverse forme di povertà, come non sentire l'urgenza di rinnovare il nostro impegno? L'educazione è una delle espressioni più alte della carità cristiana. Il mondo ha bisogno di questa forma di speranza».
Il padre Giuseppe Tissot nacque ad Annecy (Savoia) il 1° settembre 1840 e fu ordinato sacerdote il 30 maggio 1863 entrando in quello stesso anno nella congregazione dei Missionari di San Francesco di Sales. Dotato di una straordinaria eloquenza e di un'altrettanta profonda spiritualità, percorse la Francia per predicare ritiri nei collegi, nelle parrocchie, nelle comunità religiose. Dal 1872 al 1880 si dedicò al rinnovamento spirituale della Savoia di cui fu uno dei principali artefici. Nel 1880 fu eletto superiore generale dei Missionari di San Francesco di Sales e superiore delle Figlie della Croce di Chavanod. Morì ad Annecy il 2 agosto 1894. "L'arte di utilizzare le proprie colpe, secondo san Francesco di Sales" pubblicato nel 1879 ha fatto un grande bene alle anime e può continuare a farlo nell'epoca di confusione spirituale che stiamo attraversando.
Sozomeno nasce a Bethelia, un villaggio nei pressi di Gaza, intorno al 380 da famiglia pagana poi convertitasi al cristianesimo grazie alla predicazione di Ilarione. Non prima del 423 si trasferì a Costantinopoli, dove esercitò la professione di giurista e compose la Storia ecclesiastica in nove libri, dedicata a Teodosio II. Nelle intenzioni dell'autore essa doveva trattare gli anni dal 326 al 439. Si arresta però al 425, anno dell'ascesa al trono di Valentiniano III; l'ultimo capitolo riferisce della scoperta delle reliquie di Zaccaria. La storia viene vista da Sozomeno come uno scenario nel cui sfondo vicende profane ed ecclesiastiche si intrecciano in un nesso indissolubile. Gli attori sono coloro che difendono la Verità, ossia il credo niceno, contro la minaccia e le trame di eretici e persecutori, e per questo sono destinati a trionfare, forti del sostegno di Dio, che con infallibile giudizio premia i primi e punisce i secondi. È Lui che, in ultima istanza, col suo volere plasma e dà senso alla storia. La presente traduzione è la prima in lingua italiana.
Testo ufficiale del primo documento magisteriale di Papa Leone XIV dedicato all’amore del cristiano verso i poveri. Un testo molto atteso dall’opinione pubblica, dai mass media, dai fedeli e lettori di tutto il mondo per co- noscere ancora più da vicino il nuovo Pontefice.
Nel 1219, mentre era in atto la quinta Crociata, san Francesco d’Assisi intraprendeva un viaggio rivoluzionario quanto pericoloso e dall’esito incerto, alla volta dell’Egitto per incontrare il sultano al-Kamil. Fu la preghiera a sostenerlo e l’autentica volontà di pace. Un evento ancora oggi carico di significato e portatore di un messaggio sempre attuale e pregnante. L’incontro effettivamente avvenne, il contenuto del dialogo non ci è noto, ma ciò che ci basta sapere è che quel confronto ci fu e fu proficuo, a dimostrazione della ricchezza che può nascere dall’incontro di culture diverse quando vi sia la volontà di aprirsi e di comprendersi. Qui, Enzo Fortunato ripercorre le tappe del cammino di Francesco e dei Francescani, a partire da quel fatidico viaggio quando il Vangelo incontrò il Corano. Piero Damosso ci rappresenta — attraverso le tappe del dialogo cristiano sostenute da papa Francesco, Benedetto XVI e san Giovanni Paolo II — la necessità di recuperare, anche proprio dall’esempio francescano, l’amore verso i fratelli, il rispetto per le altre culture nel riconoscimento dell’altrui libertà e dell’uguale diritto alla vita, voluti proprio da Dio stesso.
