Romanziera, memorialista, filosofa, insegnante, incarnazione del mito della Rive Gauche oltre che icona di stile, Simone de Beauvoir è conosciuta soprattutto come autrice del Secondo sesso, scandaloso successo che nel 1949 denunciò la condizione di subalternità della donna. Principio di emancipazione per molte, il suo saggio è anche il punto di arrivo di una riflessione sul problema dell'Altro elaborata fin da giovanissima, nei romanzi prima ancora che nei saggi, e in dialogo con la filosofia del tempo (Sartre incluso), con il cattolicesimo (pur formalmente rigettato) e con il modernismo letterario. Il volume fa riscoprire la prima Beauvoir, pensatrice a tutti gli e etti politica, e illumina alcuni aspetti della sua opera finora trascurati, quali l'ideale di reciprocità e la sensibilità verso le contraddizioni femminili, suggerendo così ragioni inedite per cui vale ancora la pena leggere i suoi lavori.
Da secoli e in tutte le culture, una domanda incalza pressantemente la mente degli uomini e delle donne: chi siamo veramente? I tentativi di risposta non sono mancati, eppure, al di là di tutte le forme di umanesimo che la storia registra, la domanda rimane aperta. Questo breve saggio cerca di addentrarsi, attraverso piccole suggestioni, nella risposta che il cristianesimo ci offre: l’umanità di Cristo.
«Non v'è nulla di più futile della recensione» si legge nel risvolto, inequivocabilmente d'autore, della prima edizione di questo libro: e chi scrive, costretto a elaborare «idee piccole, tascabili, biodegradabili», è solo «il buffone del buffone». Ma questa irridente autodenigrazione non deve ingannare il lettore: quando parla di «fatuità insolente», Manganelli allude alla sfrenata libertà della recensione, nella quale riconosce un vero e proprio genere letterario, che sembra destinato a scomparire. E quando dichiara che il suo estensore è il buffone del buffone, in realtà non fa che precisare la natura di tale genere: letteratura sulla letteratura, dove la recensione può finire per assumere la forma dell'oggetto di cui tratta. Ogni libro per Manganelli è infatti «incarnazione di un numen», e non tollera definizioni didascaliche: è impossibile, per esempio, dire che cosa sia ilDon Chisciotte, giacché l'opera, come un cristallo dalle innumerevoli facce, si rivela a ogni lettura «identica e diversa, insondabile». Si può tuttavia evocarne il segreto, così come si chiama un fantasma o un demone. E in questa arte divinatoria Manganelli si dimostra ineguagliabile.
L'articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione ha reso l'Italia un'eccellenza a livello internazionale nel contrasto alla tratta degli esseri umani. Oggi è ancora efficace? La tratta degli esseri umani è uno dei crimini più redditizi al mondo e produce migliaia di vittime ogni anno. Nel 1998 l'Italia si distinse come un paese all'avanguardia nel contrasto al fenomeno introducendo l'articolo 18, un modello di intervento innovativo poi riprodotto in altri Stati europei. Uno strumento che non rappresenta solo la garanzia «formale» di un permesso di soggiorno, ma anche un progetto di accoglienza per le vittime che scelgono di sottrarsi allo sfruttamento delle organizzazioni criminali. La norma nasceva da un virtuoso processo di collaborazione tra attori istituzionali, associazioni, enti religiosi e privato sociale. Percorso culminato nell'approvazione dell'articolo di legge e in un'ampia sperimentazione che lo ha reso un modello di intervento apprezzato a livello internazionale. Oggi quello strumento è drammaticamente in crisi. Perché e che cosa servirebbe per renderlo di nuovo efficace? Questa ricerca, finanziata da Fondazione Migrantes e realizzata, insieme ai curatori, da un gruppo di ricercatrici, giornaliste e operatori anti-tratta della Fondazione Gruppo Abele di Torino - Albertina Sanchioni, Athina Bonadei, Natalie Sclippa e Paolo Valenti -, intende fornire alcune risposte. Grazie a un'articolata indagine empirica condotta su dati, documenti e testimonianze dirette di esperti, operatori dei servizi anti-tratta ed ex vittime, propone un bilancio di ciò che negli ultimi anni non ha funzionato e ragiona su alcune possibili soluzioni. Attraverso uno sguardo multidisciplinare e valorizzando le evidenze raccolte, la ricerca formula indicazioni e suggerisce percorsi concreti affinché l'articolo 18 non resti un ricordo del passato, ma torni a essere protagonista di un sistema di protezione all'altezza delle sfide del presente.
