La Storia del diritto romano è una disciplina di particolare attualità perché consente di cogliere le origini illustri del nostro ordinamento e di quelli di derivazione latino-germanica, compreso quello dell’Unione europea.
Lo studio di questa materia, soprattutto relativamente all’analisi dei rapporti di forza tra gli organi dello Stato nei diversi periodi storici dell’antica Roma, si rivela particolarmente formativo, offrendo numerosi spunti di riflessione e di confronto con l’attualità politica.
Nella “Respublica”, ad esempio, vigevano regole etiche non scritte come la dignitas che escludeva dal cursus honorum (cioè dalle cariche politiche) coloro che si erano resi responsabili di comportamenti non consoni alla gestione della cosa pubblica.
Questa V edizione, arricchita ed ampliata, offre un panorama della storia dell’ordinamento giuridico romano dalle origini di Roma (753 a.C. ca.) fino a Giustiniano I (565 d.C.).
La trattazione, tenendo conto delle difficoltà che si possono incontrare nello studio della materia, utilizza un linguaggio semplice e le parole latine sono spesso accompagnate da traduzione.
In appendice, per dare un quadro di più ampio respiro della disciplina, viene riportato un glossario degli istituti, dei protagonisti e dei loci storici che caratterizzano la storia del diritto pubblico romano.
Lettera Apostolica in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri. L'introduzione che mette in luce il legame tra Dante e il mondo francescano è scritta da fra Carlos Trovarelli, ministro generale dei francescani conventuali. A conclusione un saggio della studiosa Anna Maria Chiavacci intitolato "Il Francesco di Dante".
Anima mia benedici il Signore aiuta le famiglie a vivere in pienezza il dono battesimale. È un libro adatto alla vita odierna, dove i ritmi rendono difficile la fedeltà all'invito del Signore a pregare sempre, senza stancarsi. Il volume consente alla coppia, così come a genitori e figli, di trovarsi insieme nel «piccolo santuario» che è la casa, luogo del silenzio e della conoscenza, per esprimere, ciascuno nella propria condizione, la tipica esperienza dell'amore sponsale di Cristo, che trova la sua fonte nell'Eucaristia domenicale. Un testo per aiutare la famiglia a compiere progressivamente la ricchezza e la fecondità della preghiera della Chiesa.
¿El hombre ocupa algún lugar destacado en el cosmos?, ¿o es solo un mono inteligente? El autor no solo busca comparar las propiedades del hombre con aquellas del resto de seres del mundo, sino establecer cuál es la propia esencia del ser humano. Este libro procura superar las lagunas de los manuales de Antropología ya publicados. Para ello modifica la configuración de los temas y el modo de tratarlos, partiendo de la persona, en toda su complejidad constitutiva y existencial. Según la paradoja señalada por Heidegger, poseemos en nuestros días una información casi inabarcable sobre la persona, y sin embargo es muy poco lo que sabemos sobre ella. Para la gran mayoría, las principales cuestiones ⎯de dónde venimos, a dónde vamos⎯ carecen de respuesta. ¿Cuál es la posición del hombre en el cosmos? ¿Es solo un mono inteligente? ¿Nuestras acciones son libres, o están condicionadas genéticamente? ¿Somos algo, o somos alguien? ANTONIO MALO es catedrático de Antropología Filosófica y vicedecano de Filosofía en la Universidad Pontificia de la Santa Cruz (Roma). Es también miembro del Instituto para el Estudio de las Relaciones Interpersonales (Universidad Austral, Argentina) y profesor visitante en otras universidades. Entre sus obras destacan Antropología de la afectividad (Eunsa) e Introducción a la Psicología (Eunsa).
La Rivoluzione Scientifica iniziata all’alba del XVI secolo era destinata a segnare un cambiamento profondo nella storia europea. In Inghilterra Francis Bacon pensava ad una scienza al servizio del potere. Il nascente impero britannico, ispirandosi all’utopia proposta da Bacon nella “Nuova Atlantide” e alla successiva visione del Leviathan di Thomas Hobbes, si dotava nel 1660 dello strumento adatto: la Royal Society. Quando nel XIX secolo la teoria economica di Thomas Malthus venne fatta propria dall’Inghilterra coloniale e capitalista, il naturalista Charles Darwin la pose come fondamento della sua teoria sull’origine delle specie conferendole dignità scientifica. Da quel momento la teoria darwiniana avrebbe costituito un paradigma indissolubilmente legato alle dinamiche imperialistiche e neoimperialistiche veicolate anche attraverso le politiche ONU.Una teoria scientifica che per motivo è stata “blindata” dalla Royal Society e da altre istituzioni impedendo che potesse essere seriamente messa in discussione.
