La raccolta completa di tutti i testi, delle parti vocali e degli accordi dei brani contenuti nel CD La mia speranza è in te. Il nuovo e imperdibile CD musicale La mia speranza è in te contiene undici brani focalizzati sul tema della speranza, in linea con il Giubileo. I brani sono tratti dai testi biblici. Il tema della speranza in Gesù Cristo si declina in diversi modi: la contemplazione dell'incarnazione del Verbo che ci rende figli nel Figlio; la fiducia in Gesù che soccorre in ogni tempesta della vita; l'incoraggiamento a credere nel Dio che ci ripete "Non temere"; la fedeltà di Dio che mai viene meno; la certezza della sua presenza anche laddove non riusciamo a scorgerla; la professione di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Di particolare rilevanza è un brano di invocazione allo Spirito Santo tratto liberamente da un testo di Santa Elena Guerra, canonizzata lo scorso ottobre. Diversi e molto caratterizzanti gli arrangiamenti: dal pop/rock fino ai registri più classici. I brani sono indicati per la preghiera, per l'evangelizzazione, per il concerto di musica cristiana, per la catechesi, per l'ascolto e la meditazione.
Lo studio di Ciarocchi appare propriamente attraversato dall'idea di actuosa participatio, in quella visione di Chiesa ministeriale a così fortemente voluta dal Concilio Vaticano II. Questo sguardo approfondito al rapporto di liturgia, musica, canto e mistagogia rende la trattazione utile, spingendo alla lettura di altre pubblicazioni, rammentando sempre che il fine della musica liturgica è "gloria Dei et salus animarum" (Pietro Sorci, Prefazione). Valerio Ciarocchi affronta il tema del rapporto tra musica e liturgia, producendo un lavoro ampio e completo, ricco di spunti di approfondimento e di riflessione per studiosi e cultori della liturgica musicologia. Nella sua completezza offre allo studioso una già fondata base di partenza per necessari e opportuni nuovi spunti di riflessione e di ricerca per il settore liturgico-musicale (Giuseppe Liberto, Postfazione).
Non è esagerato dire che Massimo Raveri, uno dei più autorevoli studiosi di religioni e filosofie dell’Asia orientale, ha scritto un libro di divorante bellezza e suggestione. I racconti dell’inizio svelano la profondità di un progetto divino sul mondo e sugli uomini, dicono l’armonia di un ordine trascendente che solo può sconfiggere il pensiero inquietante secondo cui le forme dell’universo, come i percorsi delle nostre vite, il bene e il male, siano il frutto della libertà del caso. Ma gli antichi racconti parlano anche dell’ombra e del dolore, dell’irrompere della morte e dell’apparire del volto ingannevole del male. I racconti dell’inizio del mondo costituiscono il fondamento di ogni religione e l’autore ci fa cogliere l’originalità delle diverse visioni, i sottili processi ideologici che nascondono e le somiglianze che si intrecciano e si evolvono nel tempo. Così la trama del libro è costruita sulle diverse scelte su cui ogni cultura elabora l’idea di Dio, dell’uomo e della natura. Pensare che l’universo sia nato dalla volontà di un Dio creatore che lo ha modellato dal caos o, invece, che le mille forme del mondo sono derivate dallo smembrarsi di Dio in un auto-sacrificio terribile e cruento o, all’opposto, che tutti gli esseri sono stati generati da due divinità che si sono amate in un amplesso erotico, ha ricadute assai diverse sul senso della nostra esistenza e della nostra morte. Non a caso, il libro si chiude su un problema teologico nodale: perché Dio ha creato l’universo? Perché Lui, che è assoluto e perfetto, ha dato inizio a tutto? Una risposta è che forse ha creato l’universo ‘per gioco’, una visione che esprime un’angoscia latente, un dubbio radicale sul senso del nostro destino. Ma un mito degli indiani Winnebago dà un’altra risposta: «Perché il Grande Spirito si sentiva solo». È una risposta semplice, chiara, condivisa dalle religioni più diverse: Dio crea per avere un’alterità da amare, per cui esprimere la sua essenza, che è amore. Nella creazione trova la sua vera completezza, e dalla sua gioia nascono le forme del mondo.
