Il volume raccoglie gli interventi proposti in occasione del convegno di studi organizzato nel 400° anniversario del martirio di Girolamo De Angelis (1567-1623), missionario gesuita in Giappone. Gli autori, provenienti da università italiane e straniere, da facoltà teologiche e dalle istituzioni culturali della Compagnia di Gesù, affrontano per la prima volta, in un’ottica interdisciplinare, la complessità dell’opera del beato De Angelis e la sua rilevanza nel favorire l’incontro tra Oriente e Occidente, sia sul piano culturale e religioso. I contributi raccolti nel volume - corredati da una ricca bibliografia, trascrizioni di manoscritti coevi, testimonianze artistiche e documenti d’archivio alcuni dei quali inediti - offrono l’opportunità di approfondire la vita e le opere di Girolamo De Angelis nel contesto dei rapporti e delle relazioni che ne hanno plasmato la formazione, la spiritualità, la tensione evangelizzatrice. Al tempo stesso, permettono di comprendere le sfide affrontate dai gesuiti nelle missioni in Asia Orientale.
Samuel David Luzzatto (1800-1865), anche noto con l’acronimo Shadal, è assai studiato per le sue traduzioni e i suoi commenti biblici e come docente presso il Collegio rabbinico di Padova. In onore della lingua santa indaga un aspetto finora inesplorato della sua figura: gli anni di formazione giovanile, gli studi e le opere composte prima del trasferimento a Padova. Muovendo dalla vasta mole di materiale inedito custodito negli archivi, si focalizza sulla centralità della lingua e della letteratura per la costruzione dell’identità ebraica. Luzzatto viene così collocato all’interno del complesso mondo ebraico del XIX secolo, in dialogo con la Wissenschaft des Judentums e la cultura europea dell’epoca. Fin dagli anni giovanili emerge quindi la sua posizione circa i problemi più dibattuti dell’ebraismo coevo: le questioni relative al culto, l’ebraico come lingua di utilizzo letterario ed epistolare, il rapporto con il governo asburgico. Con appendice antologica inedita in ebraico con testo a fronte.
Don Gabriele Vecchione presenta Dall’altra parte della notte di Massimo Stefanini. Gli inizi di un amore, i primi incontri, il matrimonio, due figli stupendi… La famiglia felice di un bel romanzo. Finché una forma acuta di depressione colpisce Cristina, la moglie di Massimo, e da quel momento la storia diventa una lotta nel buio contro un nemico invisibile. Solo la fede, lumicino notturno, brilla ancora in un cielo senza luce, e la speranza che forse, dall’altra parte della notte, Qualcuno stia già scrivendo pagine nuove a quel romanzo apparentemente incompiuto.
Per trent’anni, Annalena Tonelli ha vissuto e lavorato nel Corno d’Africa tra le comunità più vulnerabili, curando migliaia di malati di tubercolosi, lottando contro l’HIV, difendendo i diritti di donne e bambini. Rifiutava la gloria e le etichette: né santa, né martire, né missionaria. Solo una presenza silenziosa e ostinata, disposta a tutto pur di servire. Questo libro ripercorre gli ultimi anni della sua vita, tra incomprensioni, sospetti, violenza e una fede incrollabile, fino all’ultima notte a Borama.Il ritratto intimo e potente di una donna che ha fatto della compassione la sua unica missione, e del silenzio la sua testimonianza più profonda.
«Ho chiara la mia missione, occuparmi dei fratelli e, come dice La Pira, avvicinare il cielo alla terra, portare un po’ di cielo in terra». Sono tante le vite che meritano di essere raccontate, quella di Damiano è una stella che vuole regalare un po’ di bagliore a chi vorrà prestare attenzione. Un ragazzo normale, figlio della provincia veneta, innamorato del creato, impegnato nel mondo per Dio e per gli uomini. La sua è una storia di felicità non nonostante la malattia — è nato affetto da atresia biliare —, ma proprio grazie alla malattia. Un libro che è il racconto di un percorso interiore ma anche testimonianza di vita e di vite, attraverso gli scritti di Damiano e le parole dei tanti amici e fratelli che lo hanno incontrato e gli sono stati vicini durante il suo cammino. Damiano ha generato la Vita in chi gli è stato intorno, la Vita è quella eterna, il rimettere in relazione gli uomini con Dio, con il Padre. In lui, molti hanno scoperto e riscoperto la propria relazione con Dio.
Un padre e il suo giovane figlio in cammino, una giornata di montagna che sembra la più bella, e poi — in un attimo — tutto cambia. Francesc Torralba racconta l’ultimo giorno di vita di Oriol con sobrietà e onestà: descrive i passi sull’irto sentiero, lo sgomento e il silenzio che cala quando la tragedia sopraggiunge. Senza enfasi né retorica, la narrazione si snoda tra il resoconto intimo di quel giorno e i pensieri raccolti, in seguito, nel silenzio, lasciando emergere il senso di un vuoto profondo e privo di parole. È l’esperienza di chi ha dovuto affrontare un dolore incommensurabile, ma sceglie di parlarne con uno sguardo calmo e amorevole. Questo libro non è solo il racconto di un lutto, ma anche un’esplorazione filosofica che, attingendo alla profondità del pensiero di Søren Kierkegaard, cerca di dare un senso a ciò che sembra assurdo. L’autore condivide le lezioni apprese, dalla necessità di "ammettere" il dolore senza la presunzione di "superarlo", alla consapevolezza che, nonostante la perdita, è possibile ritrovare una nuova, imperfetta felicità. Ne risulta il racconto di un cammino di guarigione che non nega il male ricevuto, ma lo trasforma in testimonianza d’amore. Tramite l’esperienza personale si rompe il tabù della morte: chi si trova nella tempesta del lutto incontrerà in queste pagine un’umanità sincera e parole autentiche, in cui riconoscersi e sperare.