La raccolta degli Atti del VI Simposio della Penitenzieria Apostolica sul tema “Penitenza e Penitenzieria al tempo del giansenismo (secc. XVII-XVIII) Culture – Teologie – Prassi”. Sono presenti riflessioni sull’evoluzione storica, teologica e pastorale del sacramento della Penitenza nei secoli XVII e XVIII. Tale periodo è profondamente segnato dall’impronta delle controversie legate alle idee di Giansenio e dei suoi epigoni.
In questo secondo volume: Santa Rita da Cascia, Santa Caterina da Genova, Sant’Angela Merici, San Tommaso Moro, San Girolamo Emiliani, Sant’Ignazio di Loyola, San Francesco Saverio, Santa Teresa d’Avila, San Filippo Neri, San Carlo Borromeo, San Giovanni della Croce, San Camillo de Lellis, Venerabile Matteo Ricci, San Francesco di Sales, San Luigi Gonzaga, Santa Giovanna Francesca di Chantal, San Martino de Porres, San Pietro Claver, San Vincenzo de’ Paoli, Santa Luisa de Marillac, Venerabile fra Lorenzo della Redenzione, Beato Marco d’Aviano, Beato Angelo Paoli, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Santa Teresa Margherita Redi, Sante martiri di Compiègne Dal XV al XVIII secolo ci sono i santi che aprono alla modernità e che portano l'Annuncio di Cristo in giro per il mondo, dalle Americhe all'Estremo Oriente. Figure come Tommaso Moro, Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Teresa d'Avila, Vincenzo de' Paoli, Filippo Neri e vari altri hanno dato un’impronta alla Chiesa e al mondo le cui conseguenze ci accompagnano ancora oggi. Abbiamo i santi della carità, primo tra tutti Vincenzo: in una società in cui la distanza tra ricchi e poveri era esplosa, quello che fecero i santi nessun governo avrebbe tentato di farlo. Ma è anche il periodo dei grandi mistici, a rammentare una dimensione spirituale nei confronti di un mondo che aveva scoperto il progresso. Gli ordini religiosi e le congregazioni da loro fondate vivono tutt'oggi, e tra queste la Compagnia di Gesù. Dopo il grande successo della serie "Ritratti di santi" di Sicari, continua la pubblicazione in 6 grandi volumi dei vari ritratti, con moltissimi inediti. Una lettura facile e appassionante in cui si incontrano figure e vite indimenticabili.
La sfida dell’Intelligenza artificiale. Paragrafo 46 del Codice di Camaldoli: «46. L’educazione filosofica. Con l’educazione filosofica il giovane deve essere messo in grado di porre e risolvere i massimi problemi della vita e del mondo ragionando sulle realtà e sviluppando coll’esercizio le sue facoltà di critica e di giudizio. L’educazione filosofica non deve ridursi a far studiare, senza aver data una preparazione sistematica fondamentale, gli svariati sistemi discordanti, opposti, spesso difficili ad intendersi, avulsi dalla vita e dalla realtà ed incapaci di darne esauriente spiegazione».
Il presente volume, che apre la collana Storia e Beni Culturali della Chiesa, accoglie i contributi relativi al terzo Seminario per i Beni Culturali della Chiesa "Testimoni di Santità. Reliquie, reliquiari e corpisanti", tenutosi presso la Pontificia Università Gregoriana, il 24 febbraio 2024. Il tema è stato affrontato presentando la recente normativa canonica, il rapporto tra reliquie e reliquiari, la letteratura e i corpisanti, le ricognizioni canoniche e alcune tra le attuali pratiche devozionali. Ai contributi si è aggiunta la riflessione, oggetto della tavola rotonda, se sia lecito conservare le reliquie fuori dai luoghi di culto - un interrogativo generato dall’uso, abbastanza diffuso, di esporre reliquiari con reliquie all’interno dei musei ecclesiastici -, e se sia opportuno separare le reliquie dai propri contenitori.