Un itinerario guidato nella propria interiorità. Una preghiera profonda per entrare in contatto co sé stessi. Accompagnati dall'autrice, tenteremo di comunicare con l'anima: ecco l'azzardo espresso in questi pensieri. Un viaggio intimo, soffiato, indispensabile, dalla sofferenza alla rinascita. In ciascuno di noi ci sono potenzialità inespresse o soffocate da paure, ferite o convinzioni radicate, che attendono di essere prese per mano e portate in superficie, per essere illuminate dalla Luce e redente. Un libello di spiritualità per imparare a comunicare con la propria anima, e riuscire così a... comunicare l'anima.
Opera di Guigo il certosino (XII secolo), la Lettera è il suo insegnamento circa la necessità per i monaci e per i cristiani tutti di uno spazio di silenzio orante, della solitudine e della separazione dalla vita esterna, per costruirsi una cella interiore dove esercitarsi nella vita spirituale e giungere all'unione con Dio.
"Essere fragili" è una riflessione filosofica e letteraria sulla vulnerabilità della nostra esistenza e sui modi in cui attraverso di essa possiamo crescere come individui e come società. Quando accettiamo che il nostro corpo è minato di ferite, cicatrici e dolore; quando consideriamo la condizione umana come precaria e transitoria, siamo di fronte a un bivio. Possiamo rifugiarci in un'idea di mondo in cui tutto è ordinato, privo di problemi, e appellarci a questo principio per dare un senso alla nostra vita, orientarla e dirigerla negando la possibilità e la potenza dell'imperfezione. Oppure possiamo affrontare con una critica radicale questo tipo di pensiero, per ritrovarci come corpi sì fragili, ma uniti. Ecco quindi che per Joan-Carles Mèlich la via non è la metafisica ma l'etica. Non nella forma di un insieme di regole da seguire, ma intesa come il perseguimento dell'empatia, del perdono, della compassione, dunque della cura di sé e dell'altro. In un saggio che prende spunto dalle opere di Virginia Woolf, Hannah Arendt, Rainer Maria Rilke, Emmanuel Lévinas e da Moby Dick, Mèlich prova a rispondere a un quesito: come possiamo farci carico della nostra fragilità? La risposta sta nel contatto - ossia nella «carezza» - tra corpi diversi; perché riconoscendoci vulnerabili insieme sapremo darci conforto gli uni con gli altri, fronteggiando paura e sofferenza grazie alla loro condivisione.
Un libretto prezioso sulla misericordia, che dall'excursus biblico si staglia verso autori antichi e moderni, per una serie di meditazioni tanto semplici da leggere e comprendere quanto dirette e accurate. Una lectio che sembra divenire, a tratti, un flusso di coscienza e una preghiera estemporanea che chiede perdono e comunione, abbraccia le miserie del mondo e implora la pietà di Dio.
La vita di ogni uomo e donna è simile a un armadio... per ogni cosa c'è il suo posto. Un armadio non solo deve essere spazioso, ma deve pure essere ordinato in modo da poter disporre di ciò che ci serve con facilità. La nostra esistenza va continuamente rivestita con gli abiti adeguati ad ogni stagione come pure in modo conveniente alle situazioni che viviamo, non solo per noi stessi ma anche per gli altri. L'autore suddivide la nostra vita nelle quattro stagioni. All'interno di ognuna ci sono gli scomparti (cura di sé, relazioni affettive, il lavoro, l'ozio necessario), i ripiani (il tempo, lo spazio da abitare, i rapporti da curare), i cassetti (gestire i fallimenti, la necessità di sognare, il coraggio di scegliere, la forza dei desideri) e le scatole (imparare nella sofferenza, ringiovanire nella vecchiaia, la morte come compimento). Mettere ordine nella propria vita richiede non solo di aprire l'armadio del nostro cuore per prendere ciò che ci serve al momento giusto, ma prevede pure che, a suo tempo, abbiamo rimesso ogni cosa al suo posto mantenendo così quell'ordine interiore che permette di vivere armoniosamente con noi stessi e sinfonicamente con gli altri.