C'è chi la delimita alla "clinica", chi la reputa "troppo accademica", chi la immagina "globale". Negli ultimi anni, la Bioetica sembra aver smarrito la sua identità e la sua missione. Eppure, se per alcuni questa disciplina sembra caduta in disuso, a non perdere vigore e attualità sono gli attentati alla vita umana, quella nascente come quella morente, così come gli attacchi alla procreazione e alla famiglia, fino a sfide sempre nuove e già controverse. L'idea di questo libro nasce dal desiderio di recuperare una delle più importanti caratteristiche della Bioetica: un sapere di tipo pratico che educa alla realtà e, dunque, alla verità dell'essere umano. È necessario oggi non solo dire no, ma capire perché una certa scelta rispetta o meno il bene della persona umana e la legge morale impressa nella sua natura. La sfida è riscoprire la Bioetica e la sua importanza per la "buona battaglia" in difesa della vita umana, che oggi come non mai ci obbliga a formarci. Per questo, il libro si rivolge soprattutto a chi è in prima linea nell'ambito educativo o nel mondo pro-life; ma anche a chi semplicemente vuole capire più a fondo cosa si cela dietro ai fatti di attualità che toccano la vita umana e si susseguono attorno a lui. L'invito a una vera e propria "caccia al tesoro"; perché riscoprire la Bioetica significa riscoprire l'inalienabile valore della persona umana, creata a immagine di Dio, l'inviolabilità della sua vita e l'intangibilità del suo corpo, a scanso del riduzionismo relativista e del nichilismo di cui è permeato il razionalismo moderno.
La tensione utopica che attraversa la vicenda esistenziale e la scrittura di Ignazio Silone, nella molteplicità delle forme in cui si esprime, attinge sempre allo stesso pozzo dell'eredità cristiana, a quella sotterranea corrente costituita dalle "pazze" verità d'indiscussa origine evangelica, le quali, anche quando approdano su altri lidi ideologici, restano in ogni caso fedeli a se stesse. «Socialista senza partito e cristiano senza Chiesa», come emblematicamente si autodefinisce, Silone rifugge da ogni tipo di condizionamento e di etichetta, obbedendo ai moti più profondi della sua coscienza e giungendo ad accordare la sua fiducia solo a un cristianesimo libero dai dogmatismi ecclesiastici, a quel «cristianesimo demitizzato, ridotto alla sua sostanza morale», in grado di occuparsi della "redenzione" sociale del mondo. «Fu nel momento della rottura che sentii quanto fossi legato a Cristo in tutte le fibre dell'essere».
Esistono limiti e limiti. Alcuni appaiono ai nostri occhi come totalmente convenzionali. Si pensi, ad esempio, ai confini delle nazioni, modificati più e più volte a seconda del momento storico. Oppure al limite di un campo da calcio: deve essere per forza di 110 metri? Altri confini sembrano invece essere naturali e oggettivi. I limiti di una montagna, ad esempio, non paiono poter essere spostati a nostro piacimento. Di fronte a questo dilemma fra limiti naturali e convenzionali la tradizione si è sempre divisa in due fronti: chi ha sostenuto l’una, chi l’altra ipotesi. Il presente lavoro tenta, invece, di percorrere una via mediana che tenga conto di entrambi gli aspetti, interpretando il limite come una dialettica, in cui devono trovare soddisfazione punti di vista apparentemente opposti.
Questo fondamentale volume descrive i principi della teoria polivagale e illustra come integrarla proficuamente nella pratica clinica all'interno dei contesti psicologici, psichiatrici e sanitari, fornendo impareggiabili strumenti di comprensione e intervento per la costruzione di relazioni di aiuto trasformative che vengono vissute dai pazienti come sicure, condivise ed efficaci.
Due donne leggono i vangeli domenicali dell'anno A e li commentano, una è suora, l'altra una laica, tutte e due animate dall'amore a Gesù Cristo e alla Sacra Scrittura, con animo femminile, con attenzione al testo, sensibilità di mente e di cuore, profonda intuizione, immediatezza di percezione, semplicità nell'esprimere i messaggi, attenzione nel cogliere i valori principali, riflessioni brevi, incisive, puntuali. Può essere uno strumento utile da usare per prepararsi alla Messa domenicale a livello personale o familiare.