"Camilla: una ragazza bella! Bella esteriormente ma ancor più bella interiormente": così iniziava l’omelia del funerale di Camilla Cecconi, ragazza di 21 anni morta dopo essere stata investita (mentre si recava in chiesa per la Messa) da un’auto il 25 agosto 2024, studentessa di matematica al primo anno e catechista nella sua parrocchia. Un breve testo - scritto in occasione del primo anniversario della scomparsa - che non è una biografia, ma che parte da alcuni suoi appunti scritti dall’agosto 2023, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, all’agosto dell’anno successivo. Poche pagine che ci raccontano di Camilla la vitalità, la gioia, l’attenzione all’altro specialmente ai più "piccoli", la fede semplice ma forte di una ragazza dei nostri giorni che ha amato e che anche morendo ha seminato amore.
Questa è la storia vera di Maria Domenica, madre di nove figli, che ha scelto di affidare ogni passo della sua vita alla Provvidenza. Attraverso racconti semplici e profondi, l’autrice narra l’amore per il marito, la gioia della maternità, le prove della malattia e le luci della fede. Un’autobiografia che diventa testimonianza di speranza, dove ogni evento si trasforma in preghiera, e ogni pagina è attraversata dalla certezza che Dio è sempre presente, anche nei momenti più bui.
Severino Dianich - tra i grandi protagonisti della Chiesa contemporanea - ha attraversato alcuni dei momenti decisivi della storia recente; scrive infatti: «Tanti sono gli eventi che abbiamo vissuto dagli anni Trenta del secolo scorso agli anni Venti del secolo presente, che mi sembrano troppi per essere contenuti nella manciata di decine di anni da me vissuti». Acuto osservatore del mondo e raffinato teologo, in queste pagine Dianich racconta, attraverso la sua vita, quasi un secolo di storia dell'umanità: «La mia generazione ha avuto la ventura di assaporare due tragiche dittature, quella fascista e quella comunista, una guerra mondiale durata cinque anni, la guerra fredda e il terrore diffuso di un conflitto atomico, l'avvento successivo, nei paesi più fortunati del mondo, di ricchezza e benessere... Data l'altra mia ventura di essere un prete cattolico, parroco, impegnato nella pastorale universitaria e professore di teologia, sarà facile capire con quanta passione abbia vissuto l'evento del Concilio ecumenico Vaticano II». In questa autobiografia riviviamo un mondo che non c'è più, che è passato «dal pennino e il calamaio alla penna stilografica, dalla macchina da scrivere al pc, dal dos al windows e poi ad altri infiniti nuovi marchingegni...»
Un testo ricco di testimonianze, dallo stile emotivo e commovente, in cui l'autore riesce con straordinaria semplicità a restituirci la santità di un ragazzo, ineguagliabile nella grandezza di aver saputo esprimere il meglio della sua generazione e nel poter essere ancora d'aiuto e di modello ai giovani di oggi e di domani. Matteo Farina è modello di fede, di speranza e di positività, in un tempo sempre più complicato e drammatico, e dimostra come la scoperta dell'amore di Dio possa trasformare la quotidianità in occasione e ogni dono terreno in sguardo rivolto verso il cielo, per il bene di tutti coloro che ci circondano.
Ignazio di Loyola è stato senza dubbio un santo rivoluzionario, non solo per la creazione della Compagnia di Gesù che tanto influsso ha avuto nella Chiesa e nella politica, ma anche per l’elaborazione della pratica degli ‘esercizi spirituali’. In modo sorprendente per il tempo, Ignazio coinvolse le donne in questa pratica che conferì loro una consapevolezza di sé e un’autonomia impensabili nel Cinquecento. E fu proprio grazie alle donne ricche e potenti che si radunarono attorno a lui e che lo sostennero con grande forza agli inizi del suo percorso spirituale, che Ignazio riuscì ad aver accesso alle corti papali e imperiali che poi abbracciarono la sua proposta nel pieno della Controriforma. Eppure, lo stesso Ignazio finì per escluderle dall’istituzione che aveva fondato. Una scelta poco comprensibile visto che lo stesso papa Paolo III Farnese aveva inizialmente approvato l’ingresso femminile nella Compagnia, salvo poi, su insistente pressione di Ignazio, estrometterle ufficialmente nel giro di pochi mesi. Perché compie questa scelta? Questa domanda è il centro di una vera e appassionante indagine nella biografia del santo che apre scenari inediti e invita a riconsiderare non solo il passato, ma anche il futuro di una questione che continua a interrogare la Chiesa contemporanea.
Maria Maddalena Frescobaldi (sposata Capponi), dama di compagnia di due granduchesse e madre dello storico, pedagogista e statista Gino Capponi - antesignano dell’unità d’Italia e convinto europeo - è stata dichiarata venerabile da Papa Francesco il 14 marzo 2024. Vissuta in un periodo storico difficile, segnato da illuminismo, giansenismo, quietismo, Rivoluzione francese e invasione napoleonica, Maddalena fu interiormente colpita dalla situazione di sfruttamento della donna, in particolare della prostituta. Si adoperò instancabilmente per restituire alla figura femminile la sua bellezza e dignità originaria. Accolse giovani donne desiderose di cambiare vita e altre libere da esperienze negative, favorendo una comunione centrata sulla memoria della Passione di Cristo e di Maria, fonte di guarigione e riscatto. Dal suo coraggio e dalla sua fede sono sorte nella Chiesa le Suore Passioniste di San Paolo della Croce, che tuttora continuano la sua missione carismatica in 28 nazioni del mondo.