Il manuale di Psicologia dello sviluppo si propone di offrire le informazioni teoriche necessarie a promuovere una conoscenza di base delle principali aree dello sviluppo psicologico e contenuti utili a far sì che tali conoscenze siano spendibili in ambito operativo applicativo. Con uno stile semplice e fruibile, sono fornite ai lettori e alle lettrici conoscenze utili a comprendere lo sviluppo nelle diverse fasi di vita. Inoltre, allo scopo di favorire riflessioni e collegamenti tra i contenuti teorici e i possibili risvolti applicativi, sono stati inseriti specificatamente per l'edizione italiana numerosi box di approfondimento arricchiti da suggerimenti pratici su strategie utili a supportare i bambini e le bambine nei processi di crescita e un approfondimento metodologico sulle tecniche di osservazione nei contesti educativi. Il testo è organizzato per domini psicologici e all'interno di essi per periodi di sviluppo; inoltre, sono inclusi un capitolo dedicato ai cambiamenti nell'arco di vita (con particolare attenzione all'età adulta e senile) e un capitolo sullo sviluppo atipico. Ciascun capitolo descrive in dettaglio un macro-tema e la letteratura associata, evidenziandone allo stesso tempo le questioni centrali e le problematiche emergenti. Questa seconda edizione è stata arricchita e aggiornata dando conto delle più recenti ricerche italiane e internazionali, includendo inoltre nuovi esempi e approfondimenti su temi specifici e attuali. Il testo è rivolto agli studenti dei corsi di laurea che prevedano un insegnamento di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione, così come a tutti gli operatori che lavorano in ambito formativo ed educativo, oltre che ai genitori.
Vestina battesimale con ricamo angioletto in oro.
Taglia unica.
Secondo il racconto del libro della Genesi, l'uomo è stato creato «a immagine e somiglianza di Dio». Ma come può essere immagine di Dio - che è incorporeo, eterno, immutabile, incorruttibile - una creatura corporea, destinata alla morte, soggetta al mutamento e nella quale il bene coesiste col male? Come credere alle parole della Scrittura se la natura umana sembra tanto distante da quella divina? Nel più celebre trattato di antropologia cristiana dell'antichità, composto intorno al 378 d.C. e qui proposto in una traduzione che tiene conto dell'edizione critica più recente, Gregorio di Nissa affronta questi interrogativi in dialogo con la sapienza greca e la tradizione teologica ed esegetica dei primi secoli. L'immagine, per essere tale, deve discostarsi in parte da ciò di cui è immagine: per questo l'essere umano, culmine della creazione e custode di un intelletto divino, ha con Dio un rapporto di identità e, al tempo stesso, alterità.
Ottocento anni fa (1226) moriva Francesco d’Assisi, personaggio amato da uomini e donne di ogni credo religioso. Un teologo cappuccino, Ortensio da Spinetoli, ne traccia in queste pagine un ritratto documentato, appassionato, provocatorio: il suo rapporto con il mondo borghese di provenienza, con le istituzioni ecclesiastiche, con i discepoli e le discepole, con popoli islamici, con gli esseri viventi e senzienti. Nel complesso: non un "santino" consolatorio, ma uno splendido esempio di "memoria sovversiva" per chi cerca nuove vie di uscita dalle tragedie di oggi.
"Sicomoro" è il secondo anno del progetto "Il seme". Con la sua proposta formativa, articolata in dinamiche interattive, approfondimenti e indicazioni operative, desidera accompagnare i catechisti, i genitori e l'intera comunità parrocchiale in cammino accanto ai bambini e alle bambine che vivranno la grande esperienza della Confessione. I bambini, crescendo, fanno i loro piccoli e grandi passi verso Gesù, proprio come Zaccheo, che scala il sicomoro per vederlo. Il sicomoro è infatti una pianta sulla quale ci si può arrampicare facilmente e sarà metafora degli strumenti che aiutano a crescere. Accompagnerà l'impegno degli educatori alla fede nell'incoraggiare i bambini e le bambine nella loro crescita umana e cristiana. Presentazione di Enzo Biemmi.