Questa monografia ripercorre l’intera filosofia di Emanuele Severino, mettendone in luce la sostanziale compattezza attorno al tratto essenziale della verità: l’apparire dell’incontrovertibile identità di ogni essente con se stesso. Tale identità implica l’eternità dell’essente in quanto essente: di ogni istante, cosa o relazione è necessario predicare l’impossibilità che non sia. A partire da questo nucleo solidissimo, il libro segue le articolazioni di un discorso capace di indicare le principali implicazioni della verità dell’essere: dalle molteplici fondazioni dell’eternità degli essenti e della necessità dell’accadere, fino al significato della "Gloria" e al complesso rapporto tra apparire finito e apparire infinito. Sullo sfondo, i grandi temi del nichilismo, della tecnica, del linguaggio, dell’ethos dell’Occidente, nel costante dialogo del Filosofo con i giganti del pensiero: Parmenide, Eschilo, Platone, Aristotele, Tommaso d’Aquino, Hegel, Marx, Leopardi, Nietzsche, Gentile, Heidegger. Arricchisce il volume la Postfazione inedita di Emanuele Severino, qui pubblicata per la prima volta: un documento prezioso che testimonia la profondità del legame teoretico tra il Filosofo e l’Autore.
Le relazioni padre-figlia/tiglio in alcune Religioni del Libro Sacro. Percorsi e prospettive raccoglie e rielabora contributi del Convegno internazionale di studi svoltosi il 7 marzo 2025 presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium, offrendo a un pubblico più ampio una riflessione rigorosa e attuale su un tema complesso e ancora poco esplorato. In continuità con il precedente lavoro Madre.
Le relazioni madre figlia/figlio in alcune Religioni del Libro Sacro. Percorsi e prospettive, l' opera ne condivide impostazione metodologica e finalità, aprendo tuttavia a prospettive nuove e più audaci.
Se il legame madre-figlio appare spesso come un connubio quasi indissolubile, la figura paterna è stata a lungo interpretata attraverso stereotipi o marginalizzata nel dibattito scientifico. Questo volume colma tale lacuna, indagando il ruolo del padre nelle diverse tradizioni religiose e nei molteplici contesti socio-antropologici, culturali e spirituali.
Attraverso un dialogo interdisciplinare che coinvolge le scienze sociali, psicologiche, pedagogiche, economiche e comunicative, emerge l'immagine di una paternità intesa come relazione viva, da costruire con presenza, responsabilità e cura, all'interno di una società segnata da sfide inedite e nuove opportunità.
Un testo di riferimento per studiosi, educatori e per chiunque desideri comprendere più a fondo i significato e il valore delle relazioni paterne oggi.
Muovendo dalla formazione dialettologica che Pirandello acquisì studiando in Germania a Bonn, l'autore si sofferma sugli aspetti linguistici più salienti delle opere in prosa (novelle e romanzi) e per il teatro. L'analisi va dai tratti fono-morfologici ai fenomeni sintattici, dalle strutture testuali alle componenti del lessico, per delineare così una lingua che, pur se a lungo tacciata di grigiore e apparentemente omogenea, è invece frutto di un lavoro attento e consapevole, e risulta caratterizzata da scelte espressive innovative nel parlato-recitato dei testi per la scena.