"Vivremo sicuri da ogni turbamento, nell'ATTESA si compia la BEATA speranza e venga il nostro Salvatore Gesù": parole che ripetiamo a messa, ma nel nostro tempo, l'attesa non è qualcosa di gradito! Se però si accosta il dipinto in copertina alle righe del Vangelo (Avverrà come di un uomo che partendo per un viaggio…), si coglie anche visivamente che la nostra vita di credenti è proprio questa: un'attesa, nelle Sue mani, ma anche nelle nostre, tra il già e il non ancora Desideriamo davvero questo Suo ritorno? Come vivere, "sicuri da ogni turbamento", questa attesa fiduciosa e beata?
Don Marcello Stanzione e padre Pietro Magliozzi M.I. ci portano alla scoperta del ministero della guarigione e della liberazione grazie all’incontro con Gesù medico ed esorcista. Attraverso le pagine di questo libro, imparerai che la missione di Gesù è quella di "disfare le opere del diavolo"(Gv 3,8), liberandoci dai vincoli del peccato e ripristinando la nostra natura umana. Senza scordare però che il percorso verso la guarigione e la liberazione inizia in noi stessi, richiedendo una fede autentica e un profondo impegno di conversione. Arricchito da una raccolta di preghiere di guarigione e liberazione, questo libro offre una guida per esplorare il potere della fede e dell'amore di Gesù nel trasformare le nostre vite e sperimentare la guarigione e la liberazione.
In questo testo sui segreti della santità e sul senso del dolore gli autori ci offrono una carrellata di santi antichi, moderni e contemporanei che con la loro vita hanno risposto cristianamente agli interrogativi sul significato e sullo scopo della sofferenza nell'esistenza con la testimonianza di una vita di impegno e sacrificio.
Noi siamo la nostra anima. Il corpo morirà, ma l'anima è eterna. Se ne fossimo pienamente consapevoli, potremmo cambiare la nostra vita, potremmo vivere con la gioia di sentirci parte di un grande amore universale, con la certezza che questa vita è solo un passaggio necessario. La nostra mente umana, però, nega tutto questo e ci impedisce di ascoltare la nostra anima almeno finché, dal cielo non arrivano, nei modi più inaspettati, doni incredibili capaci di risvegliare in noi questa consapevolezza. Come è accaduto alla protagonista di questa straordinaria esperienza.
Nelle situazioni di emergenza si tende a pensare esclusivamente ai bisogni materiali, ma i bisogni non materiali hanno la stessa urgenza e affrontarli con tempestività consentirebbe di evitare molte sofferenze successive. Attualmente, però, non esistono né metodi diagnostici, né rimedi chiari e diffusi, né una pastorale sistematizzata per poterlo fare. Eppure nel mondo di oggi una maggiore e più consapevole capacità di "gestione delle catastrofi" servirebbe più che mai nei traumi e nelle emergenze, individuali e collettive, dove il bisogno è drammatico e il problema è diventato un "mistero" schiacciante di dolore innocente, che richiede una salvezza integrale. Fornire strumenti, anche spirituali, per camminare verso questa liberazione-salvezza è la motivazione da cui nasce questo libro. Contiene le preghiere per i tempi di particolare tribolazione.
A volte spontaneamente poniamo domande difficili a Dio e ai Santi, domande alle quali non sappiamo dare una risposta, domande che spesso ci angosciano, domande che superano questa vita, e alle quali solo la sapienza trascendentale dei santi può dare delle risposte. E le risposte arrivano... a volte in sogno o tramite una improvvisa pace del cuore, ma spesso non le comprendiamo, perché sono semplici, pure, contro corrente. Ed ognuna di queste risposte, con poche parole, muove le montagne e illumina la nostra strada. In modo chiaro allora comprendiamo quale sia la via da seguire, quale sia la soluzione reale e possibile dei nostri problemi.
"Una volta la mia comprensione fu portata giù nel fondo del mare; e lì io vidi colline, e verdi vallate, come se fossero lussureggianti con creste e pietrisco: e allora capii così, che se un uomo o una donna fossero lì sotto le grandi acque, e potessero avere la vista di Dio, in quanto Dio è con un essere umano continuamente, sarebbero salvi in anima e corpo, e resterebbero indenni, e superato ciò ne avrebbero più consolazione e conforto che tutto questo mondo voglia o possa raccontare. Perché lui vuole che noi crediamo che lo vediamo continuamente, anche se noi pensiamo che sia poca cosa, e in questo credere lui ci fa ancor di più ricevere la grazia; perché lui sarà visto, e lui sarà cercato, e lui sarà obbedito, e in lui si porrà fiducia." (dal testo)