Voci di natale
Compilation per bambini
Una nuova compilation natalizia con sedici canzoni per bambini, tratte dal repertorio delle Paoline, alternando i ritmi più moderni e i soggetti più teneri e simpatici ad alcuni brani tradizionali e a canzoni molto evocative dei suoni e delle atmosfere del Natale.
Un disco da ascoltare e da regalare, con un repertorio adatto anche a concerti di bambini e ragazzi e sonorizzazione di eventi natalizi.
Contenuti del Cd
Sedici canzoni
Titoli Canzoni
Concerto di Natale
È Natale
Hosanna in excelsis
Tip tap nella stalla
Natale Sarà
Guarda Betlemme laggiù
Cha cha cha delle pecorelle
Babbo Natale Sei Una Star
Il blues della Befana
Milleluci
Fermarono i cieli
Buon Natale a voi
È Natale che bello
We wish you a Merry Christmas
È festa
Buon Natale in cento lingue
Destinatari
Bambini 5-10 anni
Don Tonino Bello amava parlare ai giovani, e lo faceva con quella sua consueta forza carica di speranza e di entusiasmo, come testimoniano questi suoi ultimi discorsi inediti, ora raccolti nel presente volume. Nel primo di essi, rivolgendosi ai maturandi di un liceo della sua diocesi, don Tonino invita i ragazzi a riempire di senso la loro vita, a «giocarsela bene», proponendo loro di appagare la sete di felicità non nelle false realizzazioni, ma nel dono della propria esistenza agli altri. Immaginando poi di dialogare con i tre componenti della Sacra Famiglia, Giuseppe, Gesù e Maria, don Tonino consegna ai ragazzi preziosi insegnamenti su temi quali la gratuità, l'accoglienza, la condivisione. Così come ogni viandante ha bisogno di una guida che lo indirizzi sulla strada, può essere utile, specie per chi muove i primi passi nel cammino della vita, portare in bisaccia un po' dell'esperienza di questo prete pugliese.
Di fronte alla fatica quotidiana, che invoca un bisogno di libertà e, insieme, ci impedisce di sentirci fuori dal terribile senso di colpa che spesso ci attanaglia, nelle nostre relazioni umane e anche nel rapporto con Dio, la Scrittura ci offre una via d'uscita unica e rasserenante. Le pagine bibliche, infatti, rovesciano il nostro modo di pensare, chiuso su noi stessi, per aprirci a una nuova prospettiva: non siamo noi al centro della storia - o meglio, lo siamo, ma solo quando ci confrontiamo con l'amore di Dio svelato nello splendore di Cristo e del suo dono. Così ribadisce l'autore di queste pagine: «Di fronte alla bellezza di Cristo non possiamo che smettere di sentirci in colpa, per quello che siamo stati o per quello che non abbiamo saputo essere. Resta solo una voglia - matta e lucida - di voler diventare finalmente noi stessi. Ecco come si supera quel senso di colpa di cui facciamo così fatica a liberarci: con il senso di stupore per quanto Dio ha voluto compiere, donandoci suo Figlio e svelandoci quanto il suo amore possa ammettere sconfitte ma sia incapace di rinunciare a noi». Secondo di tre volumi che mettono a tema la libertà dell'uomo nel suo rapporto con Dio - ma leggibile anche autonomamente dal precedente, Non siamo stati noi - questo libro nasce da predicazioni serali, a contatto diretto con un pubblico di giovani e meno giovani: una lettura biblica originale e moderna, benché rigorosa sia nelle intuizioni sia nella scritttura, personale e curatissima.