Hanno attraversato deserti, scalato montagne, sfidato imperi e convenzioni. Sole, travestite da uomini, hanno fatto del nomadismo un gesto politico, del cammino una grammatica nuova. Eppure la storia le ha spesso lasciate ai margini, relegandole all’oblio. Esseri quasi mitologici, archetipi di coraggio e forza femminea, tra il xviii e il xx secolo queste viaggiatrici, esploratrici e avventuriere hanno ribaltato schemi culturali e sociali, scegliendo la strada anziché l’attesa, l’ignoto anziché il copione imposto. Donne diverse per epoca, origine e indole, «capaci di compiere imprese straordinarie con fermezza, inquietudine e gioia argentina», ma unite da una stessa urgenza e visione: partire per restare fedeli a sé stesse. Attraverso biografie, deviazioni e mappe interiori, Non cercatele in salotto restituisce voce e corpo a queste figure ribelli e visionarie che hanno cambiato il modo di abitare il mondo. «Maestre di rivoluzioni gentili» che ci insegnano ad azzannare il tempo come se ogni istante fosse l’ultimo. Un saggio narrativo che è anche un invito a muoversi, a disobbedire con grazia, a riscoprire il viaggio come forza di trasformazione personale e collettiva. Perché il progresso nasce dal passo di chi osa andare altrove.
Un albo illustrato che celebra il potere delle storie. Con 5 mini libri al suo interno, ognuno con una storia completa da leggere! Nella libreria di Albert il gufo ci sono libri ovunque, persino sui rami. Qui tutti trovano quel che cercano e il libraio Albert ha il libro giusto per ciascun animale della foresta. Ma un giorno, una terribile tempesta minaccia di far volare via tutti i libri… Un libro con delicate illustrazioni dal sapore di una favola classica e un messaggio importante e universale: il bene porta bene. Età di lettura: da 4 anni.
Un vademecum pensato come compagno di viaggio per il tempo di Quaresima, simile a un diario di bordo per chi desidera avventurarsi nelle profondità dello spirito. Pur richiamando il titolo dell’opera di Verne, fra Vincenzo Ippolito suggerisce però un percorso diverso: non un racconto d’avventura esteriore, ma un dialogo intimo che esplora le regioni remote dell’anima nella solitudine e nella preghiera. Questo cammino di quaranta giorni invita a ordinare la valigia del cuore, svuotandola dal superfluo per seguire Cristo nel deserto, poiché riconoscere le proprie schiavitù e muovere verso la libertà è un’opera complessa, paragonabile all’esodo di Israele. Attraverso il simbolismo biblico del numero "quaranta", che accomuna le esperienze di trasformazione di Noè, Mosè, Elia e Gesù, il libro offre uno spunto di riflessione quotidiano per un cambiamento autentico. Fra Vincenzo esorta a non costruire sui fragili propositi della volontà umana, bensì a fidarsi completamente di Dio, lasciandosi condurre dallo Spirito verso una terra promessa di libertà interiore. Meditare con cura queste pagine significa permettere al Signore di trasformare il cuore di pietra in cuore di carne, mutando il vagare nel buio in un pellegrinaggio sicuro verso la luce e la gioia della Pasqua.
«Un lavoro estremamente approfondito e sentito, in esplicito omaggio ai nostri due indimenticabili poeti, Valerio Negrini e Stefano D’Orazio, e alle splendide parole che hanno saputo donare alla musica dei Pooh. Leggendo questo libro è possibile capire fino in fondo i mille valori, significati, emozioni, concetti e a volte anche contenuti storici che Valerio e Stefano hanno saputo inserire fra le pieghe delle nostre canzoni. Spesso, infatti, persino a noi capita di scoprire nei testi dei dettagli illuminanti o commoventi solo dopo anni che cantiamo certi brani: quindi ora auspichiamo che pure voi possiate non solo rileggere, ma davvero riscoprire queste poesie.» (Dalla Prefazione di Roby, Dodi e Red)